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Giovedi, 11 Dicembre 2025
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Edilizia sanitaria: per l'assessore regionale Verì «l'Abruzzo è senza ritardi»

Respinte al mittente le accuse dell’opposizione su presunti ritardi su case di comunità e ospedali

Il confronto politico sull’attuazione del Pnrr in Abruzzo si accende ancora una volta sul fronte della sanità. L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, ha replicato con fermezza alle accuse del centrosinistra, che nei giorni scorsi aveva denunciato presunti ritardi nella gestione dei fondi destinati alla Missione 6, in particolare per l’edilizia sanitaria e la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità.  

«Credo che la minoranza, prima di lanciare numeri a caso come al solito, farebbe bene a documentarsi meglio e a informarsi su quali sono le scadenze e gli obiettivi intermedi del Pnrr: avrebbe scoperto che l’Abruzzo ha rispettato tutti i target finora previsti ed è in perfetta linea nazionale sull’avanzamento della spesa», ha dichiarato l'assessore regionale Verì, sottolineando come i dati aggiornati confermino la regolarità del percorso regionale.  

Secondo i numeri diffusi dall’assessorato, l’Abruzzo è perfettamente in linea con la media nazionale per lo stato di avanzamento dei progetti e dei relativi pagamenti. Per quanto riguarda le 40 case della comunità, tutti i passaggi amministrativi sono stati completati entro le scadenze stabilite. Lo stato di avanzamento dei pagamenti si attesta al 34 per cento, superiore alla media nazionale del 32: 19,7 milioni di euro già spesi, a fronte di un finanziamento complessivo di 58,9 milioni.  

Le criticità non mancano, ma sono circoscritte. Alcune strutture – Chieti, San Salvo, Pescara, Montesilvano e Teramo – hanno registrato ritardi dovuti a ostacoli urbanistici o a contenziosi giudiziari avviati da comitati di cittadini. Regione e Asl stanno lavorando a soluzioni alternative per superare gli impedimenti.  

Situazione analoga per gli 11 ospedali di comunità. Anche qui il cronoprogramma è stato rispettato e la percentuale dei pagamenti, pari al 26 per cento, e cioè 6,8 milioni su 26,1 complessivi, coincide con la media nazionale. Le difficoltà hanno riguardato San Salvo e Montesilvano, ospitati nelle stesse sedi delle case della comunità, ma le procedure urbanistiche sono state superate. A Pescina i ritardi erano legati al trasloco di alcuni servizi, mentre a Tagliacozzo le aggiudicazioni si sono protratte oltre i termini, ora in fase di completamento.  

L'assessore regionale Nicoletta Verì ha rimarcato che anche per gli interventi più complessi l’impegno della Regione è massimo: «Si sta lavorando per canalizzare i fondi necessari attraverso finanziamenti alternativi. Già oggi, senza gli aggiustamenti per quei progetti in rivalutazione, sarebbero raggiunti gli obiettivi al 90 per cento per le case della comunità e al 65 per cento per gli ospedali di comunità».  

L’assessore ha poi puntato il dito contro la minoranza: «Il problema vero è che in Abruzzo l’opposizione sembra vivere in perenne campagna elettorale. Posso anche comprenderlo, ma a patto di dibattere su fatti oggettivi e attuali, senza far passare come nuovi dati risalenti a mesi fa o, peggio ancora, rispolverando ogni settimana il verbale del tavolo di monitoraggio riferito al 2024, quando siamo ormai a fine 2025».  

 

La Verì ha infine ricordato che i risultati raggiunti sono stati certificati dall’edizione 2025 del Piano Nazionale Esiti dell’Agenas, che conferma la tenuta del sistema sanitario regionale e l’avanzamento dei progetti Pnrr. «Il lavoro che Regione e Asl stanno portando avanti senza sosta, nonostante i tempi stringenti dettati dai cronoprogrammi, consentirà di raggiungere target ancora più alti», ha concluso. 

 
L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 19:29

2% in pìù di occupati in Abruzzo nel primo semestre 2025, sopra la media nazionale

Rimangono le criticità per donne e giovani

Il mercato del lavoro abruzzese conferma nel primo semestre 2025 un andamento positivo, con segnali di crescita superiori alla media nazionale. Secondo l’elaborazione del Centro Studi Cresa, basata su dati Istat, la regione registra poco più di 509 mila occupati, quasi 43 mila persone in cerca di occupazione e 261 mila inattivi. Numeri che, letti nel contesto di un territorio che aveva faticato più di altri a uscire dalla crisi pandemica, delineano un quadro di ripresa, pur con alcune ombre.

Tra gennaio e giugno 2025 gli occupati crescono del 2%, contro l’1,2% dell’Italia. La spinta arriva soprattutto dalla fascia over 50, mentre gli inattivi diminuiscono dello 0,3%, meno che nel Meridione (-1,1%). Ancora più significativa la contrazione delle persone in cerca di lavoro: -15,4%, quasi il doppio rispetto al dato nazionale (-8%) e meridionale (-8,7%). Nel secondo trimestre, i tassi di attività (67,1) e occupazione (61,7) risultano allineati alla media italiana e nettamente migliori rispetto al Sud. Il tasso di disoccupazione si ferma al 7,8%, superiore al 6,6% nazionale ma molto al di sotto del 12,1% meridionale.

Dietro la crescita, però, si nascondono criticità strutturali. La più evidente riguarda la condizione femminile. Le donne inattive sono 172,9 mila, pari al 66% del totale, in aumento di 2,6 mila unità rispetto al 2024 ( 1,5%), mentre gli uomini calano (-3,6%). Le donne attive sono 228 mila, il 41,5% del totale, in flessione di 3,1 mila unità (-1,3%). Tra queste, 209 mila risultano occupate ( 0,7% su base annua, contro il 3% degli uomini), mentre le disoccupate scendono a 19 mila (-19%). Una dinamica che, secondo l’indagine, riflette la riduzione complessiva delle forze lavoro femminili e accentua i divari di genere.

Il quadro giovanile non è meno complesso. Nella fascia 15-34 anni, i tassi di attività e occupazione restano lievemente inferiori alla media nazionale ma migliori rispetto al Sud. Tuttavia, i divari di genere penalizzano le donne in misura più accentuata che altrove. Nel semestre, i nuovi rapporti di lavoro per gli under 30 sono stati 35,6 mila. La maggioranza riguarda contratti a termine (40 su 100), seguiti da stagionali (19), intermittenti (18), somministrazione (11), mentre solo 6 su 100 sono a tempo indeterminato e altrettanti di apprendistato. Una fotografia che evidenzia la prevalenza di forme contrattuali precarie e la difficoltà di consolidare occupazione stabile.

 

In buona sostanza, l’Abruzzo mostra segnali di vitalità, con un mercato del lavoro che cresce più della media nazionale e riduce disoccupazione e inattività. Ma la ripresa non è uniforme: le donne restano ai margini, i giovani faticano a trovare stabilità e la qualità dei rapporti di lavoro continua a rappresentare un nodo irrisolto. Una sfida che, per essere vinta, richiede politiche mirate e interventi capaci di trasformare la crescita quantitativa in progresso sociale ed economico duraturo.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 19:22

Il Parco del castello dell'Aquila ospita l'ottava "Fiera della Magia"

Un "Castello" in festa tra bacchette e pozioni

La magia è tornata a far vivere le vie e gli spazi simbolo dell'Aquila. Da oggi a domenica 14 dicembre, il cuore della città abruzzese, il suggestivo Parco del Castello, si trasformerà in una vera e propria riproduzione onirica del mondo di Harry Potter, ospitando l'attesissima ottava edizione della Fiera della Magia. Un evento che, per la sua portata e la sua scelta tematica di quest'anno, interamente dedicata alla celebre saga letteraria di J.K. Rowling, si annuncia come un polo di attrazione per famiglie, appassionati e curiosi provenienti da tutta la regione e oltre.

L'iniziativa, promossa e organizzata dall'associazione L’Aquila Young sotto la guida del presidente Marcello Di Giacomo, quest'anno si inserisce in una cornice temporale più ampia. Come ha sottolineato lo stesso Di Giacomo in un'intervista al nostro quotidiano, l'evento clou di quattro giorni funge da apripista e "cuore pulsante" di un calendario esteso di iniziative che animeranno la città dal 10 al 31 dicembre, frutto di una sinergia tra diverse associazioni locali.

La scelta della nuova location, lo storico Parco del Castello, non è casuale. È un tentativo ben riuscito di offrire una cornice più vasta e suggestiva per un programma che si preannuncia più ricco che mai. «Siamo all’ottava edizione – ha spiegato Di Giacomo – e stavolta uniamo le forze con altre realtà per un programma esteso fino a fine mese. Ma la Fiera della Magia, nostro elemento distintivo, durerà quattro giorni, dall’11 al 14, e sarà tutta dedicata al mondo di Harry Potter».

L'obiettivo è garantire una vera e propria immersione totale nell'universo del giovane mago. L'area espositiva sarà un tripudio di stand tematici: i visitatori potranno aggirarsi tra bancarelle che offriranno gadget ispirati a Hogwarts, dall'immancabile bacchetta magica alle più curiose pozioni, passando per un vasto assortimento di merchandising ufficiale e artigianale.

L'esperienza andrà ben oltre il semplice shopping tematico. Il programma è ricco di attrazioni interattive pensate per coinvolgere attivamente il pubblico, in particolar modo i più piccoli. Sono previsti spettacoli di illusionismo di alto livello e laboratori dedicati ai "piccoli stregoni" in erba.

Il punto focale dell'animazione saranno i percorsi narrativi che simuleranno l'ambiente delle quattro case di Hogwarts: Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde. Un modo per far vivere ai partecipanti, in totale sicurezza, l'emozione di far parte della celebre scuola di Magia e Stregoneria.

L'atmosfera festiva sarà amplificata anche da una proposta gastronomica a tema. L'area street food non mancherà di proporre specialità che strizzano l'occhio alle delizie letterarie: si potrà gustare dalle zuppe fumanti servite in "calderoni" a dolcetti ispirati alle celebri "rane di cioccolato esplosive" o le famigerate gelatine Tutti i Gusti.

«Aspettiamo famiglie da tutta la regione – ha concluso Di Giacomo – per un weekend di divertimento puro, sicuro e accessibile». L'evento si conferma family-friendly, con ampie aree gioco ad accesso gratuito e orari pensati per favorire la partecipazione di tutti: l'apertura è prevista tutti i giorni dalle 10 alle 22.

Dietro l'incantesimo della Fiera si cela anche un profondo significato civico. L’associazione L’Aquila Young è da anni una forza motrice nel tessuto cittadino post-terremoto, utilizzando manifestazioni di questo calibro per rivitalizzare gli spazi pubblici e favorire l'aggregazione sociale. La Fiera della Magia, dunque, non è solo un momento di svago, ma anche un volano per la promozione del commercio locale e per dare visibilità ad artisti emergenti del territorio.

L'ingresso è libero per tutti i visitatori. Per partecipare a specifici workshop o laboratori interattivi, però, l'organizzazione consiglia di effettuare una prenotazione attraverso il sito ufficiale dell'evento, al fine di gestire al meglio l'affluenza.

 

In un dicembre tradizionalmente legato alle festività natalizie, L'Aquila riesce a coniugare tradizione e modernità, trasformandosi in una capitale italiana della fantasia, capace di unire la comunità in un incantesimo collettivo.

 
L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 16:26

L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila apre le porte ai giovanissimi

Per il direttore Brandizzi: «La creatività è motore economico»

Una giornata dedicata alla scoperta dell'alta formazione artistica, quella che si è tenuta ieri all'Aquila, ponendo il capoluogo di Regione al centro di un dialogo vibrante tra l'eccellenza accademica e le nuove generazioni. L'iniziativa, promossa congiuntamente dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Istruzione, ha visto l'Accademia di Belle Arti dell'Aquila spalancare le sue porte a giovanissimi studenti di Loreto Aprutino, trasformandosi in una vetrina per i percorsi formativi di alta specializzazione che costituiscono un pilastro per il panorama artistico nazionale.

Ad illustrare la portata dell'evento e il suo significato strategico è stato il Direttore dell'Accademia, Marco Brandizzi, il quale ha immediatamente inquadrato l'iniziativa nel contesto più ampio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). I fondi destinati a progetti per l’istruzione e la cultura trovano in momenti come questo una traduzione concreta, un veicolo per accelerare la consapevolezza dei ragazzi sulle opportunità che l'arte, intesa come disciplina strutturata, può offrire.

Il messaggio centrale lanciato dal Direttore Brandizzi è dirompente nella sua chiarezza e tempestività: la creatività come progetto. Interrogato sul contenuto fondamentale da trasmettere ai giovani partecipanti, Brandizzi ha espresso una visione netta, che va oltre la concezione romantica dell'ispirazione estemporanea. «La creatività è un elemento fundamentalissimo nella società e va organizzata», ha spiegato il Direttore, sottolineando come il talento artistico debba essere inserito in un processo rigoroso e metodico, strettamente legato alla progettazione.

In un momento segnato da complesse transizioni, da quella digitale a quella ecologica, l’arte non è più confinata al solo ambito dell'espressione personale, ma emerge con forza come strumento di innovazione e leva economica. «La creatività genera economia», ha incalzato Brandizzi, evidenziando il potenziale produttivo di un settore troppo spesso sottovalutato nelle sue ricadute pratiche e occupazionali.

L’Accademia dell’Aquila, istituzione di riferimento a livello regionale, si posiziona così come un vero e proprio incubatore di talenti, invitando i giovani a «strutturare il talento creativo, trasformandolo in valore concreto» per il tessuto sociale ed economico del territorio aquilano e dell'intero Paese. L'iniziativa è vista in quest'ottica come un momento fondamentale per rafforzare la sinergia tra il sistema scolastico, l'alta formazione universitaria e il mondo artistico-professionale, garantendo ai giovanissimi un primo, fondamentale contatto con un futuro professionale dinamico e in rapida evoluzione.

L'impegno del Governo nel rilancio culturale, in un’area colpita duramente dal sisma e successivamente dalla crisi pandemica, trova nell'Accademia e nelle sue iniziative un caposaldo. Questi incontri, nelle intenzioni del Direttore Marco Brandizzi, devono servire a ispirare le nuove generazioni, portandole a vedere nell’arte non un semplice hobby o una passione secondaria, ma una vera e propria leva strategica per lo sviluppo economico e sociale. L'alta formazione artistica aquilana, con le sue eccellenze, si candida dunque a plasmare i creativi di domani, capaci non solo di esprimersi, ma di innovare e di produrre valore tangibile.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 16:18

Quattro progetti Univaq, nella graduatoria del Fondo italiano per la Scienza

Finanziati tre progetti per un totale di 4 milioni e mezzo di euro

Presentati questa mattina nella sede del rettorato dell'Università degli studi dell'Aquila i quattro progetti di Univaq entrati in graduatoria nell'ultimo bando FIS, il Fondo italiano per la Scienza. Di questi 3 sono stati finanziati per un totale di 4.5 milioni di euro. Il Fondo Italiano per la Scienza è un fondo istituito dal Ministero dell'Università e della Ricerca per finanziare la ricerca di base nei principali settori scientifici, dalle scienze della vita all'ingegneria, fino all'area medico-scientifica e alle scienze umane e sociali e quest'anno ha distribuito 475 milioni di euro.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 15:26

In provincia di Teramo quest’inverno non si scia

Salvo improvvisi colpi di scena sia le stazioni sciistiche di Prati di Tivo che quelle di Monte Piselli resteranno chiuse

Quest’inverno gli amanti dello sci che speravano di poter trascorrere qualche ora o giorno sulle montagne teramane dovranno cambiare destinazione. Oppure accontentarsi di andare su e giù con lo slittino. Addio alla stagione invernale sia a Prati di Tivo che sul Monte Piselli. Impianti chiusi, in entrambe le località. Perché tutto questo? Per quanto riguarda San Giacomo, quindi Monte Piselli, spiega il presidente della Provincia di Teramo Camillo D’Angelo, «si tratta di una vicenda legata ad una mancata realizzazione dell'opera a seguito di un finanziamento ottenuto anni fa. Ricordo che per 10 anni ho fatto il presidente in quell'ente nel Consorzio Turistico Monti Gemelli dal 2007 al 2017. Ho lasciato quell'ente con un bilancio favorevole e positivo, dopodiché la gestione è passata alla compagina ascolana così come da statuto, perché c'è un'alternanza. Nel 2021 quel Consorzio ha ottenuto 12 milioni e mezzo di euro di finanziamenti. Ad oggi ancora non c'è stata la capacità di spendere quelle somme, quindi è chiara l'inerzia ma soprattutto la mancanza di visione di quella montagna. Tanto che il commissario Castelli, proprio nella prossima cabina di regia, ha già annunciato che toglierà al Consorzio la capacità di essere soggetto attuatore e lo darà all'Ufficio speciale della ricostruzione della Regione Marche. Quindi questa è la chiara censura di un operato che è dannoso per quella montagna. Ora il tentativo del sindaco di Ascoli di voler dare la colpa a qualcun altro che soprattutto non è né gestore né partecipante della CDA è davvero peregrina come ipotesi, perché il Comune di Valle Castellana e la provincia di Teramo sono semplicemente soci dell'Assemblea, non hanno a che fare con la gestione ordinaria del Consiglio dell'Amministrazione né con la Presidenza. Mi sembra un tentativo davvero maldestro e mal riuscito di voler dare la colpa a qualcun altro». La questione Prati di Tivo è molto diversa ma anche qui il presidente della Provincia spiega lo stato dei fatti: «Mentre a San Giacomo ci sono i soldi che non sono stati spesi, a prati di Tivo c'era un contenzioso legato, come oramai è noto, ad una compravendita non riuscita che ha generato diverse cause. Tutte le sentenze sono favorevoli ad oggi sia in primo grado che in appello alla Provincia e a GST. Adesso stiamo riprendendo in maniera coatta, perché in maniera bonaria non ci siamo riusciti, gli impianti di risalita. Non appena il Tribunale ci rassegnerà gli impianti in maniera coatta attraverso l'Ufficiale Giudiziario, torneremo nella disponibilità di quegli impianti fisicamente, poi potremo fare il piano di revisione generale o tutto ciò che sarà necessario per far ripartire gli impianti e quindi non avere più interruzioni». Ma il vero problema resta quello delle tempistiche: «Il termine è quello dell'Ufficiale Giudiziario. Non è ancora stata fissata una data per il sopralluogo e per la riconsiglia degli impianti. Appena fissata quella data da quel giorno secondo quello che è la procedura noi saremo ufficialmente proprietari, torneremo nel possesso della struttura e quindi delle chiavi e dal giorno dopo immediatamente ci metteremo al lavoro per fare tutto quanto necessario per far ripartire gli impianti sperando che i danni comunque siano limitati». Tutto questo fa presagire che prima di Pasqua gli impianti non potranno ripartire anche perché i lavori dovrebbero compiersi in un periodo di alta stagione invernale: «Sostanzialmente - ammette D’Angelo - è un periodo non favorevole per fare quegli impianti perché tutte le imprese che fanno quel tipo di lavoro sono impegnate durante questa stagione nei vari impianti italiani. Certo è che cercheremo di trovare qualunque impresa disponibile che possa farlo nel minor tempo possibile». In sintesi quest’inverno in provincia di Teramo non si scia.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:57

Montesilvano, Pd contro Asl e Marsilio: per l'ospedale di comunità cantiere fermo

La Asl approva il progetto per l'ospedale di comunità in via Inghilterra ma con costi lievitati a carico dei cittadini

Il termine ultimo per la realizzazione della casa di comunità in via Inghilterra a Montesilvano è fissato a marzo 2026, ma il cantiere è ancora fermo. È il consigliere dem Antonio Blasioli a tornare sul posto, nel suo viaggio sui cantieri immaginari della giunta Marsilio.  Solo lo scorso 4 novembre, il Partito democratico aveva denunciato come a cinque mesi dalla scadenza per l’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, non ci fosse neppure un accenno di cantiere. Areacom, l’agenzia regionale di committenza, ha aggiudicato l’appalto per la redazione del progetto esecutivo e l’esecuzione effettiva dei lavori, il 28 settembre 2023. Con la denuncia di novembre, da parte del Partito democratico, la Asl di Pescara ha dichiarato che il progetto sarebbe stato approvato entro 15 giorni e i lavori sarebbero partiti entro la fine dello scorso mese ma, di fatto, il cantiere è ancora fermo. Dalla lettura della delibera, inoltre, si apprende che la Asl che sta gestendo l'appalto, ha fatto lievitare i costi di un milione e 600mila euro, passando da 5,4 a 7 milioni complessivi per il costo di realizzazione. «Tutto questo per una serie di errori che sono stati compiuti dalla Asl e dalla Giunta regionale a guida Marsilio a cui chiediamo il conto naturalmente, per i ritardi, perché c'è il serio rischio che a marzo 2026, il termine ultimo per il completamento di questi lavori, non venga rispettato. Una risposta possibile da parte della Giunta poi, potrebbe essere la scelta di collaborare con il comune di Montesilvano, e ci auguriamo che il sindaco De Martinis si faccia sentire sul tema, per chiedere che i fondi della missione 6 che riguardano la salute vengano utilizzati in altro modo per il Comune».

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:45

Teramo: tornano gli ambulatori mobili nelle aree interne della provincia

Il manager della Asl Di Giosia: «L’assistenza primaria sempre più vicina al cittadino»

Presentata la nuova fase del progetto degli ambulatori mobili per le aree interne della provincia. Avviata nel gennaio 2024 con tre camper attrezzati, l’iniziativa ha garantito negli ultimi due anni l’accesso ai servizi sanitari di base ai cittadini residenti in territori montani caratterizzati da bassa densità abitativa. All’incontro hanno preso la parola il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, la responsabile dell’Ufficio Governance delle aree interne della Regione Abruzzo Francesca Visione, l’amministratore unico del Consorzio Punto Europa Filippo Lucci, il presidente della cooperativa Momiss Maurizio Erodiani e i sindaci dei Comuni capofila Catiuscia Cacciatore (Arsita) e Manuele Tiberii (Colledara). Nel corso della conferenza è stato tracciato il bilancio della prima fase del progetto che ha coinvolto 11 Comuni. In totale sono state erogate 17.320 prestazioni, tra cui oltre 5.800 prelievi del sangue, circa quattromila rilevazioni dei parametri vitali e quasi 3.500 prenotazioni Cup. La presenza dei camper è stata molto apprezzata dalla popolazione, segno che il progetto ha risposto concretamente ai bisogni dei cittadini più fragili e con difficoltà negli spostamenti. La nuova fase del progetto, resa possibile grazie alla collaborazione con i sindaci del territorio che hanno destinato parte dei fondi Snai agli ambulatori mobili, prevede un ampliamento: i comuni serviti salgono a 15 e la qualità dell’offerta viene ulteriormente potenziata: sui camper, dotati di elettrocardiografo ed ecografo, sarà garantita la presenza di un medico dell’Unità di continuità assistenziale (Uca) con possibilità di attivare servizi di telemedicina. Le attività continueranno a essere gestite dalla cooperativa Momiss che metterà a disposizione operatori socio-sanitari e infermieri. I comuni in cui il servizio sarà garantito per i prossimi 20 mesi sono: Castilenti, Montefino, Arsita, Castiglione Messer Raimondo, Civitella del Tronto, Cortino, Crognaleto, Fano Adriano, Pietracamela, Rocca Santa Maria, Valle Castellana, a cui si sono aggiunti Torricella Sicura, Colledara, Penna Sant’Andrea e Castelli. Il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia ha evidenziato: «Nei quasi due anni in cui i camper hanno girato per 11 comuni possiamo dire che abbiamo centrato l’obiettivo di portare l’assistenza primaria sempre più vicina al domicilio del cittadino, tanto più che si tratta di persone spesso fragili, perché anziane e malate, per le quali spostarsi fino al presidio sanitario più vicino rappresenta un problema. Il fine è sempre lo stesso: assicurare un servizio sanitario di prossimità al cittadino residente in zone a bassa densità abitativa, in cui in pochi risiedono in un vasto territorio caratterizzato oltretutto da una viabilità difficile, tipica delle zone di montagna per cui tra un comune e l’altro spesso si deve scendere a valle per poi risalire».

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:32

Legge di bilancio 2026: Cgil proclama lo sciopero nazionale

Manifestazioni in tutta Italia in programma il 12 novembre, anche l'Abruzzo incrocia le braccia, appuntamento a L'Aquila alla Villa comunale

Lo stop nazionale proclamato per il 12 dicembre 2025 coinvolgerà in modo uniforme l’intero panorama lavorativo, toccando sia le attività pubbliche che quelle private, comprese le realtà in appalto e i servizi di supporto. La mobilitazione indetta da Cgil ha l'obiettivo di modificare la manovra di bilancio 2026, considerata del tutto inadeguata a risolvere i problemi del Paese. I lavoratori incroceranno le braccia per rivendicare l’aumento del potere di acquisto di salari e pensioni, per dire no al riarmo e sostenere investimenti in sanità, istruzione, servizi pubblici e politiche industriale. Per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile e contrastare la precarietà. Effetti che si ripercuotono negativamente a livello regionale, come osserva il segretario generale di Cgil Abruzzo e Molise Carmine Ranieri: Abruzzo che scende in strada, l'appuntamento è alle ore 10.00, alla Villa comunale dell'Aquila. «Si tratta di una legge di bilancio che non risolve i problemi del Paese, un Paese in cui la produzione industriale è ferma da oltre 30 mesi, dilaga la cassa integrazione, anche la situazione in Abruzzo è drammatica e in questa legge non ci sono le risorse per rilanciare gli investimenti e implementare politiche industriali efficaci. Bisognerebbe rilanciare la domanda interna e quindi, operare una forte detassazione sulle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori, su questo solo briciole dal Governo Meloni ma con le addizionali regionali messe in campo dal Governo Marsilio, non si vedrà nessun beneficio; poi c'è un basso finanziamento del sistema sanitario, in una regione dove già abbiamo un deficit elevato e vediamo i tagli che insistono su questo settore, per le pensioni si peggiora la legge Fornero. Una legge di bilancio sbagliata che si preoccupa dell'ennesima rottamazione delle cartelle e di aumentare la disponibilità del contante, aiutando l'economia sommersa e non prevede una lotta adeguata all'evasione fiscale, quindi dall'altro lato a pagare sono sempre lavoratori e pensionati. Il 12 dicembre ci saranno manifestazioni in tantissime piazze italiane, per l'Abruzzo e il Molise saremo in piazza a L'Aquila, sono previsti 20 pullman in partenza, con ritrovo alle 10 alla Villa comunale. In conclusione nel 2026, la Giunta Marsilio ha aumentato le tasse ai cittadini abruzzesi, questo è il regalo di questa Giunta».

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:27

A Roseto nascerà il nuovo polo scolastico “Saffo”

Il progetto è vincitore del The Plan Award 2025

La procedura concorsuale per la realizzazione del nuovo Polo scolastico Saffo a Roseto degli Abruzzo si è articolata in due fasi e si è sviluppata dal 2023 e conclusa nel 2025. Il progetto vincitore è risultato quello della Officina Tecnica srl, progetto che quest’anno ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale, risultando vincitore del The Plan Award 2025 nella categoria “Education/Future”, sezione dedicata alle esperienze di eccellenza nell’ambito dell’architettura scolastica e della didattica contemporanea. «Questo progetto vincitore, selezionato dalla Provincia di Teramo nella gara d’appalto, risponde a sfide sia educative che ambientali, rafforzando il legame tra scuola, natura e comunità» si legge fra le altre cose nella motivazione dei giurati del The Plan. Per la progettazione è stato necessario collocare la scuola in uno spazio fisico e, in assenza di altra area comunale disponibile, il nuovo Saffo è stato previsto in una zona contigua all’Istituto “Moretti” in località Voltarrosto. Questa collocazione ha consentito di configurare un campus scolastico integrato, nel quale più istituzioni scolastiche insistono sul medesimo ambito, condividendo infrastrutture e sinergie didattiche. Dal punto di vista urbanistico, come già richiamato, l’area è classificata come zona F – sottozona F3 “Attrezzature ed impianti pubblici”, per cui l’insediamento di una nuova struttura scolastica risulta perfettamente coerente con le previsioni di piano. Il progetto è stato presentato nella sala consiliare della Provincia alla presenza, fra gli altri, dei rappresentanti della comunità scolastica Achille Volpini e William Di Marco, del Comune di Roseto con il sindaco Mario Nugnes e il vicesindaco Angelo Marcone, il consigliere regionale Ennio Pavone, i professionisti del team di Officina Tecnica srl, la presidente dell’Ordine degli ingegneri Micaela Forcella, il dirigente tecnico Francesco Ranieri che ha curato la complessa procedura di gara, il consigliere delegato all’edilizia, Flavio Bartolini. «Un progetto che risponde perfettamente all’idea che stiamo promuovendo sin dall’inizio del mandato: poli scolastici come campus, aperti alla comunità, con spazi e luoghi pensati per essere vissuti tutto il giorno dove l’ambiente interno dialoga con quello esterno e con la comunità” – ha sottolineato il presidente della Provincia, Camillo D’Angelo che ha aggiunto: «Ora il liceo Saffo ha un progetto, che porta in dote un riconoscimento dal prestigio internazionale e mi pare un buon viatico: noi abbiamo già avviato un dialogo con Regione e Ministero per trovare la copertura finanziaria». Sulla ubicazione della scuola, come noto, nella città di Roseto c’è un dibattito aperto: «Intanto abbiamo un progetto – ha sottolineato il sindaco Nugnes – questo rende il confronto più concreto, partiamo da qui per arrivare ad una sintesi». A illustrare il progetto gli architetti Guido Iampieri e Sabrina Romani. Il complesso è dimensionato per circa 900 studenti. Di seguito le principali caratteristiche: sono previste 36 aule; una mensa di circa 385 m², collocata al piano terra, dimensionata in relazione al fabbisogno del Polo e potenzialmente utilizzabile anche da altre scuole del comparto; una struttura sportiva articolata su due livelli, parzialmente ipogea, con superficie complessiva di circa 1.491 m² e tribune per 96 spettatori, idonea sia all’uso scolastico sia ad attività extrascolastiche di carattere sportivo e associativo. Atrii, agorà, corridoi e aree di sosta per circa 1.868 m², concepiti non come spazi residuali ma come parte integrante dell’ambiente di apprendimento; un’area a parcheggio interrato destinato al personale scolastico con 36 posti auto, un parcheggio in superficie con 48 posti auto a servizio dell’utenza esterna, oltre a stalli per motocicli e biciclette; l’insieme delle aree di sosta e manovra occupa una superficie complessiva di circa 4.150 m²; ampi spazi verdi a disposizione. La distribuzione interna è organizzata attorno a uno spazio centrale riconoscibile, l’agorà, che costituisce il fulcro funzionale e percettivo dell’intero complesso, dal quale si diramano i percorsi verso le aule, i laboratori e gli spazi collettivi. L’agorà svolge una duplice funzione: da un lato nodo distributivo primario, dall’altro luogo di incontro, sosta e socialità. In prossimità delle aule e dei connettivi principali sono collocati ambienti destinati a laboratori, attività specialistiche, sale riunioni e spazi per il sostegno. Il progetto, infine, riconosce agli spazi esterni un ruolo strutturale. L’area viene trasformata in un campus verde nel quale il sistema edilizio e quello paesaggistico sono strettamente integrati. Sono previsti: orti didattici e frutteto scolastico, destinati ad attività laboratoriali e percorsi educativi su biodiversità, agronomia, alimentazione; “aule all’aperto”, ossia spazi esterni attrezzati (sedute, tavoli, punti di ombreggiamento) per lo svolgimento di lezioni e attività collettive; percorsi pedonali alberati e zone di sosta che favoriscono la socializzazione e l’uso informale degli spazi. Il cronoprogramma prevede una durata dei lavori pari a 24 mesi dall’avvio del cantiere, con una sequenza di fasi che consente la sovrapposizione controllata delle lavorazioni strutturali, impiantistiche e di finitura.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:30

A Teramo si preannuncia un’Assise civica infuocata

Il biodigestore in contrada Carapollo probabilmente domani animerà il Consiglio

Prima o poi doveva tornare a riunirsi il Consiglio comunale a Teramo. E accadrà domani mattina. E sarà molto probabilmente la “resa dei conti”. Perché, come ricorderete, nei precedenti due incontri, il primo è saltato per la mancanza del numero legale dovuto a cinque assenze nella maggioranza e il secondo non è neanche partito perché l’intera maggioranza ha dato forfait. Domani però, maggioranza e opposizione torneranno a scontrarsi, salvo ulteriori non previsti e non prevedibili colpi di scena, tornando a discutere in aula. All’ordine del giorno numerosi punti, non di certo, sempre secondo le previsioni, utili a creare bagarre. Si tratta, infatti, di riconoscimenti di debiti e quindi variazioni di bilancio. Ma, spiccano, tra i punti all’esame dell’ordine del giorno, l’approvazione del progetto di fattibilità del biodigestore in contrada Carapollo per un importo complessivo di oltre 43 milioni di euro e la mozione del consigliere Luca Corona che verte sulla proposta di ristoro per il quartiere di Villa Pavone proprio in relazione alla realizzazione del biodigestore. Semplice immaginare quanto questo argomento scalderà gli animi nell’opposizione. Perché, come anticipato nei giorni scorsi, la realizzazione del biodigestore che prevede il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti di 14 milioni non è andata giù alla minoranza. In particolare tra l’opposizione si è scaldato sul tema il consigliere della Lega Berardo Rabbuffo, affiancato successivamente dal consigliere regionale Paolo Gatti: «Se alcuni aumenti, da 28 a 32 milioni, sono dovuti all’adeguamento dei prezzi, ci sono nuovi costi per 6 milioni frutto delle indicazioni date dalla Soprintendenza e che attengono questioni meramente architettoniche: dal bosco verticale all’uso di superfici colorate da alternare a alle vetrate, solo per fare qualche esempio. Serviranno puoi, oltre ai 43 milioni di euro per il biodigestore dei quali 15 con mutuo, altri, soldi per adeguare la viabilità della zona. Non possiamo essere d’accordo» spiega Rabbuffo. Ecco perché spiccherà in Consiglio anche la mozione di Corona che propone un ristoro al quartiere di Villa Pavone: innanzitutto in tema di viabilità, che sarà comunque modificata, ma anche per eventuali problemi che l’impianto di lavorazione dei rifiuti potrebbe causare una volta realizzato in termini di rumori ed eventuali cattivi odori. Ma, a prescindere da questo, difficile immaginare che ad inizio lavori non si torni a rivangare sui due Consigli comunali precedenti saltati e che il biodigestore non sarà al centro delle polemiche. Vedremo.

L'Aquila 10 Dicembre 2025 ore 14:20

L'ambasciatore australiano incontra la famiglia nel bosco di Palmoli

Per la tutrice Maria Luisa Palladino occorre ragionare con i genitori sull'obbligo scolastico. L'avvocato Solinas Nathan e Catherine sono collaborativi

Nessuna dichiarazione dall'ambasciatore australiano in Italia, a seguito della visita nella casa famiglia di Vasto, la struttura protetta dove dal 20 novembre, si trovano i bambini della famiglia nel bosco di Palmoli. La madre, Catherine Birmingham, vive nello stessa struttura, ma può vedere i figli solo durante i pasti. Presenti anche la curatrice speciale, Marika Bolognese, e la tutrice, Maria Luisa Palladino, nominate dal tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Lo scorso 4 dicembre proprio il tribunale per i minorenni dell'Aquila, presieduto da Cecilia Angrisano, si è riservato sulla richiesta di revoca dell'allontanamento dei bambini dall'abitazione di Palmoli. «Siamo tutti sereni - ha dichiarato la tutrice Maria Luisa Palladino, prima di incontrare i diplomatici australiani. Per la revoca dell'allontanamento, occorre ragionare con i genitori sull'obbligo scolastico che il nostro ordinamento prevede». Prosegue dunque il periodo di osservazione all'interno della struttura protetta e si attende la decisione del tribunale. Piena collaborazione da parte dei genitori Nathan e Catherine, ha tenuto a precisare l'avvocato Danila Solinas, anche lei intervenuta in occasione della visita dell'ambasciata australiana. «Le tempistiche non dipendono da me, spero che il Tribunale accolga con favore tutti gli elementi nuovi emersi a seguito dell'ordinanza: la casa, i vaccini, l'apertura al dialogo da parte della coppia. I figli sono dei genitori, non sono dello Stato» ha detto ancora Solinas auspicando quanto prima il ricongiungimento. Sulla visita del console australiano l'avvocato ha precisato che non ci sono piani B. «Il ritorno della famiglia in Australia non è oggetto di attenzione. Il tribunale valuterà la volontà di ovviare alle criticità emerse, e lo farà con grande equilibrio, perché il diritto minorile è un diritto di equilibrio».

L'Aquila 09 Dicembre 2025 ore 17:22

Aca: slitta la fine dei lavori su Corso Vittorio. Lavoratori addobbano il cantiere

Pausa dal 19 dicembre al 7 gennaio. A rischio le attività commerciali nel periodo dei saldi

È venuta meno la promessa di Aca in merito alla conclusione dei lavori sul tratto centrale di corso Vittorio Emanuele a Pescara, che secondo i piani sarebbero stati portati a termine entro fine novembre. Lavori che, per evitare ulteriori disagi ai commercianti e ai residenti della zona durante le festività natalizie, ha fatto sapere Aca, andranno avanti fino al 19 dicembre per riprendere poi il 7 gennaio. Una situazione che però non fa tirare un sospiro di sollievo ai commercianti della zona, che al contrario, questa mattina sono scesi in strada per esprimere la totale disapprovazione il loro rammarico con un gesto simbolico. «Ieri, l’altro ieri, abbiamo addobbato le nostre abitazioni. Oggi addobbiamo Corso Vittorio che per noi è la seconda casa, e la dobbiamo con queste palline che vogliono essere una piccola denuncia, pur rimanendo nella gioia natalizia, per testimoniare il nostro dissenso alla scelta di Aca», così Antonio Di Giosafat, presidente dell’associazione “Amici di Corso Vittorio“. Una protesta pacifica a tema natalizio per sottolineare i forti disagi con i quali i lavoratori hanno a che fare ogni giorno. La decisione di Aca infatti, che come hanno spiegato i commercianti ha già compromesso lo shopping pre-natalizio, rischia ora di danneggiare anche il periodo dei saldi che partiranno il 3 gennaio. «Natale su Corso Vittorio è un Cinepanettone. Ci auguriamo di poter mangiare in pace questo panettone, ma siamo certi che sarà un boccone amaro», ha aggiunto Di Giosafat. Obiettivo della protesta è quello di ottenere un incontro ufficiale con il presidente del consiglio d’amministrazione Aca, l’ingegner Giovanna Brandelli e il Direttore Generale, il Dottor Marco Santedicola, per ricevere delucidazioni e rassicurazioni in merito a tempistiche e fasi successive dei lavori. «Ci auguriamo che quest’addobbo sia un unicum. Oggi rinnovo l’invito, per chi volesse, a riportarsi a casa, anche come souvenir, la pallina di Corso Vittorio. È una pallina sospesa, le potete prendere per addobbare il vostro albero, noi abbiamo addobbato quello che per noi è il cantiere ormai diventato caro», ha concluso Di Giosafat.

L'Aquila 09 Dicembre 2025 ore 15:23

allarme dell'Opposizione: «L'Aquila è sempre più anziana, il Welfare arretra del 30%»

«Sulle politiche sociali l'Amministrazione non risponde»

L'Aquila sta vivendo una trasformazione demografica che, come una silenziosa frattura, sta ridefinendo il tessuto sociale della città. I numeri sono eloquenti e lanciano un monito che, secondo l'opposizione di centro-sinistra, l'attuale Amministrazione di destra starebbe colpevolmente ignorando. Un quarto della popolazione ha superato i 64 anni, mentre gli under 14 si attestano appena all'11%. Questa è l'istantanea di una città che invecchia rapidamente, richiedendo una profonda e urgente ricalibratura delle politiche di welfare.

«È un dato che dovrebbe far riflettere e spingere chi governa a ripensare in profondità le politiche sociali, a rafforzarle, a modernizzarle, a farne una priorità assoluta», denunciano in una conferenza stampa a Palazzo Margherita d'Austria, i consiglieri di minoranza Stefania Pezzopane, Simona Giannangeli e Paolo Romano. E invece, il quadro che emerge è di segno opposto: per i consiglieri d'opposizione «la città invecchia, ma i servizi arretrano, e la maggioranza di destra continua a sottrarsi a ogni confronto».

Il "nocciolo" della denuncia di Pezzopane, Giannangeli e Romano, risiede in un dato concreto, estrapolato dal rendiconto dello stesso settore comunale: le prestazioni rivolte agli anziani sono diminuite del 30% negli ultimi anni.

«Non è un dettaglio tecnico, né un fenomeno marginale», spiegano i tre esponenti. «Significa che una parte della popolazione più fragile, quella che avrebbe più bisogno di sostegno, non riesce più a intercettare i servizi. E quando un anziano in difficoltà non arriva ai servizi, o non ci arriva più, diventa invisibile. Invisibile al Comune, invisibile al sistema di welfare, invisibile alla comunità».

Questa contrazione dei servizi essenziali è il contesto in cui si è inserita l'ultima e spinosa discussione in Consiglio Comunale, in occasione dell'analisi del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del bilancio dell'Ex-ONPI (Ente Opera Nazionale Pensionati d’Italia), ora CSA (Centro Servizi Anziani).

Quello che avrebbe dovuto essere un momento di verità e responsabilità sul futuro dell'ente, strategico per le politiche sociali, secondo i consiglieri di opposizione, si è trasformato nell'ennesima occasione mancata e in un esercizio di elusione da parte della maggioranza.

I temi cruciali sollevati dall'opposizione hanno trovato un muro di silenzio. Non c'è stata risposta sulle urgenti stabilizzazioni dei lavoratori precari che da anni sostengono l'erogazione dei servizi con professionalità, né sulla mancata nomina del componente del Consiglio di Amministrazione. Ma il punto più dolente riguarda il Centro Alzheimer, annunciato in «pompa magna» nel 2022 come prossima apertura e ora, di fatto, «scomparso dall'agenda dell'amministrazione».

«Il Sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha evitato di rispondere, l’Assessora non ha saputo dire a che punto sia il percorso: è un silenzio che pesa, perché pesa sulla vita delle persone», incalzano i consiglieri, sottolineando come l'immobilismo politico stia avendo un impatto diretto sulla quotidianità dei cittadini più fragili.

La critica dell'opposizione si estende a una «disattenzione strutturale» che investe l'intero sistema di assistenza. Si evidenzia come i 20 centri anziani della città, dalle frazioni al centro storico, operino con gravi problemi di erogazione dei fondi e siano ancora oggi regolamentati da statuti risalenti agli anni Ottanta, con l'aggravante che la loro gestione viene affidata addirittura a un regolamento pensato per gli eventi culturali.

Una situazione che denuncia una profonda assenza di visione, secondo i tre consiglieri. Mancano i centri diurni per gli over 64 e si registra un pesante deficit anche nella programmazione del trasporto pubblico verso i centri di riabilitazione. «Abbiamo una popolazione sempre più anziana, ma un welfare che si restringe, che si burocratizza, che perde contatto con la quotidianità delle persone», concludono Pezzopane, Giannangeli e Romano.

Per invertire questa rotta, i tre consiglieri hanno ribadito l'urgenza di una riorganizzazione dell’Ex-ONPI/CSA, che dovrebbe diventare il «cuore del welfare cittadino». Un polo in cui far convergere servizi, risorse e progettualità, in stretta sinergia con la ASL e le realtà locali.

«Se non costruiamo un modello integrato, se non aggiorniamo strumenti e regole, se non ridiamo dignità agli operatori e alle famiglie, rischiamo di perdere il contatto con una parte sempre più ampia della città», è l'appello.

L'ordine del giorno presentato è articolato e mira a una profonda riforma. Chiede trasparenza, pianificazione, sostegni concreti alle famiglie colpite dall'Alzheimer, stabilità occupazionale e, soprattutto, il trasferimento della competenza dei centri anziani dalle politiche sociali al CSA. È, secondo i proponenti, un «lavoro serio, fondato su dati e bisogni reali» e un «appello alla responsabilità».

L'efficacia di questa iniziativa, però, è subordinata a una condizione amara: «deve trovare una maggioranza disposta almeno ad ascoltare. E oggi, purtroppo, questo ascolto non c’è».

 
L'Aquila 09 Dicembre 2025 ore 15:17

Pescara. Centro per l'Impiego: da Via Passolanciano a Piazza Garibaldi

Le opposizioni pronte a dare battaglia in Consiglio comunale quando la delibera per comprare l'edificio sarà discussa

Arriva dal Comune di Pescara la notizia secondo cui il nuovo Centro per l’Impiego si troverà in piazza Garibaldi dopo l’acquisto dell’edificio ex Santesfar a 2 milioni di euro. Un annuncio che porta con sé forti polemiche da parte dell’opposizione. A descrivere l’operazione come “antieconomica” è il consigliere Domenico Pettinari: «Spendere 2 milioni di euro per acquistare una struttura a fronte di un affitto annuo attuale di 53 mila euro non mi sembra proprio una operazione conveniente se si pensa che in 40 anni di affitto il Comune avrebbe raggiunto la stessa cifra», ha detto. Seconda criticità sarebbe l’irrisorio guadagno in termini di metri quadri aggiuntivi, pari a 59, che andrebbero a costare all’amministrazione 34 mila euro al metro quadro, cifra che secondo l’ex pentastellato sarebbe ingiustificabile. Altro tasto dolente sarebbero la mancanza di parcheggi oltre agli ulteriori costi da affrontare, che portano il consigliere a chiedersi come dei 17 edifici di proprietà del Comune nessuno risponda alle caratteristiche necessarie e che, di contro, lo stesso ente ha messo in vendita. Una polemica cui si aggiunge anche quella del Partito democratico con il capogruppo Piero Giampietro che si chiede cosa abbia impedito all’amministrazione di puntare sugli immobili comunali decadenti, anziché spendere risorse pubbliche per acquistare immobili privati. «Lo chiederemo alla giunta Masci- ha detto Giampietro- e valutiamo anche di chiederlo anche alla Corte dei Conti». A replicare è il capogruppo comunale di Fratelli d’Italia Roberto Carota, che lo definisce un punto strategico, facilmente raggiungibile e in linea con gli obblighi dei Comuni previsti dal Piano di potenziamento dei Centri per l’Impiego e delle politiche attive della regione, al contrario della sede di via Passolanciano. Una polemica partita a mezzo stampa, destinata ad esplodere in sede di consiglio comunale.

L'Aquila 09 Dicembre 2025 ore 15:06