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Gli universitari borsisti Adsu potranno usufruire degli alloggi di via Balzarini
36 appartamenti e 111 posti letto con il progetto “StudiHub”
Trentasei appartamenti e centoundici posti letto: sono questi i numeri del progetto “StudiHub” la nuova realtà di housing universitario di Teramo nelle palazzine di via Balzarini, precedentemente destinate agli alloggi Ater, come noto, al centro delle polemiche. La struttura dispone di 36 appartamenti di nuova costruzione, dotati di tecnologie domotiche e realizzati secondo i più recenti standard antisismici. Complessivamente sono disponibili 111 posti letto, suddivisi tra camere singole e posti in camere doppie. Le residenze sono progettate per coniugare sicurezza, comfort e connettività ad alta velocità, con l’obiettivo di garantire spazi adatti allo studio e alla socialità. La speranza è che gli studenti non dovranno incontrare le stesse difficoltà abitative, già denunciate in passato dagli inquilini degli alloggi di residenzialità pubblica, dovute in modo particolare, alle alte spese dovute alla domotica, alle problematiche tecniche, all’assenza degli impianti fotovoltaici che costringeva gli inquilini ATER a doversi sobbarcare bollette salate, ad ascensori e impianti che non funzionavano e a diverse altre criticità. Probabilmente, il tutto verrà pian piano sanato. «Ci auguriamo - spiega la direttrice Renata Durante - che già nel prossimo bando che pubblicheremo a giugno - gli studenti possano usufruire degli alloggi. Attendiamo che il Demanio, tramite il Ministero, ci dia l’ok per poter offrire appartamenti consoni agli studenti. Le residenze devono essere progettate per coniugare sicurezza, comfort e connettività ad alta velocità, con l’obiettivo di garantire spazi adatti allo studio e alla socialità».
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:40
No del sindaco D’Alberto al taser alla polizia locale, interviene l'ANVU
L’Associazione professionale Polizia locale d’Italia: «Dotazioni adeguate sono indispensabili per l'incolumità di agenti e cittadini»
«La sicurezza di chi ogni giorno lavora per garantire l’ordine pubblico e la tutela dei cittadini deve essere una priorità assoluta. Per questo ho presentato una mozione in Consiglio Comunale per avviare l’iter che consenta di dotare la Polizia Locale di Teramo del Taser». Così, nei giorni scorsi il consigliere comunale di Fratelli D’Italia Luca Corona che precisava: «Parliamo di uno strumento non letale, già utilizzato in moltissimi Comuni italiani, che può fare la differenza nelle situazioni più delicate e pericolose. Il Taser non è un’arma in più, ma un mezzo in grado di ridurre il ricorso alla forza fisica e limitare i rischi sia per gli operatori che per le persone fermate». Ma il sindaco Gianguido D’Alberto non ha affatto accolto con piacere la proposta sottolineando dapprima la strumentalizzazione politica della richiesta e poi spiegando che «la proposta avanzata sulla dotazione del taser alla polizia locale, non può assolutamente ritenersi condivisibile a fronte dei rischi, già manifestati, nell’utilizzo di questo strumento e della sua inadeguatezza alle esigenze concrete». Per il primo cittadino sono sufficienti le 100 telecamere installate in città addossando la responsabilità delle criticità, in tema di sicurezza, al governo Meloni. Ma l’Associazione Professionale Polizia Locale d’iItalia (ANVU) non ci sta e in una lunga lettera ribatte al primo cittadino: «L'ANVU prende formalmente le distanze dall'affermazione secondo cui il Taser non sarebbe uno strumento utile per la Polizia Locale ? sarebbe soltanto pericoloso. L'Associazione ritiene invece che il Taser rappresenti uno strumento indispensabile per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini, se utilizzato secondo protocolli operativi e criteri di proporzionalità. Dotazioni adeguate, strumenti di difesa personale e il Taser sono indispensabili: garantiscono la sicurezza degli operatori e quella dei cittadini, mettendo sempre al primo posto la tutela di chi lavora per la collettività e dei comuni cittadini, a fronte di comportamenti che minacciano l'incolumità pubblica. Negare alla Polizia Locale di Teramo l'accesso a questi strumenti significherebbe esporre gli operatori e la comunità a rischi evitabili, con conseguenze potenzialmente gravi. L'auspicio di ANVU è che tutti i Sindaci prendano atto dell'esigenza che la Polizia Locale sia dotata di strumenti di tutela, come il Taser, per garantire la piena operatività degli operatori e la sicurezza della collettività, ponendo al primo posto queste due priorità». Per queste ragioni l’ANVU invita il Sindaco a una scelta chiara, coerente e pubblicamente motivata: fornire alla Polizia Locale gli strumenti adeguati per proteggere chi lavora per la città e la cittadinanza stessa».
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:28
Elezioni a Pescara, Costantini: tre gli interventi prioritari
Il candidato sindaco di centro sinistra annuncia i primi tre cambiamenti da attuare in caso di vittoria: parcheggi, T-red e differenziata
Annullamento immediato della delibera che ha esteso i parcheggi a pagamento con un aumento delle tariffe; rimozione, sulla base dei dati, dei T-Red installati senza reali esigenze di sicurezza stradale; riorganizzazione della raccolta dei rifiuti porta a porta, con l'introduzione di isole ecologiche. Sono questi i primi tre passi del candidato sindaco di centrosinistra Carlo Costantini, in caso di vittoria alle prossime amministrative parziali dell'8 e 9 marzo a Pescara. «All'indomani dell'insediamento, il primo atto - annuncia Costantini - sarà l'annullamento della delibera che ha disposto l'estensione dei parcheggi a pagamento e l'aumento generalizzato delle tariffe. L'accesso al centro non può diventare una barriera sociale. Il caro parcheggi ha penalizzato famiglie, lavoratori e commercianti, aggravando la crisi del centro cittadino. Il nostro obiettivo è riorganizzare l'intero sistema della sosta, aumentando gli stalli disponibili, prevedendo tariffe più eque e riportando i parcheggi sulla riviera a essere gratuiti nei mesi invernali. Una città attrattiva deve essere accessibile. Poi interverremo immediatamente sul tema dei T-Red - va avanti il candidato sindaco - I dispositivi devono essere installati esclusivamente negli incroci realmente pericolosi. Chiederò al presidente dell'Aci di Pescara e a una commissione tecnica indipendente di indicare quali dispositivi non rispondano a criteri oggettivi di sicurezza stradale, per poi procedere alla loro rimozione. La sicurezza non può essere confusa con un meccanismo punitivo o con un metodo per fare cassa sulle spalle dei cittadini». Infine il tema dei rifiuti, l'obiettivo di Costantini è quello di attuare una revisione del sistema di raccolta porta a porta da sostituire con isole ecologiche condominiali e informatizzate. «Quello dei rifiuti è un servizio pagato al 100% dai cittadini, che devono essere visti come nostri alleati. Non si può imporre un modello senza ascoltare chi lo deve utilizzare ogni giorno. Valuteremo sostenibilità tecnica ed economica, ma soprattutto l'effettiva qualità del servizio».
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:21
Nel carcere di Castrogno a fuoco i materassi: intossicati due detenuti e tre agenti
L’incendio in segno di protesta per il rifiuto di ulteriori dosi di terapia medica
Paura nella notte nel carcere teramano di Castrogno: denso fumo provocato da un incendio appiccato dai detenuti, ha invaso una cella: in cinque sono finiti in ospedale, due detenuti e tre agenti di polizia penitenziaria. Poco prima della mezzanotte le fiamme si sono sviluppate da due materassi ai quali due detenuti hanno dato fuoco in segno di protesta per il rifiuto di ulteriori dosi di terapia medica. L’allarme è stato tempestivo e ha messo in condizione il personale del penitenziario di intervenire per spegnere il rogo che nel frattempo aveva provocato la diffusione di un fumo denso e acre che ha saturato la cella, intossicando gli occupanti e tre poliziotti penitenziari intervenuti. Tutti sono stati trasferiti all’ospedale Mazzini, dove sono tuttora trattenuti per accertamenti clinici. Intanto, il carcere di Castrogno, registra l’ennesimo tentativo di suicidio: un trentenne romano, detenuto per reati legati allo spaccio di droga e rapine, ha tentato di togliersi la vita provando ad impiccarsi a una grata della cella utilizzando delle lenzuola. A dare l’allarme è stato il compagno di cella che ha subito chiesto aiuto. Immediato l’intervento degli agenti penitenziari che lo hanno soccorso. Il giovane è stato trasportato all’ospedale Mazzini e qui ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:22
Totaro condannato a 4 anni e 9 mesi di reclusione
Il processo si intreccia con mistero sulla morte di Giulia Di Sabatino, la giovane precipitata da un cavalcavia della A14
Condannato a 4 anni e 9 mesi di reclusione il 35enne di Giulianova, Francesco Giuseppe Totaro, ritenuto colpevole in primo grado per i reati di induzione alla prostituzione minorile e produzione di pornografia minorile. Il procedimento penale a suo carico era scaturito dalle indagini sul mistero della morte di Giulia Di Sabatino, la giovane precipitata da un cavalcavia della A14 nei pressi di Tortoreto nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2015, proprio nel giorno del suo diciannovesimo compleanno. Il pubblico ministero Laura Colica aveva chiesto per l’uomo una pena di 8 anni per fatti risalenti al periodo in cui Giulia e altre ragazze, coinvolte nel presunto giro di prostituzione e produzione di foto pornografiche, avevano tra i 15 e i 16 anni. L’esito del processo potrebbe essere il primo nuovo passo per l’accertamento delle eventuali responsabilità nella morte di Giulia. I suoi genitori, che si sono costituiti parte civile, potrebbero fare istanza per chiedere la riapertura del caso sulla morte della figlia che è stato archiviato come suicidio: la famiglia, da sempre convinta che si sia trattato di un omicidio, invoca da sempre la riapertura delle indagini. Dopo 10 anni dalla morte di Giulia, si chiude dunque una prima fase del processo per induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile nato dal ritrovamento sul cellulare di Totaro di fotografie osé inviate da ragazze minorenni, tra cui anche Giulia Di Sabatino. Il collegio del tribunale di Teramo presieduto dal giudice Francesco Ferretti (a latere i giudici Marco D’Antoni e Martina Pollera) ha emesso il verdetto al termine di una vicenda giudiziaria che negli anni si è intrecciata con il caso della morte della giovane precipitata dal viadotto dell’A14 a Tortoreto nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre del 2015. Il processo però riguarda esclusivamente i reati legati alle immagini rinvenute nel telefono dell’uomo e non l’inchiesta sulla morte della 19enne, archiviata in passato come suicidio ma per la quale la famiglia continua a chiedere la riapertura delle indagini. L'inchiesta sulla pornografia minorile è scattata dopo la morte della 19enne, in seguito ad alcune intercettazioni effettuate all’epoca nell’ambito del caso Castrum durante le quali gli inquirenti, intercettando uno degli allora indagati nella maxi inchiesta su un presunto giro di appalti e tangenti a Giulianova, si erano imbattuti con le telefonate di Totaro che in una chiamata sosteneva di aver conosciuto Giulia. Dichiarazioni che all'epoca diedero il via alla seconda inchiesta e che oggi ha visto il pronunciamento della sentenza.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:16
Referendum giustizia, Craxi: votare Sì è un atto antifascista
Il rappresentante del Partito socialista italiano nella sala Figlia di Iorio alla Provincia di Pescara per spiegare le regioni del sì alla riforma
Votare Sì al prossimo referendum sulla riforma della giustizia, costituisce un atto antifascista, così Bobo Craxi intervenuto a Pescara a sostegno del Comitato per il si del Partito socialista italiano. La separazione delle carriere ha un suo fondamento spiega Craxi e andrebbe a corregge un'impostazione che dalla nascita della Costituzione, era in continuità con il codice Rocco, ministro durante il periodo fascista. L’ordinamento giudiziario varato nel 1941, immaginava la magistratura come un corpo unico. Solo dopo si distingueva la funzione. «Stiamo abrogando il figlio di un decreto reazionario del 1941. E' esattamente il contrario di quello che dicono: stiamo facendo un atto antifascista». Alla base l’idea che la separazione delle carriere darebbe al Paese maggiore maturità democratica, al pari delle democrazie liberali europee. «La verità è che siamo di fronte ad un No emotivo a cui opponiamo un Sì ragionato». Un sì ragionato e politico? «Politico si, però se si pensa che il governo Meloni possa essere rovesciato da un voto sulla separazione delle carriere, si sbaglia. Chi si nutre di questo pensiero, fa un errore. Sono tanti gli errori di questo Governo, una volta che hanno fatto una cosa giusta, mi sembrava giusto, sembrava giusto a noi, confermare un sostegno, una speranza, una fiducia, affinchè le cose cambino e che l'Italia abbia un sistema giudiziario all’altezza dei tempi». Non c'è dunque il rischio che la Magistratura possa essere sottomessa dalla politica? «C’è l’articolo 104 della Costituzione vigente e quella che modificheremo tra 10 giorni, recita così: l’ordine giudiziario inquirente e l'ordine giudiziario nuovo, giudicante, è autonomo e indipendente, sta scritto sulla Costituzione basta leggere quella vecchia e quella nuova. Il giudice non è terzo nel momento in cui svolge la propria carriera nello stesso ordine dell’ordine inquirente. Avete letto tutti quello che succedeva quando si dovevano eleggere i consiglieri del Csm, però il problema diciamo è appunto un Sì non emotivo, avremo anche diritto di vivere in pace in questo secolo e avere delle istituzioni al tempo al passo con i tempi».
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 14:18
Il "Sistema Gran Sasso": L'Aquila e 15 borghi firmano il patto per il futuro
La sfida è vincere lo spopolamento con un prodotto turistico integrato
Nella sala consiliare di Palazzo Margherita, a L'Aquila, il protocollo d’intesa siglato tra il Comune dell’Aquila e l’Associazione "Paesi Narranti" segna un cambio di paradigma, la fine della dicotomia tra "centro" e "periferia" in favore di un ecosistema turistico integrato. Il documento, di durata triennale, non è solo una dichiarazione d’intenti. Rappresenta l’architettura di un modello di Destination Management che vede 15 piccoli Comuni, da Calascio a Capestrano, da Castel del Monte a Navelli, gravitare attorno all'orbita della Capitale italiana della Cultura 2026. L’obiettivo, molto ambizioso, è trasformare la frammentazione dei borghi in una "destinazione unica" capace di intercettare flussi turistici internazionali interessati allo slow tourism e all'autenticità. «Con la firma di questo protocollo rafforziamo il rapporto tra il capoluogo e i paesi del Gran Sasso. L’Aquila vuole condividere questa opportunità con l’intero territorio, promuovendo un modello di sviluppo che tenga insieme città e aree interne» ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Una visione condivisa da Paolo Federico, sindaco di Navelli e presidente dell’Associazione: «La nostra rete di borghi nasce proprio con l’obiettivo di fare sistema. La collaborazione con il capoluogo rafforza questa visione e apre nuove opportunità di crescita». Sotto il profilo tecnico, l’operazione si avvale della competenza della cooperativa "Il Bosso", incaricata del coordinamento e della gestione operativa. In termini di marketing territoriale, si parla di cross-selling tra patrimonio storico urbano ed esperienze naturalistiche. Non più solo la visita alla Basilica di Collemaggio, dunque, ma un pacchetto integrato che porti il visitatore a scoprire lo zafferano di Navelli o le architetture fortificate di Santo Stefano di Sessanio. Il concetto chiave è l'accessibilità universale. Il protocollo punta a superare le barriere fisiche e digitali, rendendo il Gran Sasso una meta inclusiva. Oggi c'è saturazione delle grandi città d'arte e allora il "modello abruzzese" scommette sulla sostenibilità ambientale come asset economico. Come sottolineato da Paolo Setta, project manager de Il Bosso: «L’obiettivo è rendere l’area del Gran Sasso sempre più riconoscibile e competitiva all’interno dell’offerta turistica regionale e nazionale». Il successo di questa intesa dipenderà dalla capacità dei tavoli di lavoro tematici di trasformare le linee guida in prodotti turistici vendibili. Se L'Aquila 2026 è il palcoscenico, i Paesi Narranti ne sono la scenografia essenziale. Una narrazione collettiva che, per la prima volta, sembra parlare la stessa lingua.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 13:28
Studenti in corteo a L'Aquila contro la leva obbligatoria e le spese militari
In Italia nel 2026 la difesa supera i 31 miliardi di euro
Quando le generazioni più giovani scelgono di lasciare i telefoni sul tavolo e scendere in strada, qualcosa si muove. Succede anche a L'Aquila, capoluogo abruzzese, dove studenti e organizzazioni studentesche hanno portato in corteo la propria opposizione alla reintroduzione della leva militare obbligatoria e all'aumento delle spese per la difesa. È la declinazione locale di uno sciopero internazionale giovanile che attraversa molti Paesi europei, in un momento in cui il tema del riarmo è tornato al centro del dibattito politico con una forza che non si vedeva dalla fine della Guerra Fredda. I numeri, del resto, sono difficili da ignorare. Secondo i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la spesa militare italiana nel 2026 supera per la prima volta i 31 miliardi di euro, in linea con l'impegno preso in sede Nato di portare il bilancio della difesa al 2% del Prodotto interno lordo entro il 2024, obiettivo che l'Italia ha inseguito con ritardo ma che ora sembra determinata ad accelerare. Un incremento che avviene, sottolineano le organizzazioni studentesche promotrici della mobilitazione, mentre le università italiane restano tra le meno finanziate d'Europa e il diritto allo studio è ancora una promessa disattesa per centinaia di migliaia di giovani. A fare proprio questo argomento è Sinistra Italiana-AVS L'Aquila, che ha dichiarato il proprio appoggio alla manifestazione. Il segretario provinciale Fabrizio Giustizieri definisce la mobilitazione giovanile «un fatto politico significativo» e descrive una generazione che «torna a organizzarsi, a scendere in piazza e a prendere parola». Il partito si dichiara contrario «a qualsiasi ipotesi di ritorno alla leva obbligatoria», che considera «una risposta sbagliata alle crisi del nostro tempo». La questione riguarda l'eventuale reintroduzione del servizio di leva che comporterebbe costi di gestione, addestramento e logistica stimati da diversi analisti in svariati miliardi di euro annui, risorse che, nella visione della sinistra aquilana, sarebbe più urgente destinare a istruzione, sanità e welfare. L'argomento della militarizzazione della scuola e dell'università non è nuovo, ma negli ultimi anni ha assunto contorni più nitidi. La presenza di convenzioni tra atenei e industrie della difesa, i programmi di orientamento militare nelle scuole superiori e l'ingresso di funzionari delle forze armate in alcune iniziative formative hanno alimentato un dibattito che divide il mondo accademico. Da un lato, chi sostiene che la sicurezza nazionale e la ricerca duale, civile e militare insieme, siano parte integrante della missione universitaria; dall'altro, chi ritiene che l'autonomia dei luoghi del sapere non possa essere compromessa da logiche geopolitiche o industriali. Le organizzazioni studentesche promotrici dello sciopero si collocano nettamente nel secondo campo. C'è poi una dimensione più profonda, che SI-AVS L'Aquila lascia intravedere quasi en passant ma che merita attenzione: quella della forma della partecipazione politica. In un tempo in cui il conflitto democratico si è largamente trasferito sui social network, con tutto ciò che ne consegue in termini di frammentazione, radicalizzazione e breve durata dell'attenzione, scegliere di incontrarsi fisicamente, di costruire un corteo, di farsi presenza nello spazio pubblico, è un atto che ha un valore in sé. «Le piazze e i cortei ricordano a tutti noi che la politica non è solo commento o indignazione online, è presenza, conflitto democratico, partecipazione collettiva», recita il comunicato del partito. È una constatazione che potrebbe essere condivisa, al di là delle posizioni sul merito, da osservatori di orientamenti molto diversi. Resta da vedere quale peso politico effettivo riuscirà ad avere questa mobilitazione. Il contesto europeo è complicato perchè la guerra in Ucraina ha spostato il baricentro del dibattito sulla sicurezza, e la pressione degli alleati Nato per un aumento delle spese militari è trasversale agli schieramenti politici. In questo quadro, le voci critiche rischiano di essere percepite come anacronistiche o, peggio, come irresponsabili. Ma è precisamente in questo spazio difficile che il movimento studentesco sceglie di agire. Oggi, il problema da risolvere, per chi protesta, è quello di costruire un discorso capace di tenere insieme il diritto alla pace con una proposta concreta e credibile su come garantire la sicurezza senza svuotare il welfare. Un problema che, per ora, resta insoluto.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 13:25
Sanità abruzzese, Verì: «Mobilità passiva scende da 89 a 86 milioni nel 2024»
La variazione è pari a oltre 11 milioni e mezzo di euro in meno
Diminuisce, per il secondo anno consecutivo, il saldo della mobilità passiva in Abruzzo che per il 2024 scende a – 86 milioni di euro, contro gli 89 del 2023 e i 98 del 2022. A darne notizie è stato l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, commentando gli ultimi dati elaborati dal Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo. «La variazione, pari a oltre 11 milioni e mezzo di euro in meno – sottolinea l'assessore - indica una riduzione del disavanzo connesso agli spostamenti sanitari interregionali. L'elemento più rilevante di questo andamento è rappresentato dalla crescita della mobilità attiva, ossia delle prestazioni erogate a cittadini residenti in altre regioni. Tra il 2022 e il 2024 il valore complessivo della mobilità attiva è passato da 89 milioni a 110 milioni di euro, con un incremento di oltre 21 milioni di euro. Il dato riflette un aumento della domanda di servizi sanitari abruzzesi da parte di utenti extra-regionali». Scendendo nel dettaglio, i ricoveri ospedalieri, secondo la Regione, mostrano una crescita costante: la mobilità attiva per questa voce è salita dai 71 milioni di euro del 2022 ai 79 milioni del 2024. Analogo andamento si registra nella specialistica ambulatoriale, che passa da 8 milioni 730mila euro a 14 milioni 653mila euro nello stesso periodo, evidenziando un ampliamento dell'attrattività nell'area diagnostica e clinica territoriale. L'Abruzzo, dunque, si posiziona in una fascia intermedia tra le Regioni, alle spalle di Liguria e Basilicata e davanti a Sardegna e Lazio.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 09:32
Presentato il progetto Pnrr "Rocca Calascio - Luce d'Abruzzo"
Si prevedono 20 linee di intervento, delle quali 16 infrastrutturali
Presentate a Palazzo Margherita dell'Aquila le attività di ricerca, formazione e rigenerazione culturale promosse dall'Università degli Studi dell'Aquila nell'ambito del progetto PNRR "Rocca Calascio - Luce d'Abruzzo", di cui il Comune di Calascio è soggetto attuatore. Il programma di alta formazione, dedicato allo studio del patrimonio e ai processi di valorizzazione dei piccoli centri, individua nelle International School e nei convegni aperti alla cittadinanza il luogo di integrazione tra ricerca accademica, progettazione contemporanea e conoscenza dei territori, contribuendo al rafforzamento della dimensione internazionale dell'Ateneo. Durante l'incontro c'è stata l'occasione di illustrare il percorso avviato sul territorio, nell'ambito delle iniziative di valorizzazione connesse a L'Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e presentare i contenuti delle attività di ricerca, i percorsi formativi e il calendario dei convegni e degli appuntamenti previsti. «Il cuore del progetto di Calascio è il restauro e lo studio di tutta la zona archeologica che si trova attorno al castello» ha detto il sindaco di Calascio, Paolo Baldi. «Il progetto – ha detto ancora il sindaco – prevede 20 linee di intervento, delle quali 16 con interventi infrastrutturali che sono tutti a buon punto. Quattro sono stati già conclusi a giugno del 2025, gli altri sono in chiusura. Poi ci sono altre attività legate ai servizi per il turismo. Tutti conosciamo i numeri che Calascio fa ogni anno, quindi abbiamo pensato di inserire una serie di attività legate a questo. Infine, ci sono una serie di attività legate allo sviluppo delle economie tradizionali che sono la pastorizia e la lavorazione della lana. Poi abbiamo tutta un’altra parte di attività culturali che hanno visto la formazione di quattro scuole di perfezionamento tra le quali, appunto, la scuola per la pastorizia, che a mio avviso potrebbe essere una delle attività che potrebbe dare maggior rilancio all’economia tradizionale». «L’università è sempre molto attenta al territorio in cui opera, anche nel supportare eventi di questo tipo sul terriorio – ha dichiarato il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi -. Noi in questo progetto abbiamo un ruolo molteplice, ci occupiamo di fare formazione sui temi di interesse per il territorio, di organizzare convegni, ma soprattutto di presidiare il territorio con il nostro personale, docenti e studenti per approfondire la conoscenza di questi luoghi».
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 08:55
"Goal setting e performance sportiva" con la mental coach Nicoletta Romanazzi
Presente all'incontro anche la campionessa olimpica e triatleta Alice Betto
Quanto è importante il corretto approccio mentale come preparazione ad una sfida sportiva. Forse lo è tanto quanto un allenamento fisico mirato. Ne è convinta la mental coach Nicoletta Romanazzi che a Palazzo Spaventa dell'Aquila, ha tenuto un incontro dal titolo "Goal setting e performance sportiva", in attesa del test match internazionale di rugby Italia XV - Cile che si svolgerà domani al Tommaso Fattori dell'Aquila. Presente all'incontro anche la campionessa olimpica e triatleta Alice Betto
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 08:48
Operazione "Vinum Mentitum": la Gdf sequestra 2,5 milioni di litri di vino
Presenti falsi certificati DOP e IGP, per oltre 4 milioni di euro
C'è anche l'Abruzzo tra le regioni italiane interessate dall'operazione Vinum Mentitum iniziata nel 2024 dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza in collaborazione con l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari finalizzata al contrasto delle frodi nel settore vitivinicolo che ha permesso di sequestrare circa 2,5 milioni di litri di vino falsamente certificati DOP e IGP, per un valore complessivo superiore a 4 milioni di euro e segnalare alle procure competenti 24 persone. Nel corso delle ispezioni sono state inoltre riscontrate numerose incongruenze tra le giacenze fisiche e le rimanenze contabili risultanti dal registro dematerializzato SIAN, con conseguente contestazione di 59 violazioni amministrative, che hanno determinato un gettito minimo per l’erario di 410mila euro, oltre all’emissione di 11 diffide per violazioni sanabili. Dalle attività sono scaturiti anche controlli di natura fiscale, che hanno consentito di accertare l’omessa documentazione di operazioni imponibili per oltre 280mila euro, l’omesso versamento dell’IVA per circa 800mila euro oltre che diverse irregolarità in materia di lavoro sommerso e accise sul vino.
L'Aquila 05 Marzo 2026 ore 08:50
Medio Oriente: Alessandro Ciancio è a casa
E' rientrato a Francavilla il giovane 24enne abruzzese, rimasto bloccato a Dubai dopo l'attacco israelo statunitense all'Iran
E' rientrato a Francavilla Alessandro Ciancio, il 24enne abruzzese, bloccato a Dubai dopo l'attacco israelo statunitense all'Iran. Dopo sette giorni Alessandro è atterrato con un volo da Oman a Fiumicino alle dieci di questa mattina. La decisione presa nel pomeriggio del 3 marzo dopo la cancellazione del volo previsto per il 7 marzo e dei voli precedenti che Alessandro aveva cercato di prenotare per il rientro. Dopo quattro giorni di incertezza Alessandro ha deciso di seguire l'istinto racconta, e di recarsi in Oman, così, martedì 3 marzo, verso le quattro di pomeriggio, ha contattato un tassista locale privatamente per raggiungere la frontiera tra Dubai e l'Oman, quindi cinque lunghe ore di attesa per i controlli doganali e salire sull'autobus che lo avrebbe portato a Mascate per il volo. «Sono state ore di sconforto, perché ci dicevano che saremmo partiti nei prossimi dieci minuti, minuti chi sono diventati ore, tra l’altro nell’autobus c’erano molti italiani, anche coppie e donne incinte ma all'autista interessava solo riempire il mezzo, insomma lucrare su questa situazione, perché il biglietto costava 30 euro a persona. Fin quando l’autobus non era pieno non si partiva. Solo dopo quattro o cinque ore di attesa in frontiera siamo riusciti a partire e verso le 2:00 di notte sono arrivato all’aeroporto di Mascate». In aeroporto racconta, sapevamo solo che c’era un volo alle 5:10 e uno alle 8:30 del mattino seguente. Ho continuato a chiedere informazioni racconta ancora Alessandro, e sono riuscito a prendere l'unico biglietto disponibile per il volo delle 5:10 in business class. Dopo sette ore di volo Alessandro è atterrato a Fiumicino, alle dieci di ieri mattina e ha potuto finalmente riabbracciare la sua famiglia. «Mi sono sentito sollevato, ancora non riesco a metabolizzare tutto quello che ho visto e che è successo, tant’è che non riesco nemmeno ad avere ricordi molto lucidi, perché ero preso sicuramente dall’emozione e dallo stress. Ci siamo imbarcati sull’aereo. Abbiamo fatto queste sette ore di volo che ci hanno portato stamattina alle 10 a atterrare a Fiumicino, le emozioni sono state forti non solo da parte mia da parte di tutti gli italiani che erano all’interno della dell’aereo incontrare pure le tutte le nostre famiglie all’uscita dell’aeroporto è stato un’emozione che non ci scorderemo mai. Penso quindi è andata bene ora il pensiero le famiglie che sono ancora là bloccate io sto cercando di aiutare con tutto quello che posso coloro che sono ancora là che mi chiedono una mano con gli italiani con cui sono andati in contatto in questi giorni e spero che questa situazione si possa risolvere al più presto».
L'Aquila 04 Marzo 2026 ore 18:05
Abruzzo: dalla Lega una proposta di legge sulla sicurezza
L'intervento punta a rafforzare il ruolo di Regione Abruzzo nelle politiche di prevenzione e contrasto della criminalità
Arriva dalla Lega la proposta di Legge regionale in materia di sicurezza urbana integrata a prevenzione e contrasto della criminalità. Si tratta di un intervento che prevede l'istituzione di un bonus sicurezza: il sostegno economico fino al 50 percento a cittadini, micro e piccole imprese per l'installazione ed il potenziamento di sistemi di allarme e videosorveglianza; il coordinamento istituzionale della Regione con Prefetture e Comuni; un programma regionale per la sicurezza urbana approvato dalla Giunta regionale con cadenza triennale per individuare le priorità di intervento sul territorio. Il sostegno ai Comuni poi, che decidono di implementare sistemi di sicurezza; sistemi di cittadinanza attiva e controllo del vicinato; prevenzione dei reati predatori e l'istituzione dell'osservatorio regionale sulla sicurezza urbana per l'analisi e il monitoraggio a supporto degli enti locali. «E' stata depositata da pochi giorni, dovrà fare tutta la trafila che fa ogni progetto di legge, quindi andrà in commissione e siamo aperti ovviamente anche a suggerimenti da parte di tutti i colleghi - spiega il capogruppo in Consiglio regionale della Lega, Vincenzo D'Incecco - perché è un modo per parlarne e soprattutto per rendere la Regione protagonista di questo percorso. Ci aspettiamo che ci sia la convergenza da parte di tutte le forze di maggioranza e anche di opposizione che vogliono condividere questo percorso e magari anche migliorarlo, quindi speriamo il prima possibile, ovviamente poi questa è una norma che deve essere resa operativa anche attraverso l’azione della Giunta che ne disciplina l’applicazione nei fatti. Un modo per iniziare a rendere la Regione protagonista, anche da questo punto di vista». Una proposta di legge che mira a rafforzare il ruolo di Regione Abruzzo nelle politiche di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità e che prevede l'istituzione di un fondo regionale per la sicurezza urbana integrata finanziato con 500.000 euro. «I piccoli centri forse sono quelli più esposti - ha aggiunto il consigliere regionale Carla Mannetti - ovviamente i dati più inquietanti sono relativi alla zona della costa, su Pescara ed in tutta l’area metropolitana però anche a L’Aquila e a Chieti si sono alzati molto i numeri dei furti in abitazione nelle ultime statistiche del 2024, quindi la Regione deve fare la sua parte, deve intervenire, si deve coordinare con gli altri enti e prevedere anche delle misure economiche a supporto dei cittadini e degli imprenditori per sostenerli nel rafforzamento della sicurezza, la cui percezione si è abbassata moltissimo in tutto l’Abruzzo».
L'Aquila 04 Marzo 2026 ore 14:48
L’Aquila, il recupero dello chalet di Monteluco: via libera al contributo Anac
Il Comune sblocca i fondi per la gara da 638mila euro: un passo verso la rinascita
Nel lungo e complesso mosaico della ricostruzione post-sisma dell'Aquila, ogni tassello amministrativo rappresenta un piccolo passo, in avanti, verso la normalità. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda il consolidamento dello storico Chalet di Monteluco di Roio. Il Comune dell’Aquila ha formalizzato la liquidazione del contributo dovuto all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), passaggio burocratico obbligatorio per procedere con l'affidamento dei lavori. L'intervento, che rientra nel piano di recupero delle strutture ricreative e sportive, ha un valore complessivo a base d'asta di 638.284,63 euro. Per un appalto di questa entità, le norme vigenti impongono alle stazioni appaltanti il versamento di un contributo di 410 euro in favore dell'ANAC. La determina ha integrato un precedente impegno di spesa di 250 euro con ulteriori 160 euro, garantendo così la copertura totale necessaria per il pagamento tramite il sistema PagoPA. L’articolo 50 del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) è la bussola di questa operazione. Il Comune ha optato per una procedura negoziata senza bando, invitando cinque operatori economici qualificati, iscritti all'albo fornitori e in possesso dell'attestazione SOA categoria OG1 classifica II. Come sottolineato nel documento, pubblicato sull'Albo Pretorio, la scelta mira a garantire un «celere svolgimento della procedura di gara secondo i principi di concorrenza, non discriminazione, proporzionalità e trasparenza».Dal punto di vista tecnico-giuridico, l'adozione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa (art. 108 del D.Lgs. 36/2023) assicura che non sia solo il prezzo a dettare legge, ma il miglior rapporto tra qualità e costi. Questo approccio è fondamentale per interventi delicati di miglioramento sismico su immobili di pregio pubblico, dove la perizia tecnica prevale sul mero risparmio. Monteluco di Roio non è solo un punto sulla mappa, ma un luogo dell'anima per la comunità aquilana. Il recupero dello Chalet, insieme con quello della vicina "Rotonda", si inserisce in una strategia più ampia di rilancio delle aree montane e del turismo locale, finanziata attraverso i fondi della ricostruzione e coordinata dal settore "Ricostruzione post-sisma - PNRR e PNC". «Il fine di pubblico interesse che, con il contratto, si intende perseguire è l'esecuzione dei lavori di Consolidamento e Recupero delle Chalet» si legge testualmente nell'atto. Dietro il linguaggio asciutto della burocrazia, fatto di codici CIG e CUP, emerge la volontà delle istituzioni di restituire alla cittadinanza spazi di aggregazione sicuri e rinnovati. Con la scadenza del pagamento fissata per il 4 aprile 2026, la macchina amministrativa corre per trasformare i progetti in cantieri e, infine, in realtà fruibili.


