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Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga: Patrizio Schiazza nuovo commissario

Il neo nominato prende il posto dell'avvocato Tommaso Navarra in carica dal 2016

La Lega passa all'incasso e la spunta nella lotta sul nome che ha sostituito come commissario del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, l'avvocato Tommaso Navarra in carica dal 2016. Con il decreto di nomina arrivato ieri in tarda serata, è Patrizio Schiazza il nuovo commissario dell'ente parco.  Cinquantasei anni originario di Bussi ma da anni ormai residente nella Valle Peligna, Schiazza coordina la Green Community, un progetto che punta a rafforzare le aree rurali e montane attraverso una gestione attenta delle risorse naturali e modelli di sviluppo sostenibile. Collabora con Abruzzo Progetti S.p.A., dove offre supporto specialistico in settori strategici, maturando una solida esperienza nella macchina amministrativa come consulente tecnico-strategico per enti pubblici. È direttore nazionale di Ambiente e Vita, una tra le più attive ed importanti associazioni ambientaliste riconosciute dal Ministero della quale guida anche la segreteria regionale abruzzese. Nel suo ruolo ha promosso un’idea di ecologia legata allo sviluppo economico e alla crescita delle comunità locali, puntando su soluzioni concrete e condivise.

L'Aquila 11 Febbraio 2026 ore 10:31

Dalla Provincia dell'Aquila quasi 11,5 milioni per la messa in sicurezza delle strade

Si tratta di arterie provinciali ammalorate che saranno ora oggetto di intervento

Quasi 11,5 milioni di euro già appaltati per il rafforzamento e la messa in sicurezza della rete viaria provinciale. Entra così nella fase operativa il programma di interventi 2025-28 messi in campo dalla Provincia dell'Aquila.  Il primo intervento riguarda i lavori di rifacimento dei piani viabili ammalorati in tratti alterni, interessando la strada provinciale 103, la strada provinciale 70 e le strade regionali 5 bis e 17 bis, nei territori comunali dell'Aquila e di Ocre per un importo complessivo di oltre 4,4 mln di euro. Un secondo intervento, con opere di rifacimento dei piani viabili, riguarda la strada provinciale 13 nel Comune di Pacentro, la strada provinciale 52 nel territorio di Torre de' Nolfi (Comune di Bugnara) e la strada regionale 479 nel Comune di Villalago per complessivi 1.7 mln di euro. È stato poi appaltato l'intervento di manutenzione straordinaria lungo la strada regionale 579 "Palentina", nei Comuni di Capistrello e Tagliacozzo, e lungo la strada provinciale 23 "dell'Alto Liri" e relative diramazioni, che interessano i territori comunali di Capistrello, Castellafiume, Cappadocia e Tagliacozzo per un importo complessivo di quasi 2.3 mln di euro. Analogo investimento prevede interventi lungo la strada provinciale 17 "del Parco Nazionale d'Abruzzo", nei Comuni di Pescina e Ortona dei Marsi, lungo la strada provinciale 60 "Marsico-Sannitica" nel Comune di Ortona dei Marsi, e lungo la strada provinciale 21 "Magoranese", nei territori comunali di Gioia dei Marsi e Lecce nei Marsi.  Completa il quadro il progetto di riqualificazione e messa in sicurezza del tratto della strada regionale 437 dell'Aremogna, denominato "Via Vallone San Rocco", nel Comune di Roccaraso. L'intervento, dal valore complessivo di 550.000 euro, prevede la sistemazione delle protezioni laterali esistenti e la realizzazione di percorsi dedicati alla tutela dell'utenza debole. Per questa opera è stato sottoscritto uno specifico Accordo di Programma tra Provincia e Comune di Roccaraso

L'Aquila 11 Febbraio 2026 ore 10:30

Fondi strutturali UE 2021–2027, Uil Abruzzo: «Ritardo su spesa e programmazione»

La regione sarebbe ultima in classifica: al di sotto della media nazionale con l'8,7% di risorse utilizzate

E' Uil Abruzzo a denunciare il lento andamento nell'utilizzo effettivo dei fondi strutturali europei 2021–2027, che riguarda non solo la spesa delle risorse, ma anche la loro programmazione e la conseguente attuazione degli interventi strategici con diretta ricaduta sul territorio regionale. Secondo i dati ufficiali più recenti, aggiornati a dicembre 2025, la Regione Abruzzo avrerbbe certificato una spesa complessiva di 94,6 milioni di euro su oltre 1,08 miliardi disponibili, pari ad appena l'8,7% delle risorse FESR e FSE . Questo dato posiziona l'Abruzzo tra le regioni del Paese con performance più basse, fa sapere il sindacato, poiché inferiore alla media nazionale dell'11,7%. Particolarmente allarmante però sarebbe è il ritardo sul Fondo Sociale Europeo Plus (FSE ), strumento chiave per le politiche attive del lavoro, la formazione e l'inclusione sociale: in Abruzzo, come scrive nella nota il sindacato, la spesa certificata si ferma all'8,4%, mentre a livello nazionale raggiunge il 16%.  «Crediamo sia importante porre un'attenzione particolare sull'utilizzo di queste risorse europee per non comprometterne il reale impatto sul tessuto produttivo e sociale della nostra regione», dichiarano il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e il responsabile delle Attività produttive, Valerio Camplone. L'uso dei fondi europei, secondo la Uil, potrebbe essere un'opportunità per garantire all'Abruzzo uno strumento decisivo per contrastare le disuguaglianze, visto lo scenario economico e sociale caratterizzato, aggiungono, dalla crescita della cassa integrazione e dall'incertezza occupazionale. La Uil Abruzzo, conclude sottolineando l'importanza di investire i fondi strutturali per il riequilibrio delle aree interne, la formazione e l'occupazione stabile, e non solo per grandi opere infrastrutturali, in modo da ridurre i divari economici e sociali all'interno del territorio abruzzese.

L'Aquila 11 Febbraio 2026 ore 10:05

Masci: «Costantini ha gli occhi bendati, non vede quel che facciamo»

Il primo cittadino risponde a tono alle proposte sul delicato tema della sicurezza dello sfidante di centrosinistra

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco in carica, Carlo Masci, sul delicato tema della sicurezza a Pescara, argomento trattato nella mattinata di martedì 10 febbraio dallo sfidante di centrosinistra, Carlo Costantini. «In vista del voto dell’8 e 9 marzo il consigliere Carlo Costantini elabora piani per la sicurezza della città — dichiara il primo cittadino —, nonostante il Comune non abbia competenze a riguardo, che sono invece del Prefetto e del Questore». Di fronte a una tale materia «bisogna essere concreti — continua Masci —, come da noi fatto dopo l’ uscita dal predissesto, assumendo per ampliare il corpo della Polizia locale». La replica su quanto svolto dall'amministrazione di centrodestra si concentra poi sull'effettuato ampliamento del sistema di telecamere (circa 700), ricordando l'abbattimento del cosiddetto "Ferro di Cavallo", la demolizione dei Palazzi Clerico e la riqualificazione del parco dell'Infanzia in via Tavo, «che da luogo di spaccio è diventato spazio di aggregazione giovanile» ricorda ancora Masci. «Il problema è che questi traguardi non sono visti da Costantini», rimarca il primo cittadino, che aggiunge, in merito al risaputo problema dell'organico di Polizia, di aver avuto colloqui con il Capo della Polizia, a Roma e a Pescara, nel corso dei quali gli è stato annunciato «un potenziamento dell’organico — fa sapere Masci —, ora e ad agosto, per un totale di 35 unità». Il sindaco afferma poi di non aver «mai sottovalutato ciò che accade sul territorio, e attorno ai problemi di violenza e spaccio, vedo le forze dell’ordine presenti, efficienti, pronte a dare risposte puntuali. Affermare il contrario — affonda il primo cittadino in risposta a Costantini — vuol dire avere gli occhi bendati e offendere l'impegno di tutte le forze dell'ordine che affrontano ogni giorno situazioni delicate. Non credo che ergersi a professori di sicurezza — conclude il sindaco di Pescara — sia utile alla città o a chi lavora per renderla sempre più sicura».

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 19:56

Giustizia, ora o mai più: la sfida dei Sì

Da L'Aquila il fronte dei favorevoli alla riforma: separazione delle carriere e responsabilità civile per un nuovo equilibrio

Nel cuore monumentale del Palazzetto dei Nobili, a L'Aquila, dove la storia locale ha incrociato spesso i destini delle istituzioni nazionali, il dibattito sulla riforma della Giustizia ha abbandonato i tecnicismi per farsi visione politica e civile. Non è più solo una questione di codici, ma di architettura costituzionale. Il fronte del «Sì» si è ricompattato in un consesso che ha visto dialogare, e qualche volta scontrarsi, anime diverse della toga, unite però da un’urgenza comune: restituire ai cittadini un sistema che non sia percepito come un fortino inespugnabile.

L'attacco alla stasi attuale è netto. La riforma, pilastro del programma governativo, mira a scardinare quel "monolitismo giudiziario" che, secondo i sostenitori, avrebbe alterato negli anni la parità tra accusa e difesa.

Al centro della discussione, le posizioni di due pesi massimi del foro e della magistratura abruzzese. Il pubblico ministero Gennaro Varone, noto per il suo rigore intellettuale, ha offerto una lettura sfaccettata. Pur muovendosi in un alveo di prudenza istituzionale, il magistrato ha evidenziato come l’efficienza del sistema non possa prescindere da una chiara distinzione dei ruoli, pur avvertendo contro il rischio di un PM eccessivamente schiacciato sotto l’ala dell’esecutivo. «La magistratura deve rispondere dei propri errori senza però perdere l’autonomia che ne garantisce l’essenza», è il concetto che filtra dalle sue riflessioni.

Di segno ancor più marcato l'intervento dell'avvocato Cesare Placanica. Il penalista pescarese, volto storico dell’Unione Camere Penali, ha ribadito come la separazione delle carriere non sia un capriccio dei difensori, ma l'attuazione piena dell'articolo 111 della Costituzione sul giusto processo. «Non può esserci terzietà se chi giudica condivide la stessa cultura professionale, gli stessi uffici e la stessa associazione di chi accusa», ha sottolineato con la consueta efficacia dialettica.

Il punto di rottura, e al contempo la chiave di volta della riforma, resta la responsabilità civile dei magistrati. Il testo punta a superare il filtro della Legge Vassalli, rendendo lo Stato non più unico scudo, ma ponte verso una responsabilità più diretta del singolo magistrato in caso di dolo o colpa grave.

Attualmente, il cittadino che subisce un danno da un errore giudiziario deve citare lo Stato, che solo in seconda battuta può rivalersi sul magistrato. La riforma vuole accorciare questa filiera. Per i critici è un attentato alla serenità del giudicante; per i promotori presenti a L'Aquila, è un atto di civiltà. «Chiunque eserciti un potere pubblico deve essere pronto a rispondere delle proprie azioni», è stato il leitmotiv della serata. Si tratta di una transizione verso un modello dove l’inamovibilità non sia più sinonimo di irresponsabilità.

Se il dibattito culturale è maturo, quello parlamentare deve fare i conti con la clessidra della politica. L'iter della riforma, trattandosi in parte di modifiche costituzionali, richiede la doppia lettura di Camera e Senato con una maggioranza qualificata, pena il ricorso al referendum confermativo. Il testo è al vaglio delle Commissioni, dove il lavoro di emendamento è febbrile. L'obiettivo dell'esecutivo è blindare il primo Sì entro l'estate, per poi affrontare il secondo giro di boa tra la fine dell'anno e l'inizio del prossimo.

Il rischio è che l'ingorgo legislativo e le fibrillazioni della maggioranza possano annacquare i punti più audaci. Però, da L'Aquila è partito un segnale chiaro: la magistratura e l'avvocatura non sono blocchi immobili. C'è una parte del Paese che chiede di non sprecare questa finestra di opportunità. La Giustizia non può più permettersi il lusso dell'attesa.

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 19:28

Multe Scout Speed: Comandante a processo

Il Gup di Chieti rinvia a giudizio l'intero vertice della Locale di Francavilla. Sotto la lente tarature sospette e verbali falsati

C'è un confine sottile, eppure invalicabile, che separa la legittima prevenzione stradale dalla distorsione della fede pubblica. Un confine che, secondo la Procura di Chieti, sarebbe stato ampiamente valicato tra le gallerie della variante SS714. Il rinvio a giudizio disposto dal gup Maurizio Sacco non è solo un atto processuale, ma un terremoto istituzionale che scuote il comando della Polizia Locale di Francavilla al Mare.

Il Comandante Fabio Torrese, il suo vice Giustino Tancredi e quattro agenti, Cinzia Gattone, Stefania Montebello, Elisa Sbaraglia e Carlo Del Gatto, dovranno rispondere di un ventaglio di reati che fa tremare i polsi: dal falso materiale al falso ideologico, fino alla soppressione di atti pubblici e al falso informatico. Al centro della tempesta lo «Scout Speed», il dispositivo hi-tech capace di stanare chi corre anche mentre l'auto della pattuglia è in movimento. L'inchiesta ruota attorno a un presunto «castello di carta» amministrativo costruito tra il 2020 e il 2023. Secondo il teorema accusatorio, le verifiche periodiche di funzionalità dell'apparecchio non sarebbero mai avvenute, o meglio, sarebbero state attestate solo sulla carta.

I vigili avrebbero certificato il corretto funzionamento dello strumento per il rilevamento in avvicinamento pur non avendo, stando ai periti della Procura, le competenze tecniche necessarie per eseguire tali controlli. Il risultato è quello di una pioggia di verbali che l'accusa definisce alterati. Lo strumento avrebbe registrato anomalie sistematiche, attribuendo a furgoni, mezzi pesanti e fuoristrada velocità superiori a quelle reali, trasformando pacifici transiti in galleria in violazioni da codice della strada. Dall'altra parte della barricata, la difesa gioca la carta della perizia tecnica e del fine sociale.

L'avvocato Antonio Luciani, che della città adriatica era sindaco all'epoca dell'introduzione dello strumento, respinge ogni addebito di dolo. «Oggi abbiamo prodotto una consulenza con la quale viene verificato il perfetto funzionamento dello scout speed, quindi la perfetta buona fede di tutti i vigili coinvolti», ha dichiarato il legale. Il dibattito si sposta così dalla tecnica alla statistica del sangue: «Prima dell'utilizzo dello scout speed sotto quelle gallerie c'erano stati ben sei incidenti mortali, da quando abbiamo iniziato a utilizzarlo non c'è stato nessun incidente grave».

Una linea difensiva che punta a smontare l'immagine della «polizia-esattore»: «Quello strumento non era stato preso per fare cassa, ma per risolvere un problema che altri enti non avevano voluto risolvere». Il processo, che inizierà il prossimo 4 maggio davanti al giudice monocratico, dovrà stabilire se quella sicurezza stradale sbandierata dalla difesa sia stata ottenuta attraverso scorciatoie procedurali illecite. La posta in gioco è altissima, non si discute solo della validità di migliaia di multe, ma della credibilità stessa di un corpo di polizia che dovrebbe essere il primo garante della legalità sul territorio. Se il "movimento in rilevamento" si rivelasse tecnicamente fasullo, il danno d'immagine per il Comune sarebbe incalcolabile.

 

 

 

 

 

 

 

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 19:26

Bandiere naziste e saluti romani: nei guai cinque studenti del Vico di Sulmona

Ieri i carabinieri hanno sequestrato materiale e device a cinque studenti con l'ipotesi di reato di apologia. Un video su TikTok girato a scuola

Nel giorno del ricordo c’è imbarazzo e sconcerto al liceo Vico di Sulmona, dove la preside Caterina Fantauzzi lavora da anni sul tema della memoria e dove, proprio nei giorni della memoria, un’intera classe durante un’assemblea ha pensato bene di inscenare una provocazione a sfondo nazifascista che poi ha postato sul social TikTok. Un reel non passato inosservato e che è finito sui banchi della procura dei Minori dell’Aquila che, ieri, ha sequestrato in casa di cinque giovanissimi di sedici e diciassette anni telefoni, computer e materiale vario, tra cui una bandiera nazista che è quella verosimilmente utilizzata per il video della vergogna. Per i cinque studenti, che più tra i sedici che hanno partecipato alle riprese hanno mostrato atteggiamenti estremisti, è scattato così l’avviso di garanzia con l’ipotesi di reato di apologia, o meglio di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti uno di loro avrebbe postato su TikTok un video, poi rimosso, nel quale una bandiera nazista faceva da sfondo al saluto con braccia tese e inneggiamento al Duce. Ora la procura analizzerà i device dei ragazzi sequestrati ieri dai carabinieri di Sulmona, per capire soprattutto se, come sostengono i legali dei minori, si sia trattato di una goliardata mossa da una challenge, o se dietro quel gesto ci siano profili e collegamenti di continuità e contiguità con apologie contrarie alla Costituzione e alla legge. Un fatto comunque grave, secondo la dirigente Fantauzzi, che ha annunciato provvedimenti disciplinari nei confronti degli studenti coinvolti, secondo il nuovo regolamento che prevede progetti di reinserimento sociale e attività di volontariato. Sperando che tra questi ci sia anche una rigorosa lezione di storia, quella su cui i ragazzi del Vico, in questo caso, si sono fatti trovare del tutto impreparati.

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 18:39

Dopo Spoltore, anche Montesilvano dice 'No' alla fusione. Ieri la seduta Consiliare

Una delibera dai chiari toni politici e dagli intenti precisi: salvaguardare l'identità e la storia di Montesilvano

Dopo Spoltore, anche il Comune di Montesilvano dice no alla Nuova Pescara. Nella seduta consiliare di ieri è passata la delibera che ha richiesto la sospensione al processo di fusione. Un atto di preciso indirizzo politico, un atto sezna conseguenze giuridico-amministrative sul processo in sé, che resta di competenza della Regione con la Legge 13/2023 che prevede la fusione fra Pescara, Montesilvano e Spoltore a partire dal primo gennaio 2027. In apertura della seduta, l'intervento di Pasquale Cordoma di Fratelli d'Italia, fra i promotori della delibera, ha spiegato le ragioni per cui la fusione sta creando e potrebbe creare problemi ai cittadini e alla macchina burocratica messa in moto per raggiungere l'obiettivo. «Le tre città su questi capitoli hanno indirizzi completamente diversi — spiega Cordoma —. Montesilvano ha una storia importante, una propria identità forte che non può essere annullata per quella che più che una fusione appare come un'annessione con la città più grande, ovvero Pescara. Se fosse stata affrontata in modo diverso, preparata per mantenere identità ai territori allora sarebbe stata possibile». Il candidato sindaco del centrosinistra e consigliere comunale del Pd, Fabrizio D'Addazio, si è detto ancora favorevole a questa fusione, auspicando un impegno maggiore da parte dell'amministrazione comunale di Montesilvano per cogliere un'opportunità che, secondo lui, «rappresenterebbe il più grande progetto di fusione in Italia». Il Comune marittimo rimane comunque disponibile ad avviare un processo che porti alla costituzione di una città metropolitana, che ricomprenda un ambito territoriale più ampio rispetto a quello attualmente coinvolto nel progetto di fusione, e che salvaguardi le identità istituzionali di ciascun Ente. «Una soluzione più complessa, ma migliore dal punto di vista delle risorse da ottenere», secondo il sindaco Ottavio De Martinis, che focalizza l’attenzione sulla «necessità di non perdere l’identità territoriale per una sinergia fra più realtà».

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 17:26

Per non dimenticare: Pescara celebra il Giorno del Ricordo

Una giornata per rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe

“Il Giorno del Ricordo”: una data, quella del 10 febbraio, che mira a conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. La città di Pescara, oggi, come ogni anno, si impegna per mantenere vivo il ricordo dei caduti con incontri e manifestazioni. «Ricordare questa giornata non significa guardare al passato, ma insegnare alle giovani generazioni come muoversi in questo presente e nel futuro. Non c’è libertà sempre, non c’è democrazia sempre- dice il sindaco Carlo Masci- ma la democrazia e la libertà si coltivano giorno dopo giorno con le azioni di ciascuno di noi; la tragedia delle foibe che è una tragedia non soltanto per coloro l’hanno subito in quel momento storico». Dopo la consueta messa, celebrata nella chiesa di S. Andrea Apostolo, le Autorità territoriali, civili, militari e religiose insieme al Presidente e ai rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, si sono ritrovati in piazza Italia per un omaggio, a cura della Questura di Pescara, alla memoria di Giovanni Palatucci, unitamente ad un momento commemorativo dedicato alla memoria di Norma Cossetto. «Noi come polizia di Stato, vogliamo ricordare non soltanto i martiri Dalmati e Giuliani, ma anche Giovanni Palatucci- così il Questore di Pescara, Carlo Solimene-. Per noi è stato molto molto importante e il suo ricordo è un ricordo fondamentale. Credo che sia un esempio per tutti noi, quest’uomo, come voi tutti sapete, "è giusto fra i giusti", una guida e sarà sempre con noi». La commemorazione è proseguita con un momento di riflessione nella sala consiliare del Comune di Pescara, alla presenza di alcune classi delle scuole secondarie di primo grado. Un’occasione dunque per insegnare e non dimenticare una delle pagine più tragiche della storia italiana.

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 14:55

Costantini: «Una città più sicura, ecco il nostro piano per Pescara»

Ordinanze che svuotano le strade e spengono i quartieri diventano la causa di una città più fragile

«Servizio notturno della polizia locale, presidi fissi nelle aree più critiche, pattugliamenti a piedi e interlocuzioni con il governo per incrementare il numero di operatori delle forze dell’ordine», questi sono solo alcuni dei provvedimenti che il candidato sindaco per il centro sinistra Carlo Costantini intende prendere per far fronte al problema sicurezza a Pescara. «Sette anni di governo che certificano il fallimento delle politiche sulla sicurezza, politiche sbandierate come un "mantra" per conquistare il consenso a partire da Pescara», spiega. Nel corso della conferenza tenuta ieri di fronte al palazzo della Regione Costantini, parla di Pescara come il capoluogo di provincia abruzzese in cima alla classifica regionale per criminalità; «ciò che pesa di più», dice è la «percezione quotidiana di insicurezza». «Sono 11.500 reati registrati nel 2024 la collocano al 31º posto in Italia il rapporto al numero di abitanti, c’è poi il problema dello spaccio di sostanze stupefacenti, insomma, non viviamo in una condizione favorevole», aggiunge. Basta a ordinanze che «svuotano le strade e spengono i quartieri», dice Costantini, che anzi tra "copri fuoco urbani" e caro parcheggi, diventano la causa di una città più fragile e meno sicura. «Le politiche repressive non bastano soprattutto per chi ragiona come noi- conclude Costantini- caro parcheggi drammatico e senza senso, ordinanze, chiusura e giustificazione del centro, secondo me sono due elementi che hanno inciso moltissimo sulla percezione del senso di sicurezza e sull’insicurezza vera; su questi due fronti, noi intenderemo lavorare partendo da una considerazione: il governo deve riconoscere alla questura di Pescara ciò di cui la questione di Pescara ha diritto».

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 14:46

Campli (TE) alla BIT di Milano per i 250 anni di culto della "Scala Santa"

Al centro degli appuntamenti anche la sinergia con L'Aquila Capitale della cultura, per la quale sono al lavoro i sindaci Agostinelli e Biondi.

Il turismo nel teramano punta al più importante palcoscenico d'Italia, con presentazioni di livello volte a rafforzare il flusso di turisti che, ogni anno, visitano le bellezze uniche che la provincia di Teramo offre.

È il caso del Comune di Campli, alle porte del Capoluogo, che dopo l'anno giubilare non abbassa il tiro, anzi punta a un altro anno di successi tra fede, turismo e cultura. Per farlo una delegazione capeggiata dal sindaco Federico Agostinelli è partita alla volta del capoluogo lombardo, per pubblicizzare alcuni degli appuntamenti più interessanti del 2026. «Si tratta di un anno particolarmente importante per Campli - commenta il sindaco - perché una delle attrazioni religiose più amate, la Scala Santa, celebra i suoi 250 anni di apertura al culto. È un appuntamento - va avanti - che vanta una rilevanza straordinaria, sia perche si tratta di uno dei luoghi di fede più visitati d'Abruzzo, sia perché si inserisce in un contesto urbano e storico di grande fascino.»

Il borgo, infatti, si appresta a inaugurare la riapertura di alcuni importanti siti storico-religiosi, a partire dalla Cattedrale di Santa Maria in Platea, che intorno alla festività pasquale sarà riconsegnata alla cittadinanza insieme al santuario mariano adiacente.

Il turismo, almeno stando ai dati diffusi, sembra aver premiato l'attenzione al percorso di valorizzazione dei beni locali, dalla Necropoli di Campovalano al Museo Archeologico Nazionale. Nel 2025, infatti, le presenze registrate supererebbero le 10 mila unità, segno dell'anno giubilare ma anche di una crescente attenzione verso il piccolo borgo farnese.

Al centro della BIT di Milano anche i progetti di collaborazione istituzionale, che vedono Campli intessere un rapporto di sinergia con il Capoluogo regionale che ha visto da poco aprire l'anno da Capitale della Cultura. 

«Stiamo lavorando - va avanti Agostinelli - in raccordo con il Comune dell’Aquila e con il Sindaco Pierluigi Biondi, affinché le iniziative del nostro territorio - chiude - possano contribuire in modo complementare al vivace clima culturale che l’Abruzzo vivrà nel 2026».

L'Aquila 11 Febbraio 2026 ore 10:40

Teramo: giorno del ricordo, una corona d'alloro per le vittime

Nella cerimonia teramana, non molto partecipata, anche qualche polemica per la consueta assenza di scolaresche locali.

Una cerimonia molto sentita anche se non molto partecipata quella di questa mattina a Teramo, con la deposizione di una corona d'alloro sulla targa dedicata al dottor Giuseppe Micheletti, simbolo del trionfo dell'umanità sulla barbarie delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Micheletti fu l'unico chirurgo in servizio a Santorio Pola il 10 settembre del 1946, quando 28 mine inesplose della seconda guerra mondiale furono fatte brillare sulla spiaggia di Vergarolla provocando oltre cento morti e un numero non stimabile di feriti. La figura del dottor Micheletti viene ricordata in tutta Italia ma non solo per l'immenso valore professionale che dimostrò, operando senza sosta per salvare quante più vite possibile, anche dopo la drammatica notizia che tra le vittime dell'esplosione c'erano anche i suoi due figli oltre al fratello e la cognata.

Una figura che, anno dopo anno, viene onorata con il ricordo in quanto simbolo di una straordinaria abnegazione in un momento storico, quello dell'esodo giuliano - dalmata, in cui il confine orientale dell'Italia si macchiò del sangue di varie migliaia di italiani, militari e civili, deportati e uccisi a causa della ritorsione jugoslava durante e dopo la seconda guerra mondiale.

«Nelle foibe - ha commentato il vicesindaco di Teramo Stefania Di Padova - sono morti tanti italiani e la loro dignità, così come quella di ogni persona, deve essere rispettata e non può essere annientata dalle ideologie politiche e culturali.»

Un momento di ricordo che, nonostante le diverse visioni politiche che si sono sviluppate in merito, ha unito maggioranza e opposizione del Consiglio comunale teramano, anche se i rappresentanti di quest'ultima hanno evidenziato la consueta assenza di scolaresche alla cerimonia.

«Soltanto in una foiba - ha commentato il consigliere di Futuro In Franco Fracassa - sono state trovate 3500 cadaveri. Solamente in Slovenia sono state scoperte 700 località usate per questo scopo. Sono numeri impressionanti ma di cui - conclude - si continua a parlare troppo poco.»

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 14:00

Uccisione dell’orsa Amarena: Leombruni di nuovo a giudizio

Dopo lo stop al processo a causa di una nullità procedurale, si riparte con l'udienza predibattimentale convocata al 28 aprile

L'uccisione dell'orsa Amarena, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, entra nella fase processuale. Questa volta realmente. La Procura della Repubblica di Avezzano, infatti, ha emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Andrea Leombruni per il prossimo 28 aprile. Parliamo di "nuovo" decreto in quanto il procedimento si sarebbe dovuto avviare già il 19 gennaio scorso, ma la prima udienza si è conclusa con un rinvio dovuto a una nullità procedurale che, di fatto, ha invalidato l'intera fase introduttiva, costringendo la Procura a un integrale riavvio degli atti e imponendo alle parti offese di ricominciare l'iter da capo. Uno stop, seppur momentaneo, che aveva suscitato non poche preoccupazioni, soprattutto da parte della LEAL (Lega Antivivisezionista), che ha presentato denuncia sin dalle prime ore successive all’uccisione, ha seguito l’iter investigativo fino al rinvio a giudizio ed è stata ammessa come parte civile. In particolare, l'associazione guardava al protrarsi dei tempi come ad un rischio concreto di prescrizione, compromettendo l’accertamento di un reato considerato di eccezionale gravità. Ma ora è ufficiale: l'iter riparte da capo. A processo davanti al Tribunale di Avezzano, siederà dunque il 28 aprile per l'udienza predibattimentale Andrea Leombruni, l’uomo che nella notte del 31 agosto 2023, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, sparò all’esemplare di orso bruno marsicano, specie protetta. Amarena venne trovata agonizzante dalle guardie del parco e morì poco dopo davanti all’abitazione del Leombruni. LEAL accoglie questa nuova partenza con favore, rilevando come l'impianto accusatorio resti immutato e rifletta la piena gravità dei fatti contestati. Un caso che ha segnato profondamente il dibattito sulla tutela della fauna selvatica e che tocca uno dei nodi più delicati della conservazione della natura in Italia.

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 13:17

L’Aquila ricorda le foibe: un convegno e una mostra per non dimenticare

A Palazzo Margherita il convegno “Il Ricordo strappato”, promosso dal Comitato 10 Febbraio e dedicato al dialogo con gli studenti

Il Giorno del Ricordo torna ogni anno a riportare al centro della coscienza collettiva una delle vicende più dolorose e controverse della storia italiana. Anche L’Aquila, come molte città, si è fermata per commemorare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata in uno spazio di riflessione, il convegno dal titolo “Il Ricordo strappato” che si è svolto a Palazzo Margherita, dedicato al dialogo con gli studenti per chiamare in causa la storia, la memoria e il modo in cui questa viene trasmessa alle nuove generazioni. «Il Giorno del Ricordo è fondamentale per onorare le vittime delle foibe e i circa 350.000 esuli istriani, fiumani e giuliano-dalmati - ha spiegato Fabio Pace, referente regionale del Comitato 10 Febbraio - Quest’anno abbiamo deciso di focalizzare l’attenzione sul lungo silenzio che ha seguito quegli eventi: dal 10 febbraio 1947, quando con il Trattato di Parigi l’Italia cedette l’Istria, Fiume e la Dalmazia alla Jugoslavia di Tito, fino al 2004, anno dell’istituzione della Giornata del Ricordo». Un arco di tempo lungo decenni, durante il quale — ha sottolineato Pace — «gli esuli e le loro associazioni non hanno trovato conforto, ma spesso hanno subito umiliazioni e ostilità». Basti ad esempio ricordare l’episodio passato alla storia come il “treno della vergogna”, quando un convoglio di profughi istriani, con donne, anziani e bambini, non fu fatto fermare alla stazione di Bologna per il rifornimento di viveri. Oggi una targa a Bologna ricorda quel fatto, ma per anni episodi simili sono stati taciuti. E dunque l’obiettivo dell’iniziativa promossa a L’Aquila è chiara: restituire dignità alla memoria e far sì che tragedie simili non si ripetano. Richiamate anche le parole di Indro Montanelli, che definì gli istriani “italiani due volte”: «Italiani per nascita e per scelta. - ha ricordato Pace - Scelsero di rinunciare a tutto, terra, lavoro, beni, affetti, pur di rimanere italiani e non vivere sotto la dittatura comunista di Tito». A rafforzare il ricordo quest’anno anche la mostra “Il ricordo vola fino a noi”, aperta da questo pomeriggio e fino a sabato e fruibile tutti i giorni dalle 16:00 alle 19:00 al Palazzetto dei Nobili, con pannelli e testimonianze per rendere la memoria accessibile. La speranza del Comitato 10 febbraio è quella di utilizzare questi documenti per allestire presto un vero e proprio archivio del ricordo permanente.

L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 13:11

Fosso di San Giuliano: nominata l'Unità tecnica di verifica dal Comune

Il primo lotto di lavori è quantificato in oltre 2,5 milioni di euro

E' stata nominata l’Unità Tecnica di Verifica del progetto esecutivo per la messa in sicurezza del Fosso di San Giuliano a L'Aquila. Si tratta di un intervento che riguarda la messa in sicurezza dal punto di vista del dissesto idrogeologico nel tratto cosiddetto urbano considerato particolarmente vulnerabile soprattutto in caso di abbondanti precipitazioni.  Il progetto esecutivo che già è stato consegnato, prevede un primo lotto di lavori per un importo complessivo di oltre 2,5 milioni di euro. Prima di procedere con la gara, la normativa impone un controllo tecnico approfondito. Per queste ragioni, il Comune ha affidato la verifica a un gruppo di tecnici interni, la cosiddetta Unità Tecnica di Verifica sarà composta da sei professionisti, ciascuno con competenze specifiche: urbanistica, impianti, geologia, ambiente, archeologia, sicurezza e analisi dei costi. Il loro compito in sintesi sarà quello di controllare che il progetto sia conforme alle norme, coerente dal punto di vista economico e adeguato sotto il profilo della sicurezza. Si tratta di un passaggio tecnico obbligatorio e decisivo per arrivare alla fase di appalto e, successivamente, all’apertura del cantiere. «Si tratta di un primo lotto, ma si interverrà su tutto il fosso cittadino su cui andremo a lavorare grazie a un finanziamento totale di 10 milioni – afferma l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta –Abbiamo avuto vari finanziamenti nel corso degli anni e, quando abbiamo eseguito i lavori di riqualificazione della fontana dei Patitucci e di piazza Torpedine, abbiamo sistemato anche la parte di fosso limitrofa, rinforzando gli argini e ripulendo l’area, per mettere in sicurezza la piazza da un punto di vista idrogeologico e idraulico. Tutto l’intervento ha avuto un finanziamento di quasi un milione».

 
L'Aquila 10 Febbraio 2026 ore 11:32