ULTIM'ORA
APPROVATA LA LEGGE PIETRUCCI-ROSSI SUL PREMIO BENE
Sabato, 24 Ottobre 2026
09:38
  • L'AQUILA, PEZZOPANE E ROMANO SU VERTENZA VIVENDA: «SERVONO TUTELE CONCRETE» CONALPA L'AQUILA: «QUADERNO CORNO GRANDE DANNEGGIATO, SERVE MAGGIOR RISPETTO» INAUGURATA A CANSATESSA LA CHIESA DI SAN GIOVANNI DA CAPESTRANO
  • SILVI: OMICIDIO FUORI DAL NIGHT, CORTE D'APPELLO RIDUCE LA PENA A MERCURIO
  • ORTONA: PIANO EDILIZIO AI RIPARI DI GIOBBE, SI ATTENDONO NUMEROSE OSSERVAZIONI PALMOLI: SECONDO FINESETTIMANA A CASA PER I FIGLI DI CATHERINE E NATHAN
  • ABRUZZO, MARSILIO SU FIERA DELL'ISTRUZIONE A LANCIANO: «LA SCUOLA È AL CENTRO»
  • LANCIANO: SUCCESSO PER "DIDACTA", SAREBBERO OLTRE 10 MILA LE PRESENZE
  • CHIETI SVELATA NELLA SUA BELLEZZA DAL "TREKKING URBANO", CHIESE E PALAZZI APERTI <
  • CHIETI: PARTONO I LAVORI DI PULIZIA E SFALCIO NEL CIMITERO DI SANT'ANNA
  • SULMONA: ARRIVANO 31 NUOVE TELECAMERE CONTRO FURTI E MOVIDA VIOLENTA
  • CASTEL DI SANGRO (AQ): PARROCO DERUBATO DI 50 MILA EURO, ANCHE SOLDI PER I POVERI
  • FIAB L'AQUILA: DONNA INVESTITA ALLA QUESTURA, SERVE MAGGIOR RISPETTO PER IL PEDONE
  • PETROCCHI ALL'INAUGURAZIONE DELLA CHIESA DI CANSATESSA: «NUOVO PRESIDIO SOCIALE»
  • L'AQUILA: OPERAIO TROVATO MORTO A LUCOLI, CI SAREBBE UN TESTIMONE
  • SOSPIRI SU FUSIONE: «IL NUOVO ENTE SI CHIAMERÀ SEMPLICEMENTE PESCARA»
  • VOCE COMUNE A PESCARA: CONFERMATO IL CORTEO PACIFICO
  • DISORDINI: PERQUISITI 4 GIOVANI, SEQUESTRATI UN COLTELLO E UNA PISTOLA DA SOFTAIR
  • PESCARA: NEGOZIANTI TESI PER POSSIBILI PROTESTE VIOLENTE, ARRIVANO RASSICURAZIONI
  • TERAMO: IL GEOMETRA FRANCHI NOMINATO COMMISSARIO PER UN CANTIERE IN STALLO DA ANNI
  • ELISOCCORSO: A PRETURO REGIONE CONTATTA "AVINCIS" PER GESTIRE IL SERVIZIO
  • ELISOCCORSO: SEPARATI I SERVIZI DI L'AQUILA E PESCARA
  • RICOSTRUZIONE: VIA LIBERA ALLA VENDITA DELLE CASE ANCHE CON I LAVORI IN CORSO CERVO INVESTITO SULLA STATALE 17: CARCASSA DECAPITATA E PRIVATA DEI PALCHI
  • PECULATO NEL TERAMANO: SI ESPANDE L'INCHIESTA SUGLI 800 MILA EURO SPARITI
  • SCOPPITO: BICI IN DISCESA CONTRO UN MURO, BIMBO DI 9 ANNI TRASPORTATO AL GEMELLI
  • PESCARA, RUBANO CANALINE DI RAME IN DUE CONDOMINI: ARRESTATI
  • L'AQUILA: MILITARE IN ARRESTO CARDIACO ALLA CASERMA PASQUALI-CAMPOMIZZI
  • CALCIO: PINETO, PELLEGRINO STENDE IL GUBBIO 1-0
  • CALCIO: IL PESCARA RIBALTA IL PERUGIA 2-1 E CONQUISTA TRE PUNTI FONDAMENTALI FALSI SMS DEL COMUNE DI VASTO PER MULTE DA 30 EURO: ATTENZIONE ALLA TRUFFA
  • POLITICA: TONI DI GIANVITTORIO NOMINATO RESPONSABILE REGIONALE DI FUTURO NAZIONALE
  • TURISMO ALL'ARIA APERTA IN ABRUZZO, SETTORE IN CRESCITA: +3% NEL 2026
  • VUOI RICEVERE GRATUITAMENTE A4QUOTIDIANO? VAI SU WWW.A4QUOTIDIANO.IT


Va in Questura per asilo ma è ricercato per omicidio, arrestato 29enne

Il giovane era attivamente ricercato in Pakistan, suo Paese d'origine

Si è presentato agli sportelli della Questura di Teramo per avanzare formale richiesta di protezione internazionale, convinto di poter sfuggire definitivamente alla giustizia. Invece, i controlli di rito hanno fatto scattare l'arresto per un 29enne di nazionalità pakistana, sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale per omicidio. La scoperta è stata fatta dagli agenti dell'Ufficio Immigrazione che, operando in stretta sinergia con i colleghi della Squadra Mobile, hanno incrociato i dati dell'uomo sui terminali. Dagli accertamenti è emerso che il 29enne era attivamente ricercato nel suo Paese d'origine per un efferato delitto: aveva ucciso un connazionale esplodendogli contro un colpo di pistola proprio davanti alla sede del Tribunale locale, al culmine di accesi dissidi di natura personale. Le immediate verifiche, condotte di concerto con l'Interpol, hanno permesso di confermare l'identità del fuggiasco e la piena validità del provvedimento restrittivo. I poliziotti teramani hanno quindi proceduto all'arresto dell'uomo, che è stato immediatamente rinchiuso nella Casa Circondariale di Castrogno, dove si trova ora a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa delle procedure di rito.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 18:28

A Teramo il 41^ Convegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti

Hanno partecipato anche il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale

Si è tenuto nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Teramo il 41esimoConvegno annuale dell’Associazione Italiana dei Costituzionalisti (AIC), appuntamento di particolare rilievo nel panorama degli studi giuridici. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “L’attuazione e la revisione della Costituzione”, di grande attualità nel dibattito pubblico e istituzionale del Paese, sul quale si concentreranno le relazioni di autorevoli costituzionalisti provenienti da ogni parte d’Italia. Fondata per promuovere lo studio e il confronto scientifico sul diritto costituzionale, l’Associazione Italiana dei Costituzionalisti rappresenta da decenni il principale luogo di incontro e di elaborazione della comunità scientifica del settore, un punto di riferimento per accademia, istituzioni e società civile. Hanno partecipato al convegno, tra gli altri, il Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e Marta Cartabia, già Ministro della Giustizia e Presidente emerita della Corte costituzionale. «La Costituzione è cominciata ad essere attuata fin dall'inizio e la Corte Costituzionale ne è testimone dal 1956 all'oggi con le sue pronunce - ha dichiarato il presidente Amoroso - ha dato anch'essa il suo contributo nell'attuazione della Costituzione. Sono state emesse oltre 23.000 sentenze, oltre 4.000 pronunce di incostituzionalità, sono cambiate varie norme in ragione proprio dell'attività e delle pronunce della Corte». Fondata per promuovere lo studio e il confronto scientifico sul diritto costituzionale, l'Associazione Italiana dei Costituzionalisti rappresenta da decenni il principale luogo di incontro e di elaborazione della comunità scientifica del settore, un punto di riferimento per accademie, istituzioni e società civile. «La Costituzione è un patto fondamentale fra generazioni - ha aggiunto Cartabia - che è destinata a durare nel tempo, importante è riuscire a portarne lo spirito e i contenuti ai giovani di oggi. Queste acquisizioni che noi abbiamo imparato dalla storia, di cui c'è traccia in ogni parola della Costituzione, che è vita vissuta del popolo italiano, non si trasmettono soltanto consegnando un pezzo di carta. Occorre pazientemente ascoltare i giovani, le loro domande e mostrare come questi principi costituzionali hanno ancora tanto da dire alle questioni che li tormentano e li interrogano». «L’autorevole confronto sul tema dell’attuazione e della revisione della Costituzione - ha dichiarato il Magnifico Rettore - investe le fondamenta stesse della nostra convivenza democratica e ci dà occasione di riflettere sul ruolo della Carta come progetto affidato al presente e responsabilità rivolta al futuro. In questo quadro, l’Università non è soltanto il luogo nel quale la Costituzione viene studiata, interpretata e discussa: è uno degli spazi nei quali i suoi principi trovano concreta attuazione. Ciò avviene quando il diritto allo studio offre a ciascuno reali opportunità di crescita, quando la ricerca e l’insegnamento possono svolgersi liberamente, quando il confronto tra idee diverse alimenta il pensiero critico e quando conoscenze e competenze vengono poste al servizio della società. È attraverso questa missione che come Università contribuiamo a formare cittadini consapevoli, capaci di partecipare responsabilmente alla vita democratica e di orientare le proprie scelte verso il bene comune». «Ospitare a Teramo, nel nostro Ateneo, il Convegno annuale dei Costituzionalisti, che per la prima volta coinvolge un’università abruzzese, è per noi motivo di grande orgoglio e lo è ancora di più farlo negli 80 anni della nostra Repubblica  – sottolinea il Sindaco Gianguido D’Alberto – che ci devono portare  a recuperare quello spirito che il 2 giugno del ’46, portò alla nascita dell’Italia come la conosciamo oggi. Uno spirito, una visione del mondo, una promessa di libertà e uguaglianza, che si sono concretizzati nella nostra Costituzione di cui il prossimo anno festeggeremo gli 80 anni dall’approvazione. Anche per questo, il tema lungo il quale si declinerà il convegno è quanto mai attuale. Perché ancora oggi la nostra Costituzione è in parte inattuata e prima di pensare a modificarla bisogna concretizzarla nei suoi principi fondamentali. Riflettere su questi temi a Teramo è particolarmente importante, perché la nostra città rappresenta  da sempre, come ho avuto modo di evidenziare in più occasioni, una vera e propria  “Cittadella del diritto”. Una realtà che vive attraverso Il Tribunale, la Facoltà di Giurisprudenza, un Ateneo che del diritto ha fatto la propria vocazione istituendo anche una Scuola di Giustizia e Legalità, e non ultimo il carcere, di cui non possiamo non sottolineare il grande impegno nel portare avanti progetti di reinserimento dei detenuti nella comunità, in attuazione del dettato costituzionale. Presìdi che attraverso il fortissimo legame tra formazione giuridica e istituzioni cittadine, hanno contribuito a fare di Teramo un punto di riferimento per la giustizia e la legalità in Abruzzo».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 15:12

Nel penitenziario teramano si rafforzano i controlli

Trovati droga e cellulari nascosti nelle scarpe e nei pacchi postali

Droga nascosta nelle scarpe, sostanze stupefacenti occultate nei pacchi postali e telefoni cellulari introdotti illegalmente. È quanto emerso da una serie di operazioni condotte dalla Polizia penitenziaria all'interno della Casa circondariale di Teramo, dove negli ultimi giorni sono stati intensificati i controlli per contrastare l'ingresso di oggetti e sostanze vietate. L'episodio più significativo risale al a pochi giorni fa, quando una donna italiana è stata arrestata durante le verifiche sui familiari che accedono all'istituto per incontrare i propri congiunti detenuti. Nel corso del controllo, gli agenti hanno scoperto che la donna nascondeva all'interno delle scarpe un consistente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 450 grammi di hashish e 27 grammi di cocaina. Secondo quanto riferito dalla Polizia penitenziaria, la droga era destinata al figlio ristretto nella struttura. L'intervento si inserisce in un'attività di vigilanza che, nei giorni precedenti, aveva già consentito di intercettare ulteriori tentativi di introdurre sostanze illecite nel carcere teramano. Durante due distinte operazioni di controllo, il personale aveva infatti sequestrato circa 700 grammi di hashish, nascosti all'interno di un pacco postale indirizzato a un detenuto, e altri 80 grammi circa della stessa sostanza, rinvenuti in un secondo pacco consegnato dai familiari durante un colloquio. Non soltanto droga. Gli agenti hanno individuato e sequestrato anche alcuni telefoni cellulari, occultati all'interno di un pacco postale destinato a un detenuto. Una successione di episodi che richiama l'attenzione sulla complessità delle attività di sicurezza negli istituti penitenziari e sulla necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza, anche attraverso controlli sistematici sulle persone e sui materiali in ingresso. La direzione della Casa circondariale sottolinea come il fenomeno dell'introduzione illecita di sostanze stupefacenti e dispositivi di comunicazione rappresenti una criticità particolarmente delicata, in un contesto carcerario già segnato da problematiche legate alla diffusione delle dipendenze, ai traffici illegali e alla gestione della sicurezza interna. Il contrasto a questi comportamenti deve necessariamente accompagnarsi alle finalità rieducative e trattamentali della pena, nella ricerca di un equilibrio tra esigenze di ordine, tutela delle persone e percorsi di reinserimento. I controlli, oltre a consentire il sequestro di materiale non autorizzato, svolgono anche una funzione deterrente rispetto a ulteriori tentativi di violazione delle regole penitenziarie. La Polizia penitenziaria ribadisce che ogni episodio sarà oggetto della massima attenzione e, ove necessario, segnalato alle autorità competenti per i provvedimenti previsti dalla legge. A evidenziare il valore delle operazioni sono il commissario capo Francesco Scarangella, comandante pro tempore del Reparto di Polizia penitenziaria, e Maria Lucia Avantaggiato, direttrice della Casa circondariale di Teramo. «Gli ultimi sequestri - spiega Avvantaggiato - confermano quanto il controllo degli accessi, dei colloqui e della corrispondenza materiale rappresenti uno degli strumenti fondamentali per prevenire traffici illeciti e garantire la sicurezza all'interno degli istituti di pena. Un'attività spesso lontana dall'attenzione pubblica, ma essenziale per tutelare non soltanto il personale e la popolazione detenuta, bensì anche la sicurezza della collettività».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 15:04

Operazione cassa continua. In arresto funzionario dipendente dell'Unione dei Comuni

Avrebbe dirottato circa 800mila euro di fondi pubblici nel corso di pochi anni

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo hanno arrestato , Luca Galeotti, dipendente dell'Unione dei Comuni della Laga, con la contestazione di peculato. L'operazione che ha portato all’arresto rappresenta il culmine di una complessa inchiesta coordinata dal pubblico ministero Stefano Giovagnoni della Procura di Teramo, scaturita da una denuncia presentata alle stesse Fiamme Gialle nello scorso mese di aprile. Al centro delle indagini figura un ammanco stimato in circa 800.000 euro, sottratto dalle casse dell'ente territoriale che raggruppa 12 piccoli comuni della della provincia di Teramo. Il meccanismo fraudolento portato alla luce dagli investigatori si basava su una metodica alterazione della fase dei pagamenti dell'Ente. Secondo l'impianto accusatorio, l'indagato avrebbe dirottato i fondi pubblici nel corso degli anni, suddividendo le somme in uscita e facendole confluire illecitamente su diversi conti correnti, riuscendo così, secondo l’accusa, ad aggirare a lungo le verifiche contabili. L’“Operazione cassa continua” è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa.  Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Ettore Picardi e dal Sostituto Stefano Giovagnoni ed eseguite dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Teramo, hanno avuto origine da un “esposto scritto”, presentato dal Segretario Generale dell’Ente che ha posto l’attenzione su operazioni contabili anomale che hanno compromesso la regolare gestione contabile dell’Unione dei Comuni, determinando la mancata approvazione di documenti fondamentali e l’omissione di adempimenti da parte dell’Ente. Per riscontrare i fatti esposti dal Segretario Generale dell’Unione, sono stati analizzati molteplici dispositivi elettronici e informatici in uso all’indagato e una voluminosa documentazione amministrativa e contabile. Inoltre, sono state acquisite le informazioni registrate sul software utilizzato dall’indagato per la gestione economico-finanziaria dell’Ente che hanno permesso di fare luce sulle condotte illecite, consistite nell’auto-liquidazione di compensi, attraverso l’alterazione di voci stipendiali, il rimborso di spese non autorizzate o il riconoscimento di altre competenze inesistenti. L’accurata ricostruzione effettuata dalle Fiamme Gialle, corroborata dall’analisi di un Consulente Tecnico nominato dal Pubblico Ministero inquirente, è stata svolta attraverso l’analisi dei singoli cedolini paga, dei relativi mandati di pagamento e degli accrediti effettuati sui conti correnti utilizzati dall’indagato il quale, secondo l’ipotesi investigativa, dapprima alterava a proprio beneficio le competenze, successivamente manometteva gli importi sui mandati di pagamento, aggiungendo cifre alle somme di liquidazione spettanti e trasformandole da poche decine a migliaia di euro. La complessiva liquidazione degli ingiusti profitti a beneficio dell’indagato, quantificata in circa 800 mila euro, ha determinato anche il riconoscimento di competenze non dovute, sia in ordine alla propria posizione pensionistica e assistenziale che in ordine al Trattamento di Fine Servizio, con i relativi aumenti della base contributiva. Per tali aspetti è stata effettuata una segnalazione all’INPS, che sta provvedendo alla rettifica della posizione riferita all’infedele dipendente pubblico.  L’indagato per quasi sei anni ha ricoperto presso l’Unione dei Comuni Monti della Laga una posizione apicale e sfruttando il delicato ruolo di Funzionario contabile e Responsabile dell’Area Finanziaria dell’Ente, ha potuto operare avendo, da un lato, il possesso delle credenziali di accesso ai vari sistemi informativi, con operatività open, che gli ha permesso di creare, modificare o cancellare documenti digitali in ogni momento della fase amministrativa, dall’altro, la nomina esclusiva quale unico dipendente autorizzato e abilitato all’inoltro dei mandati di pagamento alla Tesoreria dell’Ente per il successivo accredito delle somme sui propri conti correnti. Il sistema oggetto di accertamento ha determinato mancanze e ritardi anche nella gestione della contabilità dell’Ente, comportando la mancata approvazione dei rendiconti di gestione delle annualità 2023 e 2024 nonché del Bilancio di previsione 2026/2028. Per questi ultimi aspetti, proseguono le verifiche da parte della Guardia di Finanza di Teramo, finalizzate sia ad accertare la veridicità dei rendiconti di gestione per le precedenti annualità, che ad individuare eventuali ulteriori responsabilità penali e contabili a carico di soggetti o organi pubblici, deputati al controllo dell’Ente.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:53

Nuova Pescara, Sospiri in Commissione Statuto: «È il momento di fare»

Nessuna divisione nel centrodestra chiarisce il presidente del Consiglio regionale, la volontà del referendum è un uno percento di una riforma epocale

Si continua a discutere, in commissione Statuto Nuova Pescara, dell’emendamento a firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che ha portato al rinvio della fusione dei tre comuni, Pescara, Montesilvano e Spoltore, a febbraio 2029. Intanto il primo passo entro un anno, entro settembre 2029, è la stesura di un piano di fusione condiviso tra le parti. Il tema è caldissimo perché l’8 ottobre il Consiglio regionale ha approvato un emendamento ricco di contenuti non soltanto rispetto alle date di rinvio, tempi sui quali, il presidente Sospiri è chiaro: con questo nuovo rinvio, non saranno ammessi ulteriori ritardi e l’appello è rivolto alle amministrazioni comunali, chiamate ora a lavorare per l’accorpamento dei servizi. Senza un lavoro condiviso tra le parti, nel 2028 verrà dunque nominato un commissario ad acta, per arrivare alla data di fusione del 2029. Così il presidente della Commissione statuto, Luigi Albore Mascia: «Chiedere a me del referendum, è come chiedere a chi sta costruendo una casa, in che modo pensa di demolirla. Io non mi occupo del referendum e non intendo occuparmene, perché il mio compito invece è dare impulso, dare seguito a quella che secondo me è l’ultima scadenza fissata dal Consiglio regionale e quindi avviare questo grande ente di quasi 200.000 abitanti di 100 km quadrati che si attesterà sul mare Adriatico come una delle realtà più grandi e più rilevanti». Ma rispetto alla fusione resta comunque il nodo da sciogliere. A porlo in essere è stata la risoluzione a firma di alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia che dovrebbe prevedere la possibilità di un nuovo referendum consultivo, la commissione statuto non si sbilancia, ma sul tema è sufficiente ricordare la sentenza del Tar che ha già respinto chiaramente la richiesta di referendum da parte di Montesilvano e Spoltore. Nessuna divisione interna al centrodestra dunque, chiarisce Sospiri, che parla di un 1 percento di una riforma epocale. «Questo processo resterà alla storia. Nessuno ricorda i nomi di chi era contrario 100 anni fa alla fusione tra Pescara Porta Nuova e Castellammare che ha dato vita alla città di Pescara. Tra 100 anni probabilmente molti ricorderanno chi invece ha insistito per la nascita di quella che sarà la capitale dell’Adriatico». «Continuate ad insistere sull’1 percento di una riforma epocale che nella storia della Repubblica italiana non si è mai fatta. Ha detto Lorenzo Sospiri. Ci sono dei colleghi che ritengono legittimamente che un voto che vi è stato 12 anni fa, possa essere richiamato ad una ulteriore valutazione, nel momento apicale in cui si stringono tutti i tempi per giungere alla fusione, è compito degli uffici legislativi della Giunta e del Consiglio valutare se questa richiesta ha un fondamento di legittimità, quindi adesso io starei concentrato invece sul tema che è una sequenza di impegni e di obblighi, da parte dei tre comuni, che se non vengono rispettati non fanno neanche in tempo a celebrarlo il referendum perché vengono sciolti prima, quindi pensiamo invece che bisogna recuperare i primi nove mesi dell’anno che abbiamo di fronte a noi del 2027, tutto il tempo che si è perso, perché altrimenti questi comuni saranno sciolti il primo gennaio 2028».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:48

Il Movimento di impegno educativo di Azione cattolica arriva in Abruzzo

Sostenere le giovani generazioni e non solo è l'obiettivo dell'intervento del Mieac per un piano condiviso tra gli attori coinvolti

Le immagini e i video dei disordini che hanno interessato Milano hanno fatto il giro del web e occupano le prime pagine dei quotidiani nazionali, sui social rimbalzano le notizie, ecco allora che anche la rete assume un ruolo fondamentale nel veicolare determinati contenuti. Attorno ai giovani sembra crollare il tessuto sociale, alle nuove generazioni mancano le certezze e una rete forte che sia famigliare, scolastica ed extra scolastica. Dare supporto ai giovani è quanto si propone il Movimento di impegno educativo di Azione cattolica che arriva anche in Abruzzo. L'obiettivo è quello di creare un momento di incontro di confronto di coordinamento fra i tanti soggetti che operano in ambito educativo per costruire un progetto condiviso. Al centro le relazioni umane e le nuove tecnologie. «Quello che cerca di fare il Movimento di impegno educativo di Azione cattolica - ha detto Giovanni Battista Milazzo, presidente nazionale Mieac - è gettare dei semi, semi che si spera nella fede, che portino dei frutti, soprattutto generino degli educatori ed educatrici che si facciano carico delle reali condizioni di vita, non solo dei più giovani ma anche degli adulti e per così dire, degli adultissimi, nell’attuale contesto storico». «Noi abbiamo registrato proprio questa crescente conflittualità nelle relazioni sociali - ha dichiarato Alessandra Di Pietro, presidente Mieac Pescara Penne - che spesso ormai si trasformano in aggressività vera e propria e soprattutto abbiamo registrato questa difficoltà addirittura in certi casi, l'incapacità ad accettare e riconoscere le ragioni dell’altro e allora noi non possiamo avere una formazione che sia così ricca di contenuti ma anche povera di significato e quindi puntiamo ad una formazione che sia anche votiva ed anche valoriale». «Badando soprattutto al livore alla violenza - aggiunge Milazzo - al culto dell’io e dell'egocentrismo che sono dei fenomeni che oggi come sappiamo sono particolarmente diffusi e si vanno anche estendendo e direi pericolosamente del tessuto sociale italiano».

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:35

Uccide la compagna a coltellate nel Varesotto e si costituisce ad Avezzano

L'uomo Marco Panichi è originario di Civitella Roveto

La scorsa notte, i Carabinieri della Compagnia di Avezzano hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto Marco Panichi, cittadino italiano di 53 anni, originario di Civitella Roveto. L’uomo, che si è presentato spontaneamente alla caserma di via Genserico Fontana, è accusato di essere l’autore del femminicidio di una donna di 36 anni di origine straniera, avvenuto nella mattinata del 22 ottobre, a Vergiate, in provincia di Varese. Stando alle prime informazioni trapelate, l'uomo ha confessato l'omicidio davanti al procuratore del Tribunale di Avezzano Maurizio Maria Cerrato. L'uomo ha descritto la dinamica dei fatti dando indicazioni su dove si trovasse il corpo della compagna. Una volta aperta la porta dell’abitazione grazie all'aiuto dei Vigili del Fuoco, i militari hanno potuto constatare la veridicità di quanto ammesso dall’uomo. Sul pavimento della camera da letto giaceva senza vita infatti la compagna, 36enne originaria della Colombia, che era stata colpita diversi fendenti al corpo e al collo, come constatato successivamente anche dal medico legale. Accanto a lei l’arma utilizzata, un coltello da cucina. L’uomo è stato dunque sottoposto a fermo da parte dell’Autorità Giudiziaria di Avezzano, che ha operato stretto raccordo con la Procura bustocca. La salma è stata traferita all’Istituto di Medicina Legale di Pavia per il successivo esame autoptico. Al riguardo, la Procura di Busto ha avviato i necessari approfondimenti investigativi, che verranno eseguiti con la collaborazione degli uomini dell’Arma. Al termine del primo interrogatorio a parlare è stato il legale difensore di Panichi, l'avvocato Leonardo Casciere che ha riferito la versione del suo assistito ovvero di come lo stesso si sia difeso dalla compagna che avrebbe impugnato un coltello. «Lui - ha aggiunto l'avvocato Casciere - ha chiarito molte posizioni, perché ha detto che l'aggressione non è partita da lui, è partita dalla donna, gelosissima», spiega il legale, illustrando una ricostruzione che dovrà essere verificata dagli investigatori. Secondo Casciere, la donna «aveva un coltello in mano» e il suo assistito ha riportato diverse lesioni nel tentativo di difendersi. «Ha delle ferite da difesa, sia sul braccio sinistro, molto profonda, che sulla mano destra. Ha anche molte altre ferite», riferisce l'avvocato. Il numero esatto delle lesioni e la loro gravità dovranno essere accertati attraverso la documentazione sanitaria. Il delitto è avvenuto nel Varesotto, dove la coppia si trovava in viaggio. La donna, di origine straniera, è stata raggiunta da numerose coltellate. Dopo l'accaduto Panichi è rientrato in Abruzzo e si è presentato alla caserma dei carabinieri di Avezzano per costituirsi. Secondo quanto riferito dal difensore, l'uomo sarebbe inizialmente fuggito per paura e avrebbe raggiunto il padre prima di consegnarsi. «I carabinieri hanno sottoposto il mio assistito a un fermo», aggiunge Casciere, spiegando che nel pomeriggio è previsto il passaggio davanti al gip del Tribunale di Avezzano per la convalida del provvedimento. Resta da ricostruire la dinamica dell'aggressione, anche alla luce delle ferite riportate dall'indagato.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:46

Le Fiamme Gialle di Pescara hanno confiscato beni per circa 11,5 milioni di euro

Al centro l'attività illecita di un imprenditore teramano, operante in zona Montesilvano, accusato di bancarotta fraudolenta

Uno stabilimento balneare, 71 fabbricati, 13 terreni, quote societarie e conti correnti, per un valore complessivo che si aggira attorno agli 11,5 milioni di euro. È il patrimonio che la Guardia di Finanza di Pescara ha confiscato a un imprenditore di origini teramane, ormai deceduto, che lavorava nella zona di Montesilvano nei settori finanziario, edile ed immobiliare. La confisca è stata disposta in primo grado dal Tribunale di Chieti in base al Codice Antimafia ed eseguita su delega della Procura della Repubblica di Chieti. Gli stessi beni erano già stati sequestrati nel 2019. L'uomo era stato arrestato nel 2015 perché ritenuto a capo di un'organizzazione dedita in modo sistematico a reati fiscali e fallimentari. Lo scopo era sottrarre allo Stato imposte e contributi. Secondo gli investigatori, in questo modo avrebbe accumulato per sé e per i familiari profitti illeciti per oltre 100 milioni di euro. Diverse le condanne a carico dell'imprenditore, alcune anche definitive, ed è stato coinvolto in numerosi procedimenti penali. Tra le accuse: associazione per delinquere, estorsione, bancarotta fraudolenta, reati ambientali e fiscali. L'indagine è partita dal lavoro del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pescara. I finanzieri hanno ricostruito il patrimonio dell'imprenditore e hanno seguito i reinvestimenti del denaro illecito in società, attività commerciali e immobili. Gli accertamenti hanno mostrato un tenore di vita molto superiore ai redditi dichiarati. Secondo i giudici, i beni a disposizione dell'intera famiglia erano quindi frutto di attività illecite o del reinvestimento dei loro proventi. La confisca colpisce aziende, tra cui lo stabilimento balneare, e quote societarie. Comprende anche 71 fabbricati e 13 terreni in provincia di Pescara, oltre ai saldi dei rapporti finanziari intestati a 10 società e 8 persone fisiche. Per il suo valore, l'operazione è tra le più rilevanti eseguite in Abruzzo in base alla normativa antimafia e conferma l'impegno della magistratura e della Guardia di Finanza nel sottrarre alla criminalità le ricchezze accumulate illegalmente e nel contrastarne l'ingresso nell'economia legale. L'obiettivo è tutelare la libera concorrenza, le imprese e i cittadini onesti. Il provvedimento è di primo grado: i suoi effetti diventeranno definitivi solo quando non potrà più essere impugnato. Si tratta di un provvedimento di primo grado i cui effetti potranno considerarsi definitivi solo ove intervenga l’irrevocabilità.

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 14:11

Gratuito patrocinio per le vittime di incidenti sul lavoro, sì unanime della Camera

Santangelo: «la misura è finanziata dal Ministero del Lavoro, in Abruzzo fondi per corsi extra»

La Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il gratuito patrocinio per le vittime di reati commessi in violazione delle norme antinfortunistiche, quando dall’infortunio derivino la morte o l’inabilità totale. In pratica chi perde un familiare in un incidente sul lavoro potrà farsi assistere da un avvocato in sede penale senza anticipare le spese, che saranno a carico dello Stato. Il provvedimento è finanziato con risorse del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, guidato da Marina Calderone. L’assessore regionale abruzzese alle Politiche sociali, Roberto Santangelo, lo ha definito un atto di civiltà, giustizia e tutela a lungo atteso e ha attribuito la spinta decisiva proprio alla ministra. Per capire la portata della novità basta pensare a una famiglia che perde il padre, come l'operaio caduto da un ponteggio a Cagnano Amiterno, qualche settimana fa. Prima deve affrontare il lutto, poi un processo che può durare anni e che richiede un legale, perizie e documenti. Chi non ha mezzi sufficienti rischiava di rinunciare a costituirsi parte civile, cioè a chiedere in tribunale che i responsabili rispondano di quanto accaduto. Con la nuova norma quell’ostacolo economico cade per i casi più gravi, quelli con la morte o l'inabilità totale. L'assessore Santangelo ha spiegato che la sicurezza sul lavoro riguarda tutti i livelli dell’amministrazione e non soltanto lo Stato centrale. Secondo Santangelo, in Abruzzo la formazione è passata da obbligo di legge a occasione di crescita per chi lavora. La Regione ha stanziato fondi per corsi e progetti che si aggiungono a quelli previsti dalla normativa, e affianca le imprese nella sensibilizzazione e nella prevenzione degli infortuni. Il testo, che ha già superato il voto della Camera, dovrà ora completare il suo percorso prima di diventare operativo. Santangelo ha parlato di un ulteriore passo verso il riconoscimento della sicurezza come diritto di ogni lavoratore e lavoratrice.

 

 

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 13:09

Abruzzo, un milione di euro per le botteghe-scuola dei maestri artigiani

La Giunta fissa le regole per riconoscere chi insegna il mestiere e affida a FIRA la gestione

La Giunta regionale abruzzese ha stanziato un milione di euro per dare una cornice ufficiale ai maestri artigiani e alle loro botteghe. Il provvedimento stabilisce come si ottiene il titolo di Maestro artigiano, cosa serve per diventare Bottega-Scuola e come si svolge il percorso degli allievi. Alla Finanziaria Regionale Abruzzese, la FIRA, tocca affiancare la Regione nella gestione delle attività, insieme agli uffici regionali competenti. L’idea è semplice. Chi ha anni di esperienza comprovata in un laboratorio, di ceramica, ferro battuto o merletto, riceve un riconoscimento formale e può accogliere giovani che imparano il mestiere stando al banco, non in aula. Si pensi a un fabbro vicino ai settant’anni, senza eredi in famiglia, oggi, quando smette, la sua tecnica finisce con lui. Con il titolo e la bottega-scuola avrebbe un motivo e una struttura per passarla a qualcuno. Il provvedimento indica il ricambio generazionale come la questione centrale, perché molte professionalità rischiano di sparire per la difficoltà di trasmettere tecniche e conoscenze. Resta un presupposto da verificare, ed è il più importante. Si dà per scontato che un giovane formato in bottega trovi lavoro o apra un’attività. Non è automatico. Un allievo può imparare benissimo e poi non avere i soldi per un locale, le macchine, la clientela. Nel provvedimento deve risultare quanti allievi si potranno seguire, quanti maestri saranno riconosciuti, quanto spetterà a ciascuno. Se le botteghe fossero cento, per fare un esempio, a ognuna andrebbero in media diecimila euro, un pò poco per pagare il tempo di chi insegna e un compenso a chi impara. Altri due punti possono inceppare il meccanismo. Il maestro che insegna smette di produrre per alcune ore al giorno, e un piccolo artigiano non sempre può permetterselo. I giovani, poi, devono avere un motivo per scegliere un mestiere faticoso invece di un impiego con stipendio fisso, servirebbero un’indennità chiara e una prospettiva concreta alla fine del percorso.

 
L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 13:08

Gas in Abruzzo, l’inverno costerà 998 euro a famiglia e all’Aquila sale a 1.017

Servono da 45 a 60 giorni per cambiare fornitore e con la tariffa migliore si risparmiano 297 euro

Una famiglia abruzzese spenderà in media 998 euro per il gas da ottobre ad aprile, secondo l’Osservatorio di Switcho, servizio digitale del gruppo Mavriq. Il calcolo parte da dati Arera e cioè 1.142 metri cubi consumati, quasi la metà tra dicembre e gennaio. La cifra riguarda solo la materia prima, le altre voci della bolletta restano fuori. La media italiana è di 972 euro per 1.110 metri cubi. Il divario col resto del Paese ha una spiegazione molto semplice. Dividendo la spesa per i consumi, in Abruzzo il gas costa circa 87 centesimi al metro cubo, in Italia 88. Si paga di più perché si consuma di più, non perché le tariffe siano diverse. Anche tra le province le distanze sono corte. L’Aquila sta a 1.166 metri cubi e 1.017 euro, Teramo a 1.114 e 975, e tra le due ci sono 42 euro. Il dato su cui l'Osservatorio costruisce il messaggio è che passando subito alla migliore tariffa sul mercato la spesa regionale scenderebbe a 701 euro, cioè 297 in meno, circa il 30 per cento. Per provincia il risparmio va da 290 euro a Teramo a 303 all’Aquila. È una stima che confronta la tariffa media con la più bassa disponibile e dà per scontato che ogni famiglia possa ottenerla. Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Switcho, ricorda che il cambio di fornitore richiede da 45 a 60 giorni. Più fragile è l’altra cifra. Benazzi dice che il 95 per cento dei consumatori abruzzesi arriva all’inverno senza una tariffa conveniente, oltre 470mila utenti. Il campione sono le bollette caricate sulla piattaforma, cioè di persone che hanno già deciso di farsi controllare i conti. Nota a margine: l'Osservatorio dovrebbe spiegare chiaramente, però, cosa renda una tariffa conveniente. Il servizio è gratuito per l’utente, analizza l’offerta, propone il cambio solo se migliora le condizioni e segue le pratiche. Non è chiaro come Switcho si finanzi. Fondata nel 2019 e nel gruppo Mavriq dal 2024, la società dichiara di aver proposto ai suoi 1,9 milioni di utenti risparmi per oltre 550 milioni di euro.

 

L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 13:06

Pescara, il vino buono sta sulle colline: Cerasuolo, Trebbiano e Montepulciano

Una DOC autonoma dal 2010 per l'Abruzzo rosato: produttori a Loreto Aprutino, Cugnoli, Spoltore

Nella provincia di Pescara il vino non è solo un prodotto, ma un modo di raccontare il territorio. Il Cerasuolo d’Abruzzo, dal 2010 denominazione di origine controllata autonoma, è il simbolo di questa evoluzione: prima era una tipologia interna alla DOC Montepulciano d’Abruzzo, oggi ha un disciplinare separato. Si produce con uve Montepulciano, la stessa del rosso, ma con una macerazione sulle bucce molto più breve. Il risultato, nelle versioni più serie, è lontano dal rosato pallido e leggero: colore di ciliegia viva, struttura tesa, sapidità e una profondità che lo avvicina a un rosso di media struttura. Va bene con il pesce, ma sorprende anche con la carne di pecora. Le Cince di De Fermo, a Loreto Aprutino, e il Cerasuolo di Valentini sono due riferimenti da cui partire. Accanto al Cerasuolo c’è il Trebbiano d’Abruzzo, a lungo considerato un vino semplice, da bere giovane. Nelle mani dei migliori produttori diventa invece un bianco di grande carattere: camomilla selvatica, mandorla amara, acidità verticale e un finale marino che può resistere dieci anni in bottiglia. Tiberio, a Cugnoli, e la Fattoria La Valentina, a Spoltore, lavorano in questa direzione. Il Trebbiano di Valentini resta un punto di riferimento per chi cerca bianchi pensati per l’invecchiamento. Il terzo protagonista è il Montepulciano delle Terre dei Vestini, sottozona dell’area pescarese riconosciuta nel 2006. Qui il Montepulciano esce dai canoni del vino da supermercato: marasca selvatica, chiodi di garofano, ferro e terra bagnata, con un carattere rustico ma aristocratico. Torre dei Beati e Ciavolich, la cui attività vinicola affonda le radici nell’Ottocento, sono tra i nomi della zona. De Fermo, Valentini e Torre dei Beati a Loreto Aprutino, Tiberio a Cugnoli, La Valentina a Spoltore: comuni diversi, ma un’unica provincia. Quella di Pescara, dove il vino d’Abruzzo sta dimostrando di saper coniugare tradizione, identità e ambizione.

 
L'Aquila 23 Ottobre 2026 ore 13:04

Operazione "Ricostruzione": truffa in appalti post sisma, perquisizioni a Chieti

Otto arresti, 51 indagati e un sequestro di beni per oltre 57mln, in manette Pistarelli e Crucianelli

C’è anche Chieti tra le province coinvolte nell’operazione “Ricostruzione” condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona. Otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e un sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro è il bilancio complessivo dell’attività investigativa su un sistema illecito in commesse per la ricostruzione privata post-sisma 2016 e appalti banditi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino, per accuse di truffa aggravata, infiltrazioni di criminalità organizzata di stampo mafioso, e corruzione. Oltre 50 perquisizioni nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza. L'attività, coordinata dalla Dda di Ancona, si articola in più filoni di indagine. Tra gli arrestati c’è anche l'avvocato maceratese Fabio Pistarelli, ex capo di Gabinetto del presidente della giunta regionale delle Marche Francesco Acquaroli (fino a dicembre 2025): il legale, esponente del centrodestra, nel cui studio è stata eseguita una perquisizione, è accusato infatti di corruzione nel filone d'inchiesta sull'affidamento di appalti. Il secondo filone invece, riguarda nello specifico subappalti ad aziende infiltrate da criminalità e commissione di reati contro la pubblica amministrazione. In questo contesto, è stato Arrestato anche il costruttore Enrico Crucianelli, con l’accusa di associazione esterna di stampo mafioso. Le indagini hanno condotto anche al disvelamento di una serie di corruttele legate ai finanziamenti pubblici nel settore della sanità e dell’edilizia universitaria in relazione a procedure/affidamenti di diversi enti pubblici (Regione Marche, ERDIS Marche e Università di Camerino). L'Università di Camerino (Unicam) in una nota «Ribadisce che la legalità, la trasparenza e la correttezza amministrativa costituiscono principi fondanti e punti di riferimento fondamentali di tutte le attività dell'Ateneo. L'Ateneo- prosegue-, che nel corso degli anni ha vissuto direttamente le conseguenze del sisma 2016 ha affrontato con senso di responsabilità il percorso di ricostruzione -e ancora-. L'Università di Camerino continuerà a operare con rigore e a tutela della propria comunità universitaria e del territorio, nella convinzione che il rispetto delle regole sia condizione essenziale per una ricostruzione efficace e per il futuro delle aree colpite dal sisma». Gli accertamenti, tra esecuzione delle misure cautelari, perquisizioni e acquisizioni di documenti hanno impegnato circa 230 militari della Guardia di Finanza. 

L'Aquila 22 Ottobre 2026 ore 17:43

All’Aquila oggi il summit nazionale sul diritto allo studio, 150 delegati

Palazzo Benedetti ha ospitato Andisu, con ministero e atenei. Due tavoli su lavoro e alloggi per studenti

L’Aquila ha ospitato, a Palazzo Benedetti, l’incontro annuale dell’Andisu, l’associazione che riunisce gli organismi italiani per il diritto allo studio universitario. Lo ha organizzato l’Adsu aquilana, presieduta da Marica Schiavone, con oltre 150 delegati arrivati da tutta Italia. C'erano i rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca, della Regione Abruzzo, dei Comuni, degli atenei abruzzesi e delle associazioni di categoria. Per l’Andisu hanno partecipato il segretario generale Gabriele Verza e il vicepresidente vicario Simone Foglio. Il tema di fondo lo spiega Michele Suriani, direttore dell’Adsu dell’Aquila, cioè l’azienda che si occupa di borse di studio, mense e residenze per studenti. Il problema è il rapporto tra domanda e offerta di lavoro, che con le nuove tecnologie si è inceppato. Un ragazzo che si laurea oggi spesso non sa quale profilo professionale faccia per lui, e molti mestieri, di adesso, potrebbero sparire in poco tempo. Anche le imprese hanno difficoltà a capire di quali competenze avranno bisogno. Per questo agli incontri sono state invitate le associazioni di categoria, accanto all’università. Gli atenei stanno già rivedendo approcci e programmi in base ai cambiamenti dell’economia e della società. La giornata, intitolata “L’Aquila, città della cultura e della conoscenza 2026”, si è aperta con il ruolo di università, formazione, ricerca e cultura nel creare competenze e nel convincere i giovani qualificati a restare nei territori o a sceglierli. I lavori si sono divisi in due tavoli. Il primo intitolato “Dalla formazione al lavoro. Università, cultura e territorio per creare competenze e opportunità” e il secondo, “Il diritto allo studio come leva per lo sviluppo culturale”, tocca le politiche nazionali, gli alloggi universitari e i nuovi modelli di servizio. L’Adsu ha portato anche i propri numeri. Ha avviato un progetto di mobilità sostenibile con 60 biciclette elettriche gratuite e una navetta che collega le sedi universitarie con mense e residenze. Sta per aprire una sala prove musicali gratuita, ha creato un corso di teatro senza costi e porta avanti attività sportive tramite convenzioni. Tra le iniziative ci sono il Multiverso Canada, con musica, concerti e attività culturali, e il Cammino dello studente. I delegati poi hanno fatto una visita guidata nel centro storico, tra i luoghi simbolo della città e il percorso di ricostruzione. Per tutti, il benessere degli studenti deve essere la prima missione dell’azienda.

 

 

L'Aquila 22 Ottobre 2026 ore 17:09

Lucoli (AQ), operaio tunisino di 27 anni trovato morto in una scarpata

Si chiamava Wissem Hmida e lavorava con il fratello. L’auto era incendiata, indagano i carabinieri

Il corpo senza vita di Wissem Hmida, operaio tunisino di 27 anni, è stato trovato questa mattina in fondo a una scarpata di via del Biancospino, nella frazione aquilana di Lucoli. A dare l’allarme è stato un passante, che ha visto il cadavere lungo il pendio e ha avvisato le forze dell’ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri, che hanno avviato i rilievi. Poco distante c’era l’auto del giovane, completamente bruciata. Il veicolo incendiato e il corpo in un tratto scosceso sono i due elementi da cui gli investigatori sono partiti. Secondo le prime informazioni Hmida potrebbe essere rotolato lungo il pendio, ma non è chiaro se si sia trattato di un incidente. Il fatto potrebbe essere accaduto ieri sera. Poiché il ritrovamento è avvenuto al mattino, resta un intervallo di diverse ore da ricostruire. Hmida lavorava da circa tre anni insieme al fratello in una grande azienda aquilana. Per ora gli inquirenti non escludono nulla. Tra le ipotesi c’è il suicidio, e c’è quella di un rogo accidentale dell’auto che avrebbe spinto il giovane a buttarsi fuori dal veicolo. Sono due scenari molto diversi: nel primo il gesto sarebbe volontario, nel secondo una fuga d’istinto davanti alle fiamme. Per scegliere tra i due serviranno gli accertamenti sull’auto, che dovranno dire come sono nate le fiamme, e quelli sul luogo della caduta. In situazioni simili la posizione del corpo e lo stato del mezzo dicono spesso più delle supposizioni. Restano aperte tante domande. Non si sa perché Hmida si trovasse proprio in quel punto di via del Biancospino, se fosse solo o in compagnia di qualcuno, e perché, al di là delle ipotesi, l’auto abbia preso fuoco. Sono i dati che i carabinieri stanno cercando di mettere in fila partendo da quanto è accaduto ieri sera. Al momento i carabinieri non hanno diffuso altri elementi sulle indagini.

 
L'Aquila 22 Ottobre 2026 ore 17:08