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Nuova Pescara: il Consiglio comunale di Spoltore favorevole al referendum bis

Approvata la mozione per tornare alle urne ed esprimersi nuovamente sulla fusione

Spoltore chiede alla Regione certezze sulla possibilità di indire un nuovo referendum per la fusione con Pescara e Montesilvano. La richiesta è contenuta nella mozione approvata giovedì sera dal Consiglio comunale. Nel documento si evidenziano le criticità della consultazione del 2014, quando i cittadini furono chiamati a esprimersi senza disporre di un quadro completo sull'organizzazione del nuovo Comune e sulla gestione dei servizi. A distanza di oltre dieci anni, secondo l'amministrazione, il contesto politico e sociale è profondamente cambiato e occorre tornare a coinvolgere la popolazione. La sindaca Chiara Trulli ha definito il voto «un passaggio significativo e doveroso», sollecitando la Regione a chiarire se e quando sarà possibile svolgere una nuova consultazione. «Vogliamo sapere se e quando si svolgerà il referendum e suggeriamo di farlo coincidere con le prossime elezioni», ha dichiarato. La mozione richiama anche la questione del nome del nuovo Comune, passato da «Nuova Pescara», previsto nel quesito del 2014, a «Pescara» nelle più recenti disposizioni regionali. Viene inoltre sottolineata l'importanza delle gestioni associate dei servizi, che avrebbero permesso di valutare meglio vantaggi e criticità della fusione.

L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 16:37

Forza Italia a Ortona accoglie due gruppi civici, domani si elegge il segretario

Con Coletti e D'Auria arrivano i sostenitori di Fratino, battuto al ballottaggio da Angelo Di Nardo

Forza Italia allarga la squadra a Ortona. Alla conferenza stampa di oggi, nella Torre della Loggia, è stato annunciato l'ingresso di alcuni aderenti a Ortona Popolare e Alleanza per Ortona, i due gruppi civici che alle ultime comunali hanno sostenuto Nicola Fratino, battuto al ballottaggio da Angelo Di Nardo, esponente di Fratelli d'Italia. Il ballottaggio è il secondo turno, a cui si va quando nessun candidato supera la metà dei voti al primo. A rappresentare i gruppi c'erano Gianluca Coletti — ex assessore del Pd — e Renato D'Auria. Ad aderire sono alcuni appartenenti, non tutti i componenti. Al tavolo sedevano anche lo stesso Fratino, il consigliere comunale Lucio Cieri, il segretario provinciale Daniele D'Amario e il segretario regionale Nazario Pagano, parlamentare azzurro. Gli arrivi seguono quello di Marianna Scoccia, vice presidente del consiglio regionale, già entrata nel partito. A Ortona Forza Italia è in minoranza nell'amministrazione comunale guidata da Di Nardo. Domani pomeriggio alla sala Eden si riunisce l'assemblea del partito, chiamata a eleggere il segretario cittadino, cioè il responsabile di Forza Italia in città, al posto di Cieri. Sul tavolo c'è una sola mozione, il documento con cui un candidato presenta la propria linea agli iscritti, e fa capo a Elio Consorti. Nessun altro si è fatto avanti, quindi l'assemblea voterà su un unico nome. Pagano ha detto di accogliere con grande soddisfazione D'Auria e Coletti, «con i quali condividiamo un percorso politico e amministrativo che oggi si consolida in un progetto comune». Ha ringraziato D'Amario per il lavoro svolto sul territorio e per la capacità di aggregare nuove energie, poi Cieri, Fratino e tutte le donne e gli uomini di Forza Italia di Ortona.

L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 14:33

L’Aquila, il sistema di videosorveglianza copre dal centro storico alle frazioni

Numeri del progetto illustrati con Sicuritalia e SPEE, poi visita alla control room della Municipale

Più di 900 Telecamere distribuite su tutto il territorio comunale, dal centro storico alle frazioni per un investimento di circa 4 milioni di euro: è il quadro del sistema di videosorveglianza urbana presentato dal Comune dell’Aquila nella sede del comando di Polizia municipale. Durante la conferenza stampa sono stati illustrati i numeri del progetto, le funzionalità del sistema e la collocazione degli impianti. Sono intervenuti il sindaco Pierluigi Biondi, Lorenzo Mattioli, senior advisor per la strategia e lo sviluppo del business di Sicuritalia, e Luciano Ardingo, amministratore delegato di SPEE. Le due aziende hanno quindi partecipato alla presentazione insieme all’amministrazione. In sala c’erano anche due assessori: Fabrizio Taranta, che ha le deleghe alla Sicurezza urbana e alla Videosorveglianza, e Laura Cucchiarella, che si occupa di Polizia locale e Sicurezza stradale. Un sistema di videosorveglianza urbana, in parole semplici, è una rete di telecamere collegate a una sala operativa. Le immagini non restano chiuse nelle singole apparecchiature, di norma arrivano in un unico punto, dove personale autorizzato può seguirle e consultarle. All’Aquila quel punto è la control room della Polizia municipale, la sala di monitoraggio che abbiamo visitato. Per gli aquilani l’aspetto più concreto è che il progetto non si ferma al centro storico, ma comprende anche le frazioni. C’è poi un dettaglio preciso. La delega alla Videosorveglianza è affidata a un assessore, Fabrizio Taranta, e non si perde dentro un incarico più generico. Valgono, come per ogni Comune, le regole nazionali. Il decreto legge 11 del 2009 consente di conservare le immagini raccolte per la sicurezza urbana fino a sette giorni, salvo esigenze particolari, e il Garante per la privacy chiede che le zone riprese siano segnalate con appositi cartelli. Sono le norme a cui il sistema deve attenersi, indipendentemente dal numero di telecamere installate. La conferenza si è chiusa con la visita alla control room della Polizia municipale, dove è stato mostrato il funzionamento del sistema di monitoraggio.

 
L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 14:32

L'Aquila, apre la mostra del Premio Nazionale delle Arti a Santa Caterina

123 opere scelte tra oltre 400 candidate, visibili fino all'8 gennaio in quattro sedi

Aperta all'Aquila la mostra della ventesima edizione del Premio Nazionale delle Arti, il concorso del Ministero dell'Università e della Ricerca riservato agli studenti delle accademie. Il taglio del nastro è avvenuto nell'ex monastero di Santa Caterina da Siena, in via Sassa, che dal 2027 diventerà sede didattica dell'Accademia di Belle Arti. Le opere restano esposte fino all'8 gennaio 2027. I responsabili della mostra hanno praticato una severa selezione. Le opere candidate erano più di 400, quelle ammesse sono 123 e arrivano da 26 accademie. Oltre a Santa Caterina le ospitano Palazzo Benedetti, Spazio Genesi e il Muspac. Si vedono pittura, scultura, fotografia, fumetto, videoarte e restauro. Il tema, scelto dall'Accademia che per il ministero organizza la sezione arti visive, è «Pensiero manifesto. Pratiche artistiche come forme di conoscenza». In parole semplici, ai ragazzi è stato chiesto di mostrare come un'opera nasce da un'idea e da una ricerca, non solo da una buona mano. La premiazione si è svolta venerdì 6 novembre, al Teatro dell'Accademia, davanti a circa 200 tra studenti e docenti arrivati da tutta Italia. L'edizione fa parte del programma dell'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e ha il sostegno del Comune. L'allestimento è stato un vero lavoro di cantiere. A fine ottobre, mentre le opere continuavano ad arrivare, l'edificio era ancora in lavorazione e alcune sculture sono state spostate con una gru. Carlo Nannicola, docente dell'Accademia, ha fotografato ogni fase per il catalogo. Racconta che quelle sale, viste vuote e piene d'eco, ora si stanno animando. Per l'istituzione è anche un ritorno perché l'Accademia rientra nel centro storico dopo 37 anni. Dal 2027, infatti, Santa Caterina ospiterà i corsi di editoria, grafica, moda e costume. Il presidente Rinaldo Tordera ha sottolineato come accogliere il premio rafforzi il ruolo dell'Aquila nel panorama culturale nazionale.

 

L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 14:28

«Tutti i reati che hanno allarmato l'opinione pubblica hanno trovato un colpevole»

Lo ha dichiarato il comandante della Compagnia dei carabinieri della provincia di Teramo Corradetti presentando il calendario 2027 dell'Arma

Il Calendario Storico 2027 dell'Arma dei Carabinieri è stato presentato ufficialmente anche nel Comando provinciale di Teramo. Giunta alla sua 94ª edizione, l'opera di quest'anno ha come tema conduttore “Gli sguardi che proteggono”. Attraverso gli scatti d'autore del fotografo Franco Cappellari, il calendario racconta la presenza rassicurante, l'empatia e la vicinanza quotidiana dei Carabinieri alle comunità locali, anziché una semplice dimostrazione di forza. Il percorso visivo dei dodici mesi è arricchito da una prefazione del comandante generale Salvatore Luongo e da testi del giornalista Aldo Cazzullo, che ripercorre mezzo secolo di storia italiana e il sacrificio dell'Arma a difesa della democrazia. Le tavole fotografiche mostrano le diverse specialità dell'Arma. Tra queste figurano i motociclisti del Nucleo Radiomobile, il GIS, i Corazzieri (giugno), le Unità Cinofile (luglio), il Servizio Aereo (agosto), i Carabinieri Forestali (settembre), i RIS e i reparti a tutela di Lavoro e Patrimonio Culturale (ottobre), i Carabinieri a Cavallo (novembre) e i Comandanti di Stazione (dicembre). La presentazione del calendario a Teramo è stata l'occasione per stilare un bilancio delle operazioni portate avanti nel corso dell'anno che va verso il termine. «È stato un anno di reazione alle istanze dei cittadini, alle richieste di sicurezza, in particolare a quelle sulla microcriminalità che affligge anche questa provincia» ha dichiarato il comandante della Compagnia carabinieri della provincia di Teramo, Massimo Corradetti. «Tutti i reati che hanno allarmato l'opinione pubblica hanno trovato un colpevole, abbiamo identificato autori di risse, di aggressioni, di rapine molto violente dove sono stati brutalizzati i cittadini che erano vittime dei rapinatori, abbiamo arrestato trafficanti di droga, abbiamo contrastato il fenomeno degli assalti ai portavalori e degli assalti ai bancomat e dei furti di autovettura, specie da parte dei gruppi criminali in trasferta. Siamo andati ad arrestare dei criminali anche fuori provincia, in particolare in provincia di Foggia, che si erano organizzati per assaltare bancomat e rubare autovetture in questo territorio. Abbiamo cercato di contrastare la violenza minorile, che è una violenza dettata da disagio, ma è sicuramente una violenza che va comunque intercettata prima che possa produrre conseguenze nefaste in primis per coloro che la commettono, essendo dei minori e ovviamente anche per i cittadini che si possono trovare a incontrare questi gruppi di facinorosi. In questa provincia siamo impegnati nel contrasto delle truffe agli anziani che continuiamo a vedere avvenire. Il fatto che il cittadino chieda ai carabinieri una verifica di quello che il presunto truffatore gli sta chiedendo è importantissimo per poter agire tempestivamente e arrestare il malvivente».

L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 11:39

«Teramo rischia anche lo scippo dell’Inps»

I consiglieri Carginari e Rapagnani attaccano: «Non possiamo subire la perdita di un servizio pubblico»

Paolo Rapagnani e Emiliano Carginari del gruppo consiliare “Più Uno” attaccano: «L'INPS non accentri a Pescara gli uffici che si occupano della gestione di pensioni, TFR e TFS. Teramo non può subire l’ennesimo scippo di un servizio pubblico. Teramo rischia di subire l’ennesimo scippo di un importante presidio pubblico, con un ulteriore impoverimento dei servizi presenti sul territorio e nuove difficoltà per i cittadini. Al centro della nostra preoccupazione c’è infatti la paventata riorganizzazione della Gestione Pubblica INPS in Abruzzo, che prevederebbe la costituzione di un Polo regionale con sede a Pescara e la chiusura degli altri uffici abruzzesi. Dalle informazioni emerse in questi giorni, anche attraverso la comunicazione relativa all’incontro del 27 ottobre tra la Direzione regionale INPS e le organizzazioni sindacali, si prospetta infatti la concentrazione presso la sede pescarese delle attività relative ai pensionati pubblici e delle lavorazioni collegate, con entrata a regime del nuovo assetto prevista per il 1° marzo 2027. Una prospettiva che desta forte preoccupazione e sulla quale è necessario intervenire prima che vengano assunte decisioni definitive, senza un adeguato confronto con i territori coinvolti. Non possiamo accettare che Teramo venga progressivamente privata di servizi e funzioni pubbliche a vantaggio solo di un fantomatico risparmio. L’INPS rappresenta infatti un presidio fondamentale per la nostra comunità e una simile riorganizzazione rischia di allontanare dai cittadini servizi essenziali. Le conseguenze sarebbero particolarmente pesanti per le persone anziane, per chi ha difficoltà negli spostamenti e per quanti non hanno dimestichezza con gli strumenti digitali. Costringere i cittadini a recarsi a Pescara per pratiche, informazioni e assistenza in materia previdenziale significherebbe introdurre ulteriori ostacoli, con costi e disagi che ricadrebbero soprattutto sulle fasce più fragili. Non possiamo dare per scontato che ogni esigenza possa essere risolta attraverso una telefonata o una procedura online. Questi uffici INPS svolgono inoltre un ruolo fondamentale nei rapporti con vari enti locali (comuni, provincie, scuole) per importanti pratiche come, per esempio, TFR e TFS, quindi delocalizzando gli uffici costringerebbero i dipendenti di questi enti a spostarsi a Pescara per ogni pratica che invece, fino ad oggi, fanno comodamente presso la sede di Teramo. La richiesta di confronto avanzata dalle organizzazioni sindacali va quindi nella direzione giusta e merita attenzione. Prima di qualsiasi decisione è indispensabile conoscere nel dettaglio il progetto, le ragioni della riorganizzazione e soprattutto le ricadute concrete sui cittadini e sui territori. La provincia di Teramo ha già pagato un prezzo elevato in termini di progressivo arretramento dei servizi pubblici e di centralizzazione delle funzioni e non ne può più. Il problema è anche, e soprattutto, politico. Con la giustificazione della razionalizzazione della spesa e dell’efficientamento amministrativo si finisce troppo spesso per imporre tagli e accorpamenti, trasferendo i costi direttamente sulle comunità locali e sulle persone che hanno maggiormente bisogno dei servizi pubblici. La razionalizzazione non può diventare sinonimo di abbandono dello Stato dai territori. Un’amministrazione efficiente non è quella che concentra tutto in poche sedi, ma quella che garantisce servizi accessibili, vicini alle persone e capaci di rispondere alle esigenze delle comunità evitando sprechi e doppioni inutili. Per queste ragioni - concludono Rapagnani e Carginari - intendiamo portare la vicenda all’attenzione del Consiglio Comunale di Teramo, presentando un’iniziativa che impegni formalmente il Sindaco ad attivarsi in tutte le sedi opportune per tutelare la città e scongiurare la perdita di questo importante presidio. Inoltre chiederemo un coinvolgimento dei nostri rappresentanti in Consiglio regionale e in Regione Abruzzo affinché facciano sentire la contrarietà della nostra provincia. Su una vicenda che riguarda il futuro dei servizi pubblici e il diritto dei cittadini ad avere istituzioni vicine non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono iniziative concrete e una mobilitazione istituzionale trasversale a tutela di Teramo e della sua provincia».

L'Aquila 07 Novembre 2026 ore 11:06

Tragico incidente stradale a Sella di Corno (AQ): muore una giovane donna di 28 anni

La vita, i sogni ed i progetti di Roxana Puscaso si sono spezzati questo pomeriggio sulla SS17 al chilometro 15 100. Roxana aveva 28 anni e stava guidando la sua Ford Focusa da Sella di Corno in direzione L'Aquila quando per ragioni ancora in corso d'accertamento la sua auto all'uscita di una curva ha perso aderenza al suolo finendo sulla corsia opposta dove purtroppo ad attenderla c'era un mezzo pesante con un trasporto eccezionale che ha letteralmente sbriciolato la parte anteriore dell'autovettura e con essa la sua giovane vita. Forse alla base del tragico schianto l'asfalto reso viscido dalle piogge delle ultime ore. Sul posto in pochi minuti i sanitari del 118 con ambulanza ed elisoccorso ma purtroppo nonostante la velocità d'intervento per la giovane donna non c'è stato nulla da fare, troppo gravi le ferite riportate. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia dell'Aquila che hanno eseguito i rilievi di rito ponendo sotto sequestro entrambi i mezzi. L'arteria stradale è rimasta chiusa per diverse ore causando code e rallentamenti fino alla rimozione dei mezzi e dei detriti. Sconvolta la comunità aquilana che purtroppo deve tornare a fare i conti con la scia di sangue delle sue strade che amaramente si sta allungando sempre di più.   

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 19:20

All'Abaq la XX edizione del Premio Nazionale delle Arti

Platea gremita per la cerimonia di premiazione

L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila è stata designata quest'anno dal Ministero dell’Università e della Ricerca quale Istituzione organizzatrice della Sezione Arti Visive della XX edizione del Premio Nazionale delle Arti. L’iniziativa riunisce giovani artisti provenienti dalle Accademie di Belle Arti di tutta Italia, offrendo loro un’importante occasione di confronto, sperimentazione e valorizzazione della creatività contemporanea. Il tema di quest'anno è stato il “Pensiero manifesto. Pratiche artistiche come forme di conoscenza”, e propone una riflessione sull’arte come strumento di ricerca, interpretazione della realtà e costruzione del sapere. La manifestazione abbraccia un’ampia varietà di linguaggi e discipline, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla videoarte, fino alle nuove tecnologie e al restauro.Questo pomeriggio nella sede dell'Abaq la cerimonia di premiazione degli studenti che hanno preso parte, iscritti alle Istituzioni e ai corsi accreditati del sistema AFAM.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 19:14

Operazione Metamorfosi: sindaco e difensore, scoppia il caso politico

Le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco per una presunta incompatibilità dei suoi ruoli. Oggi chiusi gli interrogatori dei 20 arrestati

Nessuno ha parlato, neanche oggi. I 4 indagati rimasti in agenda negli interrogatori di garanzia dell’operazione Metamorfosi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si tratta di uno dei due capi dell’organizzazione, Massimiliano Le Donne, e di tre posizioni che gli inquirenti hanno definito intermedie: Davide Pantano e Mario Del Monaco che gestivano la piazza di spaccio di via Freda e Daniele Cellini spacciatore al dettaglio, secondo gli inquirenti, che incassava i pagamenti anche tramite POS nel suo locale di via dei Sangro. In attesa degli interrogatori preventivi per gli altri 12 indagati a piede libero, che si terranno giovedì prossimo, intanto a parlare è la politica e la polemica politica. Le opposizioni in consiglio comunale hanno chiesto formalmente al sindaco questa mattina le dimissioni: incompatibile, secondo loro, la sua triplice veste di sindaco della città, presidente dell’ordine forense e, soprattutto, difensore di uno degli indagati, tra l’altro dipendente comunale. Secondo i gruppi di opposizione se non altro per opportunità l’avvocato Tirabassi avrebbe dovuto rinunciare al mandato, dato che la valanga dell’inchiesta Metamorfosi è anche e soprattutto di carattere sociale e di ordine pubblico. Insomma, secondo il centrosinistra, Tirabassi è incompatibile e deve scegliere se difendere la comunità o gli indagati, al netto del garantismo. L’appello lanciato dal vescovo ieri sulla necessità di creare un’alleanza tra la comunità educante per superare il vuoto di senso su cui si è insinuata la criminalità organizzata, d’altronde, non può fare eccezioni, perché le evidenze che vengono fuori dalle carte della procura antimafia dell’Aquila, sono inquietanti e oltre i fiumi di droga in città, raccontano di un vocabolario criminale diventato legge del taglione. Incendi di auto e di capannoni, estorsioni, usura, uso di armi e attentati dinamitardi, rapine e violenza diffusa. Tutti con l’unica matrice, quella dello spaccio della droga che a Sulmona, dicono gli inquirenti, aveva raggiunto un volume di affari da 200mila euro al mese. Un’economia, neanche troppo sommersa, del crimine.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 18:54

Nucleare 2.0, a Pescara il confronto su energia, sicurezza e sviluppo industriale

Al centro del convegno Resac2026 sicurezza energetica, innovazione tecnologica e nuove opportunità per la filiera nazionale

La transizione energetica passa anche dal nuovo nucleare. Coniugare decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità dei costi richiede infatti un approccio tecnologicamente neutrale, capace di integrare diverse fonti energetiche. È in questa prospettiva che si inserisce «Resac2026 – Nucleare 2.0: innovazione, sicurezza e sviluppo industriale», la quinta edizione del convegno promosso dalla Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, in collaborazione con Confindustria Energia, che si è svolta all'Aurum di Pescara. L'iniziativa ha messo a confronto istituzioni, mondo della ricerca e industria sulle prospettive del nuovo nucleare e sulle opportunità per il sistema produttivo italiano. Obiettivo: approfondire il contributo che le nuove tecnologie nucleari possono offrire alle strategie energetiche e industriali del Paese e dell'Europa. Dai nuovi modelli di reattori alle prospettive della filiera nazionale, il dibattito ha affrontato gli aspetti tecnologici, regolatori, economici e occupazionali di una possibile nuova stagione del nucleare. Un confronto che ha preso spunto anche da esperienze internazionali, come quella della Polonia. «Abbiamo approfondito l'esempio polacco – ha spiegato Cristiano D'Ortenzio, presidente della Sezione Energia di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico – perché la Polonia sta già implementando la tecnologia nucleare e ha abbinato alla propria politica energetica una politica industriale collegata. Sta quindi formando e integrando nella filiera tutte le competenze e le capacità di fornitura necessarie. Sicuramente si tratta di uno scenario di ampio respiro: fra una ventina d'anni potremo avere benefici sia sul piano energetico e occupazionale, sia in termini di ricadute sul PIL». Per Confindustria, il nucleare può rappresentare una componente strategica per sostenere lo sviluppo industriale e riportare l'Italia tra i Paesi più competitivi d'Europa. Una prospettiva resa possibile anche dall'evoluzione tecnologica, che ha introdotto importanti progressi nella sicurezza degli impianti, grazie alla ricerca sui materiali, all'innovazione dei sistemi di controllo e alla digitalizzazione. «I numeri dicono che le rinnovabili, da sole, non sono sufficienti a consentire il completamento della transizione energetica – ha dichiarato Stefano Monti, presidente dell'Associazione italiana nucleare (AIN) –. C'è quindi bisogno di un'energia di base che sia altrettanto decarbonizzata e che consenta di ridurre la dipendenza dall'estero, dalle forniture instabili e dai Paesi caratterizzati da situazioni geopolitiche problematiche. Dobbiamo quindi impegnarci per riportare il nucleare nel mix energetico nazionale». Un percorso che ha ricevuto un impulso anche sul piano politico e normativo. Il Governo ha infatti ottenuto il via libera definitivo alla legge delega che apre alla possibilità di un ritorno dell'energia nucleare in Italia, superando il quadro politico determinato dai referendum del 1987 e del 2011, nei quali gli elettori si erano espressi contro il nucleare. Con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti, il Senato ha approvato il disegno di legge, conferendo al Governo la delega per definire, attraverso successivi decreti attuativi, il quadro normativo necessario allo sviluppo del settore. Il provvedimento guarda in particolare alle tecnologie nucleari sostenibili e ai piccoli reattori, senza prevedere un ritorno ai grandi impianti tradizionali. La normativa dovrà disciplinare la produzione e l'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile, la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile, la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti, oltre alla gestione dei rifiuti radioattivi. L'obiettivo è anche quello di contribuire al raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050. Un cambiamento di prospettiva che, secondo Confindustria, rappresenta una sfida ma anche un'opportunità per il sistema industriale nazionale. «Adesso ci si rende conto, innanzitutto, delle caratteristiche del nuovo nucleare e dei diversi livelli di sicurezza con cui è possibile affrontare il tema, come peraltro sta facendo e ha già fatto gran parte del mondo – ha sottolineato Umberto Sgambati, vicepresidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico –. L'Italia, che un tempo era all'avanguardia, oggi si trova a dover rincorrere, ma abbiamo tutte le capacità e le possibilità per farlo».

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 14:33

Direzione marittima di Pescara, cambio al vertice: Di Guardo subentra a Giannelli

Legalità, sicurezza, tutela del mare e collaborazione con le istituzioni al centro delle priorità della Guardia Costiera nel Medio Adriatico

Tutela della pesca, portualità, turismo, nautica da diporto, ambiente e sicurezza della navigazione: sono questi i principali ambiti di intervento della Direzione marittima di Pescara, realtà strettamente connesse tra loro. Questa mattina si è svolta la cerimonia del passaggio di consegne tra il capitano di vascello Daniele Di Guardo, nuovo direttore marittimo, e il contrammiraglio Daniele Giannelli. Presenti le autorità politiche e militari. Al centro del mandato del nuovo direttore marittimo ci sarà la continuità con il lavoro svolto finora, come ha sottolineato lo stesso Di Guardo. «La continuità è essenziale proprio per riprendere quello che è stato fatto, migliorarlo e dare risposte concrete a tutto il cluster marittimo. Il tema della legalità è molto importante a tutti i livelli e in tutti i settori di nostra competenza. Penso, per esempio, ai controlli sulla filiera ittica, sul demanio marittimo e sulla sicurezza a bordo delle navi: sono tutti aspetti che concorrono, per quella che è la nostra specificità, a garantire la legalità in ogni ambito». Alla cerimonia era presente anche il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, l'ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo. «Dall'Abruzzo è decollata la mia carriera, quindi torno sempre con grandissimo piacere in questa realtà. È un privilegio essere qui in rappresentanza degli 11.400 uomini e donne del Corpo. Vogliamo ringraziare l'ammiraglio Giannelli per il lavoro svolto, insieme a tutta la Direzione marittima e al personale che presta servizio a Pescara. Quella del Medio Adriatico è una realtà impegnativa, nella quale svolgiamo anche una funzione di collegamento tra le diverse autorità locali. Abbiamo già siglato un protocollo d'intesa con la Regione Molise e lo faremo a brevissimo anche con la Regione Abruzzo. Sarà il nono accordo, finalizzato a rafforzare il ruolo della Guardia Costiera nei rapporti con le autorità locali e con il territorio, a favore della connettività». Parole di apprezzamento per il nuovo direttore marittimo anche da parte del contrammiraglio Daniele Giannelli, che ha tracciato un bilancio positivo della propria esperienza a Pescara. «Siamo colleghi molto uniti, siamo compagni di corso e abbiamo sempre lavorato bene insieme. C'è la massima sinergia tra noi e, nel periodo di affiancamento, Di Guardo ha dimostrato di voler proseguire lungo il percorso già tracciato». Giannelli ha quindi ripercorso il lavoro svolto, definendo l'esperienza «importante e affascinante». «Il bilancio è molto positivo. Mi sono anche divertito nel lavoro che ho svolto, che non è mai stato un peso. Penso di aver cercato di rispondere alle esigenze del territorio, seguendo le direttive e cercando di accrescere il valore della comunità». Tra le questioni più complesse affrontate durante il suo mandato, il contrammiraglio ha ricordato soprattutto la situazione del porto di Pescara, alle prese con problematiche annose e difficili da risolvere. «Ho cercato di dare il massimo, di fare il possibile per migliorare la situazione e agevolare l'attività del porto, garantendo ai pescatori la possibilità di svolgere il proprio lavoro. Il mare è importantissimo». Un impegno che ha riguardato anche la tutela del demanio marittimo e la vigilanza lungo le coste abruzzesi e molisane, caratterizzate da un litorale esteso e complesso da gestire. «Durante il periodo estivo è fondamentale assicurare la vigilanza balneare e demaniale, facendo rispettare le regole. È un compito abbastanza complicato». Con il passaggio di consegne si apre dunque una nuova fase per la Direzione marittima di Pescara, nel segno della continuità operativa e del rafforzamento della collaborazione con le istituzioni e gli operatori del territorio.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 14:08

Torna il Festival letterario “Teramo sul Contemporaneo”

Gli ospiti di quest’anno sono Mario Desiati e Alcide Pierantozzi

Fidapa Teramo torna a promuovere cultura sul territorio con il progetto “Teramo sul Contemporaneo” che vedrà in autunno due autori affrontare con i loro libri importanti temi legati alla sfera del difficile equilibrio tra realtà e malattia, senso di smarrimento, ricerca di salvezza, trauma, dolore, interiorità, umanità. Il primo ospite, nella Biblioteca Delfico è stato venerdì 6 novembre Mario Desiati (con Malbianco, Einaudi 2025), premio Strega 2022. Il prossimo 20 novembre nella Sala Ipogea sarà la volta di Alcide Pierantozzi (con Lo Sbilico, Einaudi 2025) finalista in prestigiosi Premi nel 2026 come lo Strega e il Campiello. Entrambi immersi in un dialogo con la storica dell’arte e insegnante Chiara Materazzo, promotrice del progetto affiancata da Dimitri Bosi, responsabile della Biblioteca di Teramo, e dal Gaetano Ruggieri, dirigente psicologo presso la Asl di Teramo. Tema Comune di quest'anno è il malessere inteso come disagio essenziale ed esistenziale, sofferenza interiore che si esprime nella malattia non solo intesa in senso patologico ma anche metaforico, malessere che passa attraverso il corpo come sintomo o sensazione/percezione che esprime instabilità e precarietà dell’io. Mario Desiati è scrittore, poeta, giornalista e curatore editoriale italiano, nato a Locorotondo nel 1977, presenta l'ultima opera Malbianco (Einaudi 2025), pubblicata nel 2025, vincitrice del premio Flaiano per la narrativa nello stesso anno, vanta un pregresso di notevole importanza: Premio Strega 2022 con il romanzo Spatriati (Einaudi 2021), annovera nella produzione La notte dell’Innocenza (Rizzoli 2015), Candore (Einaudi 2016), Con le ali ai piedi (Mondadori 2015), Mare di zucchero (Mondadori 2014), Il paese delle spose infelici (Mondadori 2008) dal quale è stato tratto l’omonimo film di Pippo Mezzapesa. Le sue opere sono tradotte in inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese e coreano. Alcide Pierantozzi è nato nel 1985 e vive a Colonnella, in Abruzzo. Ha esordito a ventun anni con il romanzo Uno in diviso (Hacca 2006, Bompiani 2022), a cui sono seguiti L'uomo e il suo amore (Rizzoli 2008), Ivan il terribile (Rizzoli 2012), Tutte le strade portano a noi (Laterza 2015) e L'inconveniente di essere amati (Bompiani 2020). Per Einaudi ha pubblicato Lo sbilico (2025) proposto dalla scrittrice Donatella Di Pietrantonio come finalista al Premio Strega 2026.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:50

Gli studenti teramani scendono in piazza

Denunciano la poca sicurezza delle scuole, i trasporti troppo costosi e le incertezze sul futuro degli istituti

La sicurezza delle scuole, i trasporti troppo costosi, le incertezze sul futuro degli istituti e la mancanza di dialogo con le istituzioni. Sono questi i motivi che hanno portato gli studenti teramani a scendere in piazza, giovedì, con un corteo partito alle 9 da largo San Matteo, che ha attraversato corso San Giorgio per raggiungere largo Madonna delle Grazie. Una manifestazione nata spontaneamente tra gli studenti, senza sigle politiche o sindacali, per chiedere interventi concreti su problemi che da anni condizionano la vita scolastica. Secondo gli studenti il sequestro e lo sgombero di Palazzo Delfico, avvenuti quando all'interno c'erano ancora gli studenti, hanno rappresentato una situazione molto spiacevole, ma hanno anche scoperchiato un vero vaso di Pandora. Sono emersi problemi che riguardano non soltanto l'edilizia scolastica, ma anche i trasporti, il benessere psicologico degli studenti e il dimensionamento scolastico che interessa Teramo e tutta la provincia. Gli studenti il dito soprattutto contro la mancanza di comunicazione da parte delle istituzioni: «Chiediamo trasparenza, chiarezza e informazioni precise sulle condizioni degli edifici e sui progetti che riguardano il futuro delle scuole. Lo scorso anno, ad esempio, la notizia della possibile demolizione del Montauti è arrivata improvvisamente, creando grande preoccupazione tra gli studenti. Dopo tutte le difficoltà incontrate per ricollocare quelli del Delfico, era inevitabile chiedersi dove sarebbero finiti anche gli altri ragazzi». Da qui la decisione di passare dalla protesta alla proposta. Studenti ed ex studenti hanno preparato un manifesto da presentare alla Provincia di Teramo, con l'obiettivo di ottenere l'apertura di un tavolo permanente di confronto. «Vogliamo un dialogo che non passi soltanto attraverso i rappresentanti istituzionali degli studenti, ma coinvolga direttamente anche i collettivi e tutti coloro che vivono quotidianamente la scuola. Le nostre richieste e i nostri bisogni vengono ignorati da almeno tre anni». La mobilitazione, che ha visto presenti circa una cinquantina di studenti, ha riportato al centro anche la questione del trasporto pubblico, con la richiesta di collegamenti più efficienti, tariffe accessibili e maggiori agevolazioni per gli studenti pendolari. Il messaggio lanciato dal corteo è chiaro: gli studenti non vogliono più essere semplici spettatori delle decisioni sul futuro delle loro scuole, ma chiedono di partecipare direttamente alle scelte che li riguardano.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:47

Abruzzo, aumentano i costi dell'energia: CNA chiede interventi

A fine anno, per CNA, gli aumenti sfioreranno i 30 miliardi di euro. Sul tema servono azioni concrete da Governo e Regione

L'aumento del costo dell'energia sta mettendo a dura prova il tessuto economico di gran parte dell'Italia. I dati rilanciati dall'indagine del VI osservatorio Edison-Censis, infatti, parlano di un vero e proprio allarme che, almeno in Abruzzo, spaventa le imprese, in massima percentuale di piccole dimensioni. Secondo gli ultimi dati in merito, in regione le micro e piccole imprese sarebbero circa il 97%, con le prime che rappresentano oltre l'82 % del totale. Con pochi dipendenti e un margine di profitto che viene ridotto ad ogni nuovo aumento del prezzo energetico, appare quanto mai evidente la necessità di un intervento strutturale sul tema. A rilanciare il dramma della crisi energetica e dei danni al sistema produttivo è stato il presidente di CNA Abruzzo Bernardo Sofia, che chiede misure urgenti e significative da parte delle istituzioni di governo in modo da contrastare un'ascesa che oggi appare senza freni. «Una visione realistica - spiega - vede le nostre stime parlare di un aumento di costi che, a fine anno sfiorerà i 30 miliardi di euro». «La prima richiesta – ricorda Sofia – è stata quella di inserire nei bilanci dello Stato del 2027 e 2028 un miliardo di euro per ciascuna annualità, cifre destinate a sostenere gli interventi per l’autoproduzione di energia da parte delle aziende». Un primo stanziamento, anche superiore alla richiesta, ci sarebbe già stato. Circa 1,2 miliardi di euro volti a calmierare i prezzi dell'energia per le imprese più fragili. «Adesso - spiega - occorre che siano rapidamente definiti e regolamentati i criteri per l’utilizzo, per capire chi possa beneficiarne ed entro quali limiti. Una misura di cui sentono la necessità soprattutto le realtà più piccole, che in questa spirale di aumenti sono inevitabilmente destinate a subire i contraccolpi più evidenti». Una richiesta di interventi istituzionali della CNA, che, però, non si limita al solo Governo. «Le risorse in materia di energia che la Regione mette in campo - va avanti Sofia - sono destinate ad esempio al rinnovo dei sistemi di riscaldamento, ma con incentivi che vanno ai privati cittadini: di questo, ovviamente, beneficiano indirettamente anche le imprese che si occupano di realizzare gli impianti. Diciamo allora che si tratta di misure che andrebbero ulteriormente incentivate e favorite, perché agiscono - conclude - dentro un perimetro di interventi che favorisce anche il mondo delle imprese».

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:50

L'Aquila verso il 25esimo premio "Laudomia Bonanni": Raoul Schrott ospite d'onore

Il nome del poeta austriaco è stato rivelato durante la conferenza stampa per presentare il programma delle iniziative. Cerimonia finale il 21 novembre

Sarà il poeta austriaco Raoul Schrott l'ospite d'onore dell'edizione 2026 del premio letterario internazionale L'Aquila BPER Banca intitolato a Laudomia Bonanni.

Una edizione doppiamente importante e significativa: coincide infatti sia con l'anno da Capitale italiana della Cultura per il Capoluogo abruzzese sia con con il quarto di secolo di vita del premio "Bonanni", che taglia quindi il traguardo dei 25 anni.

La presenza di Raoul Schrott impreziosirà un programma particolarmente denso di iniziative.

Il 9 novembre si riunirà la giuria composta dagli studenti, seguiranno poi un incontro con la scrittrice Giulia Caminito (al liceo Cotugno il 13 novembre in mattinata) e, il giorno successivo, nel pomeriggio, al Ridotto del Teatro, il concerto che la Sinfonica proporrà per i 25 anni del Premio.

Poi, l'ultimo miglio del programma condurrà dal 19 al 21 novembre.

L'ospite d'onore arriverà all'Aquila, sarà presentato e incontrerà stampa e studenti; prevista poi la premiazione della sezione del premio dedicata ai detenuti.

Infine, il 21 novembre in mattinata, l'Auditorium del Parco ospiterà la cerimonia conclusiva del premio per le sezioni poesia edita e concorso dedicato agli studenti delle superiori aquilane.

E ci sarà anche una ulteriore novità: un documentario che racconta il quarto di secolo del premio.

In questo 25esimo anni il "Laudomia Bonanni" non finirà con le premiazioni mattutine del 21 novembre.

Ci sarà infatti una ulteriore coda nel pomeriggio.

Prevista una visita guidata a Palazzo Farinosi Branconi (sede del polo culturale Bper) con anche letture curate dal poeta Raoul Schrott.

Un momento per rinsaldare ancora di più il legame tra il premio Laudomia Bonanni e l'istituto di credito.

L'Aquila 06 Novembre 2026 ore 13:39