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Cinema, la montagna protagonista
Al via a Campo di Giove il Mountain Film Lab: formazione e trucchi per girare in alta quota. Una produzione dedicata all'incendio del Morrone
Dalle Alpi agli Appennini, dalla Valle d’Aosta all’Abruzzo, a Campo di Giove dove, oggi, è iniziata la fase operativa e laboratoriale del Mountain Film Lab, progetto dell’IFA di Pescara in collaborazione con le Film commission d’Abruzzo e Valle D’Aosta, che fino a venerdì vedrà nella sede del Parco Maiella confrontarsi esperti e studenti sul cinema di montagna. Quella montagna che dalle Alpi agli Appennini, appunto, cerca e si ritaglia un ruolo da protagonista nella settima arte. Davanti alla cattedra sette studenti provenienti dalle scuole di cinema d’Italia, chiamati a capire e approfondire le tecniche, i trucchi, le difficoltà, delle riprese in alta quota, dove le esigenze logistiche, il trasporto di pesi, persino la resistenza fisica, giocano un ruolo fondamentale. Teoria e pratica per questi studenti e futuri cineasti, che a fine anno saranno chiamati a misurarsi sul campo. Perché la montagna è anche questo, oltre le scalate e le storie di imprese che custodisce. E’ la protagonista del quotidiano delle persone che la abitano e che alla montagna devono e devono pretendere rispetto.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 18:06
Caro gasolio, la proposta Cna prova a cambiare le regole dell’autotrasporto
Il problema è trasferire gli aumenti lungo la filiera senza scaricarli interamente sulle piccole imprese
La proposta di Cna Fita sul caro carburanti con aiuti, fuel surcharge, meno tasse e più sicurezza parte da un problema reale, quello di proteggere le imprese di autotrasporto dagli aumenti del gasolio senza trasformare ogni emergenza energetica in una nuova richiesta di aiuti pubblici. Il punto centrale del cosiddetto Patto sociale sui carburanti è il fuel surcharge, cioè l’adeguamento del prezzo del trasporto alle variazioni del carburante. La richiesta sembra avere una logica economica precisa. Se il costo del gasolio cresce rapidamente, un'impresa che non riesce a trasferire l'aumento sul committente vede ridursi il margine a ogni viaggio. La normativa già prevede una clausola di adeguamento nei contratti scritti di autotrasporto. Cna chiede ora un'applicazione più vincolante e trasparente. È probabilmente questo l'aspetto più interessante della proposta di CNA Fita. Un sostegno pubblico generalizzato può evitare una crisi immediata, ma rischia di diventare una compensazione permanente. Un meccanismo automatico di adeguamento delle tariffe sposta invece una parte del rischio energetico lungo la catena economica. Il problema è stabilire quanto debba pagare ciascun anello. Se il maggior costo viene trasferito integralmente al committente, alla fine può arrivare sui prezzi delle merci e quindi sui consumatori. Se resta sull'autotrasportatore, colpisce soprattutto le piccole imprese con minore capacità finanziaria. Il Governo ha già introdotto un credito d'imposta per compensare la maggiore spesa sostenuta dalle imprese per il gasolio utilizzato nel periodo marzo-agosto 2026 rispetto al prezzo di febbraio. La piattaforma per le richieste è stata aperta dal primo settembre. Il limite di questa soluzione è strutturale perché interviene dopo l'aumento dei costi e richiede risorse pubbliche. La proposta Cna Fita prova invece a intervenire sul meccanismo di formazione del prezzo del trasporto. Esistono però alternative che potrebbero affiancarla. Una strada è rendere più frequente l'aggiornamento dei valori indicativi dei costi di esercizio pubblicati dal ministero dei Trasporti. L'ultimo aggiornamento disponibile risale a marzo 2026 e comprende anche la componente energetica. Un'altra possibilità è concentrare gli aiuti pubblici sulla liquidità temporanea delle imprese realmente esposte agli aumenti, evitando trasferimenti indistinti. Sul piano europeo, la riduzione temporanea della pressione fiscale sul gasolio avrebbe invece un effetto più immediato, ma ridurrebbe il gettito e potrebbe entrare in tensione con gli obiettivi di transizione energetica. Il problema da risolvere è quindi quello di decidere chi debba sostenere il costo di uno shock energetico. Cna Fita chiede di distribuirlo lungo la filiera e di affiancare questa regola a interventi fiscali e finanziari.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 15:59
Abruzzo, due leggi senza impugnazione: rifiuti e sostegno alla disabilità
Le norme riguardano il monitoraggio del ciclo dei materiali, una bonifica e i percorsi del Dopo di noi
Le due leggi abruzzesi approvate a luglio e sottoposte al controllo del Consiglio dei ministri hanno superato l’esame senza impugnazioni. Dietro provvedimenti apparentemente tecnici emergono però due questioni con ricadute concrete sulla vita regionale: la capacità di programmare le politiche sui rifiuti attraverso dati affidabili e quella di sostenere l’autonomia delle persone con disabilità prive del sostegno familiare. Il Governo ha esaminato 18 leggi regionali e delle Province autonome nella seduta del 16 settembre, comprendendo le leggi abruzzesi numero 20 e 21 del 22 luglio 2026. La legge numero 20 interviene anzitutto sul pagamento ad ARPA Lombardia della quota associativa relativa al sistema O.R.SO. per gli anni 2018, 2019 e 2020. Il valore di questa voce è soprattutto amministrativo e informativo. O.R.SO. raccoglie dati sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti e costituisce uno strumento utilizzato per l’attività dell’osservatorio regionale e per la pianificazione del settore in Abruzzo.
Il punto socioeconomico è rilevante perché la programmazione dei rifiuti dipende dalla qualità delle informazioni disponibili. Sapere quanto viene prodotto, dove viene trattato e come cambia la raccolta consente di dimensionare impianti e servizi e di valutare i costi a carico di famiglie e imprese. Una spesa di modesta entità può quindi sostenere un'infrastruttura informativa con effetti più ampi sulle decisioni pubbliche. La stessa legge contiene inoltre disposizioni sui percorsi di autonomia e cohousing per le persone con disabilità nell’ambito del Dopo di noi. Qui l'impatto potenziale è diverso. L'obiettivo della legge nazionale 112 del 2016 è favorire autonomia, inclusione sociale e soluzioni abitative per persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Il tema riguarda direttamente la sostenibilità sociale delle famiglie e la possibilità di evitare che l'assenza dei genitori produca automaticamente un ricorso a strutture residenziali.
La legge numero 21 affronta invece un problema ambientale concreto, il riconoscimento degli impegni e delle liquidazioni relativi alla rimozione, al trasporto e al trattamento dei rifiuti presenti nell'impianto Terraverde Energy di Città Sant'Angelo. La norma riguarda un servizio già sottoposto a procedura pubblica. Il quadro economico regionale aveva previsto un finanziamento complessivo di 587.104 euro e la rimozione di almeno 1.922,25 tonnellate di rifiuti. Qui l'utilità economica si misura soprattutto nel costo dell'inazione. Un sito con rifiuti da rimuovere richiede controlli e interventi pubblici e mantiene un rischio ambientale che può ricadere sul territorio. La bonifica consente invece di trasformare una passività amministrativa in un intervento materiale. La legge numero 21 è stata pubblicata sul Bollettino ufficiale del 29 luglio ed è stata dichiarata non impugnata dal Consiglio dei ministri. Le due norme hanno quindi natura diversa. Una rafforza strumenti e interventi che incidono sulla gestione pubblica e sulla protezione sociale. L'altra consente di dare copertura giuridica e finanziaria a un'operazione ambientale specifica. Il dato politico-istituzionale è che entrambe hanno superato il controllo statale senza ricorso. Il dato sostanziale riguarda invece la capacità della Regione Abruzzo di trasformare risorse e procedure amministrative in servizi, autonomia per le persone fragili e interventi effettivi sul territorio.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 15:57
L’Aquila, la ricostruzione privata avanza: liquidati 8,7 milioni
Tinari: «Gli uffici continuano a lavorare sulle pratiche ancora da definire»
La ricostruzione privata dell’Aquila continua con la liquidazione di contributi per 8.751.298,72 euro destinati a nuove pratiche nel capoluogo e in diverse frazioni. Il dato è stato comunicato dall’assessore comunale con delega alla ricostruzione privata Roberto Tinari, che colloca questi ulteriori pagamenti nella fase avanzata del percorso avviato dopo il terremoto. Le somme sono state distribuite per interventi che interessano il territorio dell’Aquila e le frazioni di Arischia, Assergi, Camarda, Filetto, Paganica, Pianola, Preturo e Vallesindole. Si tratta di pratiche che continuano a essere esaminate dagli uffici comunali mentre l’amministrazione punta a completare gli interventi ancora aperti. «Continuiamo in silenzio a lavorare fino all’ultima pietra, con attenzione ai cittadini e alle situazioni ancora da risolvere. La ricostruzione privata continua a essere una delle priorità della nostra amministrazione comunale», afferma Tinari. L’assessore lega il risultato al lavoro degli uffici e alla gestione delle pratiche che, in alcuni casi, richiedono ulteriori verifiche e passaggi amministrativi. Il dato degli oltre 8,7 milioni di euro liquidati si inserisce quindi in un processo che, a distanza di anni dal sisma, presenta ancora situazioni da definire. Per il Comune la fase attuale richiede particolare attenzione proprio perché restano pratiche complesse e cittadini in attesa di una risposta. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è intervenire sui procedimenti ancora aperti e ridurre i tempi necessari per arrivare alla loro conclusione. «I numeri aggiornati confermano questa continuità», spiega Tinari, ricordando che il lavoro quotidiano degli uffici rappresenta uno degli elementi centrali per procedere con le erogazioni. L’assessore parla di una fase conclusiva della ricostruzione privata, senza però considerare esaurite le questioni ancora presenti sul territorio. Il punto riguarda soprattutto le situazioni che hanno richiesto tempi più lunghi o che devono ancora superare passaggi amministrativi. «Ci sono ancora situazioni complesse da sbloccare, pratiche da seguire e cittadini che aspettano risposte», afferma l’assessore. Per questo la priorità indicata dal Comune resta quella di seguire i singoli procedimenti e cercare soluzioni per le criticità ancora aperte. La nuova tranche di contributi interessa dunque sia il centro dell’Aquila sia alcune delle principali frazioni coinvolte dagli interventi post sisma. Il Comune conferma intanto la prosecuzione delle attività amministrative e l’intenzione di accompagnare le pratiche fino alla loro definizione. «Il nostro compito è affrontare queste criticità con concretezza, dare risposte cercando soluzioni e lavorando per rendere le procedure sempre più rapide ed efficaci», conclude Tinari.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 15:56
Amatrice riparte dalla scuola, Mattarella incontra gli studenti
All’istituto Sergio Marchionne la cerimonia dell’anno scolastico, a dieci anni dal sisma
Ad Amatrice il nuovo anno scolastico è iniziato dentro una scuola che racconta più di qualsiasi celebrazione il percorso compiuto dalla comunità dopo il terremoto. L’istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne ha accolto studenti, insegnanti e istituzioni per la cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'istituto omnicomprensivo è stato realizzato nella frazione San Cipriano come campus scolastico permanente. Il complesso comprende cinque edifici destinati alle attività didattiche, alla palestra e al convitto. La realizzazione è stata sostenuta anche da Ferrari, con 6,5 milioni di euro raccolti attraverso l'asta dell'ultimo esemplare della LaFerrari. L'iniziativa fu annunciata da Sergio Marchionne nell'agosto 2016, dopo il terremoto. Il nuovo polo è entrato in funzione nell'anno scolastico 2018-2019. Il 6 novembre 2019 l'istituto è stato ufficialmente intitolato a Sergio Marchionne e ad oggi ospita scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado e liceo scientifico, anche a indirizzo sportivo internazionale.L'istituto ha ospitato la cerimonia nazionale di apertura dell'anno scolastico con il presidente Sergio Mattarella, nel decennale del terremoto Il centro della giornata, però, sono stati i ragazzi. Sono loro a vivere ogni giorno una città profondamente cambiata dal sisma del 24 agosto 2016. Dieci anni dopo, Amatrice continua a ricostruire i propri spazi e a fare i conti con una domanda che riguarda molte aree interne: come mantenere una comunità viva quando diminuiscono residenti e servizi. In questo quadro la scuola assume un peso particolare. Non è soltanto il luogo dove si svolgono le lezioni. È uno degli spazi attraverso cui una comunità mantiene relazioni, garantisce servizi alle famiglie e offre ai giovani un motivo concreto per continuare a vivere nel territorio. L’istituto Sergio Marchionne è quindi parte della ricostruzione di Amatrice tanto quanto lo sono le abitazioni e gli edifici pubblici. La presenza di Mattarella ha portato questa realtà al centro dell’attenzione nazionale, ma il significato della giornata è soprattutto nella quotidianità degli studenti. Nei corridoi della scuola si incontra una generazione che il terremoto lo ha conosciuto direttamente o attraverso i racconti delle proprie famiglie. Per loro Amatrice non è soltanto il paese delle immagini del 2016. È il luogo dove studiano, fanno sport, incontrano gli amici e costruiscono le proprie relazioni. È anche qui che si misura una parte della ricostruzione. Un edificio scolastico può essere ricostruito in tempi definiti. Più complesso è ricostruire le condizioni perché una famiglia scelga di restare e perché un ragazzo possa immaginare il proprio futuro senza dover necessariamente lasciare il paese. La cerimonia ha dato voce a questa dimensione attraverso gli studenti e la comunità scolastica. Mattarella ha incontrato i ragazzi e gli insegnanti, portando il saluto delle istituzioni in una città che a dieci anni dal sisma continua il proprio percorso di ricostruzione. Oltre al Presidente Mattarella ha visitato l'Istituto e incontrato gli studenti il presidente di Exor, John Elkann. Il dato più concreto della giornata resta dunque quello di una scuola aperta e piena di studenti. È da qui che Amatrice ha inaugurato il nuovo anno scolastico. È da qui che parte il futuro della "sorellina" dell'Aquila
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 15:55
Capestrano torna al centro della vita culturale d'Abruzzo
Il 23 settembre il castello9 Piccolomini riapre le sue porte per un viaggio tra medioevo e transumanza
Con la fine dei lavori di ristrutturazione del castello di Capestrano, la storia riapre le sue porte. Al centro un paese crocevia della tradizione abruzzese. Nell'evento di domani, 23 settembre, a partire dalle ore 12:00, medioevo e transumanza si intrecciano all’interno del castello Piccolomini, in tre grandi momenti: uno culturale, uno di approfondimento sulla figura del Guerriero Di Capestrano, negli ultimi anni è diventato il simbolo identitario della nostra regione, e poi uno spazio dedicato ai giovani con l'obiettivo di avvicinarli alla storia, alla cultura e alle tradizioni abruzzesi. «L'obiettivo è certamente investire sulla cultura - spiega l'assessore regionale Roberto Santangelo - perché tutti gli indici statistici, ci dicono che ogni euro che noi spendiamo nella cultura ne ridà due al territorio, quindi significa creare valore e occupazione. In Abruzzo si muovono oltre 400 milioni di euro intorno alla cultura, in termini di indotto. Ci sono 10.000 lavoratori e cuba il 4 percento del prodotto interno lordo. Numeri che non vengono mai analizzati ma la cultura è un motore economico, non solo eventi, feste, sagre, come a volte viene descritto, al contrario tutto questo investimento crea invece posti di lavoro, occupazione e sviluppo territoriale». Alle 12.00 I sapori del Guerriero: prodotti ed eccellenze del territorio. Alle 15.30 I Custodi delle terre alte: incontro su sostenibilità, territorio e vini d'altura. Previsti gli interventi di Lorenzo Sospiri, presidente Consiglio Regionale d'Abruzzo. Roberto Santangelo, assessore alla cultura della Regione Abruzzo. Emanuele Imprudente, assessore all'Agricoltura Regione Abruzzo. Marcello Spadone, chef La Bandiera - Stella Michelin 2026 e Stella Verde per la sostenibilità. Giuseppe Tinari, chef Villa Maiella - Stella Michelin 2026 e Stella Verde per la sostenibilità. Domenico Pasetti, imprenditore vitivinicolo, pioniere della viticoltura di montagna. Poi alle 17.00: Il guerriero e la sua storia. Massimo Sericola, soprintendente Archeologia Bell e Paesaggio per le province di L'Aquila e Teramo. Dalle 18.30 La Notte della Stella di Franco Marulli, performance artistiche, nelle atmosfere della Transuma tra le mura del castello Piccolomini.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 14:56
Dieci milioni per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali di Chiet
L'affondo del presidente Francesco Menna: «Fondi insufficienti, con queste risorse faremo solo carezze»
E' critico il giudizio del presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna, rispetto agli 11 contratti attuativi che prevedono la manutenzione straordinaria delle strade provinciali. Quasi dieci milioni di euro finanziati attraverso l'accordo Quadro 2026 - 2029 del decreto ministeriale delle infrastrutture e trasporti 209 del 14 agosto 2025. Si tratta nello specifico di 8.383.929,61 euro valevoli per il triennio 2026-2028, oltre a ulteriori fondi eventualmente disponibili a valere sul bilancio provinciale. La somma assegnata dal D.M. 209/2025 ha risentito tuttavia di una decurtazione che ha visto un taglio radicale dell'importo relativo al 2029, pari a 3.323.000 euro. Di qui la critica del presidente Menna. «Il taglio è stato del 70 percento sulle province, 1.700.000.000 euro destinati al ponte di Messina, notizia questa che ha portato il vicepresidente nazionale dell'Upi, il presidente della Provincia di Imperia, il ministro di centrodestra Scajola, ad aprire un tavolo di crisi con il Governo e a dire che probabilmente, i presidenti delle Province saranno costretti a fare ordinanze per chiudere le strade». L'Accordo Quadro è suddiviso in due lotti e vede attivati due distinti raggruppamenti di operatori economici, che andranno ad operare sull'intero patrimonio stradale della Provincia. Una rete viaria provinciale è costituita da 1.615 km di strade. L'80% della somma è destinato al rifacimento dei piani stradali; il 10% a opere minori (cordoli, tombini, ripristino della funzionalità di smaltimento delle acque meteoriche), il 5% alla segnaletica e il restante 5% alle barriere di sicurezza. L'esecuzione degli interventi avverrà sulla base dei singoli progetti attuativi in relazione ai relativi cronoprogrammi, nel triennio 2026-2028. Il Mit con proprio decreto ha dettato le regole per le procedure di affidamento dei lavori, fissando per il 15 settembre la data ultima per la sottoscrizione dei Contratti Attuativi nel caso di Accordo Quadro. Il primo Contratto Attuativo, relativo all'annualità 2026, è stato già avviato per rispondere alle esigenze del recente Giro D'Abruzzo, che ha visto interessata per lunghi tratti la viabilità provinciale. «Quindi si capisce che con 8 milioni - incalza Menna - faremo delle carezze e c’è un altro problema grande che sono le frane di fine marzo, inizio aprile 2026 che vedono diversi paesi quasi isolati, a causa di queste frane. Abbiamo visto arrivare elicotteri, passeggiate sfilate da parte di certa politica, ma risorse zero. Il Consiglio dei Ministri deve quantomeno dare delle risposte a questi sindaci e a questo territorio, perché l’inverno si avvicina e queste frane potrebbero diventare più pericolose di quello che sono. Basti pensare e cito un paese per tutti Schiavi d’Abruzzo che attualmente ha 36 frane registrate».
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 14:43
L'Aquila: rete ciclabile, bene ma non benissimo
Dei nuovi 8,5 km di percorsi ben 7,2 sono di corsie ad uso promiscuo. Nel frattempo gli aquilani che vanno in bici crollano del 18%.
La rete ciclabile del capoluogo d'Abruzzo si amplia grazie ad ulteriori 8,5 chilometri di percorsi dedicati alla mobilità alternativa. Un intervento finanziato da fondi del PNRR per 1,46 milioni di euro che rafforza le tratte comprese tra il terminal bus Lorenzo Natali, le sedi urbane dell'università dell'Aquila e la stazione ferroviaria. Nello specifico le nuove aree coperte spaziano da via Vetoio a via Capitignano, da via Leonardo da Vinci a via Amiternum e ancora da via Nizza a viale Duca degli Abruzzi. Zone profondamente trafficate sia dai pendolari che raggiungono L'Aquila quotidianamente per lavoro come anche da cittadini che sfruttano queste arterie per raggiungere i principali punti di interesse in città.
«Con il completamento di questo intervento - ha commentato l’assessore alla Mobilità Paola Giuliani - la città dispone di nuovi collegamenti ciclabili che mettono in relazione alcuni dei principali nodi della mobilità urbana con le sedi universitarie. L’obiettivo è quello di continuare a costruire una rete sempre più integrata, capace di offrire alternative concrete all’utilizzo dell’auto e di favorire una mobilità sostenibile negli spostamenti quotidiani. Il collegamento tra stazione, Terminal bus e università è particolarmente significativo - conclude - perché riguarda luoghi interessati ogni giorno da un intenso movimento di cittadini, studenti e lavoratori».
Un risultato, dunque, salutato con soddisfazione dall'amministrazione comunale ma che sta già riscuotendo diverse critiche per lo sbilanciamento verso le cosiddette corsie ad uso promiscuo, ossia strade normalmente adibite al traffico veicolare ma arricchite da segnaletica orizzontale e verticale che le rende percorribili, teoricamente in sicurezza, anche alle biciclette.
Infatti dei nuovi 8,5 km di percorsi ben 7,2 chilometri sono costituiti da corsie ad uso promiscuo, mentre solamente 1,3 chilometri sono dedicati alla sola circolazione delle due ruote a pedali.
Critiche mosse anche dall'associazione italiana ambiente e bicicletta, la cui sezione aquilana ha da poco rilasciato dei dati che attesterebbero un vero e proprio crollo del tasso di aquilani che usa quotidianamente la bici per spostarsi. -18 % in un anno, un calo che FIAB L'Aquila ha definito spiacevole ma non sorprendente, in quanto legato a una scarsa attenzione al tema da parte del decisore politico.
Tra i motivi di questa disaffezione degli aquilani nei confronti delle biciclette, al primo posto, continuerebbe a figurare la parziale assenza di percorsi adatti.
«Se qualcuno deve attraversare la città in bici o usufruire dei numerosi servizi presenti in via Corrado IV o in via Beato Cesidio - aprono da FIAB - deve forzatamente percorrere strade inospitali per le biciclette. Il resto dei collegamenti di quel progetto si affida a corsie ciclabili che segnalano la possibile presenza di chi pedala, ma - concludono - non offrono protezione reale».
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 13:17
L'Aquila: nuove sinergie nella sede di ARPA Abruzzo
All'incontro i vertici nazionali delle agenzie di tutela ambientale. Sul piatto collaborazioni ancora più strette tra le eccellenze regionali.
Una nuova sede per l'agenzia regionale di Protezione Ambientale che si propone come teatro di nuove sinergie a livello nazionale. Siamo a L'Aquila, nell'area dell'ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, in una struttura riqualificata, e che punta moltissimo sull'autonomia energetica e sull'efficienza ambientale.
Se ne è parlato durante la visita di alcuni dei vertici nazionali delle governance ambientali, ricevuti dal direttore regionale di ARPA Maurizio Dionisio per fare il punto sulle potenzialità della nuova struttura ma anche sulle collaborazioni che si aprono in vista dell'inaugurazione.
«Il concetto di sistema rete - spiega il direttore di ARPA Abruzzo Maurizio Dionisio - fa sì che ogni agenzia regionale oltre alle agenzie provinciali collaborino tra di loro. Talune linea analitiche, come ad esempio le diossine in atmosfera, vengono fatte da alcune agenzie sì e da altre no e in questo caso l'agenzia che necessita di individuare un'atmosfera la presenza di diossine può rivolgersi alla agenzia competente. Questo - va avanti - è il sistema rete e per questo motivo noi presentiamo all’intero sistema italiano il nuovo distretto provinciale di L'Aquila: affinché - i nostri colleghi di tutta l'Italia sappiano che qui possano trovare una struttura all'avanguardia a livello analitico.»
Centrale l'approfondimento sulle funzioni svolte dalle agenzie di protezione ambientale, alle prese con le peculiarità dei territori di riferimento, che consentono lo sviluppo di competenze variegate che confluiscono in un unico patrimonio di ricerca nazionale. L'obiettivo, centrale nella creazione della rete italiana, è quello di avere partner territoriali di grande calibro, per non restare impreparati riguardo le potenziali emergenze in ambito ambientale.
«Siamo in rete in tutta Italia - spiega il vicepresidente di SNPA Donato Ramunno - con questo sistema nazionale di protezione ambientale che mette insieme le ARPA e le APPA di tutta Italia insieme ad Ispra. Quindi questi nuovi laboratori saranno un punto di riferimento - conclude - per tutta la rete delle agenzie italiane.»
«Questa - spiega il presidente nazionale di ASSO ARPA Alberto Manfredi Selvaggi - è una struttura che secondo me rispetti a tutti i requisiti della protezione dell'ambiente perché sancisce il recupero di edifici già esistenti. Per questo concetto noi ci spendiamo e oggi c'è la direttiva sul consumo dei suoli della Comunità Europea e quindi aver ricostruito e utilizzato strutture, non soltanto Arpa ma anche gli altri uffici pubblici e di ricerca che saranno costruiti in quest'area, ha un significato simbolico molto alto - conclude - per la protezione ambientale.»
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 13:17
In provincia di Teramo cresce la rete degli sportelli automatici Postamat
Con il Progetto Polis ne sono stati installati nuovi 15 nuovi per un totale di 68
Poste Italiane rafforza la propria presenza fisica e anche in provincia di Teramo consolida il ruolo di principale infrastruttura di prossimità al servizio dei cittadini. Un contributo importante, in questo senso, è stato quello offerto dal progetto Polis, che ha riguardato 42 uffici postali degli altrettanti comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti. Oltre all’ammodernamento delle sedi e all’ampliamento dei servizi a sportello, in questi comuni il progetto Polis ha previsto l’installazione di 15 nuovi ATM Postamat a Fano Adriano, Crognaleto, Castelli, Canzano, Morro d’Oro, Penna Sant’Andrea, Ancarano, Rocca Santa Maria, Montefino, Sant’Omero, Cermignano, Castilenti, Controguerra, Basciano e Torano Nuovo. I nuovi sportelli automatici si aggiungono ai 53 già operativi nel territorio (dei quali 25 nei comuni sotto i 15mila abitanti), per un totale di 68 ATM Postamat in tutta la provincia. Gli ATM Postamat sono oggi molto di più di semplici punti di prelievo: rappresentano una vera e propria porta di accesso disponibile 24 ore su 24 sui servizi dell’azienda. Tante le operazioni disponibili: oltre al prelievo di contanti anche con l’utilizzo dell’app “Poste Italiane”, è possibile ad esempio il pagamento di bollettini, la consultazione di saldo e movimenti, le ricariche telefoniche e di carte Postepay. Grande attenzione anche alla sicurezza con i sistemi anti-skimming contro la clonazione delle carte, con i dispositivi di macchiatura delle banconote in caso di tentativi di furto e con i sistemi attivi no stop dei sistemi di telesorveglianza e di allarme. L’ampliamento della rete di Poste Italiane contribuisce a compensare la progressiva desertificazione bancaria del Paese, che impatta sensibilmente anche la provincia di Teramo. Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti, infatti, gli ATM degli istituti di credito sono diminuiti dagli oltre 40mila del 2018 a poco più di 36mila nel 2025. Inoltre, le banche hanno chiuso, nello stesso periodo, quasi un quarto delle filiali, mentre Poste Italiane ha mantenuto pressoché stabile la propria rete, preservando la presenza anche nei territori meno serviti. In provincia di Teramo Poste Italiane può contare su 93 uffici postali, 4 centri di distribuzione (Teramo, Pineto, Alba Adriatica e Sant’Egidio alla Vibrata) e 156 “Punto Poste”, ovvero punti di ritiro e spedizioni pacchi.
L'Aquila 22 Settembre 2026 ore 14:10
L'Aquila. Posata la prima pietra per il restyling del "Nello Mancini"
Sarà realizzata una nuova struttura, per spogliatoi e tribuna coperta, al servizio dello storico impianto calcistico. Fine lavori nel giugno del 2027
Il campo da calcio federale "Nello Mancini" dell'Aquila si prepara a cambiare volto.
Posata la prima pietra per i lavori di modernizzazione e valorizzazione di un impianto sportivo che è storico nel panorama del Capoluogo abruzzese.
Un fortissimo impulso a questa operazione è stato dato dalla società L'Aquila Soccer School.
Impulso di idee sì ma anche concretamente economico, considerando che il presidente della Soccer School, Maurizio Ianni, ed il socio Fabrizio Rossi contribuiranno con 400mila euro di fondi propri per finanziare il cantiere per quello che si può definire "Nuovo Federale".
La spesa totale è di un milione e mezzo di euro e la quota economica rimanente (quindi un milione 100mila euro) è stata garantita con risorse del Pnrr Next Appennino.
Fruttuoso è stato anche il dialogo dell'Aquila Soccer School con la Federcalcio ed il Comune, che ha dato tutte le autorizzazioni necessarie.
I lavori sul campo federale "Nello Mancini" sono in realtà già iniziati, con la sostituzione del manto da gioco in erba sintetica ora di ultima generazione.
Poi, il vero e proprio cuore dell'operazione di riqualificazione sarà la demolizione e ricostruzione della tribuna con annessi locali spogliatoio.
Al posto dell'attuale struttura sarà costruito un fabbricato più moderno e sostenibile (essendo previsti anche dei pannelli fotovoltaici).
In più, la parte dedicata alla tribuna sarà dotata di spalti coperti; una particolarità risiederà anche nella forma e nel profilo scelti proprio per la copertura.
Un'ala d'aquila, a simboleggiare ancora di più ed ancora meglio il legame forte del campo federale "Nello Mancini" con la città Capoluogo d'Abruzzo.
Oltre ciò, il progetto di restyling dell'impianto sportivo prevede anche di riassettare in chiave migliorativa la viabilità per accesso e deflusso.
I lavori dovrebbero concludersi entro il 30 giugno del 2027.
L'Aquila 21 Settembre 2026 ore 17:30
Nuova scuola a Sant'Elia, l'ipotesi di una commissione sulla viabilità
Il consigliere comunale Paolo Romano (L'Aquila Nuova): «L'amministrazione ha fatto scelte non condivise ed ora i cittadini ne pagano le conseguenze»
La viabilità al servizio della nuova scuola Torretta-Gignano-Sant'Elia al centro dell'attenzione della politica locale aquilana.
Il consigliere di minoranza Paolo Romano di L'Aquila Nuova, sul punto, ipotizza la convocazione di una commissione comunale garanzia e controllo.
Il tema è non solo e non tanto la nuova variante che si snoda fino al polo scolastico, quanto la modifica massiccia delle norme che regolano la circolazione sulle strade già esistenti nel territorio di Sant'Elia, dove è stata costruita la scuola.
Paolo Romano spiega come il Comune, tramite una ordinanza, ha «Cambiato la viabilità che comprende via Collevernesco, via Sant'Elia e via Bazzanese con nuovi sensi unici e stop che costringono i residenti a fare un assurdo gioco dell'oca, che comprende anche la superstrada, per entrare e uscire dalle proprie abitazioni».
Questo, per Paolo Romano, sarebbe il risultato della poca condivisione delle scelte tra l'amministrazione ed i cittadini.
«Esiste una comunità che per rispetto andava informata e ascoltata prima di decidere - puntualizza Romano - senza costringerla adesso ad adattarsi a disagi che strangolano il loro vivere quotidiano».
Insomma, per il consigliere di L'Aquila Nuova «Sarebbe un errore permettere che Sant'Elia, da frazione prevalentemente residenziale, diventi zona esclusivamente funzionale alla nuova scuola».
Di qui, l'ipotesi di una commissione garanzia e controllo per fare il punto della situazione e chiamare in audizione proprio i cittadini che abitano nella frazione di Sant'Elia.
Dalle loro voci potrebbero venire fuori non solo la fotografia dei disagi dovuti all'aumento dei carichi di traffico, ma anche eventuali soluzioni per provare a mitigare e migliorare la situazione.
L'Aquila 21 Settembre 2026 ore 17:24
All'Aurum di Pescara prende il via Ueam Academy: Pescara per l'Ucraina
Un corso di formazione per intercettare i fondi europei che saranno impiegati per ricostruire i comuni danneggiati dalla guerra
In vista della ricostruzione dell’Ucraina, Pescara diventa punto d’incontro tra istituzioni italiane ed ucraine, Università e mondo economico, esperti di progettazione europea. All’Aurum di Pescara va in scena la Ueam Academy, un percorso di alta formazione dedicato alle municipalità ucraine ed in particolare agli amministratori locali interessati ad acquisire gli strumenti operativi per l’accesso ai programmi e ai fondi dell’Unione Europea. «Si tratta di oltre 140 miliardi di euro - spiega il dirigente comunale Luca Saraceni - è un sistema che ricalca un po' quello del Pnrr, ed avendo il Comune di Pescara una certa esperienza nell'accesso ai fondi, abbiamo messo a loro disposizione il nostro know how per l'accesso e per la rendicontazione, con l'ambizione di essere anche partner dei progetti di ricostruzione con anche il coinvolgimento delle aziende locali, ditte, professionisti, architetti, ingegneri che potrebbero avere delle opportunità per il lavoro nei prossimi anni». Ruolo centrale è affidato all'università d'Annunzio, partner del progetto e inserita nel comitato scientifico del progetto. L'ateneo mette in campo gli esperti del settore in termini di ingegneria e architettura, scambio di docenti ricercatori e studenti. Così la docente Gilda Antonelli: «Come d'Annunzio abbiamo un'esperienza sia nei materiali per la ricostruzione perché il nostro Ingeo, il dipartimento di ingegneria civile, ha un corso di laurea, specifico su ingegneria e geologia ed un laboratorio ad hoc per testare i materiali da costruzione, oltre al fatto che con il dipartimento di architettura potremmo contribuire alla pianificazione e progettazione di città più sostenibili, con nuove metodologie di costruzione». «Quando la delegazione di Pescara è venuta al summit con il presidente Zelensky - spiega Oleh Chernobai, capo dell’insediamento di Pisochyn - la notte precedente c'è stato un fortissimo bombardamento, ma nessuno aveva paura, anzi sono andati a visitare i luoghi devastati, comprendendo che davvero il popolo ha bisogno, noi ringraziamo quindi che non si sono voltati di spalle, anzi ci hanno dato una mano, e standoci a fianco hanno compreso le nostre necessità e creato questa Academy. Il nostro incontro non è stato semplice, non è solo un'amicizia, ma una realtà che si concretizza con la presentazione di progetti europei, una condizione che evidenzia una reale collaborazione. Ringraziamo dunque per aver fatto avvicinare l'Ucraina all'Europa».
L'Aquila 21 Settembre 2026 ore 16:55
Terminal bus di Pescara, i consiglieri del Pd sono pronti a riqualificare l'area
Con pennelli, asfalto e vernice i dem invitano la cittadinanza alla manifestazione del 2 ottobre
Dal 2016 l'area di risulta della stazione di Pescara, attende ancora gli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza. A tornare sul posto sono i consiglieri del Pd regionale e comunale che annunciano un'iniziativa per favorire l'avvio dell'intervento. Il 2 ottobre, alle ore 18:00, i dem invitano la cittadinanza a prendere parte alla manifestazione per dare l'avvio concreto ai lavori. La zona del terminal bus, evidenzia il Partito democratico, è degradata ed insicura, in assenza di corsie dedicate ai pedoni e segnaletica orizzontale, le macchine accedono liberamente all'area, limitando la sicurezza dei viaggiatori e turisti, privi anche di pensiline per l'attesa dei mezzi. Così il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli: «Siamo qui soprattutto per gli studenti, per i turisti, per i pendolari, ma siamo qui anche per i turisti della Tua che aspettano da dieci anni. C'è un'ordinanza del 2016 che disciplinava l'area del Terminal bus e che non è stata mai ottemperata. Il Comune di Pescara che ha risposto alla nostra interpellanza dicendo che aspetteranno i lavori di realizzazione del nuovo palazzo della Regione, prende sostanzialmente in giro noi e tutta la città, perché non c'è neanche il progetto di questo palazzo, su cui noi siamo tra l'altro contrarissimi. Siamo venuti quindi sul posto con un sacco di asfalto, con i pennelli e con la vernice, per invitare tutta la cittadinanza il 2 ottobre alle ore 18:00 ad una manifestazione proprio al terminal bus e far sentire la voce di quanti pescaresi, sentono questi lavori come un'esigenza per la città».
L'Aquila 21 Settembre 2026 ore 16:52
Trenitalia fa il bilancio dei numeri raggiunti durante la stagione estiva
L'Abruzzo viaggia in treno: il numero dei passeggeri è in crescita del 13 percento rispetto all'estate 2025
Con il 13 percento in più rispetto all'estate 2025, Trenitalia evidenzia i risultati raggiunti dal trasporto su rotaia. Un'estate che tra i servizi, ha visto anche il potenziamento dell'offerta verso i Trabocchi e verso la linea del Cerrano. Altra novità che conferma il successo dell'estate 2026 di Trenitalia è stato il treno diretto del fine settimana per Bologna. Flotta rinnovata per treni regionali di ultima generazione. Il treno sembra dunque il mezzo più scelto dagli abruzzesi. «Quest'estate indubbiamente abbiamo registrato un incremento di passeggeri considerevole, il 13 percento in più rispetto all'estate 2025 e tra i mesi di giugno e settembre hanno superato il milione le persone che hanno scelto di muoversi in Abruzzo a bordo dei treni regionali». Così Bruna Di Domenico, direttore regionale Trenitalia Abruzzo. Per il futuro dell'offerta Trenitalia invece è tornata in vigore l’offerta invernale che prevede il reinserimento delle corse dedicate a pendolari e studenti e la cessazione dei servizi aggiuntivi che svolgiamo in estate e nei weekend, sulla linea del Cerrano sulla linea dei Trabocchi, proprio per favorire la mobilità costiera di residenti e turisti. Quelli regionali sono elettrotreni di ultima generazione. «Abbiamo concluso il piano di rinnovo della flotta, proprio quest'anno, con l'introduzione di undici nuovi treni di questa tipologia, previsti dal contratto di servizio stipulato con la Regione Abruzzo, con un investimento di 66 milioni di euro. Sono treni che hanno livelli di comfort superiori a quelli precedenti, per comodità delle sedute, prese elettriche Usb al posto, luci Led, ampiezza di finestrini per favorire la luce naturale ma sono anche diciamo molto più performanti da un punto di vista della sostenibilità ambientale, perché consumano il 30 percento in meno di energia e soprattutto sono costruiti con materiali al 97 percento riciclabili». Con un'offerta in più, quella dell’intermodalità con la bici. «Anche quest’anno abbiamo registrato il 21 percento in più di bici trasportate in estate, con oltre 5000 biciclette a bordo dei treni regionali e questo elettrotreno di ultima generazione tra l’altro offre 20 posti in bici che un allestimento dedicato proprio a territori come quello abruzzese, dove la domanda è molto alta».


