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Export Abruzzo: nasce l'osservatorio di Cna e università d'Annunzio
Dai dati emerge che il primo semestre del 2026 è stato il migliore dal 2020
Il primo semestre del 2026 è stato il migliore dal 2020. E' quanto emerge dal report stilato grazie all'osservatorio di Cna Abruzzo ed Università d'Annunzio con i ricercatori del dipartimento di Studi Socio-Economici. L'analisi si concentra sull'export abruzzese, nell'ultimo anno il saldo commerciale tra quanto esportato e quanto importato, issa l'asticella a favore della prima voce, di ben 3 miliardi e 343 milioni di euro, superando largamente quanto avvenuto negli anni precedenti; il secondo miglior risultato occorre risale infatti al 2025, con un saldo attivo di 2 miliardi e 451 milioni. «È un'iniziativa straordinariamente meritevole - ha dichiarato il dirigente del Dipartimento studi socio economici della d'Annunzio, Davide Quaglione - e devo dire ringrazio di cuore, in modo non rituale, Cna per averci coinvolto e siamo ora all’avvio, quindi abbiamo iniziato con qualche studio più di natura macro economica, per mettere in prospettiva poi gli studi che successivamente». I numeri attuali sono vicini a un valore quasi doppio rispetto ad anni come il 2020 o il 2022. A vincere per distacco è il comparto farmaceutico che fa riferimento soprattutto all'Aquilano, con un miliardo e 933 milioni; seguito dai mezzi di trasporto riferibili come area produttiva alla provincia di Chieti (854 milioni). Prima di alimentari e bevande (241); macchinari e gomma, oltre alla plastica (188 ciascuno); altre manifatture (117); tessile e abbigliamento (57); apparecchi elettrici (45); metalli (34). Mentre all'opposto, con il segno negativo, e dunque con le cifre delle importazioni che superano quanto esportato, compaiono chimica (-106 milioni); legno e carta (-100); agricoltura e pesca (-88); elettronica (-42). Tra le province, è ovviamente il territorio aquilano a primeggiare in forza della spinta del settore farmaceutico, con 1.771 milioni ( 426 rispetto a un anno fa), seguito dalla provincia di Chieti (1.617; 431 sul 2025) e dal Teramano (348 milioni; 45). Unico caso negativo è il pescarese: con 393 milioni in meno, 9 milioni in meno anche sul 2025. Così il direttore di Cna Abruzzo Silvio Calice: «Il nostro obiettivo è dare strumenti informativi e di analisi consapevoli e scientificamente supportati, per dire agli stakeholders, quali decisioni giuste è opportuno prendere, al dilà delle emozioni che seguono a volte le decisioni pubbliche».
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:47
CISL: intelligenza artificiale, tra lavoro e rapidi cambiamenti
Un momento di confronto con professionisti della formazione e con una grande partecipazione giovanile. Al centro gli argini per tutelare la persona.
L'intelligenza artificiale ha scosso buona parte del mondo che conosciamo, offrendo strumenti dall'innata efficienza che hanno rivoluzionato anche e soprattutto il mondo del lavoro. Basti pensare all'accelerazione offerta a produttività e automazione, oltre alla richiesta di nuove competenze che disegnano ex novo le professionalità più ricercate dalle imprese. Tutto questo, ma non solo, è stato al centro di un partecipato convegno organizzato dalla sigla sindacale CISL e svolto a piazza del Teatro a L'Aquila.
Un'occasione per fare chiarezza su un mezzo che interessa, tra apocalittici e integrati, tutta la popolazione, senza esclusione alcuna.
Al centro la riflessione su temi cogenti per lo stato democratico, dalla partecipazione alla formazione fino alla risposta sindacale che si presenta come un concreto argine rispetto a cambiamenti che appaiono fuori controllo.
«Già nelle altre transizioni - commenta il segretario di CISL Abruzzo e Molise Giovanni Notaro - che oggi noi diciamo di essere stati bravi a governare, si era posto il problema. Oggi dobbiamo trovare la forma di governo per affermare i principi che la persona è al centro, che c'è la dignità della persona da tutelare e che c'è l'integrità fisica. Poi - spiega - è chiaro che in alcuni processi può aiutare come è stata l'automazione o come è la tecnologia, però sono i tempi che ci preoccupano perché la scuola deve essere adeguata ai tempi e le varie istituzioni devono concorrere, non per una competizione, ma per fare in modo che noi sappiamo ancora mantenere questo profilo. È chiaro che oggi avere personalità importanti, chi ha contribuito a scrivere l'enciclica, avere professori universitari, chi si occupa della formazione primaria e chi si occupa della formazione professionale mette assieme quel modello fondamentale. Ci potrà rendere - va avanti - più competenti per essere partecipi ai processi e riuscire a controllarli e anche a governarli».
Centrale, però, anche il dialogo intergenerazionale, al quale ancora una volta è stato affidato il compito di mediare tra una generazione che appare, forse, troppo cauta, e un'altra che, invece, affronta il cambiamento ma spesso con troppa sicurezza.
«In queste quattro giornate a L'Aquila - continua Notaro - c'è stato un gruppo dei giovani della CISL coinvolto in un momento formativo fatto da docenti di livello nazionale per portare anche le nuove generazioni a capire come il fenomeno dell'intelligenza artificiale va a interagire nel mondo del lavoro e nella società. Ovviamente questa è la linea che segue anche la CISL perché noi dobbiamo fare sempre in modo che le preoccupazioni diventano un'opportunità. Non possiamo abbandonare la nostra missione di rappresentanza ma - conclude Notaro - nel rappresentare dobbiamo avere le competenze giuste».
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 14:16
Cambio al vertice del IX Reggimento Alpini
Il Col. Federico Petrocco ha preso il posto dell'uscente Mario D'Angelo. Oggi la partecipata cerimonia di avvicendamento.
Una cerimonia di cambio al vertice molto partecipata, quella andata in scena questa mattina all'interno della caserma "Pasquali - Campomizzi" dell'Aquila. Il IX reggimento degli Alpini, infatti, ha salutato il Colonnello Mario D'Angelo ed ha accolto il nuovo Comandante, il Colonnello Federico Petrocco.
«Sono stati - apre il Comandante uscente, il colonnello Mario D'Angelo - due anni assolutamente intensi nei quali il reggimento ha svolto numerose attività operative e addestrative. In particolare per le attività operative volevo ricordare l'operazione Strade Sicure sulla piazza di Roma e poi, da un punto di vista sempre di impiego in concorso operativo, c'è il supporto alle Olimpiadi invernali e alle paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 nelle quali il reggimento è stato attivo in tutta una serie di attività sul supporto dell'organizzazionezione. Il IX Alpini - va avanti D'Angelo - amo chiamarlo il reggimento "di casa" o "d'Abruzzo" proprio per l'assoluta sintonia e la piena unità con con la comunità locale e le realtà locali».
Inizia proprio oggi l'esperienza alla guida di uno tra i reggimenti più decorati dell'Esercito italiano, che oltre all'importante storia, vanta un radicamento sul territorio aquilano decisamente fuori dal comune.
Nato a L'Aquila nel 1980, il Colonnello Petrocco subentra al vertice proprio dal 2 ottobre, con l'obiettivo di portare avanti le attività operative e addestrative che caratterizzano il IX Alpini.
«Le emozioni - apre Petrocco - sono fortissime. Io provo un grandissimo orgoglio anche perché come Aquilano assumerò il comando di questo prestigiosissimo reggimento dell'Esercito italiano e delle truppe Alpine. Il IX Alpini rappresenta sia per il territorio aquilano, abruzzese ma per l'intero paese un'unità fortemente operativa quindi il mio compito, sempre nel segno lo continuità, sarà quello di preparare il personale. Dovremo mantenere le attività addestrative e che ha svolto il reggimento e che svolgerà anche in futuro - conclude - attività addestrative che vedono sempre gli uomini e le donne di questo magnifico reggimento al centro».
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 14:15
Ecomafia, l’Abruzzo resta esposto tra rifiuti, cemento e controlli
Il nuovo rapporto Legambiente fotografa un mercato illegale nazionale da 11,5 miliardi di euro
L’Abruzzo resta dentro la geografia dell’illegalità ambientale italiana mentre a livello nazionale il business delle ecomafie raggiunge 11,5 miliardi di euro. È il quadro del rapporto Ecomafia 2026, curato dall’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, che analizza i reati accertati nel 2025. In Italia sono stati registrati 35.735 reati ambientali, il 12% in meno rispetto all’anno precedente, a fronte di oltre 1,46 milioni di controlli. Gli illeciti amministrativi sono però saliti a 77.895, con un aumento dell’11,4%. Il dato nazionale restituisce un fenomeno che resta economicamente rilevante. La gestione illegale dei rifiuti torna al primo posto con 10.914 reati accertati. Seguono gli illeciti legati al ciclo del cemento, mentre crescono del 10,7% i reati legati agli incendi boschivi e alla vegetazione. Nel 2025 sono inoltre aumentati gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, arrivati a 76 casi. Per l’Abruzzo il rapporto va letto alla luce della posizione geografica e della presenza di aree naturali, infrastrutture, attività produttive e territori interessati da trasformazioni urbanistiche. La regione era al 14° posto nella precedente edizione del rapporto, riferita ai dati 2024. In quell'anno erano stati registrati 1.319 reati ambientali, secondo i dati riportati nella sintesi regionale del rapporto Ecomafia 2025. Il tema assume anche un rilievo politico. La gestione dei rifiuti, gli appalti pubblici, l'edilizia e le autorizzazioni ambientali sono settori nei quali le amministrazioni devono garantire controlli efficaci e procedure trasparenti. Il rapporto nazionale registra 75 inchieste giudiziarie sulla cosiddetta corruzione ambientale tra maggio 2025 e aprile 2026, con 1.066 persone denunciate, 307 arresti e 151 sequestri. Oltre la metà delle indagini ha riguardato Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Per la politica abruzzese il punto riguarda quindi la capacità di prevenire l’infiltrazione dell’economia illegale nei settori che muovono risorse pubbliche e private. Legambiente chiede tra le altre misure il rafforzamento dei controlli ambientali, un piano nazionale contro l’abusivismo e nuove norme per contrastare le attività illecite legate ai rifiuti e agli appalti. Il presidente di Legambiente Abruzzo Gianluca Casciato aveva già chiesto maggiore attenzione ai controlli e ai contrappesi contro criminalità e corruzione negli appalti.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:39
Sanità abruzzese, 91 medici si sono dimessi nel 2025 dagli ospedali
In dieci anni crescono le uscite volontarie, mentre il sistema continua a ricorrere ai contratti a termine
Sono 91 i medici ospedalieri che nel 2025 hanno lasciato volontariamente il servizio sanitario pubblico in Abruzzo. Il dato emerge dalla radiografia 2015-2025 elaborata dal Centro studi di Anaao Assomed e segnala una difficoltà che riguarda la capacità della Regione di trattenere personale qualificato negli ospedali. Nel 2015 le dimissioni volontarie erano state 55, pari al 2 per cento delle cessazioni. Nel 2024 il numero era rimasto sostanzialmente stabile, prima dell'aumento registrato nell'ultimo anno. Il quadro regionale mostra una situazione più ampia. I pensionamenti e le dimissioni complessive hanno raggiunto quota 142 nel 2024 e 113 nel 2025. Il numero dei medici in servizio è rimasto invece quasi stabile, con 2.752 professionisti nel 2024. La tenuta degli organici viene sostenuta anche attraverso il ricorso ai contratti a tempo determinato, che nello stesso anno hanno interessato 208 medici. Per Anaao Assomed il dato sulle dimissioni volontarie rappresenta un indicatore del disagio professionale. Il segretario nazionale Pierino Di Silverio parla di un esodo legato a turni pesanti, retribuzioni considerate non adeguate rispetto ad altri Paesi europei, carichi burocratici e condizioni di lavoro che possono favorire il burnout. Tra i problemi indicati dal sindacato ci sono anche le aggressioni nei reparti e il peso crescente della responsabilità professionale. La questione ha una dimensione politica diretta perché molte delle soluzioni proposte riguardano scelte nazionali e regionali. Anaao chiede di superare il tetto alla spesa per il personale, considerato un ostacolo alle assunzioni, e di rendere strutturale il meccanismo previsto dal Decreto Calabria per favorire l'ingresso dei giovani specialisti. Il sindacato propone inoltre incentivi per chi lavora nelle sedi più difficili e nelle aree del Mezzogiorno. Per l'Abruzzo il problema riguarda anche la distribuzione territoriale dei professionisti. La difficoltà nel coprire gli organici può avere effetti maggiori nelle strutture periferiche, dove il reclutamento risulta più complesso e il ricorso a personale a termine rischia di aumentare la precarietà organizzativa. Il segretario regionale di Anaao Assomed definisce i numeri una conferma della fragilità strutturale della sanità abruzzese e chiede interventi sul personale, sulle retribuzioni e sugli incarichi ai sanitari. La richiesta del sindacato è che la programmazione regionale affronti il problema delle uscite prima che la riduzione degli organici produca ulteriori effetti sull'organizzazione degli ospedali.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:33
Truffa degli investimenti finanziari, scattano i sequestri
Sgominata dalla Guardia di Finanza un'associazione a delinquere che tra il 2021 e il 2023 ha truffato centinaia di risparmiatori
I Reparti della Guardia di Finanza di Teramo e Milano hanno collaborato con il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino per eseguire perquisizioni e un sequestro preventivo di oltre 1,6 milioni di euro nei confronti dei principali promotori, 16 persone, di un’associazione per delinquere dedita a truffe nel settore degli investimenti finanziari. L'operazione, coordinata dalla Procura di Torino, ha colpito un'associazione a delinquere che tra il 2021 e il 2023 ha truffato centinaia di risparmiatori per un totale di oltre 6 milioni di euro. I criminali attiravano le vittime promettendo alti rendimenti in oro e criptovalute attraverso una falsa banca d'investimento londinese (con sedi a Torino e in Spagna) priva di autorizzazioni. La truffa seguiva la struttura di uno schema Ponzi: una minima parte del denaro iniziale veniva usata per pagare finti interessi e rassicurare i clienti, ai quali veniva fornito l'accesso a una piattaforma online con dati falsificati. La restante parte dei proventi (oltre 1,6 milioni) veniva riciclata per acquistare decine di immobili, terreni e quote societarie in Italia. Il sequestro e le perquisizioni, che hanno visto l'attivazione sul campo anche dei militari di Teramo, mirano a confiscare il profitto delle condotte di autoriciclaggio. L’attività rappresenta un’ulteriore tangibile testimonianza del costante impegno profuso dalla Guardia di finanza, in ragione delle sue peculiari prerogative di polizia economico-finanziaria, a contrasto dei reati contro il patrimonio perpetrati in danno di ignari risparmiatori.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:39
Nuovo mercato ittico: Pescara Brillante presenta un progetto alternatico
L'associazione evidenzia le numerose e gravi criticità strutturali della ex biglietteria Tiziano
Sullo stato dell'arte del nuovo mercato ittico a Pescara e sulle decisioni dell'amministrazione comunale, si è tornati a parlare durante l'incontro di mercoledì scorso alla presenza anche del deputato di Fratelli d'Italia Guerino Testa e del vicesindaco Gianni Santilli. Il tavolo, fa sapere il vicepresidente dell'associazione Pescara Brillante, Marco Nuccitelli, ha lasciato l'intero comparto della marineria, basito e profondamente perplesso. «L'amministrazione si dimostra del tutto inamovibile, continuando a ignorare quanto affermiamo e spieghiamo a gran voce da oltre tre anni: la ex biglietteria Tiziano non è e non sarà mai una sede adeguata per un dignitoso mercato ittico». L'associazione evidenzia le numerose e gravi criticità strutturali, molte delle quali già ampiamente rappresentate nei mesi precedenti. Tra queste, un nastro trasportatore troppo corto per un'asta che risulta eccessivamente veloce anche al minimo della velocità, un'errata progettazione degli spalti e spazi estremamente angusti. «Tutti i manufatti posticci previsti dall'amministrazione non fanno che confermare l'inadeguatezza della struttura, ostacolando la movimentazione di merci, mezzi e persone», prosegue Nuccitelli. «La nuova variante ha persino peggiorato la viabilità interna dei veicoli. Senza contare i nuovi balzelli: gli operatori dovranno limitare a due soli mezzi l'accesso, pagare un canone annuo per l'ingresso in banchina e stipulare ingenti polizze assicurative per ogni veicolo e attività. Cifre insostenibili per un comparto già in forte crisi che, nonostante tutto, tenta di andare avanti». A destare forte preoccupazione sono anche le tempistiche ed il metodo seguito dal Comune. Nel corso dell'incontro, su precisa domanda dell'avvocato Federica Liberatore, l'ingegner Rossi ha ammesso che i lavori non verranno completati entro novembre 2026, rivelando una gestione che rimanda al futuro e al reperimento di nuovi fondi l'adeguamento di una struttura originariamente sbagliata. «La nuova progettazione è stata approvata in Giunta lo scorso 13 agosto senza prima essere illustrata alle associazioni di categoria e senza effettuare la prova a pieno carico, venendo meno agli impegni assunti al tavolo di crisi di aprile, presieduto e verbalizzato anche dalla Digos della Polizia di Stato». L'associazione Pescara Brillante, guidata dal Presidente Ciroli e dal Vicepresidente Nuccitelli, annuncia che nei prossimi giorni acquisirà tutta la documentazione per avviare le verifiche del caso, e annuncia la presentazione alla città e alla stampa di un progetto alternativo del mercato ittico.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:32
Sanità, i nuovi Lea mettono alla prova il sistema sanitario abruzzese
Più prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale, ma resta il nodo dell’accesso alle cure
L’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza apre una nuova partita per la sanità abruzzese. Il provvedimento amplia le prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale e introduce nuove possibilità nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura. La Uil Abruzzo chiede però alla Regione di accompagnare le nuove misure con personale, risorse e una riorganizzazione dei servizi. Il punto politico è semplice: riconoscere una prestazione come diritto nazionale serve a poco se il cittadino deve aspettare mesi oppure rivolgersi al privato per ottenerla. Il decreto amplia il perimetro delle prestazioni con novità che riguardano anche le malattie rare, la diagnosi prenatale e la prevenzione oncologica. Tra gli interventi indicati figurano lo screening neonatale esteso ad altre patologie e la ricerca delle varianti BRCA1 e BRCA2 associate a un maggiore rischio di tumore della mammella e dell’ovaio. Sono prestazioni che richiedono una rete sanitaria capace di garantire accesso, personale e percorsi organizzati. In Abruzzo il problema si intreccia con una difficoltà già nota: le liste d’attesa. La Fondazione Gimbe ha rilevato che nel 2024 il 6,8% degli italiani ha rinunciato a una prestazione sanitaria a causa dei tempi troppo lunghi. La stessa organizzazione ha segnalato nel febbraio 2026 che la piattaforma nazionale sulle liste d’attesa non consente ancora di confrontare in modo completo i ritardi tra Regioni, aziende sanitarie e singole prestazioni. Per l’Abruzzo la questione ha anche una dimensione economica. Quando il servizio pubblico non riesce a garantire una visita o un esame in tempi compatibili con il bisogno di salute, la famiglia può essere costretta a sostenere una spesa privata oppure a rinunciare. Il peso aumenta per chi ha redditi più bassi, per gli anziani e per le persone con patologie croniche. La richiesta della Uil Abruzzo chiama quindi in causa direttamente la programmazione regionale. L’aggiornamento dei Lea impone di verificare quanti professionisti servano, quali strutture siano in grado di erogare le nuove prestazioni e quali territori presentino le maggiori carenze. Il tema riguarda anche la sanità territoriale. Il potenziamento delle strutture di prossimità può ridurre la pressione sugli ospedali e rendere più semplice la gestione delle cronicità. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato tra le priorità della manovra 2026 le assunzioni, la riduzione delle liste d’attesa e il rafforzamento della prevenzione. [3] In Abruzzo la questione passa ora dalla capacità della Regione di trasformare queste indicazioni in servizi effettivamente disponibili. Il segretario della Uil Abruzzo Michele Lombardo chiede che il diritto alle nuove prestazioni sia garantito senza differenze legate al luogo di residenza.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:32
Domani e domenica tona lo storico concorso “Premio Pigro – Omaggio a Ivan Graziani”
24 progetti musicali saranno selezionati da una giuria. Domenica gran finale in piazza Martiri
Il Premio Pigro – Omaggio a Ivan Graziani , lo storico concorso per cantautori nato con l’obiettivo di valorizzare la memoria del cantautore teramano e promuovere i nuovi talenti della musica, entra nel vivo nell’edizione 2026. La semifinale è prevista per domani, sabato 3 ottobre al Conservatorio Braga, dove 24 progetti musicali selezionati da una giuria di professionisti del settore e da una giuria universitaria parteciperanno a workshop, seminari e audizioni. Tra i concorrenti si sfideranno Nicola Girella, Luca Sigismondi, Giulia Mangiaracina, Francesco Verrone, Francesco Picciano, Fabrizio Russo, Cristina Di Falco, Aurora Foti, Elena Calaudi, Enrico Garattoni, Gianmatteo Nasca, Ivo Roberto Mancino, Lavinia Lucia Di Ferdinando, Luca Di Martino, Alice Burani, Ginevra Bencivenga, Letizia Silviani, Cobalto Band, Jacopo Cappelletti, Dr. Furia, Giorgio Risi, Giulia Vestri, Assai e Jo. Soltanto 3 di loro otterranno il pass per la finalissima di domenica 4 ottobre in Piazza Martiri a Teramo, presentata da Martina Martorano di Rai Radio 2. La serata conclusiva vedrà la partecipazione di un ricco parterre di ospiti composto da Irene Grandi, Giordana Angi, Mauro Ermanno Giovanardi, Filippo Graziani, Caroline Pagani, Alverio Cau e i Tenore Usùsule di Siniscola. La commissione esaminatrice include figure di rilievo dell’industria discografica e dello spettacolo come Mauro Ermanno Giovanardi, Renato Tanchis, Francesco Cattini, Alessandra Valenzano, Michele Pecora, Enrico Melozzi e Mario Lavezzi. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Culturale Artistica Pigro guidata da Anna Bischi Graziani con il supporto di Regione Abruzzo, Comune di Teramo, SIAE, NUOVO IMAIE e il patrocinio di Rai Abruzzo, offre ai finalisti diverse opportunità professionali tra cui borse di studio, promozioni, residenze artistiche, targhe speciali e collaborazioni operative con realtà come Doc Music e IMARTS.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:30
A Teramo il "Business Day”: connessione con le principali piazze economiche mondiali
L'Abruzzo corre con oltre 6 miliardi di fatturato estero ( 8,3%) e punta a nuove rotte globali grazie alla rete camerale e all'accordo con la Farnesina
Il Business Day è l’evento organizzato dalla Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia con Assocamerestero, e si inserisce nel contesto del 27esimo Meeting dei Segretari Generali delle Camere di commercio e della Conferenza Nazionale dell'Export 2026, trasformando Teramo e le province di Teramo e L'Aquila nel punto di riferimento nazionale dell’internazionalizzazione. L’iniziativa vedrà la partecipazione dei rappresentanti e dei Segretari Generali delle Camere di Commercio Italiane provenienti da ben 14 Paesi esteri. A Teramo, il 7 ottobre, arriveranno rappresentanti di Canada, Brasile, Emirati Arabi, Corea del Sud, Thailandia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Turchia, Lituania ed Ecuador. In Abruzzo, nei primi sei mesi del 2026 si registra un export di 6,15 miliardi di euro ( 8,3%), trainato dal farmaceutico (oltre 2 miliardi, 30,3%) e dall'agroalimentare ( 30,3%), insieme alla ripresa dell'automotive in Val di Sangro, all'aerospazio e alla crescita del turismo ( 9,6%, con 1,5 milioni di passeggeri previsti all'Aeroporto d'Abruzzo). Sul territorio spiccano la crescita della provincia dell’Aquila ( 19,3%) e la performance del Teramano ( 3,4%). A Teramo, il 7 ottobre, arriveranno rappresentanti di Canada, Brasile, Emirati Arabi, Corea del Sud, Thailandia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Turchia, Lituania ed Ecuador. Illustrando i dettagli dell’evento, la presidente Antonella Ballone ha evidenziato il valore del recente accordo quadro tra Unioncamere e la Farnesina (guidata dal vicepremier Antonio Tajani): un’azione che unisce le Camere di Commercio a Ice, Simest e Sace, mettendo in campo 60 strutture territoriali, 86 Camere italiane all'estero in 64 Paesi e 39 Camere italo-estere. Una rete basata sul contatto quotidiano con le imprese per centrare l'obiettivo nazionale dei 700 miliardi di export, supportando anche le 17.000 piccole imprese occasionali censite dalla Fondazione Tagliacarne. «Il Business Day rappresenta una straordinaria opportunità per connettere direttamente il nostro tessuto imprenditoriale con le principali piazze economiche mondiali – dichiara Antonella Ballone, Presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia. – Con questo evento offriamo alle nostre aziende uno strumento concreto per creare sinergie commerciali, accedere a nuovi mercati ed espandere così la presenza del Made in Italy a livello globale. Invito tutte le realtà produttive del territorio a cogliere questa importante occasione di networking e crescita». Il Business Day del 7 ottobre offrirà alle aziende locali al mattino l’agenda di incontri B2B con i rappresentanti di Canada, Brasile, Emirati Arabi, Corea del Sud, Thailandia, Francia, Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Turchia, Lituania ed Ecuador, mentre nel pomeriggio due momenti di conoscenza e di approfondimento con interventi introduttivi istituzionali sul tema “Scenari globali e supporto al Sistema Paese” e un video messaggio del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, e una successiva tavola rotonda dal titolo “Focus Mercati Esteri - Scenari, trend e opportunità per le imprese italiane sui mercati internazionali”, un confronto dedicato all’analisi dei principali trend economici e commerciali, delle opportunità di business e investimento, dei settori strategici e delle modalità di accesso ai mercati esteri.
L'Aquila 02 Ottobre 2026 ore 13:27
A Silvi il sindaco Scordella azzera la Giunta comunale
Dopo l’increscioso episodio che ha visto un assessore aggredire fisicamente la vice Di Marco
Come previsto il terribile episodio che si è verificato a Silvi, nel corso di una riunione di maggioranza antecedente il Consiglio comunale, lascia strascichi. Mentre proseguono le dichiarazioni di accusa all’autore del gesto, l’assessore Giampaolo Lella che avrebbe aggredito la vice sindaca Luciana Di Marco stringendole le mani intorno al collo, il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, oggi pomeriggio ha firmato il decreto con cui ha azzerato la giunta comunale, come da prassi consolidata in casi analoghi rilasciando, contestualmente la seguente dichiarazione. «Innanzitutto confermo la piena solidarietà alla vicesindaca Luciana Di Marco alla quale auguro di superare presto questo momento triste della sua vita. Per consentire l’analisi della situazione con serenità e iniziare un confronto con le forze politiche locali, ho provveduto all’azzeramento della giunta comunale. Specifico che l’azzeramento della giunta non è un atto di sfiducia verso chi mi ha affiancato in questi ultimi tre anni e mezzo, ai quali esprimo tutta la mia gratitudine per la collaborazione ricevuta, ma un gesto di rispetto per la città e per i cittadini che ci consentirà di affrontare questo momento delicato con la necessaria tranquillità e trasparenza. Adesso faremo qualche giorno di attenta riflessione su quanto accaduto, prima di aprire un tavolo di lavoro dal quale usciranno le indicazioni per la pianificazione del futuro prossimo della maggioranza che finora ha governato per 8 anni il Comune di Silvi. Ci apprestiamo, dunque, ad accogliere con animo sereno gli esiti degli incontri che effettueremo nei prossimi giorni. Sono certo che come me anche gli altri partner avranno un unico obiettivo: fare scelte che riterremo migliori per la nostra città per la quale abbiamo fino ad oggi lavorato con impegno e buoni risultati». Intanto non si fermano le dichiarazioni di dissenso verso un gesto riprovevole. Sul caso rincara la dose FdI Abruzzo: «La violenza, verbale o fisica, è un limite invalicabile che non può e non deve mai trovare cittadinanza - dichiarano in una nota congiunta il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi e i vice coordinatori, Guerino Testa e Guido Liris - a maggior ragione all'interno dei luoghi istituzionali e nei contesti amministrativi. Confidiamo che si faccia piena luce su quanto accaduto, riaffermando con determinazione che la politica deve essere il luogo del confronto civile, dell'ascolto e del rispetto reciproco».
L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 19:28
A Tottea di Crognaleto è il momento del silenzio
Oltre mille persone hanno voluto salutare per l’ultima volta Andrea Moretti
Una bara bianca avvolta dal dolore di un’intera comunità e dal silenzio rotto soltanto dalle lacrime. Un corteo silenzioso, dalla casa in cui abitava il giovane fino alla Grotta di Lourdes. Tottea si è fermata oggi per l’ultimo straziante saluto ad Andrea Moretti, l’operaio di appena 22 anni che ha perso la vita in un tragico incidente sul lavoro all'interno del Colosseo, a Roma. Un dramma che ha colpito al cuore non solo il piccolo centro abruzzese, ma l'intero Paese. L’ampio spazio della Grotta di Lourdes e le strade adiacenti hanno accolto la folla immensa arrivata per stringersi attorno alla famiglia. In prima fila, accanto ai parenti e agli amici di sempre, erano presenti le massime autorità istituzionali, tra cui il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, oltre a numerosi sindaci della zona con il tricolore al petto. Presenze importanti che, di fronte al feretro di un ragazzo così giovane, sono passate in secondo piano rispetto al dramma umano di una madre costretta a dire addio al proprio figlio. Proprio la madre, in un momento di comprensibile e disperato dolore, ha invocato il silenzio chiedendo ai cronisti presenti di allontanarsi, per proteggere gli ultimi istanti privati con il suo ragazzo. Proprio per questa ragione il Ministro e il Presidente della Regione non hanno voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa. Poche frasi solo dal prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano. Perché questa assurda morte non si debba mai più ripetere e le istituzioni tutte devono fare qualcosa, urgentemente, per evitarle. Un tema che è stato affrontato anche durante la santa messa. A celebrare le esequie, il vescovo Gianfranco De Luca, che durante l'omelia ha pronunciato parole durissime e profonde sul tema della sicurezza: «È una sconfitta grave perdere la vita mentre si compie il proprio dovere la sua morte deve rimanere scolpita nella roccia della nostra coscienza collettiva. Il lavoro deve dare vita, non morte. La fede non cancella il dramma ma sappiamo che c'è qualcuno ad abbracciarci. Oggi non possiamo limitarci a piangere questa morte, significherebbe arrenderci alla sconfitta. Andrea, veglia sui tuoi familiari, sui tuoi amici, sui tuoi cari. Perché possiamo essere operai di giustizia e amore». Il presule ha ricordato come la vita di un giovane lavoratore non possa e non debba mai trasformarsi in una fredda statistica o in una riga su un registro delle morti bianche. «Il sacrificio di Andrea deve scuotere le coscienze», ha aggiunto monsignor De Luca, affrontando anche il vuoto profondo che questa scomparsa lascia nella quotidianità della comunità. Parole strazianti pronunciate dalla sorella dal giovane e da una delle cugine. Al termine della funzione, il dolore si è trasformato in un messaggio di speranza e memoria. Mentre in cielo volavano palloncini bianchi e rossi, i ragazzi del paese hanno piantato un albero di ulivo nei pressi della Grotta di Lourdes. Un simbolo di vita destinato a mettere radici profonde nella terra di Andrea, per fare in modo che il suo nome, il suo volto e la sua storia non vengano mai dimenticati.
L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 18:13
Montagna, via libera a 156 milioni per i Comuni e al Tavolo sui Cammini d'Italia
Fondo da 86 nel 2025 ed 70 nel 2026. Le Province chiedono una poltrona, rappresentante scelto presto
La Conferenza Unificata ha dato a Roma l'intesa sul riparto del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: 156 milioni di euro complessivi, di cui 86 milioni riferiti al 2025 e 70 milioni al 2026. Nella stessa seduta è arrivato il parere sul decreto che istituisce il Tavolo permanente per i Cammini d'Italia. L'Unione delle Province d'Italia (Upi) ha votato a favore del testo e ha chiesto di aggiungere alla composizione del Tavolo un proprio rappresentante. A riferirlo è Angelo Caruso, vicepresidente dell'Upi e presidente della Provincia dell'Aquila. Secondo Caruso i due provvedimenti toccano da vicino l'Abruzzo e il territorio aquilano, dove «montagna, borghi e itinerari culturali e spirituali rappresentano un patrimonio strategico per il turismo e l'economia locale». Sui Cammini il presidente è netto. «Sono diventati un importante volano di sviluppo per l'intero Abruzzo: attraversano i borghi, mettono in rete il patrimonio storico, culturale e naturalistico e generano opportunità per le attività e le comunità locali», dice. Sostenere i percorsi, per lui, vuol dire portare visitatori nelle aree interne, favorire soggiorni più lunghi e far conoscere luoghi che oggi ricevono poca attenzione. La richiesta di un posto per le Province ha una ragione pratica. Un itinerario non si ferma ai confini di un Comune e ne attraversa diversi. «Le Province possono offrire un contributo essenziale nel raccordo tra Comuni e nella valorizzazione di percorsi che attraversano più territori», spiega Caruso. Il rappresentante dell'Upi sarà designato prossimamente. Sul Fondo per la montagna il presidente parla di un passo avanti, perché le risorse dell'ultimo biennio possono ormai sbloccarsi. Apprezza il mantenimento dei criteri di assegnazione tra Stato e Regioni e chiede di aumentare con gradualità la dotazione, «resta fondamentale incrementare progressivamente la dotazione del Fondo per rispondere alle esigenze crescenti dei territori montani» conclude Caruso.
L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 16:50
Acqua, la riforma abruzzese cerca un equilibrio tra efficienza e territori
La nuova organizzazione riduce la frammentazione, ma lascia aperti i nodi su fusioni e governance
La riorganizzazione del servizio idrico abruzzese entra nella fase decisiva con una soluzione che prova a ridurre la frammentazione senza cancellare subito le attuali gestioni territoriali. Il progetto punta alla creazione di due subambiti nei quali ricondurre i sei gestori oggi presenti. Una scelta che mette insieme esigenze economiche, autonomia dei territori ed equilibri politici dentro la maggioranza regionale. Il punto centrale è capire quanto questa riforma riuscirà davvero a semplificare il sistema. La presenza di strutture territoriali distinte ha garantito nel tempo un rapporto diretto con i Comuni, ma ha prodotto anche una gestione frammentata. Per una Regione che deve affrontare investimenti sulle reti, manutenzione degli acquedotti e riduzione delle perdite, la dimensione delle società può diventare decisiva per la capacità di programmare e finanziare gli interventi. La scelta dei due subambiti rappresenta quindi una mediazione. Da una parte c’è la necessità di aumentare la dimensione delle gestioni. Dall’altra resta forte la volontà di diversi territori di conservare un ruolo nelle decisioni e nelle società che conoscono da anni. È anche per questo che la riforma ha assunto un peso politico superiore a quello di una semplice modifica organizzativa. Il nodo più delicato riguarda il passaggio dai consorzi a una gestione realmente integrata. Se le società continueranno a mantenere ampi margini di autonomia, il cambiamento potrebbe produrre risultati limitati. Se invece l’aggregazione sarà accompagnata da tempi e regole precise, i due subambiti potranno diventare la base per una razionalizzazione più profonda. C’è poi la questione della governance. Stabilire chi controllerà le nuove strutture significa decidere anche come verranno distribuite le responsabilità sulle nomine, sugli investimenti e sulle priorità territoriali. È un tema che coinvolge direttamente Regione e Comuni e che può incidere sugli equilibri della maggioranza. Sul piano economico, una maggiore integrazione può consentire di distribuire meglio i costi e aumentare la capacità di investimento. Ma l’operazione richiede anche l’armonizzazione di personale, bilanci, infrastrutture e programmi. Senza una pianificazione precisa, il rischio è aggiungere un livello organizzativo senza ottenere una riduzione effettiva della complessità. La riforma dovrà quindi essere valutata sulla capacità di produrre un servizio più efficiente e investimenti più rapidi. La scelta dei due subambiti può essere un passaggio intermedio, ma il risultato dipenderà dalle regole con cui verranno gestiti e dall’eventuale percorso verso una maggiore integrazione delle società.
L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 16:48
Di Marco (Pd): ancora incerto il rilancio del comprensorio Maielletta Passolanciano
Il consigliere torna ad interrogare la Giunta Marsilio, colpevole secondo il dem di inadempienza
Il vicepresidente della Commissione regionale Ambiente, territorio e infrastrutture, Antonio Di Marco, torna ad interrogare Regione Abruzzo sul futuro del comprensorio della Maielletta Passolanciano. Il cui rilancio vede ormai una fase di stallo, data, secondo il consigliere dem, dall'indifferenza della Giunta Marsilio, soprattutto nell'impiego di un fondo Masterplan stanziato da D'Alfonso, ben otto anni, si tratta di 22 milioni di euro. Un blocco amministrativo e politico che sta rallentando opere, investimenti e prospettive di sviluppo mentre il territorio paga il conto. «Sono stati promessi 16 milioni di euro, a fronte dei 22 milioni previsti otto anni fa dal Masterplan Abruzzo. Dove sono finiti quei soldi? Quanto è stato impegnato, quanto liquidato e quanto effettivamente speso? E soprattutto: quali opere sono state realizzate con queste risorse? La realtà, ad oggi, parla da sola. Non servono altri annunci. Serve un elenco preciso, capace di smentire o confermare ciò che è sotto gli occhi di tutti: quali lavori sono stati fatti, quali sono fermi, chi ne risponde e quando verranno completati – incalza Di Marco - . Il collegamento Passolanciano-Mammarosa avrebbe dovuto cambiare il volto della montagna. Questo è stato detto anche sotto la neve, con la presenza del presidente Marsilio e del sottosegretario. Dopo la riunione di un anno fa era stato garantito un nuovo incontro entro gennaio 2026, insieme al confronto con un privato interessato al cofinanziamento. Oggi non c'è traccia di nulla. Il progetto è ancora quello originario o è stato modificato, come si avverte nei corridoi? Con quali costi e quali tempi? Nessuno lo dice. E non basta sostenere che un progetto approvato non possa essere modificato: se ci sono modifiche, vanno spiegate. Se non ci sono, va detto chiaramente a che punto è l'intervento, con quali risorse e con quale cronoprogramma. Servono parcheggi e innevamento artificiale. Ma ad oggi non c'è nessuna comunicazione della Regione e la stagione invernale è già alle porte. Sull'impianto di innevamento gli interventi vengono annunciati da anni. Sui parcheggi e sull'accessibilità agli impianti, invece, l'unica certezza è che tutto resta sulla carta. Sono progetti che non sono nati con Marsilio, ma che con Marsilio si sono bloccati. E questo è il punto: non si può continuare a parlare della montagna abruzzese come una priorità mentre interventi essenziali per la sua accessibilità, la sua attrattività e la sua capacità turistica restano senza risposte». A pagare inefficienze e latitanza della Regione sono innanzitutto coloro che lavorano in montagna, rilevano Di Marco, il sindaco e l'operatore: «Non risulta alcun fondo di compensazione, né una misura strutturale di sostegno. Nessuno ha mai quantificato in modo trasparente le perdite subite dagli operatori in questi anni. È questa la politica di rilancio della montagna? Meglio l'inerzia che il rilancio? – torna a chiedere Di Marco - . La domanda oggi è semplice: che cosa sarà aperto, funzionante e realmente utilizzabile nella stagione invernale 2026-2027? Nessuno lo sa. Perché la Regione non ha fornito un cronoprogramma chiaro, con risorse, responsabili e scadenze. Dopo anni di rinvii, non bastano più le rassicurazioni. Servono atti, tempi certi e responsabilità precise. La Maielletta e Passolanciano non possono essere trattate come una partita da rinviare ancora una volta». Se a queste domande non c'è ancora una risposta, il problema non è soltanto quello di un singolo intervento, conclude Di Marco: «Il problema è la capacità di governo della Regione. Abbiamo un presidente che si è fatto commissariare sulla sanità, sui conti, sulle opere, sulle infrastrutture e su tante altre partite e che oggi non riesce nemmeno a dare risposte a una società di promozione turistica e a un sindaco di montagna. Questa non è una polemica politica. È una questione di responsabilità istituzionale. La montagna ha bisogno di programmazione, investimenti, infrastrutture e interlocutori affidabili. Gli operatori hanno bisogno di sapere su quali risorse possono contare. I Comuni hanno bisogno di risposte. I cittadini hanno diritto di sapere che fine hanno fatto le risorse promesse. Per questo oggi chiediamo alla Regione di dire con chiarezza: quali risorse sono state effettivamente utilizzate, quali lavori sono stati realizzati, quali sono in corso, quali sono fermi, chi è responsabile dei ritardi e quali opere saranno concretamente disponibili per la stagione 2026-2027. Se per governare la Regione serve un commissario, allora Marsilio faccia un passo indietro e lasci spazio a chi è in grado di dare risposte».


