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A Silvi il sindaco Scordella azzera la Giunta comunale

Dopo l’increscioso episodio che ha visto un assessore aggredire fisicamente la vice Di Marco

Come previsto il terribile episodio che si è verificato a Silvi, nel corso di una riunione di maggioranza antecedente il Consiglio comunale, lascia strascichi. Mentre proseguono le dichiarazioni di accusa all’autore del gesto, l’assessore Giampaolo Lella che avrebbe aggredito la vice sindaca Luciana Di Marco stringendole le mani intorno al collo, il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, oggi pomeriggio ha firmato il decreto con cui ha azzerato la giunta comunale, come da prassi consolidata in casi analoghi rilasciando, contestualmente la seguente dichiarazione. «Innanzitutto confermo la piena solidarietà alla vicesindaca Luciana Di Marco alla quale auguro di superare presto questo momento triste della sua vita. Per consentire l’analisi della situazione con serenità e iniziare un confronto con le forze politiche locali, ho provveduto all’azzeramento della giunta comunale. Specifico che l’azzeramento della giunta non è un atto di sfiducia verso chi mi ha affiancato in questi ultimi tre anni e mezzo, ai quali esprimo tutta la mia gratitudine per la collaborazione ricevuta, ma un gesto di rispetto per la città e per i cittadini che ci consentirà di affrontare questo momento delicato con la necessaria tranquillità e trasparenza. Adesso faremo qualche giorno di attenta riflessione su quanto accaduto, prima di aprire un tavolo di lavoro dal quale usciranno le indicazioni per la pianificazione del futuro prossimo della maggioranza che finora ha governato per 8 anni il Comune di Silvi. Ci apprestiamo, dunque, ad accogliere con animo sereno gli esiti degli incontri che effettueremo nei prossimi giorni. Sono certo che come me anche gli altri partner avranno un unico obiettivo: fare scelte che riterremo migliori per la nostra città per la quale abbiamo fino ad oggi lavorato con impegno e buoni risultati». Intanto non si fermano le dichiarazioni di dissenso verso un gesto riprovevole. Sul caso rincara la dose FdI Abruzzo: «La violenza, verbale o fisica, è un limite invalicabile che non può e non deve mai trovare cittadinanza  - dichiarano in una nota congiunta il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi e i vice coordinatori, Guerino Testa e Guido Liris - a maggior ragione all'interno dei luoghi istituzionali e nei contesti amministrativi. Confidiamo che si faccia piena luce su quanto accaduto, riaffermando con determinazione che la politica deve essere il luogo del confronto civile, dell'ascolto e del rispetto reciproco».

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 19:28

A Tottea di Crognaleto è il momento del silenzio

Oltre mille persone hanno voluto salutare per l’ultima volta Andrea Moretti

Una bara bianca avvolta dal dolore di un’intera comunità e dal silenzio rotto soltanto dalle lacrime. Un corteo silenzioso, dalla casa in cui abitava il giovane fino alla Grotta di Lourdes. Tottea si è fermata oggi per l’ultimo straziante saluto ad Andrea Moretti, l’operaio di appena 22 anni che ha perso la vita in un tragico incidente sul lavoro all'interno del Colosseo, a Roma. Un dramma che ha colpito al cuore non solo il piccolo centro abruzzese, ma l'intero Paese. L’ampio spazio della Grotta di Lourdes e le strade adiacenti hanno accolto la folla immensa arrivata per stringersi attorno alla famiglia. In prima fila, accanto ai parenti e agli amici di sempre, erano presenti le massime autorità istituzionali, tra cui il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, oltre a numerosi sindaci della zona con il tricolore al petto. Presenze importanti che, di fronte al feretro di un ragazzo così giovane, sono passate in secondo piano rispetto al dramma umano di una madre costretta a dire addio al proprio figlio. Proprio la madre, in un momento di comprensibile e disperato dolore, ha invocato il silenzio chiedendo ai cronisti presenti di allontanarsi, per proteggere gli ultimi istanti privati con il suo ragazzo. Proprio per questa ragione il Ministro e il Presidente della Regione non hanno voluto rilasciare dichiarazioni alla stampa. Poche frasi solo dal prefetto di Teramo Beatrice Agata Mariano. Perché questa assurda morte non si debba mai più ripetere e le istituzioni tutte devono fare qualcosa, urgentemente, per evitarle. Un tema che è stato affrontato anche durante la santa messa. A celebrare le esequie, il vescovo Gianfranco De Luca, che durante l'omelia ha pronunciato parole durissime e profonde sul tema della sicurezza: «È una sconfitta grave perdere la vita mentre si compie il proprio dovere la sua morte deve rimanere scolpita nella roccia della nostra coscienza collettiva. Il lavoro deve dare vita, non morte. La fede non cancella il dramma ma sappiamo che c'è qualcuno ad abbracciarci. Oggi non possiamo limitarci a piangere questa morte, significherebbe arrenderci alla sconfitta. Andrea, veglia sui tuoi familiari, sui tuoi amici, sui tuoi cari. Perché possiamo essere operai di giustizia e amore». Il presule ha ricordato come la vita di un giovane lavoratore non possa e non debba mai trasformarsi in una fredda statistica o in una riga su un registro delle morti bianche. «Il sacrificio di Andrea deve scuotere le coscienze», ha aggiunto monsignor De Luca, affrontando anche il vuoto profondo che questa scomparsa lascia nella quotidianità della comunità. Parole strazianti pronunciate dalla sorella dal giovane e da una delle cugine. Al termine della funzione, il dolore si è trasformato in un messaggio di speranza e memoria. Mentre in cielo volavano palloncini bianchi e rossi, i ragazzi del paese hanno piantato un albero di ulivo nei pressi della Grotta di Lourdes. Un simbolo di vita destinato a mettere radici profonde nella terra di Andrea, per fare in modo che il suo nome, il suo volto e la sua storia non vengano mai dimenticati.

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 18:13

Montagna, via libera a 156 milioni per i Comuni e al Tavolo sui Cammini d'Italia

Fondo da 86 nel 2025 ed 70 nel 2026. Le Province chiedono una poltrona, rappresentante scelto presto

La Conferenza Unificata ha dato a Roma l'intesa sul riparto del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane: 156 milioni di euro complessivi, di cui 86 milioni riferiti al 2025 e 70 milioni al 2026. Nella stessa seduta è arrivato il parere sul decreto che istituisce il Tavolo permanente per i Cammini d'Italia. L'Unione delle Province d'Italia (Upi) ha votato a favore del testo e ha chiesto di aggiungere alla composizione del Tavolo un proprio rappresentante. A riferirlo è Angelo Caruso, vicepresidente dell'Upi e presidente della Provincia dell'Aquila. Secondo Caruso i due provvedimenti toccano da vicino l'Abruzzo e il territorio aquilano, dove «montagna, borghi e itinerari culturali e spirituali rappresentano un patrimonio strategico per il turismo e l'economia locale». Sui Cammini il presidente è netto. «Sono diventati un importante volano di sviluppo per l'intero Abruzzo: attraversano i borghi, mettono in rete il patrimonio storico, culturale e naturalistico e generano opportunità per le attività e le comunità locali», dice. Sostenere i percorsi, per lui, vuol dire portare visitatori nelle aree interne, favorire soggiorni più lunghi e far conoscere luoghi che oggi ricevono poca attenzione. La richiesta di un posto per le Province ha una ragione pratica. Un itinerario non si ferma ai confini di un Comune e ne attraversa diversi. «Le Province possono offrire un contributo essenziale nel raccordo tra Comuni e nella valorizzazione di percorsi che attraversano più territori», spiega Caruso. Il rappresentante dell'Upi sarà designato prossimamente. Sul Fondo per la montagna il presidente parla di un passo avanti, perché le risorse dell'ultimo biennio possono ormai sbloccarsi. Apprezza il mantenimento dei criteri di assegnazione tra Stato e Regioni e chiede di aumentare con gradualità la dotazione, «resta fondamentale incrementare progressivamente la dotazione del Fondo per rispondere alle esigenze crescenti dei territori montani» conclude Caruso.

 

 

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 16:50

Acqua, la riforma abruzzese cerca un equilibrio tra efficienza e territori

La nuova organizzazione riduce la frammentazione, ma lascia aperti i nodi su fusioni e governance

La riorganizzazione del servizio idrico abruzzese entra nella fase decisiva con una soluzione che prova a ridurre la frammentazione senza cancellare subito le attuali gestioni territoriali. Il progetto punta alla creazione di due subambiti nei quali ricondurre i sei gestori oggi presenti. Una scelta che mette insieme esigenze economiche, autonomia dei territori ed equilibri politici dentro la maggioranza regionale. Il punto centrale è capire quanto questa riforma riuscirà davvero a semplificare il sistema. La presenza di strutture territoriali distinte ha garantito nel tempo un rapporto diretto con i Comuni, ma ha prodotto anche una gestione frammentata. Per una Regione che deve affrontare investimenti sulle reti, manutenzione degli acquedotti e riduzione delle perdite, la dimensione delle società può diventare decisiva per la capacità di programmare e finanziare gli interventi. La scelta dei due subambiti rappresenta quindi una mediazione. Da una parte c’è la necessità di aumentare la dimensione delle gestioni. Dall’altra resta forte la volontà di diversi territori di conservare un ruolo nelle decisioni e nelle società che conoscono da anni. È anche per questo che la riforma ha assunto un peso politico superiore a quello di una semplice modifica organizzativa. Il nodo più delicato riguarda il passaggio dai consorzi a una gestione realmente integrata. Se le società continueranno a mantenere ampi margini di autonomia, il cambiamento potrebbe produrre risultati limitati. Se invece l’aggregazione sarà accompagnata da tempi e regole precise, i due subambiti potranno diventare la base per una razionalizzazione più profonda. C’è poi la questione della governance. Stabilire chi controllerà le nuove strutture significa decidere anche come verranno distribuite le responsabilità sulle nomine, sugli investimenti e sulle priorità territoriali. È un tema che coinvolge direttamente Regione e Comuni e che può incidere sugli equilibri della maggioranza. Sul piano economico, una maggiore integrazione può consentire di distribuire meglio i costi e aumentare la capacità di investimento. Ma l’operazione richiede anche l’armonizzazione di personale, bilanci, infrastrutture e programmi. Senza una pianificazione precisa, il rischio è aggiungere un livello organizzativo senza ottenere una riduzione effettiva della complessità. La riforma dovrà quindi essere valutata sulla capacità di produrre un servizio più efficiente e investimenti più rapidi. La scelta dei due subambiti può essere un passaggio intermedio, ma il risultato dipenderà dalle regole con cui verranno gestiti e dall’eventuale percorso verso una maggiore integrazione delle società.

 
L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 16:48

Di Marco (Pd): ancora incerto il rilancio del comprensorio Maielletta Passolanciano

Il consigliere torna ad interrogare la Giunta Marsilio, colpevole secondo il dem di inadempienza

Il vicepresidente della Commissione regionale Ambiente, territorio e infrastrutture, Antonio Di Marco, torna ad interrogare Regione Abruzzo sul futuro del comprensorio della Maielletta Passolanciano. Il cui rilancio vede ormai una fase di stallo, data, secondo il consigliere dem, dall'indifferenza della Giunta Marsilio, soprattutto nell'impiego di un fondo Masterplan stanziato da D'Alfonso, ben otto anni, si tratta di 22 milioni di euro. Un blocco amministrativo e politico che sta rallentando opere, investimenti e prospettive di sviluppo mentre il territorio paga il conto. «Sono stati promessi 16 milioni di euro, a fronte dei 22 milioni previsti otto anni fa dal Masterplan Abruzzo. Dove sono finiti quei soldi? Quanto è stato impegnato, quanto liquidato e quanto effettivamente speso? E soprattutto: quali opere sono state realizzate con queste risorse? La realtà, ad oggi, parla da sola. Non servono altri annunci. Serve un elenco preciso, capace di smentire o confermare ciò che è sotto gli occhi di tutti: quali lavori sono stati fatti, quali sono fermi, chi ne risponde e quando verranno completati – incalza Di Marco - . Il collegamento Passolanciano-Mammarosa avrebbe dovuto cambiare il volto della montagna. Questo è stato detto anche sotto la neve, con la presenza del presidente Marsilio e del sottosegretario. Dopo la riunione di un anno fa era stato garantito un nuovo incontro entro gennaio 2026, insieme al confronto con un privato interessato al cofinanziamento. Oggi non c'è traccia di nulla. Il progetto è ancora quello originario o è stato modificato, come si avverte nei corridoi? Con quali costi e quali tempi? Nessuno lo dice. E non basta sostenere che un progetto approvato non possa essere modificato: se ci sono modifiche, vanno spiegate. Se non ci sono, va detto chiaramente a che punto è l'intervento, con quali risorse e con quale cronoprogramma. Servono parcheggi e innevamento artificiale. Ma ad oggi non c'è nessuna comunicazione della Regione e la stagione invernale è già alle porte. Sull'impianto di innevamento gli interventi vengono annunciati da anni. Sui parcheggi e sull'accessibilità agli impianti, invece, l'unica certezza è che tutto resta sulla carta. Sono progetti che non sono nati con Marsilio, ma che con Marsilio si sono bloccati. E questo è il punto: non si può continuare a parlare della montagna abruzzese come una priorità mentre interventi essenziali per la sua accessibilità, la sua attrattività e la sua capacità turistica restano senza risposte». A pagare inefficienze e latitanza della Regione sono innanzitutto coloro che lavorano in montagna, rilevano Di Marco, il sindaco e l'operatore: «Non risulta alcun fondo di compensazione, né una misura strutturale di sostegno. Nessuno ha mai quantificato in modo trasparente le perdite subite dagli operatori in questi anni. È questa la politica di rilancio della montagna? Meglio l'inerzia che il rilancio? – torna a chiedere Di Marco - . La domanda oggi è semplice: che cosa sarà aperto, funzionante e realmente utilizzabile nella stagione invernale 2026-2027? Nessuno lo sa. Perché la Regione non ha fornito un cronoprogramma chiaro, con risorse, responsabili e scadenze. Dopo anni di rinvii, non bastano più le rassicurazioni. Servono atti, tempi certi e responsabilità precise. La Maielletta e Passolanciano non possono essere trattate come una partita da rinviare ancora una volta». Se a queste domande non c'è ancora una risposta, il problema non è soltanto quello di un singolo intervento, conclude Di Marco: «Il problema è la capacità di governo della Regione. Abbiamo un presidente che si è fatto commissariare sulla sanità, sui conti, sulle opere, sulle infrastrutture e su tante altre partite e che oggi non riesce nemmeno a dare risposte a una società di promozione turistica e a un sindaco di montagna. Questa non è una polemica politica. È una questione di responsabilità istituzionale. La montagna ha bisogno di programmazione, investimenti, infrastrutture e interlocutori affidabili. Gli operatori hanno bisogno di sapere su quali risorse possono contare. I Comuni hanno bisogno di risposte. I cittadini hanno diritto di sapere che fine hanno fatto le risorse promesse. Per questo oggi chiediamo alla Regione di dire con chiarezza: quali risorse sono state effettivamente utilizzate, quali lavori sono stati realizzati, quali sono in corso, quali sono fermi, chi è responsabile dei ritardi e quali opere saranno concretamente disponibili per la stagione 2026-2027. Se per governare la Regione serve un commissario, allora Marsilio faccia un passo indietro e lasci spazio a chi è in grado di dare risposte».

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 14:43

Inaugurate le nuove aree sportive del liceo scientifico D'Ascanio di Montesilvano

Importo complessivo 750mila euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sospiri: «Una vera cittadella dello sport»

Il liceo scientifico Corradino D'Ascanio di Montesilvano si arricchisce di un nuovo spazio dedicato allo sport, alla scuola e alla crescita degli studenti. Sono state inaugurate questa mattina le nuove aree sportive all'aperto realizzate dalla Provincia di Pescara nell'ambito del Pnrr - Missione 4. L'intervento ha consentito di ampliare in maniera significativa la dotazione sportiva dell'istituto, affiancando alla palestra una vera e propria area attrezzata all'aperto. Nel dettaglio sono stati realizzati un campo da basket polivalente, utilizzabile anche per la pallavolo, dotato di specifica pavimentazione sportiva e di una tribuna, dimensionato anche per attività agonistiche a carattere locale, con una capienza fino a 200 spettatori; una pista di atletica leggera a sei corsie, lunga complessivamente 130,60 metri e completa degli spazi di partenza e arrivo, utilizzabile per le gare dei 100 e 110 metri, per la staffetta e la corsa ad ostacoli; una pista da 49 metri per il salto in lungo e il salto triplo con relativa vasca di sabbia; una pedana per il lancio del peso con il relativo settore di caduta. «Si tratta di un'infrastruttura sportiva a sostegno di una corretta educazione scolastica - ha detto il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri - tra l'altro di una grande scuola molto molto frequentata ma essendo in una parte periferica della provincia di Pescara e della città di Montesilvano, diventerà anche il luogo di aggregazione post scolastico, per tutte le associazioni sportive, sia quelle atletica leggera che fanno attività indoor, quindi è un’opera molto utile, un'opera diffusa molto utile, essendo diffusa non ha un carico urbanistico particolarmente impattante, arrivata puntuale, senza ritardi sulla spesa del Pnrr, quindi un fatto positivo e mi complimento con la Provincia di Pescara». L'importo complessivo dell'intervento è pari a 750.000 euro, mentre l'importo netto dei lavori è di 567.608,30 euro. Le attrezzature sportive sono state acquistate in parte attraverso le risorse Pnrr e in parte grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione Abruzzo attraverso il Fondo di promozione dello sport 2025. «Un impianto moderno e bello, a servizio della città di Montesilvano - ha detto il presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca - subito dopo la scuola viene messo a disposizione dei comuni e delle associazioni, per le attività sportive che vadano oltre le attività didattiche. Questi impianti così attrezzati, in un centro città grande come Montesilvano, sono veramente fiore all'occhiello. Lo sport è vita, lo sport fa crescere gli alunni e la cittadinanza che ne potrà usufruire a breve».

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 14:31

L'Aurum di Pescara accoglie gli Stati generali del verde urbano

L'obiettivo dell'incontro è sensibilizzare amministratori e cittadinanza sull'importanza del patrimonio arboreo

L'Aurum di Pescara ha accolto gli Stati generali del Verde urbano, l'obiettivo è quello di sensibilizzare amministratori locali e cittadinanza verso l'importanza del verde. Città vulnerabili con asfalto, cemento e superfici sigillate che hanno dominato la logica di sviluppo per decenni, tra gli altri, con un obiettivo preciso: allontanare l'acqua piovana il più velocemente possibile attraverso reti fognarie sempre più complesse e costose. Un modello che oggi mostra però tutti i suoi limiti. Quando le precipitazioni diventano intense sulle superfici urbane, l'acqua, anziché infiltrarsi, scorre rapidamente, raccoglie inquinanti e si riversa nei sistemi di drenaggio. Con l'aumento delle aree impermeabilizzate e la crescente frequenza di eventi estremi legati al cambiamento climatico, il risultato è ormai ricorrente: allagamenti, fognature in crisi, strade trasformate in fiumi. Fenomeni un tempo eccezionali sono così diventati ordinari, imponendo un cambio di rotta. Cemento che ha preso progressivamente il posto del verde, e allo stesso modo le città soffrono poi anche di siccità e di isole di calore urbano. Sigillando il suolo si impedisce infatti la ricarica delle falde, mentre cemento e asfalto accumulano calore, rendendo l'ambiente urbano sempre più ostile e aumentando il fabbisogno energetico per il raffrescamento. È in questo contesto che si inserisce la cultura del verde urbano, cercando soluzioni cin grado di invertire il paradigma. «La natura è perfetta - dice Cristiano Gentile, presidente sezione comunale di Giulianova di Conalpa - noi uomini la stiamo antropizzando troppo e dobbiamo conoscere per gestire. Dobbiamo sempre più tu tutelare questi amici silenziosi che fanno tanto per noi. Noi abbiamo una l'infrastruttura della luce, l’infrastruttura dell’acqua, l’infrastrutture del gas e gli alberi naturalmente sono la nostra infrastruttura dell’aria e questo dobbiamo tutelarlo in tutti modi. Allora, il consumo di suolo è un tema importantissimo. È un tema che le amministrazioni devono cominciare ad affrontare perché stiamo impermeabilizzando tutte le città e poi ci lamentiamo quando dopo due gocce d’acqua la città si allaga, ci lamentiamo quando vediamo gli smottamenti di terreno, episodi anche devastanti, ne abbiamo visto uno quest’anno a Silvi. Con la conoscenza è possibile risolvere qualsiasi problema, utilizzare cioè un protocollo di intervento certificato. Abbattere un albero, smaltirlo  e poi sostituirlo, perché quando tagliamo un albero abbiamo l’obbligo di sostituirlo, costa circa mille euro, quindi se ne facciamo cadere 10 sono 10.000 euro, più il danno ornamentale. Qui a Pescara ogni albero vale dai 10.000 ai 15.000 euro, cioè la città di Pescara ha un valore in più e chi ha gli alberi in casa, quegli alberi danno un valore in più alla propria proprietà». L'area al centro dell'attenzione per Pescara è quella della Pineta Dannunziana che spiega Alberto Colazilli presidente nazionale di Conalpa, ha bisogno di cura e competenze: La pineta di Pescara ha bisogno di restauri importanti e ha bisogno di esperti che intervengano per risistemare appunto un sito, una riserva naturale regionale molto molto importante. Abbiamo avuto questo incendio che ha provocato dei grandissimi danni purtroppo sappiamo benissimo che questi insomma, sono molto delicati, per restaurare una pineta ci vogliono tantissimi anni e soprattutto c’è bisogno di avere delle competenze molto specialistiche e molto importanti, quindi esperti che lavorino».

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 14:14

Recupero di Santa Maria dei Raccomandati: definito l'organo di collaudo

Il Comune dell'Aquila chiude la partita in sinergia con la Soprintendenza: nominati Roberto Franchi, Maria Fernanda Falcon Martinez e Tancredi Farina

L'affidamento dei lavori era datato inizio maggio, la stipula effettiva del contratto con la ditta aggiudicataria è arrivata invece nei primi giorni di agosto.

Ora, il Comune dell'Aquila aggiunge un ulteriore tassello nel mosaico che porterà alla riconsegna alla comunità del complesso monumentale dell'ex convento di Santa Maria dei Raccomandati, incastonato nel pieno del centro storico cittadino.

Infatti, in sinergia con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province dell'Aquila e di Teramo, l'ente civico aquilano ha chiuso la partita della composizione a tre (Roberto Franchi, Maria Fernanda Falcon Martinez e Tancredi Farina) dell'organo di collaudo che si dovrà esprimere sulle opere che saranno portate avanti sull'ex complesso conventuale di Santa Maria dei Raccomandati.

Si tratta, in particolare, di lavori riguardanti manutenzione, restauro, risanamento conservativo su strutture e manufatti di interesse storico artistico; del controllo relativo al consolidamento delle opere di fondazione dei manufatti dissestati e della verifica di tutta la nuova impiantistica che sarà messa a punto (riscaldamento e raffrescamento, rilevazione antincendio, illuminazione, sistemi elettrici, telefonici e fotovoltaici).

Le opere di cantiere sull'ex convento di Santa Maria dei Raccomandati, come già noto fin dal momento dell'affidamento, avranno un costo da oltre 11 milioni e mezzo di euro e dovrebbero concludersi nell'arco di trenta mesi, ossia due anni e mezzo.

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 13:32

Protocollo "Pre-Texts" per stimolare la creatività degli studenti aquilani

Fino a fine novembre saranno attivi tre laboratori che coinvolgono gli studenti dell'istituto superiore "Andrea Bafile"

Approda anche all'Aquila il protocollo educativo "Pre-Texts".

Si tratta di un metodo che mette al centro la valorizzazione di capacità e competenze di studenti e studentesse andando però oltre quello che è il perimetro più classico della didattica scolastica.

Su iniziativa dell'associazione Artisti per il Matta di Pescara, con il coordinamento del BACH Center dell'Ateneo "D'Annunzio" di Chieti-Pescara e il sostegno del Comune dell'Aquila, sono stati attivati tre laboratori che (fino al 20 novembre) coinvolgeranno le classi dei licei scientifico ed artistico dell'Istituto superiore "Andrea Bafile"del Capoluogo di Regione.

«"Pre-Texts" - spiega Pier Luigi Sacco, coordinatore scientifico del dossier per L'Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 - è protocollo che, partendo dai testi, permette ai ragazzi di sviluppare le loro capacità creative collettivamente, in modo non competitivo e non giudicante, facendo vedere che i testi non sono necessariamente qualcosa che interroga noi, ma possono diventare una risorsa per la fantasia e per la creatività, che ha degli effetti molto importanti e documentati anche sulla salute mentale».

«"Pre-Texts" - prosegue Sacco - è un progetto che nasce all'Università di Harvard dalla mia collega Doris Sommer, e il nostro gruppo di lavoro è il rappresentante per l'Europa di questo protocollo. Noi, quindi, ci occupiamo delle applicazioni di "Pre-Texts" in tutta Europa: il fatto che, in questo momento, venga applicato all'Aquila, nel contesto della Capitale italiana della Cultura, è un'occasione molto importante che noi speriamo si possa prolungare anche oltre l'anno della Capitale».

Nel dettaglio, il protocollo "Pre-Texts" sarà utilizzato nell'ambito del progetto "Geografie di creatività urbana".

Tra le attività un laboratorio, promosso dall'artista Alessandro Carboni, che metterà insieme cartografia e danza.

Gli studenti (in particolare quelli dell'indirizzo artistico dell'istituto superiore "Bafile") esploreranno lo spazio urbano aquilano e tradurranno le percezioni raccolte in eleborati grafici, dando vita ad una vera e propria mappa performativa del territorio.

A dicembre sarà previsto un momento di "restituzione pubblica" del progetto, con anche la partecipazione degli allievi dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila.

In pratica, le suggestioni che i giovani allievi avevano riversato nella mappa performativa da loro creata, prenderanno concretamente vita diventando anche coreografie che si  integreranno con lo spazio urbano della città dell'Aquila. 

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 13:14

CISL su sanità territoriale: "Bene i 38 mln per reclutamento"

Una scelta che va nella direzione auspicata dalla sigla. "Che la riforma - chiudono - si basi su una visione integrata".

L'assistenza territoriale del sistema sanitario, seguendo il decreto ministeriale 77 del 2022, sta andando nella direzione di una sanità sempre più prossima al cittadino, con l'obiettivo di ridurre la congestione sui presidi ospedalieri principali. Lo fa grazie alle case di comunità, con 67 nuove strutture  sul territorio abruzzese che, però, necessitano in parte di essere ultimate e, comunque, di poter contare su strumentazioni e personale che ne garantiscano il corretto funzionamento.

È anche questa la motivazione che ha spinto la Regione Abruzzo a dotare di circa 38 milioni di euro l'agenzia sanitaria regionale. Una somma dedicata al reclutamento del personale, così da concretizzare un processo di riorganizzazione del sistema.

«Accogliamo positivamente una scelta che va nella direzione indicata con chiarezza in questi mesi – hanno dichiarato i segretari di CISL Abruzzo e Molise e delle sezioni interessa dalla misura –. Abbiamo sempre sostenuto - hanno spiegato - che non fosse sufficiente realizzare nuove strutture: occorreva creare le condizioni perché potessero funzionare realmente, attraverso personale, professionalità, organizzazione e servizi capaci di rispondere ai bisogni delle comunità».

Una posizione espressa in più di un'iniziativa da parte della sigla sindacale, con al centro l'evento "Sanità: quale investimento per l'Abruzzo?" quando, alla presenza dell'assessore al ramo Nicoletta Verì, si era ribadito come la realizzazione delle nuove strutture territoriali dovesse essere accompagnata da assunzioni, personale qualificato e una precisa organizzazione dei servizi, affinché le Case della Comunità e le altre articolazioni della sanità territoriale non rischiassero di rimanere strutture vuote.

Il finanziamento, destinato alle quattro ASL abruzzesi, riguarda il personale necessario per rendere operative le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, le Unità di Continuità Assistenziale, le Centrali Operative Territoriali e il servizio del nuovo numero unificato 116117, con un fabbisogno complessivo stimato in quasi 800 unità lavorative.

«Adesso – aggiungono i quattro Segretari Generali di CISL – occorre proseguire con determinazione. Dalle risorse bisogna passare rapidamente alle assunzioni e dalla programmazione alla piena operatività dei servizi. Sarà fondamentale monitorare l’attuazione del piano e mantenere aperto il confronto con la Regione e con le Aziende sanitarie».

Per la sigla, infatti, la riforma della sanità territoriale dovrà necessariamente passare per una visione integrata che non prescinda dalla capacità di mettere in relazione servizi sanitari e sociali, professionisti, oltre al Terzo Settore e alle comunità locali.

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 13:25

Lavoro: in Abruzzo cresce l'occupazione e cala l'inattività

Bene anche la flessione della disoccupazione e il lavoro femminile. Rimangono diverse ombre sulla qualità dei contratti.

Il Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali abruzzese ha reso noti i dati relativi al mercato del lavoro in regione nel secondo trimestre del 2026.

Tra aprile e giugno scorsi l'Abruzzo ha visto performance decisamente superiori a quelle italiane, con un aumento di 12 mila unità di lavoratori, corrispondente a circa 2,2 punti percentuali di crescita. Nello stesso periodo la media Nazionale si è attestata su un 0,5 %, mentre il Mezzogiorno è calato dello 0,8%. Nello specifico gli occupati abruzzesi sono cresciuti di ben 25mila unità, con 13 mila persone in meno tra quelle in cerca di occupazione. Bene anche gli inattivi, che decrescono di 12500 unità, corrispondente a quasi 5 punti percentuali in meno. Lo stesso dato registrato però nelle regioni del sud Italia mostra un sostanziale equilibrio, testimoniando una buona risposta da parte dell'Abruzzo. Ci sono poi le forze di lavoro definite "potenziali" ossia coloro che non cercano attivamente un'occupazione ma che sarebbero disponibili a lavorare. L'aumento in Abruzzo si attesta sugli oltre 10 punti percentuali, meglio della media italiana e sud italiana, entrambe sul 8%.

Menzione d'onore per il lavoro al femminile in Abruzzo, che in un anno cresce di 20 mila unità, pari a circa il 10 % del totale. Nello specifico sono i settori dell'agricoltura e dell'edilizia a brillare particolarmente con rispettivamente un 71 % e un 92 % di lavoratrici. 

Il tasso di occupazione generale, dunque, cresce fino a poco meno del 65 %, quello della disoccupazione scende al 5,2 % e quello degli inattivi cala al 31,5 %.

Ci sono, però, anche delle ombre nei dati contenuti nel rapporto del Cresa, e riguardano specialmente la natura dei rapporti di lavoro instaurati tra gennaio e aprile del 2026. I contratti a tempo indeterminato, infatti, non superano il 14,7 % del totale, mentre la media italiana si attesta al 17 %. Nei fatti sulle circa 56 mila nuove assunzioni, oltre 48mila sono a tempo determinato. Il calo registrato in Abruzzo su questo fronte è allarmante, con meno 14 punti percentuali, mentre quello nazionale è calato di poco più del 5 %.

La riflessione, in conclusione, resta tutta sulla qualità del lavoro. Perché se è vero che crescono gli occupati e decrescono disoccupati e inattivi, a incidere maggiormente sono i dati relativi ai salari reali e ai casi dei cosiddetti "working poor", ossia coloro che, pur lavorando, non riescono a fuoriuscire dallo stato di povertà assoluta. Una situazione che, secondo le ultime rilevazioni, riguarda circa una famiglia abruzzese su dieci.

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 11:38

L’Aquila, cultura e comunità al centro dell’incontro a Palazzo Margherita

Un dibattito con Federculture, ministro Giuli con cardinale Tolentino de Mendonça per Sossella

La Sala Conferenze di Palazzo Margherita all’Aquila ha ospitato l’incontro intitolato Cultura è Comunità, inserito nella programmazione di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026. L’evento promosso da Federculture ha visto la partecipazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. L’appuntamento ha aperto il confronto sul ruolo della produzione intellettuale come elemento di coesione sociale e di sviluppo territoriale. Durante i lavori i relatori hanno presentato per la prima volta il libro Cultura è Comunità, pubblicato da Sossella Editore. Il volume raccoglie il testo della lectio magistralis pronunciata dal cardinale Tolentino de Mendonça nei Dialoghi di Federculture, integrato dai contributi del direttore Francesco Spano e del presidente di Museimpresa Antonio Calabrò. Il testo analizza i quattro snodi: ascolto, immaginazione, cura e alleanza. Tra i passaggi citati figura l'aneddoto attribuito all'antropologa Margaret Mead sul ritrovamento di un femore saldato come primo vestigio di civiltà, segno di assistenza prolungata verso chi si trova in fragilità. Per la città Capitale italiana della cultura 2026 il tema si collega al percorso avviato dopo il terremoto del 2009. Negli ultimi anni le istituzioni locali hanno affiancato al recupero degli edifici storici molteplici progetti volti alla fruizione dei beni artistici. Il programma del 2026 utilizza le risorse della capitale della cultura per consolidare la partecipazione cittadina attraverso dibattiti e mostre. Il cardinale Tolentino de Mendonça ha ripercorso i temi della sua lectio, mentre il ministro Alessandro Giuli ha precisato il sostegno statale alle politiche di valorizzazione del patrimonio locale. L’incontro si è concluso con l’intervento del presidente di Federculture Andrea Cancellato, che ha ricordato come la rete associativa unisca enti pubblici e privati nella gestione dei beni culturali.

L'Aquila 30 Settembre 2026 ore 20:41

L’Aquila, accordo da 700mila euro per la manutenzione delle case del progetto C.A.S.E

Il Comune potrà attivare gli interventi in base alle criticità rilevate negli insediamenti della zona ovest

Il Comune dell’Aquila ha aggiudicato un accordo quadro del valore massimo di 700mila euro per la manutenzione straordinaria degli insediamenti C.A.S.E. e M.A.P. della zona ovest. L’intervento punta a consentire all’amministrazione di affrontare con maggiore rapidità i problemi che emergono negli edifici e negli spazi comuni, senza dover avviare una nuova procedura per ogni singolo lavoro. La cifra prevista rappresenta il limite massimo delle prestazioni che potranno essere affidate attraverso l’accordo e non corrisponde quindi a un unico cantiere da 700mila euro. I lavori saranno attivati progressivamente sulla base delle necessità rilevate dai tecnici comunali e dalle segnalazioni ricevute. La decisione arriva dopo l’attività di monitoraggio svolta dal personale del servizio C.A.S.E. e M.A.P. e riguarda interventi di ripristino e manutenzione straordinaria. Tra le priorità indicate dall’amministrazione ci sono la rimozione delle situazioni di degrado, la prevenzione dei rischi per la sicurezza e il mantenimento di condizioni igienico-sanitarie adeguate. La scelta dello strumento dell’accordo quadro ha anche una valenza organizzativa. Il Comune definisce in anticipo le condizioni contrattuali e può poi utilizzare il contratto per le singole esigenze che si presentano. In presenza di problemi urgenti, l’amministrazione può così evitare i tempi necessari per una nuova gara. Il provvedimento prevede infatti l’esecuzione anticipata del contratto per consentire l’avvio tempestivo degli interventi considerati più urgenti. La manutenzione assume un peso particolare per il patrimonio C.A.S.E. e M.A.P., realizzato dopo il terremoto del 2009 e oggi affidato alla gestione comunale. La conservazione degli edifici incide direttamente sui costi di gestione e sulla possibilità di evitare che piccoli danneggiamenti si trasformino in interventi più onerosi. Sul piano politico amministrativo, l’operazione si inserisce nella gestione ordinaria di un patrimonio immobiliare che continua a richiedere risorse pubbliche a distanza di anni dalla sua realizzazione. L’accordo quadro offre maggiore flessibilità, ma il suo valore effettivo dipenderà dagli interventi che verranno concretamente attivati e dalla capacità del Comune di stabilire le priorità sulla base delle condizioni degli edifici. L’assessore al Patrimonio Vito Colonna ha definito la manutenzione del patrimonio comunale un’attività fondamentale per garantire sicurezza, decoro e vivibilità. Secondo l'amministratore comunale, l’accordo consentirà di intervenire con maggiore tempestività sulle criticità degli insediamenti della zona ovest e di prevenire fenomeni di deterioramento più rilevanti.

 

 

L'Aquila 30 Settembre 2026 ore 20:39

Decreto scuola: la situazione nelle classi abruzzesi

Ne abbiamo parlato con Gabriella Liberatore, già dirigente scolastico di diversi istituti aquilani

Limite del 30% di alunni con origini straniere in ogni classe tra chi ha difficoltà nella lingua italiana, divieto di indossare burqa e niqab in aula e un’implementazione di corsi di italiano per i genitori che risultano più in difficoltà ostacolando così l’integrazione dei figli. Sono i contenuti del decreto varato dal Consiglio dei Ministri destinato alle scuole primarie e che sta spaccando l’opinione pubblica in questi giorni. In realtà la nuova legge, rivolta solo a quei bambini che non hanno una conoscenza adeguata della lingua italiana e quindi non tutti gli alunni di origine straniera nel complesso, riguarderà solo lo 0,6% degli istituti sul territorio nazionale. Ma quale è la situazione abruzzese e quanto impatterà il nuovo decreto sull’organizzazione delle nostre classi? Ne abbiamo parlato con Gabriella Liberatore, per molti anni dirigente scolastico di importanti istituti aquilani. La provincia dell'Aquila è proprio quella con la quota maggiore di alunni interessati dalla legge, che si attestano al 10%, una percentuale comunque molto esigua.  «Gli ultimi dati a nostra disposizione sono quelli del Ministero del 2024, e poi quelli del 2026 dell'Ismi che fa delle previsioni. Io ritengo che, ad eccezione di alcune realtà come quella del Fucino dove c'è una presenza ormai radicata, o dove ci sono gli alunni neo arrivati o di recente migrazione sia regolare che irregolare. Ritengo, quindi, che se l'obiettivo era quello di migliorare la didattica, credo sia in realtà quasi nullo il suo effetto». Il decreto legge, come detto precedentemente, prevede anche lo stanziamento di risorse aggiuntive per favorire l'insegnamento della lingua italiana ad alunni e genitori che hanno più difficoltà, ma la situazione è in realtà più complessa.  «L'insegnamento dell'italiano per alunni non italofoni già esiste. Nel 2016 fu la ministra Stefania Giannini a disciplinarlo e sono diverse migliaia gli insegnanti che se ne occupano. La cosa che stupisce, però, è che purtroppo c'è un taglio quest'anno alle risorse destinate a tale scopo. Quindi, vedremo quali saranno le risorse sul tavolo».  Tuttavia, al di là dell'attuazione concreta di quanto stabilito dal decreto, e della sua effettiva utilità e applicabilità, quanto disposto porta inevitabilmente ad interrogarsi su cosa debba essere la scuola e quali sono gli strumenti che deve mettere in atto per seguire e supportare una società in profonda trasformazione.  In realtà, come ricordato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Amatrice, una chiara indicazione è data dalla nostra Costituzione.  «La scuola è di tutti, come ha ricordato recentemente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è sempre un presidio di costituzionalità. Io posso dire, facendo seguito a quanto già scritto in molti striscioni apparsi in diverse scuole in questi giorni, che a scuola nessuno è straniero».

L'Aquila 01 Ottobre 2026 ore 12:44

Inflazione, in Abruzzo il caro energia pesa su famiglie e imprese

A settembre la corsa dei prezzi accelera, dopo il 3,7% regionale registrato ad agosto

L’inflazione italiana accelera a settembre e il dato rischia di avere un impatto particolare anche sull’Abruzzo, dove già ad agosto la crescita dei prezzi aveva raggiunto il 3,7%, sopra il dato nazionale del 3,3%. Le stime preliminari diffuse dall’Istat indicano per settembre un aumento dei prezzi del 4,2% su base annua e dello 0,7% rispetto ad agosto. Per trovare un livello superiore occorre tornare a settembre 2023, quando l’inflazione aveva raggiunto il 5,3%. Il principale elemento di pressione resta l’energia. A livello nazionale i prezzi dei beni energetici passano da una crescita annua del 17,1% al 22,3%. L’aumento riguarda sia le componenti regolamentate sia quelle del mercato libero. Crescono anche i prezzi di carburanti e combustibili. Per una regione come l’Abruzzo il dato assume un peso rilevante per la struttura della mobilità e per la presenza di numerose attività produttive distribuite sul territorio. Ad agosto l’Istat aveva già registrato una forte accelerazione dell’energia, con gli energetici regolamentati in aumento del 18,6% e quelli non regolamentati del 17%. Nello stesso mese il carrello della spesa nazionale cresceva appena dello 0,9%. A settembre la situazione cambia anche per i consumi quotidiani. Il carrello della spesa sale dell’1,7% su base annua, mentre i prodotti acquistati con maggiore frequenza passano dal 4,3% al 5,3%. Anche gli alimentari freschi registrano una maggiore pressione sui prezzi. L’accelerazione riguarda in particolare ortaggi, tuberi e legumi, oltre a frutta e frutta a guscio. Per l’Abruzzo il confronto tra il 3,7% regionale di agosto e il 3,3% nazionale dello stesso mese mostrava già una maggiore esposizione al caro vita. L’aumento dell’energia può incidere sui bilanci familiari attraverso le bollette domestiche, i costi per i trasporti e sui costi delle imprese attraverso produzione e logistica. La struttura territoriale regionale, caratterizzata da collegamenti interni e da una significativa mobilità privata, rende il costo dei carburanti una voce da monitorare. L’inflazione acquisita per il 2026 sale intanto al 3,1% per l’indice generale, mentre resta all’1,9% quella di fondo, calcolata escludendo energia e alimentari freschi. Il dato nazionale diffuso dall’Istat conferma quindi che l’accelerazione di settembre è legata soprattutto alla componente energetica. La risposta regionale dovrebbe partire dai redditi più esposti. Un primo intervento possibile potrebbe riguardare il sostegno temporaneo alle famiglie a basso reddito attraverso contributi selettivi per energia e trasporto pubblico. Per essere efficace, una misura di questo tipo dovrebbe utilizzare indicatori economici già disponibili, evitando agevolazioni generalizzate che avrebbero un costo maggiore per la finanza pubblica. Per le imprese sarebbe utile concentrare gli incentivi sulla riduzione strutturale dei consumi energetici. Crediti o contributi destinati a impianti efficienti, autoproduzione e sistemi di gestione dei consumi possono ridurre la dipendenza dalle oscillazioni dei prezzi. Il quadro nazionale mostra inoltre che i prezzi alla produzione dell’industria sono aumentati del 10,9% su base annua ad agosto. Sul mercato interno l’aumento è stato del 13,5%, mentre al netto dell’energia la crescita è risultata molto più contenuta, al 3,3%.  Un secondo fronte riguarda il trasporto pubblico. Rafforzare i collegamenti tra aree interne e principali poli di lavoro e servizi può ridurre la dipendenza dall’auto privata e attenuare l’impatto dei carburanti sui bilanci. La misura avrebbe anche un effetto economico sulle imprese che sostengono costi di spostamento per lavoratori e merci. La priorità, quindi, è concentrare le risorse dove l’aumento dei prezzi produce il danno maggiore. In buona sostanza, i dati Istat mostrano che l’inflazione è stata trainata soprattutto dagli energetici, mentre l’inflazione di fondo è rimasta molto più contenuta e per l’Abruzzo, che ad agosto partiva già dal 3,7%, questo differenziale rende più urgente intervenire sui costi energetici e sulla mobilità senza disperdere risorse in incentivi indistinti.

 
L'Aquila 30 Settembre 2026 ore 15:50