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Pescara-Torres 0-0: un gol annullato e un palo, i biancazzurri restano a secco

Il capitano Letizia esce per un problema ai flessori e anche D’Ausilio è uscito malconcio

Il Pescara non va oltre lo 0-0 contro la Torres allo stadio Adriatico-Cornacchia e resta a 19 punti, gli stessi dei sardi. I biancazzurri di Antonio Buscè hanno avuto il pallino del gioco per lunghi tratti, ma si sono visti annullare due azioni da gol per fuorigioco, hanno colpito un palo e hanno trovato davanti il portiere Zaccagno. I padroni di casa hanno preso subito l’iniziativa, con D’Ausilio ed Erradi molto attivi. Al 23' Ferraris ha segnato di testa su cross di Letizia, ma l’assistente ha alzato la bandierina. Al 30' il capitano Letizia è uscito per un problema ai flessori e al suo posto è entrato Motta. Al 38' Fiorillo ha deviato in angolo un sinistro di Bunino e al 42' la Torres ha sfiorato il gol con Masala, anticipato all’ultimo da Capellini. Sul ribaltamento Valzania ha lanciato D’Ausilio, il cross per Erradi ha preso la traversa e la ribattuta è stata salvata sulla linea, ma un altro fuorigioco ha fermato tutto. Nella ripresa gli ospiti sono partiti meglio, con due corner e un tiro alto di Giorico al 52'. Il Pescara ha risposto al 54' con un sinistro di D’Ausilio che ha costretto Zaccagno a una parata difficile. Al 55' Antonelli ha anticipato all’ultimo Parigi, pronto a spingere in rete. Un minuto dopo un destro dello stesso D’Ausilio si è fermato sul palo. Al 63' Buscè ha inserito Guccione e Meazzi al posto di Graziani e Ferraris. Subito dopo Motta ha tirato da fuori area e Nardin, da quattro metri, ha calciato alto. Al 68' Zaccagno è uscito sulla linea su Motta. Al 71' D’Ausilio, solo in area, ha sparato alto e nel gesto si è fatto male: è entrato Vitali. All’81' è stato chiesto il controllo al video per una deviazione in angolo su tiro di Corsinelli, ma il corner è stato confermato. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro Guitaldi di Rimini è andato al monitor per una spinta su Sotgiu chiesta dalla Torres e ha confermato il fischio finale. Sono stati ammoniti Bunino, Zanandrea e Zecca. Buscè dovrà valutare Letizia e D’Ausilio, mentre Merola è fermo per un grave infortunio. Nella prossima gara il Pescara giocherà sul campo del Grosseto, domenica 8 novembre.

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 19:32

Sciopero, in Abruzzo la perdita stimata è di 14,7 milioni in un giorno di lavoro

La simulazione della Cgia ipotizza un'adesione del 20% tra i dipendenti, senza presenze verificate

Lo sciopero del 30 ottobre potrebbe essere costato all'economia abruzzese 14,7 milioni di euro in una sola giornata. È la stima dell'Ufficio studi dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, che ha calcolato il valore aggiunto potenzialmente perso nelle diverse regioni italiane a causa dell'astensione dal lavoro proclamata da alcune organizzazioni sindacali autonome. Per l'Abruzzo il valore aggiunto giornaliero viene quantificato in 104,2 milioni di euro. La quota dei lavoratori dipendenti sul totale degli occupati regionali è pari al 70,3%. Applicando a questa componente un'adesione ipotetica allo sciopero del 20%, la CGIA arriva a una perdita potenziale di 14,7 milioni di euro. Il dato richiede una precisazione. Non si tratta di una somma effettivamente sottratta all'economia regionale, ma di una simulazione basata su un'ipotesi di partecipazione. Al momento della diffusione dello studio non erano ancora disponibili i dati ufficiali sull'adesione. La cifra rappresenta il valore aggiunto che, secondo il modello utilizzato, non sarebbe stato prodotto durante la giornata. Il valore aggiunto misura la ricchezza generata dalle attività economiche. La CGIA ha applicato una produttività media per lavoratore calcolata su scala nazionale, senza distinguere le differenze tra i singoli settori produttivi. Ha inoltre ipotizzato che i lavoratori autonomi abbiano continuato a lavorare regolarmente anche in assenza di una parte dei dipendenti. Per l'Abruzzo i 14,7 milioni riguardano quindi la perdita diretta di produzione stimata. Non comprendono una quantificazione regionale degli effetti indiretti, legati alle difficoltà nei trasporti, ai servizi pubblici, alle attività sanitarie e all'organizzazione delle imprese. La stessa CGIA invita a distinguere tra produzione rinviata e ricchezza definitivamente perduta. Diverse attività interrotte durante uno sciopero possono essere recuperate nei giorni successivi. Una visita medica viene riprogrammata, una consegna può slittare e una lavorazione può essere completata successivamente. C'è anche un costo che riguarda direttamente chi aderisce alla protesta. La giornata di sciopero comporta infatti la perdita della retribuzione e, nella maggior parte dei contratti collettivi, il mancato riconoscimento della relativa quota di tredicesima. Nota a margine: i 14,7 milioni restano legati alle condizioni ipotizzate dall'Ufficio studi della CGIA di Mestre e non costituiscono un bilancio definitivo della giornata del 30 ottobre. 

 
L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 19:30

Una nuova sede a L'Aquila per l'associazione Angeli in moto Odv

Ieri mattina la presentazione a Palazzo Margherita

Una nuova sede e tanti progetti in cantiere per l'associazione Angeli in moto ODV realtà del terzo settore impegnata a livello nazionale in attività di solidarietà e sostegno alle persone che vivono situazioni di fragilità. L'apertura della nuova sede rappresenta un passo importante per l'associazione per rafforzare la loro presenza sul territorio aquilano e costruire nuove opportunità di collaborazione con istituzioni, associazioni e cittadini. Angeli in Moto nasce infatti dalla volontà di trasformare la passione per le due ruote in uno strumento concreto di solidarietà. Attraverso l'impegno quotidiano dei propri volontari, l'associazione promuove iniziative di aiuto e vicinanza alle persone più fragili, mettendo al centro l'ascolto, la dignità e il valore delle relazioni umane.

 

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 13:15

Svelato un totem in memoria di Eriberto Mastromattei

Ieri mattina la cerimonia davanti allo stabilimento Jambo

Una cerimonia sobria ma dall'alto valore quella che si è svolta stamane a Pescara davanti lo stabilimento balneare Jambo, dove c'è stata la scopertura del totem dedicato a Eriberto Mastromattei, storico balneatore scomparso nel 2008. All’evento, ha preso parte anche il sindaco, Carlo Masci, l’assessore ai Servizi Demografici ed Elettorali, Patrizia Martelli, figli e nipoti di Eriberto Mastromattei. 

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 13:14

Pettinari torna a Collebreccia tra i residenti. Al centro il nuovo complesso sportivo

Sono tanti i dubbi espressi sulla creazione della nuova superficie sportiva

Il progetto del nuovo centro sportivo nel quartiere Colle Breccia, a Pescara al centro di importanti interrogativi che il presidente del Movimento civico Pettinari per l'Abruzzo Domenico Pettinari ed il consigliere Massimiliano Di Pillo e Giovanna D'Andrea si hanno posto all'Amministrazione comunale di Pescara incontrando i cittadini in Piazza Mariano Di Resta.  A fronte di un progetto che prevede la realizzazione di cinque campi da padel, un campo da calcetto e un campo polifunzionale, per un totale di sette campi concentrati nell'area compresa tra piazza Di Resta e una palazzina residenziale di cinque piani, la domanda che i consiglieri si pongono è se sia stata valutata adeguatamente la compatibilità di un impianto di queste dimensioni con il tessuto residenziale esistente.

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 13:13

A Castellalto terminati i lavori nei cimiteri

Nuovi loculi e cura degli spazi per un importo di 380mila euro

L'amministrazione comunale di Castellalto ha portato a termine la prima parte degli interventi di ampliamento e riqualificazione dei cimiteri del territorio. A Castelnuovo i lavori, conclusi per un investimento di 340 mila euro, hanno consentito la realizzazione di 168 nuovi loculi. A Castelbasso, con una spesa di 41 mila euro, ne sono stati realizzati 20.Insieme alle opere strutturali, l'amministrazione ha avviato un intervento di manutenzione del verde in tutti i cimiteri comunali, restituendo a questi luoghi il decoro che meritano. A seguire il lavoro, dalla programmazione alla chiusura dei cantieri, è stato l'assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni, Marco Monticelli: «Siamo davvero soddisfatti di aver concluso questi interventi, che rispondono a un'esigenza concreta della nostra comunità», ha rimarcato l’assessore, «i nuovi loculi a Castelnuovo e a Castelbasso erano attesi da tempo e oggi possiamo finalmente consegnarli ai cittadini». Monticelli sottolinea inoltre che, di concerto con il sindaco Aniceto Rocci e l’intera amministrazione, «abbiamo voluto occuparci non solo delle strutture, ma anche della cura degli spazi. I cimiteri sono luoghi di memoria e di raccoglimento: garantirne il decoro è un segno di rispetto verso chi non c'è più e verso le famiglie che li frequentano ogni giorno». L’assessore ringrazia «gli uffici e le imprese coinvolte per l'impegno. Continueremo a lavorare con la stessa attenzione sulla manutenzione del patrimonio pubblico, perché è un impegno che questa amministrazione ha preso con i cittadini». I lavori nei cimiteri comunali proseguiranno con la realizzazione di ulteriori loculi presso il cimitero di Castellato e in quello di Villa Torre. È opportuno evidenziare che il completamento di tutte le opere non comporterà alcun aumento delle tariffe cimiteriali a carico dei cittadini.

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 11:57

Inaugurata ad Atri la pinacoteca permanente dedicata all’artista Gigino Falconi

Acceso scontro a Giulianova, città natale del Maestro scomparso, per lo “scippo” subito

La Città di Atri ha inaugurato domenica scorsa, la Pinacoteca Gigino Falconi, un nuovo e prestigioso spazio culturale permanente interamente dedicato all'illustre pittore abruzzese scomparso a gennaio.Lo spazio espositivo permanente si sviluppa su una superficie di circa 800 metri quadrati all'interno del piano nobile dello storico Palazzo De Galitiis - De Albentiis - Tascini. La pinacoteca accoglie 76 opere d'arte che appartenevano al patrimonio personale del maestro della pittura figurativa. La collezione è entrata a far parte dei beni del Comune grazie a una generosa donazione formalizzata dagli eredi, la moglie Biancamaria Ronda e i figli. Il percorso espositivo rigoroso e armonioso è stato curato da Giuseppe Bacci, critico d'arte e storico amico del Maestro. Mentre Atri celebrava l'apertura del prestigioso spazio espositivo, nella comunità giuliese si sono sollevate polemiche. Perché quel tesoro artistico è finito nella città ducale anziché restare a Giulianova. Davanti ai malumori dell'opinione pubblica sul presunto "scippo" culturale, l'Amministrazione Comunale di Giulianova è dovuta intervenire ufficialmente per chiarire la situazione ed evitare strumentalizzazioni. L’assessore alla Cultura di Giulianova, Nausicaa Cameli, ha precisato che non vi è alcuna contestazione istituzionale, poiché la donazione ad Atri è scaturita da una precisa e insindacabile volontà del Maestro e dei suoi eredi. L’assessore ha poi svelato il reale motivo per cui Giulianova non ha potuto accogliere la collezione: la città non dispone attualmente di locali pronti e adeguati a ospitare e valorizzare una donazione di tale portata. Per placare gli animi, il Comune ha comunque confermato di essere in costante contatto con la figlia dell'artista, Caterina Falconi. L'accordo di massima prevede la futura donazione di altre opere a Giulianova, non appena l'amministrazione riuscirà a individuare e allestire una sede espositiva idonea. L'intera vicenda ha riacceso il dibattito locale sulla gestione del patrimonio culturale, evidenziando le difficoltà logistiche di Giulianova nel trattenere le testimonianze dei suoi cittadini più illustri a vantaggio di centri vicini, come Atri, dotati di strutture museali storiche già pronte.

L'Aquila 31 Ottobre 2026 ore 11:54

L’Aquila, salta il numero legale sul bilancio consolidato 2025

Si ritenta lunedì alle 9. Intanto l’opposizione fa passare 10 a 7 un atto sulle frazioni

Il Consiglio comunale dell’Aquila non ha approvato il bilancio consolidato 2025 perché in aula mancava il numero legale. La seduta è stata aggiornata a lunedì 2 novembre, alle 9, a Palazzo Margherita, in seconda convocazione. La ricostruzione dei fatti arriva dal centrosinistra, che in una nota parla di «clima da basso impero» nella maggioranza guidata dal sindaco Pierluigi Biondi, reduce da una visita istituzionale negli Stati Uniti, e la descrive come incapace di tenersi insieme. Nella seconda seduta della giornata, dedicata agli ordini del giorno, diversi consiglieri di centrodestra hanno lasciato l’aula. Quelli rimasti hanno telefonato ai colleghi per farli rientrare, senza riuscirci. L’ordine del giorno di Massimo Scimia sulle frazioni è passato con dieci voti favorevoli del centrosinistra e sette contrari. Il fatto più importante, per il centrosinistra,  è che i banchi vuoti siano il segno di una crisi politica. Può esserlo, ma l’atto approvato racconta una cosa più piccola. Un ordine del giorno è un indirizzo, non una delibera, impegna sindaco e assessore a fare una ricognizione di strade, marciapiedi, sottoservizi, verde e illuminazione nelle frazioni, a coordinare i lavori con quelli sugli edifici e a coinvolgere i residenti. Onestamente, il voto pesa molto sul piano politico, ma non obbliga nessuno ad aprire un cantiere. Il bilancio consolidato è invece un atto dovuto. Mette insieme i conti del Comune e quelli degli enti e delle società che controlla, e per legge andrebbe approvato entro il 30 settembre. Per questo lunedì conta più del voto di venerdì, se la maggioranza ci sarà, resterà un incidente d’aula, se mancherà ancora la tesi dell’opposizione avrà un riscontro concreto. La convocazione ha otto punti, oltre al consolidato, ci sono il piano generale del traffico urbano con il regolamento viario, due permessi di costruire in deroga e quattro ordini del giorno, tra cui quello contro il trasferimento di funzioni Inps a Pescara. Gli atti su Alzheimer, decreti Usra-Usrc, via della Madonnella e depavimentazione, rimasti senza discussione, non figurano nell’elenco. Il centrosinistra ha voluto sottolineare la mancanza del numero legale con una frase sul sindaco: «può correre sulle scale di Rocky a Philadelphia, ma in Consiglio, a L'Aquila, la sua maggioranza è finita al tappeto.

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 20:53

Famiglia nel bosco, legale Simone Pillon: «Chiediamo il rientro dei bambini a casa»

La richiesta in una memoria autorizzata, di 36 pagine, depositata al Tribunale per i Minorenni dell'Aquila

È stata depositata dalla difesa, nella mattinata di ieri, 30 ottobre, una memoria autorizzata, di 36 pagine, per chiedere il rientro immediato dei bambini della cosiddetta "famiglia nel bosco" a casa. A renderlo noto è il legale della coppia anglo-australiana Simone Pillon, dopo il deposito del documento al tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Nel fascicolo viene affrontata la situazione di salute dei minori. Nello specifico, Pillon cita «l'espressa richiesta ribadita più volte da parte del servizio di Neuropsichiatria infantile di possibili serie ripercussioni date dalla permanenza del collocamento extrafamiliare». A questa si aggiungono, sottolinea l'avvocato: «Il disagio e l'instabilità dei bambini», costretti a muoversi costantemente avanti e indietro da Palmoli a Vasto. Secondo i legali assumono particolare rilevanze anche la collaborazione mostrata dai genitori, l'assidua e proficua partecipazione dei genitori al percorso di supporto alla genitorialità, l'acquisizione da parte dei genitori della richiesta 'flessibilità mentale' e della 'capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli' nonché 'l'accettazione del percorso scolastico. Mentre cresce l'attesa per l'udienza, fissata il prossimo martedì 3 novembre, in Corte d'Appello a L'Aquila, in cui si discuterà il ricorso presentato dagli stessi Nathan e Catherine, Pillon conclude con l'auspicio dei genitori di «Una decisione positiva in tempi brevi, nell'interesse dei loro bambini».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 17:45

Palazzo della Sanità, prosegue lo scontro tra Arpa e Provincia di Teramo

Dionisio: «Basta chiacchiere. La proprietà si accerti con un arbitrato»

«Basta chiacchiere, promuoviamo un arbitrato per stabilire a chi appartiene il Palazzo della Sanità. Presentiamo un'istanza congiunta al Tribunale di Teramo per la nomina del presidente di un collegio arbitrale, composto anche da un rappresentante della Provincia e uno di Arpa, e affidiamo a questo organismo il compito di accertare, in tempi brevissimi, la proprietà dell’immobile». Così il direttore generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio, in merito alla controversia sulla proprietà dell'ex Palazzo della Sanità di Teramo, in piazza Martiri Pennesi, sede del Distretto provinciale dell'Agenzia. Un invito diretto al presidente della Provincia, Camillo D'Angelo, che conferma la ferma convinzione dei vertici di Arpa circa la titolarità dell'immobile e la piena disponibilità a sottoporre la questione a un collegio arbitrale, per arrivare in tempi rapidi a una soluzione definitiva della disputa sull'edificio, al centro di un progetto di demolizione e ricostruzione post-sisma. Dionisio richiama quindi le disposizioni del Codice civile in materia di trascrizione immobiliare, respingendo le contestazioni sulla validità degli atti e ribadendo la posizione dell’Agenzia. «Il Libro VI, Titolo I del Codice Civile – evidenzia il direttore generale di Arpa Abruzzo - disciplina le modalità di trascrizione della proprietà e quindi il modo per accertare la proprietà dei beni immobili. Quindi, chi pone in dubbio che la proprietà dell'edificio di Piazza Marti Pennesi sia di Arpa – osserva - non mette in dubbio ciò che dice l'Avvocato Maurizio Dionisio, ma mette in dubbio ciò che stabilisce il Codice Civile. Mi riferiscono – aggiunge Dionisio - che il presidente della Provincia avrebbe sostenuto che quella trascrizione sia un atto unilaterale da me effettuato a mio piacimento. Se ciò fosse vero – afferma - dovremmo concludere che chiunque potrebbe intestarsi domani il Colosseo o addirittura la Basilica di San Pietro. In realtà – spiega l’avvocato Dionisio - la trascrizione avviene attraverso la supervisione del conservatore dei pubblici registri immobiliari, il quale controllo è rigorosissimo. È ora che si smetta dunque, una volta per tutte, di mettere in dubbio la proprietà di quel palazzo e, soprattutto, di rallentare un'opera pubblica di un ente che svolge la propria attività a tutela della salute dei cittadini». Il direttore generale solleva infine un interrogativo sulle eventuali responsabilità contabili della Provincia, qualora fosse effettivamente proprietaria dell'immobile senza aver mai richiesto un canone di locazione ad Arpa per i venticinque anni di utilizzo dell’edificio. «Infine – sostiene ancora Dionisio - si impone una considerazione: gli uffici di Arpa Abruzzo, compresi i laboratori e gli uffici territoriali, hanno occupato quell'immobile di piazza Martiri Pennesi negli ultimi 25 anni. Ma se la Provincia fosse stata proprietaria, non avrebbe dovuto chiedere un affitto? E se non lo ha fatto – conclude il direttore di Arpa - non bisognerebbe chiamare tutti i vertici della Provincia a rispondere dinanzi alla Corte dei conti per un elevatissimo danno erariale?».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 14:49

Dopo 10 anni dal sisma 2016 del centro Italia, a Teramo 2.000 cittadini sfollati

Sono ancora tanti i disagi legati ai trasferimenti in alloggi provvisori e alla lentezza nell'erogazione dei Cas

A dieci anni dal terremoto del Centro Italia del 2016, e che ha colpito anche la città di Teramo,  la situazione degli sfollati in città è segnata da forti ritardi nella ricostruzione e persistenti disagi.  A circa dieci anni dal sisma, a Teramo si contano ancora oltre duemila persone in attesa di una sistemazione definitiva o di rientrare nelle proprie abitazioni. Gravi criticità riguardano soprattutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica (ERP), come nel caso dell'edificio ATER di Villa Gesso, per il quale sono stati stanziati ulteriori fondi, aggiuntivi rispetto a quelli del 2021, per sbloccare i lavori di recupero. Altri interventi interessano decine di edifici programmati nel territorio. Famiglie e cittadini continuano a denunciare i tempi lunghi della ricostruzione pubblica, i disagi legati ai trasferimenti in alloggi provvisori o la lentezza nell'erogazione dei sussidi e dei contributi di autonoma sistemazione (CAS), a fronte di una ricostruzione privata che procede a un ritmo differente. A marcare la situazione di disagio è la portavoce degli sfollati del quartiere di Colleatterrato Anna Di Ottavio che contesta una mancanza di comunicazione durata anni, durante i quali agli sfollati sarebbero state continuamente prospettate soluzioni imminenti. Ma quei tempi brevissimi, nel frattempo, sono diventati dieci anni di vita. E c'è persino il paradosso dell'ultima notizia positiva. È stato annunciato l'abbattimento del palazzo nel quale si trova l'abitazione della stessa Di Ottavio. «Non credevo alle mie orecchie. Ho fatto fatica persino a crederci, pensavo fosse una nuova fake news. Il condominio non era stato informato e ufficialmente non sapevamo niente».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 14:38

Cimitero monumentale di Teramo: nuovi loculi e tariffe modificate

Uno spazio accoglie le salme di cittadini di altre religioni. Presto un luogo per gli animali d’affezione

Riunione di coordinamento, presieduta dal Prefetto Beatrice Agata Mariano, per definire la rete delle collaborazioni, che la Prefettura sta promuovendo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Territoriale e l’Università degli Studi di Teramo e le altre istituzioni del territorio, per il coinvolgimento dei giovani all’interno di percorsi formativi e di crescita personale, improntati alla diffusione e promozione dei valori democratici e istituzionali. Il primo protocollo prevede la formazione e partecipazione alle funzioni degli uffici elettorali: sottoscritto con il Comune di Teramo, prevede percorsi teorici e pratici sul funzionamento dei seggi e degli uffici elettorali, rivolti agli studenti universitari e dell'ultimo anno delle scuole superiori. Il secondo protocollo riguarda l’educazione alla democrazia e ai valori istituzionali. Promosso in rete con l'Ufficio Scolastico Territoriale e le scuole  è finalizzato ad avvicinare i ragazzi alle istituzioni e alla responsabilità civica. Il terzo e incentrato su sicurezza e "sana movida”. Il protocollo è sviluppato in collaborazione con i locali notturni e la Asl per la prevenzione e il divertimento sicuro tra i giovani. «Si tratta di iniziative diverse - sottolinea il prefetto Beatrice Agata Mariano - ma accomunate da un obiettivo fondamentale: avvicinare le giovani generazioni alle istituzioni e promuovere una cultura della partecipazione, della legalità e della responsabilità civica. In questa prospettiva, la collaborazione con la Prefettura, le amministrazioni locali e le istituzioni scolastiche rappresenta un investimento importante sul futuro del nostro territorio».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 14:30

Sciopero generale di Usb a Pescara: fiume di manifestanti in strada contro caro vita e riarmo

Sono circa seicento le persone che, partite da piazza Italia, hanno sfilato lungo viale Marconi, arrivando a viale Pindaro

Sono circa seicento, secondo le forze dell'ordine, le persone che questa mattina hanno preso parte al corteo indetto da Unione sindacale di base e che risponde allo sciopero generale organizzato dalla sigla sindacale a livello nazionale, in oltre 53 città d'Italia. Si manifesta contro il caro vita che piega famiglie e studenti, diritti essenziali come casa, scuola, lavoro, salari e pensioni dignitosi che garantiscano un futuro. Stop alla politica del riarmo, dunque, per destinare tutte le risorse ai cittadini. Il lungo fiume di persone è partito da piazza Italia, un discreto dispiegamento di uomini della Polizia di Stato a contenere eventuali disordini, chiuse le strade al traffico veicolare del centro, il corteo sfila lungo viale Marconi per proseguire fino a viale Pindaro, concludendo la manifestazione al parco dell'ex Caserma Di Cocco dei Vigili del Fuoco. Usb va oltre l'ordinanza del Ministro Salvini, facendosi carico delle eventuali sanzioni verso i delegati della sigla, lo sciopero era stato vietato dal Ministero dei trasporti in vista della festività dei defunti. In strada anche l'opposizione politica, gli attivisti e gli studenti, si manifesta contro le politiche del Governo Meloni. Così Teodoro Pace, responsabile Usb Abruzzo e Molise: «Lo sanno tutti: l'80% del gettito fiscale è garantito da pensionati e lavoratori dipendenti. Questo sistema diciamo di tenerci sempre in tensione e soltanto finalizzato a mantenere lo stato suo schiacciare i salari fare cassa delle pensioni e lo stiamo vendendo». La richiesta al prefetto di Pescara prevede l'istituzione di un osservatorio per il contenimento dei prezzi, poi salari e pensioni: in Abruzzo quasi il 50 percento del reddito è prodotto dalle pensioni. Invertire la politica regionale che stanzia fondi per la ex Sabino esplodenti e lo sviluppo del polo Tekne per la costruzione di armi da guerra, adottare al contrario un'idea di sviluppo industriale legata al rispetto del territorio, Quelle che sta conducendo l'Europa - dice il sindacato, sono guerre perse in partenza contro potenze come la Russia o la Cina. «Servono interventi mirati per calmierare i prezzi - prosegue Pace - abbiamo presentato una lettera al prefetto Carnevale, per attivare l’osservazione dei prezzi e ce lo meritiamo anche a Pescara. La provincia con i costi più alti con i costi dei beni di prima necessità più alti, rispetto alla provincia di Teramo, Chieti e L’Aquila, quindi bisogna operare su questo, fare un controllo. La soluzione può essere quella di dare soldi alla ex Sabino esplodenti di Casalbordino, non può essere quella di favorire lo sviluppo del polo Tekne di Ortona per fare i blindati, assolutamente no».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 14:25

Privati del futuro: studenti in strada contro caro vita e politiche scolastiche

Anche i collettivi studenteschi hanno preso parte al corteo organizzato da Unione sindacale di base a Pescara

Nelle ultime settimane gli studenti italiani hanno dato vita alla più estesa ondata di occupazioni scolastiche e universitarie, i giovani scendono in strada per rivendicare la prospettiva chiara di un futuro. Le rivendicazioni sono le stesse: al primo posto l'edilizia scolastica, con infiltrazioni, riscaldamento guasto e piani interi dichiarati inagibili. La richiesta di spostare risorse dalla spesa militare alla scuola: «Più soldi per la scuola e meno per le armi». Ovunque si contesta il decreto del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che rende vincolante il limite del 30 percento di alunni che non parlano bene l'italiano in ogni classe, con il trasferimento degli altri in scuole vicine. Poi il carovita, la cosiddetta «scuola-caserma», cioè regolamenti disciplinari sempre più rigidi e il nuovo voto in condotta che può costare la bocciatura, lo stop ai percorsi di formazione scuola-lavoro e l'introduzione dell'educazione sessuo-affettiva in classe. Tra gli universitari, l'Unione degli Universitari ha piantato le tende davanti a una decina di atenei in tutta Italia chiedendo, tra l'altro, 4 miliardi per alloggi pubblici, in un Paese in cui mancano 236.000 posti letto per studenti. Così Azzurra Falluca, rappresentante del Collettivo studentesco di Lanciano: «Vogliamo che i giovani trovino comunque uno spazio dove potersi sentire liberi ed esprimere la loro opinione. Siamo scesi in piazza a Pescara per unirci anche con gli studenti dell'Osd e con l’Usb quindi non siamo solamente studenti, siamo soprattutto lavoratori. Quello per cui scendiamo in piazza, principalmente è la questione del carovita, la questione del riarmo che ormai ci sta stretta, non la sopportiamo più. Siamo stanchi di percepire questa tensione sociale e politica che al giorno d’oggi non possiamo più reggere, è difficile immaginare un futuro in questa società, c'è urgenza di sistemare tante cose a partire dall’istruzione nelle scuole, per le nuove generazioni».

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 14:08

Recupero del Cinema Massimo: aggiudicato il secondo lotto dei lavori

Gli interventi, da oltre 5 milioni, comprendono la progettazione esecutiva e gli interventi di consolidamento strutturale

Il Comune dell’Aquila ha aggiudicato l‘appalto integrato per il secondo lotto dei lavori per il recupero del Cinema Massimo, uno degli edifici storici del centro dell’Aquila, danneggiato dal sisma del 2009. Gli interventi, da oltre 5 milioni di euro, comprendono la progettazione esecutiva e gli interventi di consolidamento strutturale, recupero architettonico e riqualificazione degli impianti. Un passaggio decisivo per restituire alla città un luogo di grande valore storico e identitario, in un anno particolarmente significativo per L’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026. L’intervento si inserisce in un quadro economico complessivo di 7 milioni di euro, finanziato attraverso le risorse delle delibere CIPE 48/2016 e 24/2018 e della delibera CIPESS 58/2024. Il progetto prevede il completamento delle opere di consolidamento strutturale, il recupero architettonico e gli interventi sugli impianti necessari alla piena funzionalità dell’edificio, compreso il restauro degli apparati decorativi. Dopo il primo lotto, concluso nel 2018 e finalizzato alla messa in sicurezza delle strutture, il secondo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per il recupero dello storico immobile e per la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino. Nel corso della prima fase dei lavori si è proceduto allo smontaggio controllato di tutto il rivestimento in ondulato del foyer che è stato conservato in alcuni cassoni per essere poi rimontato. Secondo le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, il progetto ha avuto un’impostazione il più possibile conservativa degli apparati decorativi. Come confermato dal vicesindaco Daniele già nei mesi scorsi, il Cinema Massimo diventerà un piccolo multisala in centro storico. L’edificio che ha sempre ospitato un’unica sala da 200 posti è stato modificato per accogliere altre due sale da circa 50 e 70 posti ognuna.

L'Aquila 30 Ottobre 2026 ore 13:04