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"Quasi la stessa cosa": la rassegna parte con la traduttrice Lia Iovenitti

Primo appuntamento dedicato alla traduzione delle opere del Nobel per la letteratura Han Kang. Centrale, per il mestiere di Iovenitti, la "negoziazione"

Si chiama "Quasi la stessa cosa" ed è una nuova rassegna di eventi culturali che l'università dell'Aquila dedica al mondo della traduzione e della letteratura più in generale. L'obiettivo è quello di riscoprire alcuni autori che, nel mare magnum della produzione letteraria, tendono a non ricevere il giusto merito per le opere pubblicate. 

«Un percorso di avvicinamento - ci spiega la curatrice Maria Giovanna Stati - attraverso le voci di chi questi autori e queste autrici le ha studiate, lette, amate e tradotte, quindi hanno sicuramente un rapporto molto stretto con questo tipo di letteratura e funzionano un po' da mediatori per grandi nomi della letteratura. Parleremo - ci racconta - di Bernardine Evaristo, di Foster Wallace con Martina Testa e ancora parleremo di Jane Austen insieme a Liliana Rampello e di Lovecraft insieme a Marco Malvestio. Sono proprio - conclude - dei percorsi di avvicinamento a grandi autori e autrici della letteratura occidentale e non».

Ospite del primo evento, andato in scena nella libreria Colacchi dell'Aquila, è stata Lia Iovenitti, traduttrice italiana dei testi di Han Kang, tra le più apprezzate scrittrici coreane nonché premio Nobel per la letteratura nel 2024.

Iovenitti, originaria della frazione di Tempera, vive in Sud Corea da circa 30 anni e lavora alacremente alle tradizioni delle opere di Kang ma non solo, per le quali è stata premiata in più di un'occasione. Come ci racconta, però, la traduzione è anche negoziazione, e l'incontro tra due culture porta spesso a perdere parti di significato, così come a guadagnarne di nuove.

«Si parla dei traduttori - ci racconta Iovenitti - usando molte metafore. C'è quella di ponte tra due culture, Susan Sontag diceva che la traduzione è il "sistema circolatorio delle letterature del mondo" e anche Umberto Eco parlava della traduzione. Lui - commenta - usa la parola negoziazione cioè quando ci sono due parti che si incontrano, due culture, c'è sempre qualcosa che si perde e qualcosa che si guadagna. Prendiamo ad esempio "Il libro bianco". In realtà i coreani hanno due parole per dire bianco, una è il nostro quello che noi conosciamo come bianco latte o bianco candido e poi c'è un bianco che noi non abbiamo che è quello che attiene alla morte e alla vita.  Questo è, come dire, ai margini dell'intraducibilità quindi noi possiamo solo tradurre bianco come white in inglese o blanc in francese. Quindi in quel caso si perde qualcosa che io cerco di recuperare all'interno del libro, all'interno di questa architettura del silenzio che costruisce l'autrice. Poi per fortuna - conclude scherzosa - lei stessa spiega questa differenza dei due bianchi nella postfazione».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 19:33

San Gregorio, Romano: «Ancora nessuna idea di riqualificazione»

Fermi da dieci anni 15 milioni di euro destinati alla ricostruzione pubblica

Manca ancora una visione progettuale definita per la riqualificazione della frazione di San Gregorio. È quanto emerso durante l'ultima seduta della commissione di Vigilanza del Comune dell’Aquila, dove le opposizioni hanno incalzato la maggioranza sulla gestione dei fondi pubblici. Nonostante la recente aggiudicazione dei lavori di manutenzione straordinaria sulle case di edilizia residenziale pubblica, il dibattito politico resta acceso. Il timore sollevato dal consigliere di L’Aquila Nuova, Paolo Romano, è che l'affidamento di singoli lotti di interventi nasconda in realtà l'assenza di un piano strategico a lungo termine, alimentando il divario tra il centro cittadino e le frazioni. A San Gregorio pesano ritardi importanti. Le risorse stanziate con il bando periferie del 2016 hanno portato finora soltanto alla demolizione parziale di una palazzina popolare, senza linee guida chiare sul seguito dei lavori. A questo quadro si sommano i quindici milioni di euro previsti per la ricostruzione pubblica: di questi fondi, l'unico passo concreto è un accordo quadro da circa cinque milioni di euro.   «Suddividere gli interventi in stralci senza rendere riconoscibile un progetto complessivo rischia di anteporre l’affidamento dei lavori alla qualità della trasformazione urbana. L’amministrazione comunale dovrebbe prima spiegare che idea di frazione intende perseguire, con quali priorità e in quali tempi», incalza Romano. 

«San Gregorio merita di veder impiegati i fondi assegnati due lustri fa con un progetto unitario, tempi verificabili e un confronto vero con i residenti. Il resto – conclude il consigliere – è propaganda elettorale».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 18:03

Guardia Costiera: 1000 kg di prodotti ittici sequestrati in 6 giorni

Oltre 60 mila euro di sanzioni amministrative elevate e 4 sequestri di attrezzi per la pesca

L'intera filiera ittica è stata al centro di ben 90 ispezioni, che tra il 9 e il 14 ottobre ha visto circa mille chili di prodotti ittici sequestrati dalla Guardia Costiera. È il bilancio dell’operazione di polizia marittima “Eodem Tempore”, coordinata e portata avanti dal 14° Centro di Controllo Area Pesca di Pescara, un'attività che ha portato all'elevazione di sanzioni amministrative per oltre 60.000 euro oltre a quattro attrezzi da pesca sottoposti a sequestro. L’attività, che ha coinvolto tutti gli Uffici marittimi dipendenti in Abruzzo e Molise, ha interessato tutte le fasi della filiera. Dalla pesca alla commercializzazione passando per lo sbarco e il trasporto, arrivando anche alla somministrazione dei prodotti ittici. L’obiettivo di contrastare gli illeciti e tutelare le risorse marine ha necessitato innumerevoli accertamenti delle unità da pesca, dei mercati fino a pescherie, grande distribuzione, centri di spedizione ed esercizi di ristorazione. Centrale l’attività condotta dagli ispettori del centro di controllo di Pescara che, grazie a una mirata attività di intelligence, hanno individuato e posto termine a un’attività di pesca di frodo del tonno rosso da parte di un pescatore con l’utilizzo di una piccola imbarcazione. Tra gli esemplari sequestrati, alcuni presentavano una taglia decisamente inferiore a quella minima consentita dalla normativa vigente. Il prodotto sequestrato è stato successivamente distrutto, dopo essere stato dichiarato non idoneo al consumo umano dal servizio veterinario della ASL locale. Non solo, perché la Direzione Marittima di Pescara è stata interessata anche da un’attività ispettiva frutto della cooperazione internazionale. Il programma europeo Joint Deployment Plan ha visto ispettori del centro di controllo operare al fianco dello forze croate. I controlli effettuati hanno portato al sequestro di due reti da pesca a strascico con maglie inferiori ai limiti consentiti e tali da ridurne drasticamente la selettività. Nell'ambito della stessa cooperazione è stato inoltre intercettato un peschereccio intento a pescare in acque interdette. Per le violazioni accertate sono state elevate sanzioni amministrative per svariate migliaia di euro, con l’assegnazione dei punti previsti per le infrazioni gravi dalla normativa vigente. La Guardia Costiera rinnova dunque un fondamentale impegno a tutela della legalità, della sicurezza alimentare e della sostenibilità delle risorse ittiche anche, quando necessario, attraverso la cooperazione internazionale.

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 16:52

D’Egidio (Azione): «La Ztl del Corso vecchio deve essere ripristinata»

«Troppe auto tra i pedoni, a Teramo è caos in centro»

Quella zona a traffico limitato (Ztl) che separa Corso Cerulli e Corso De Michetti deve essere ripristinata. Non ne ha dubbi il consigliere comunale di opposizione Alessio D’Egidio che osservando quanto accade quotidianamente in pieno centro storico continua a sostenere che la zona debba tornare ad essere pedonale consentendo solamente ai residenti e chi in possesso della necessaria autorizzazione di poter accedere.  «Il Varco di Corso Cerulli è aperto ormai da tantissimo tempo - spiega il consigliere comunale di Azione Alessio D’Egidio - ci sono auto che arrivano addirittura alle scalinate della cattedrale, non esiste un'area pedonale a terra, non è mai esistita, bisogna prendere un provvedimento. Il Comune non deve più aspettare. Noi abbiamo proposto come Azione la possibilità di svoltare per le macchine che provengono dall'arco della Madonna delle Grazie in Vico dei Tribunali. Quindi ripristinare la ZTL, rendere realmente il Corso Vecchio un'area pedonabile. Ma anche Largo Melatini ad oggi è diventato un deposito di transenne e non è certamente gradevole. Questi sono luoghi non luoghi». Una misura necessaria, quella del ripristino della Ztl anche perché i pedoni sono costretti a non poter liberamente passeggiare lungo un corso di per sé stretto, ridotto anche dalla presenza di dehor. «Bisogna creare realmente un'area pedonale per favorire il passeggio delle famiglie, per rivitalizzare il commercio, per rendere fruibile il centro storico che è in grande sofferenza. Le motivazioni che hanno spinto la decisione di aprire il varco sono state svariate, quella più utilizzata è che è area di cantiere e quindi bisogna permettere il passaggio ai mezzi al lavoro. Ma Teramo - conclude D’Egidio - è un cantiere perenne, di edilizia privata ma soprattutto pubblica. Non possiamo attendere che si realizzino i cantieri perché tutto il centro storico è in grande sofferenza».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 14:47

Parcheggi in centro storico, ecco le ultime novità a Teramo

Stalli riservati ai residenti, bollino blu e santuario preservato dalle auto

Quella che si presenta da qualche tempo è una Teramo più vivibile da un punto di vista della viabilità. Il traffico sembra meno presente, questa almeno è la percezione e, udite udite, si trova più facilmente parcheggio in centro storico. Il perchè è presto detto. Con l’accordo che prevede un abbonamento calmierato nel parcheggio multipiano di Piazza san Francesco per oltre 600 posti auto (sebbene per adesso ne siano occupati quotidianamente solo 400) la città si è svuotata di ben 400 automobili. Un numero che, per una città di piccole dimensioni come Teramo è davvero importante. «Da un po' si avverte la percezione di un alleggerimento della sosta in alcune aree consone per il parcheggio. A Largo Madonna delle Grazie - commenta l’assessore ai Lavori pubblici Marco Di Marcantonio - abbiamo cercato di preservare la visione prospettica del santuario. Credo che siamo riusciti nell'intento, ma nello stesso tempo per ragioni logistiche abbiamo dovuto ripristinare una condizione di possibilità di parcheggio perdendo solo 19 stalli». Ma l'amministrazione sta pensando anche ai residenti del centro storico. Si sta studiando infatti una novità che dovrebbe garantire la certezza per chi abita nel cuore della città di trovare un parcheggio. Un euro l'anno per assicurarsi un posto auto. «Stiamo valutando, ma sarà oggetto di discussione nella prossima commissione consigliare, la possibilità di 120 stalli riservati ai residenti al costo simbolico di un euro per poter consentire agli ausiliari del traffico di poter vigilare affinché i posti auto non vengano occupati da chi non ne ha diritto». Poi, c’è l’idea del “Bollino Blu”. «Una somma di 150 euro l'anno per i residenti del centro storico - precisa Di Marcantonio - che indistintamente potranno parcheggiare su tutte le strisce blu fatte salvo le zone Piazza Martiri Pennesi, parte di Via Savini e Piazza Dante a raso che dovranno servire anche a tutelare gli esercizi di vicinato e il piccolo commercio che in qualche maniera nella rotazione degli stalli potrebbe fruire del vantaggio di una clientela che arrivi a Teramo e possa trovare comunque anche in quel caso il parcheggio».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 14:46

Alunni con disabilità: un sostegno economico alle famiglie per il trasporto a scuola

Contributo erogato in due tranche: la prima entro dicembre 2026 e la seconda entro luglio 2027

Arriva dal Comune di Pescara un sostegno economico concreto per i genitori che accompagnano autonomamente i figli, con disabilità, a scuola e finalizzato a contribuire alle spese di trasporto. La somma, una tantum, sarà erogata per l'anno scolastico in corso agli alunni delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado che non fruiscono del servizio di trasporto scolastico. «È rivolto a tutti i ragazzi con disabilità 104, Comma 3- spiega la Dirigente al Comune di Pescara, Roberta Pellegrino-. Le famiglie a volte si trovano in grande difficoltà, perché magari questi ragazzi devono seguire delle terapie prima di andare a scuola. Questo è un contributo che viene dallo Stato nell’ambito del fondo di solidarietà comunale; l’anno scorso abbiamo erogato 122 contributi, quindi avevamo 122.000 €, ma quest’anno il budget è ancora maggiore, si tratta di circa 170.000 €». L'Importo del contributo, erogato a titolo forfettario, sarà determinato successivamente all'acquisizione delle istanze sulla base dell'importo assegnato dal Ministero e per l'A.S. 2026/2027 non potrà essere superiore ad € 1.000. «Nel caso in cui ci siano due ragazzi diversamente abili che frequentano la stessa scuola, che non deambulano, il contributo sarà doppio- continua l’assessore al Comune di Pescara, Massimiliano Pignoli-. Il primo figlio prende 1000 €, al secondo verranno dati ulteriori 1000 €; insomma, un ulteriore venire incontro a queste famiglie che già vivono un momento a disagio, per cui noi cerchiamo di superarla, anche se non è un granché, però qualcosa noi mettiamo». Il contributo verrà erogato in due distinte tranche: la prima entro dicembre 2026 e la seconda entro luglio 2027. «C’è la possibilità di fare le domande dal 20 ottobre 2026 pomeriggio, dalle ore 15:00, fino a fine maggio 2027- conclude Pellegrino-. A seconda del tempo in cui le famiglie faranno domanda, si riceverà il contributo fino al massimo di 1000 € o entro dicembre o entro luglio».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 14:16

Luciano D'Amico: «In Abruzzo le risorse pubbliche vengano impiegate con criterio»

Il candidato per il Csx accusa il Governo di usare i fondi come strumento di consenso

«Un abruzzese che percepisce uno stipendio di 1500€ netti in busta paga, arriverebbero a pagare fra i 30 e i 40 euro al mese di addizionale regionale Irpef e credo che quelle risorse sarebbero molto più utili per gli abruzzesi per poter arrivare a fine mese e non per finanziare associazioni, enti, amici degli amici». In vista del prossimo consiglio regionale, in programma oggi a L’Aquila, Luciano D’Amico il candidato del campo largo alle elezioni suppletive per la Camera dei Deputati nel collegio di Chieti, fissate per il 15 e 16 novembre prossimi, ha affrontato il tema dell’utilizzo dei fondi pubblici regionali «Risorse dei cittadini- dice- non del governo di turno». «Questi fondi dovrebbero essere utilizzati con criteri oggettivi e utilizzati anche per ridurre il carico fiscale sugli abruzzesi che continuano a pagare l’addizionale regionale Irpef, di fatto, al massimo». D’Amico punta il dito contro il governo nazionale, «Colpevole -afferma- di utilizzare da anni le risorse pubbliche come mero strumento di consenso, di fronte a evidenti problemi strutturali che gravano sui cittadini». «Basta con questo amichettismi e basta con questo giorgettismo; in quattro anni il governo nazionale non ha affrontato una sola delle riforme necessarie per il paese. Non ha posto in essere una sola politica economica di sostegno allo sviluppo, ma ha solo raccontato bugie durante la campagna elettorale, durante quattro anni di inutile governo e continua a farlo strumentalizzando, peraltro, i disordini di piazza che non è riuscito a prevenire». D’Amico conclude chiedendo correttezza e trasparenza da parte della Giunta regionale: «Dobbiamo parlare agli italiani, agli abruzzesi e ai cittadini della provincia di Chieti che torneranno alle urne per dire che i problemi vanno affrontati e risolti. Non abbiamo bisogno di consolazioni».

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 14:04

Presentato il terzo e ultimo appuntamento di Art Bike

Regole, sostenibilità e opportunità del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina

Si terrà il prossimo 22 ottobre al Palazzo Sirena a Francavilla al Mare, l’evento conclusivo della VI edizione di Art Bike

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 13:46

Spesa Feasr, l’Abruzzo supera il target 2026 già a settembre ed è sesto in Italia

Sviluppo rurale, nessun dato sui fondi ancora da impegnare e sui tempi di pagamento alle aziende

Al 30 settembre l’Abruzzo ha speso più di quanto la programmazione europea chiedeva per tutto il 2026. Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) ha già raggiunto e superato l’obiettivo annuale, e la Regione si colloca al sesto posto tra le Regioni italiane per percentuale di target raggiunto. Lo ha comunicato il vicepresidente della Giunta e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente. «Capacità di programmazione, tempestività amministrativa e attenzione alle esigenze delle imprese agricole», così Imprudente definisce le ragioni del risultato. Per capire il valore della notizia devo partire da come funziona la regola. Bruxelles non versa i fondi in una volta sola, fissa una soglia di spesa annuale e, se una Regione non la rispetta, rischia di perdere la parte di risorse che non ha utilizzato. Superare la soglia con tre mesi di anticipo significa quindi mettere al sicuro il denaro sonante per quest’anno. Funziona come il cantiere che chiude i lavori prima della scadenza del bando, i soldi restano disponibili e non tornano indietro. Il programma interessato è il Complemento di sviluppo rurale 2023-2027, lo strumento che finanzia gli investimenti delle aziende agricole e gli interventi nelle aree interne. Imprudente ha parlato di una credibilità nazionale rafforzata rispetto al passato e ha ringraziato la direttrice del Dipartimento e Autorità di gestione, Elena Sico, i dirigenti, il personale e l’assistenza tecnica. Il dato, però, ha un limite che quello che è stato annunciato non scioglie. La percentuale di raggiungimento dell’obiettivo misura la spesa certificata, cioè i pagamenti già rendicontati. Sarebbe più completo il discorso se venisse detto anche quanti agricoltori abbiano ricevuto davvero il contributo e quanto aspettino. Una Regione può spendere in fretta su pochi grandi progetti e lasciare indietro le domande più piccole. Nota a margine: il sesto posto dipende da come si sono mosse le altre, non sono stati indicati i valori delle Regioni che precedono l’Abruzzo né la cifra complessiva spesa. Un’impresa che ha presentato domanda quest’anno dovrebbe controllare lo stato della pratica sul portale dell’organismo pagatore e chiedere agli uffici regionali quando arriverà il saldo. Emanuele Imprudente ha chiuso dicendo che il risultato impegna la Regione Abruzzo a migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse europee.

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 13:22

Piersanti Mattarella, la mostra fotografica apre alle scuole fino al 29 ottobre

Documenti e testimonianze sul presidente della Regione Siciliana ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980

Le scuole hanno tempo fino al 29 ottobre per portare gli studenti a vedere «Il sogno spezzato. L’orizzonte politico e familiare di Piersanti Mattarella», la mostra fotografica inaugurata giovedì 8 ottobre e oggi aperta a tutti. Le visite riservate agli istituti si svolgono durante il mese e si possono ancora prenotare. L’esposizione è promossa da Banca del Fucino insieme a Fondazione Sicilia e Sicily Art

L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 13:21

Camorra, nove misure cautelari in sei province tra cui L’Aquila

Telefoni in carcere, droga ed estorsioni: l’inchiesta della Dda coinvolge sette clan napoletani

Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli e agenti del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di nove persone. Sono gravemente indiziate di diversi reati aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare organizzazioni camorristiche. Il provvedimento porta la firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, che ha accolto la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le persone coinvolte sono domiciliate o detenute in sei province, oltre a quella di Napoli, Siracusa, Catania, Cosenza e Rovigo c'è anche quella dell’Aquila. Le accuse comprendono l’uso illecito di telefoni e altri dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, il traffico di stupefacenti, l’estorsione, le lesioni personali, la violenza privata e la violenza usata per costringere altri a commettere reati. Le condotte, secondo gli investigatori, avrebbero favorito i clan Mazzarella, D’Amico, Troncone, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta, Avventurato e De Luca Bossa Minichini. Il metodo mafioso è un’aggravante, scatta quando un reato comune, come un’estorsione, viene commesso usando la forza di intimidazione di un’organizzazione, e la pena aumenta. La finalità di agevolazione vale quando lo scopo è aiutare un clan. Pensiamo a un detenuto nel carcere di Sulmona che, con un cellulare nascosto in cella, dà ordini a chi sta fuori, l’uso del telefono è già reato di per sé, e se serve a un gruppo la contestazione pesa di più. Il quadro è ancora parziale. Per L’Aquila non è noto quante persone siano coinvolte né se siano recluse in istituti del territorio. La presenza di un indagato in una provincia dice dove vive o dove sconta la pena, non dove opera il clan, leggere troppo in una mappa porta a conclusioni sbagliate. Lo ripeto, a scanso di equivoci, una misura cautelare non è una condanna. Il giudice valuta gravi indizi, il processo dovrà accertare i fatti e le difese potranno contestare le prove, anche davanti al Tribunale del riesame. 

 
L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 13:20

Abruzzo, la ripresa di Atessa dipende dai camion che portano via i veicoli

Nove mesi a 133.800 unità, 17,3% sul 2025, mentre Stellantis annuncia un miliardo di investimenti

Nei primi nove mesi del 2026 lo stabilimento Stellantis di Atessa, in provincia di Chieti, ha prodotto 133.800 veicoli commerciali, il 17,3% in più dello stesso periodo del 2025, quando la produzione era scesa del 16%. È il 39,3% di tutta la produzione italiana del gruppo. Ma un furgone finito non vale niente finché resta nel piazzale, e dal piazzale esce quasi sempre su un camion. In Italia il 90% delle merci viaggia su strada. In Val di Sangro questo dato si vede a occhio nudo. La fabbrica può costruire fino a 1.200 veicoli al giorno, nell’estate 2025 ne faceva circa 650, e lavora con pezzi che arrivano da fornitori vicini e consegne verso mezza Europa. Nessuno tiene grandi scorte perché si produce quello che serve, quando serve. Se i camion si fermano, in poche ore mancano i componenti e in pochi giorni i piazzali si riempiono. Il presupposto di tutto è che il camion ci sarà sempre e costerà il giusto. Basta che il gasolio rincari per far saltare il conto, e il colpo lo prendono i piccoli trasportatori, quelli con tre o quattro mezzi e poca liquidità. Una buona soluzione, concreta, è che nei contratti tra Stellantis, fornitori e trasportatori si inserisca una clausola che adegui il prezzo di ogni viaggio al costo del carburante, così il rincaro non pesa solo su chi ha meno forza. E poi, una parte delle consegne dovrebbe passare dalla strada al treno, partendo dall’interporto Val Pescara, che ha già un terminal per questo tipo di trasporto. La clausola non fa sparire il costo, lo sposta su Stellantis, che può scaricarlo sui fornitori o sul prezzo dei veicoli. Il treno funziona con carichi grandi e regolari, e servono carri, binari liberi e un raccordo vicino alla fabbrica. Se la quota su ferro resta piccola, il giorno in cui i camion si fermano non cambia quasi niente. Non sono più un giovincello e ricordo che quarant’anni fa un blocco dei TIR durò quattro giorni. Dal secondo in poi il danno diventò ogni giorno più pesante del precedente. Ma certe lezioni, purtroppo, non servono a niente.

 
L'Aquila 20 Ottobre 2026 ore 13:18

Zafferano dell’Aquila DOP, la Camera di Commercio lascia i controlli

Agli operatori è arrivata una PEC. Ora si attende l’incontro in Regione e il raccolto è alle porte

La Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia non vuole più fare da organismo di controllo e certificazione dello Zafferano dell’Aquila DOP. Lo ha comunicato con una PEC agli operatori della filiera, che l’hanno saputo così, senza una telefonata né un incontro prima. Non è un dettaglio perché la rinuncia riguarda chi verifica che quello venduto nei barattoli sia davvero zafferano dell’Aquila. Una DOP vale perché qualcuno autorizzato controlla e certifica. Senza quell’ente il nome non si può mettere in etichetta e il prezzo più alto garantito dalla denominazione svanisce. Il momento pesa, i fiori del croco si raccolgono a mano in autunno, e chi ha ordini da evadere deve sapere con quale ente chiudere la partita. Proviamo a pensare a chi rifornisce un ristorante o un negozio di specialità. Il cliente pretende il marchio sul vasetto, e senza certificazione quel vasetto vale meno. Le ragioni della Camera di Commercio non sono note ufficialmente, forse politicamente si, ed è il primo limite di questa faccenda. Finora c’è solo la versione dei produttori, un dialogo mai costruito con la filiera e un Comitato di Certificazione sentito come lontano. Sono accuse da verificare e l’ente dovrebbe rispondere nel merito, invece di lasciar parlare una PEC. Buona creanza e intelligenza vogliono che chi gestisce un controllo pubblico spieghi le proprie scelte a chi ne subisce gli effetti. La questione che nessuno dice ad alta voce, per mancanza di coraggio forse, è che un nuovo organismo si trovi in poche settimane. Non è scontato. Serve un soggetto con i requisiti richiesti, serve un passaggio formale, servono costi che qualcuno pagherà e se toccheranno ai piccoli produttori, già alle prese con una coltura che chiede molta manodopera, qualcuno potrebbe smettere di certificarsi. La soluzione più concreta è semplice. Una data scritta per il passaggio di consegne, comunicata a ogni iscritto, un elenco pubblico degli enti candidati con i costi previsti e l’impegno di Regione e Consorzio a non interrompere i controlli nel frattempo. I produttori aspettano ora l’incontro convocato dalla Regione Abruzzo. Il Consorzio di Tutela deciderà le iniziative solo dopo aver ascoltato le proposte che verranno fuori dal tavolo di discussione.

 

L'Aquila 19 Ottobre 2026 ore 19:18

Rigopiano: la Procura di Perugia presenta Ricorso in Cassazione

L'impugnazione del pg Sottani articolata in 3 punti contro la sentenza dell'appello bis

Il procuratore generale di Perugia Sergio Sottani ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'appello del capoluogo umbro nel processo bis di secondo grado per la tragedia dell'hotel Rigopiano. Articolata in 21 pagine, l'impugnazione si concentra su tre punti: la posizione dell'ex sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, quella del tecnico comunale Enrico Colangeli e il calcolo dei termini di prescrizione. In merito al primo punto, il procuratore generale contesta l'esclusione della responsabilità di Lacchetta. Secondo il ricorso, anche in assenza della Carta valanghe il sindaco avrebbe dovuto adottare ordinanze urgenti in grado di prevedere quanto accaduto, in qualità di garante della pubblica incolumità. La seconda contestazione riguarda l'ex funzionario dell'ufficio tecnico comunale, Colangeli: per il procuratore generale, anche il tecnico aveva una posizione di garanzia derivante dal Testo unico degli enti locali e dalla legge regionale. Il suo ruolo comprendeva inoltre la partecipazione alla commissione comunale per la prevenzione del rischio valanghe. Il terzo punto investe tutti gli imputati e riguarda la prescrizione. Sottani in particolare nel ricorso propone una diversa interpretazione dell'articolo 157 del codice penale, affinché il raddoppio dei termini sia applicato anche all'omicidio colposo plurimo e non come attualmente previsto per il solo disastro colposo. Il ricorso del Procuratore Generale di Perugia si aggiunge al lungo elenco presentato alla Corte di Cassazione in merito alla tragedia del 18 gennaio 2017, valanga travolse e distrusse l'hotel causando la morte di 29 persone; La sentenza d'appello impugnata era arrivata dopo oltre otto ore di camera di consiglio e aveva disposto tre condanne, cinque assoluzioni e due prescrizioni. Erano stati condannati a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci. Assolti invece Lacchetta, Colangeli e i dirigenti regionali Carlo Giovani, Sabatino Belmaggio ed Emidio Primavera. Per gli ex dirigenti della Provincia di Pescara Mauro Di Blasio e Paolo D'Incecco era stata dichiarata la prescrizione. Il processo bis si era svolto a Perugia dopo che la Cassazione aveva disposto un nuovo giudizio di secondo grado per dieci persone: sei dirigenti della Regione Abruzzo, l'ex sindaco di Farindola, il tecnico comunale e i due funzionari della Provincia di Pescara. Per questi ultimi quattro, già condannati dalla Corte d'appello dell'Aquila, era stata disposta una nuova valutazione delle posizioni per le accuse di omicidio e lesioni colpose plurime.

L'Aquila 19 Ottobre 2026 ore 17:03

1600 alloggi C.A.S.E a Invimit, Verini e Padovani: «Comune dell'Aquila ci ripensi»

Per i due consiglieri di minoranza il patrimonio abitativo post sisma deve rimanere in mano pubblica e non diventare un fondo immobiliare

Il Comune dell'Aquila fermi e rimetta in discussione il progetto di affidare 1600 alloggi del progetto CASE ad Invimit, società controllata dal Ministero dell'Economia.

I consiglieri di minoranza Enrico Verini e Gianni Padovani tornano su una questione già affrontata ad inizio estate, e stavolta prendono una posizione ancora più netta.

Centrale è il tema del diritto all'abitare, che nell'ultimo periodo si è preso sempre più spazio.

Un diritto che sembrava inalienabile è ora invece messo a serio rischio da un combinato disposto fatto di prezzi schizzati alle stelle (sia per l'acquisto che anche solo per l'affitto di una casa) e di una progressiva finanziarizzazione del mercato immobiliare. 

Proprio su questo aspetto, guardando al progetto Comune dell'Aquila-Invimit, si concentrano Verini e Padovani.

Invimit andrebbe a gestire un fondo immobiliare e il timore (espresso a più riprese) è che lo possa fare in un'ottica di resa economica.

In realtà, in passato la stessa Invimit aveva allontanato questa ipotesi parlando di una gestione dei CASE che sarebbe stata improntata alla creazione di opportunità di residenzialità a canone calmierato.

Ma il nodo che oggi Verini e Padovani evidenziano ha una sfaccettatura diversa.

I 1600 alloggi del progetto CASE dovrebbero rimanere un patrimonio pienamente pubblico ed al servizio della comunità.

Così facendo, sarebbe il Comune a poter mettere in campo in prima persona politiche incisive di sostegno abitativo e sociale.

Insomma, una parte politica che sia davvero protagonista e non semplice delegante verso scelte e strategie decise da altri.  

L'Aquila 19 Ottobre 2026 ore 15:43