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L’Aquila: ex Inam, gara da 3,17 milioni per il secondo lotto del parcheggio

L’appalto vale circa 3 milioni e 174mila euro e prevede 239 giorni di cantiere dalla consegna dei lavori

Il Comune dell’Aquila ha avviato la gara d’appalto per il secondo lotto dei lavori all’ex Inam, in via XX Settembre, dove sorgerà un parcheggio pubblico. Il via è arrivato dopo l’approvazione in Giunta del progetto esecutivo, cioè quello con tutti i dettagli tecnici necessari per aprire il cantiere. Questa parte dell’opera vale circa 3 milioni e 174mila euro, quasi il 60 per cento dell’investimento complessivo di 5 milioni e 310mila. I fondi sono stati assegnati dal CIPESS, il comitato interministeriale che destina risorse statali ai progetti ritenuti prioritari, con la delibera numero 37 del 2025. Per l’esecuzione sono previsti 239 giorni, circa otto mesi, che decorrono dalla consegna dei lavori. In pratica le imprese presenteranno le offerte, il Comune assegnerà l’appalto e solo dopo potrà fissare l’inizio del cantiere, da cui parte il conto dei giorni. Oggi quindi non si può dire quando il parcheggio sarà utilizzabile. L’edificio dell’ex Inam è inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Nel settembre 2025 il Comune lo ha acquisito dalla ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Il piano prevede la demolizione e poi la costruzione di un’area di sosta per residenti, lavoratori e attività economiche, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al centro storico. È chiaro che non si tratta soltanto di riqualificare un’area della città, ma di recuperare uno spazio strategico e renderlo nuovamente utile alla comunità. Con l’avvio della procedura di gara sembra che si compia un altro passo verso questo obiettivo. L'amministrazione comunale è convinta che l’ex Inam sia un’area centrale della città che per troppo tempo è rimasta segnata dalle conseguenze del terremoto. Oggi siamo nelle condizioni di cambiare finalmente il volto di questo spazio e di restituirlo alla comunità con una funzione concreta.

 

 

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 16:42

Abruzzo, mammografia chiesta a settembre 2026 e fissata al 12 dicembre 2028

Federconsumatori: rinuncia alle cure il 12,6% contro il 9,9% nazionale. Comitato fermo da luglio 2024

Una mammografia bilaterale richiesta a settembre 2026 è stata fissata al 12 dicembre 2028. Sono oltre 800 giorni, più di due anni e tre mesi, per un esame di prevenzione. Il caso lo riferisce Federconsumatori Abruzzo, che contesta le recenti dichiarazioni dell’assessora regionale alla Salute. Per le prestazioni in classe P, quelle programmabili, il limite è di 120 giorni. L’associazione ha documentato un’attesa di circa 250 giorni in questa classe e sostiene che casi simili siano frequenti, ma non dice quante segnalazioni abbia raccolto. Quando intervengono i suoi uffici i tempi vengono spesso rispettati. Molti cittadini però rinunciano agli esami o si rivolgono al privato o a strutture fuori regione. Secondo Federconsumatori gli indicatori Agenas misurano la quota di prestazioni erogate nei tempi e non l’accesso reale alle cure, quindi non mostrano chi rinuncia. Nel 2024, dicono le rilevazioni ufficiali, ha rinunciato alle cure il 12,6% degli abruzzesi contro il 9,9% della media nazionale, cioè circa 160.000 persone. L’associazione collega queste rinunce alle attese. Pesano anche i ticket. Il nuovo prontuario li ha aumentati in media del 5,8% per 448 prestazioni di specialistica e diagnostica e per 222 protesi e ausili. A livello nazionale pesano per oltre 27 milioni l’anno e il Ministero della Salute calcola 1,50 euro in più a persona. Nella ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila sono arrivate migliaia di cartelle esattoriali per presunte mancate disdette, anche di dieci anni fa, e l’associazione ha avviato ricorsi. La ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti ha avviato il recupero tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Secondo l’associazione, le richieste hanno colpito anche chi aveva disdetto o è esente da ticket. Federconsumatori chiede di riconvocare il comitato tecnico regionale per le liste di attesa, che a suo dire non si riunisce dal luglio 2024, e un tavolo in ogni ASL per applicare la carta dei servizi. Chiede anche che l’azienda proponga percorsi alternativi senza oneri quando non rispetta i tempi. L’associazione ha poi annunciato che intende aderire allo sciopero del 20 novembre indetto dalla CGIL.

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 16:39

L’Aquila, al via la gara per rifare strade e piazze del centro: 2,2 milioni

Progetto approvato dalla Giunta il 19 agosto. Ora l’appalto passa alla Centrale unica di committenza

Il Comune dell’Aquila ha avviato la procedura di gara per riqualificare alcune strade e piazze del centro storico. L’investimento supera i 2,2 milioni di euro ed è finanziato per intero con il Programma nazionale complementare al Pnrr, il fondo destinato alla ricostruzione dopo il terremoto. Sono risorse nazionali che si aggiungono a quelle europee del Pnrr. Con una determinazione dirigenziale il Comune ha approvato gli atti di gara e ha delegato la Centrale unica di committenza, l’ufficio che svolge la procedura per conto dell’ente e porta all’affidamento dei lavori. Il provvedimento segue la delibera con cui la Giunta, il 19 agosto, aveva approvato il progetto esecutivo, cioè la versione più dettagliata del progetto, quella su cui le imprese possono calcolare la loro offerta. I lavori riguarderanno via Cavour e piazza San Filippo, via Marrelli e piazza Machilone, via Patini, via Tre Marie, via delle Aquile e la parte di piazza Santa Margherita accanto a Palazzo Margherita. Il Comune parla di spazi pubblici più curati e più facili da usare, con opere che devono rispettare le caratteristiche storiche e architettoniche del centro. Il termine per l’esecuzione è di 212 giorni dalla consegna dei lavori, poco più di sette mesi. Il conteggio parte dunque dal verbale con cui l’impresa vincitrice prende in carico i cantieri e non dalla pubblicazione del bando. La scadenza per presentare le offerte e l’importo posto a base di gara, sono dati che si ricavano dagli atti pubblicati dalla Centrale unica. L’amministrazione colloca l’intervento in un percorso più ampio di rigenerazione urbana del centro storico, pensato per i residenti e per le attività commerciali oltre che per i visitatori. Per l'amministrazione comunale con la riqualificazione del centro storico intende investire sulla qualità della città e sul suo futuro. Con questi interventi si vuole restituire decoro e funzionalità a strade e piazze.

 
L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 16:37

A Torricella Sicura a protesta non si ferma

Dieci operai hanno occupato l’area del cantiere chiedendo 70mila euro di stipendi arretrati

Non è bastata la lunga e drammatica giornata di ieri a chiudere la vertenza nel cantiere di Piano Grande, a Torricella Sicura. Ieri sembrava che tutto fosse a posto. E invece no, questa mattina la tensione è tornata a salire: un nuovo gruppo di 10 operai è tornato a protestare per chiedere il pagamento delle somme che sostiene di dover ancora ricevere per il lavoro svolto. I lavoratori hanno occupato l’area del cantiere affermando che le spettanze arretrate ammonterebbero a circa 70mila euro.  A metà mattinata si è raggiunto, a quanto pare, un accordo dopo le trattative con il titolare della ditta che avrebbe promesso il pagamento tramite bonifici. Solo il giorno prima tre lavoratori di nazionalità egiziana sono saliti  su un’impalcatura, a Torricella Sicura, minacciando di lanciarsi nel vuoto se non avessero ottenuto quanto dovuto. La complessa trattativa è andata avanti dalla serata precedente all'interno del cantiere edile. Il negoziatore dei carabinieri e anche il sindaco di Torricella, Daniele Palumbi, hanno messo in contatto telefonico un rappresentante a terra degli operai con un emissario della impresa di Modugno, in provincia di Bari, che ha preso in subappalto la ristrutturazione dell'edificio finanziato con il Superbonus 110%. Le proposte formulate, però, non sono state inizialmente accettate dai lavoratori che ritenevano non affidabile l'impegno di versare l'importo con un anticipo di un quarto  dell’importo vantato e il resto entro i primi 10 giorni di novembre. I tre operai fanno parte di un gruppo di una decina di lavoratori di una piccola impresa di Milano che sarebbe in ulteriore subappalto rispetto alla affidataria iniziale. Anche gli altri lavoratori avevano manifestato l'intenzione di protestare allo stesso modo, ma poi avevano desistito lasciando il cantiere per far rientro nel Nord Italia. Si vede che ci hanno ripensato e sono tornati all’attacco per veder corrisposte le spettanze. La problematica nascerebbe da una questione di subappalti. La prima impresa, con sede a Torricella Sicura, avrebbe affidato i lavori a una seconda azienda di Bari. Quest’ultima avrebbe a sua volta subappaltato l'intervento a una terza ditta di Milano, per la quale lavorano gli operai.

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:56

Brutale aggressione a colpi di martello frangi vetro. Vittima un sedicenne

Ancora sangue a Teramo e ancora una volta sono protagonisti giovanissimi

Un litigio tra giovanissimi è sfociato in una brutale aggressione a colpi di martello frangi-vetro nei pressi dell’istituto tecnico industriale, poco prima dell'inizio delle lezioni. La vittima è un ragazzo albanese di 16 anni, trasportato d'urgenza in ospedale in codice rosso dopo aver ricevuto due o tre colpi alla testa, mentre l'aggressore, un coetaneo di origini senegalesi, si è dato alla fuga. L'aggressione è avvenuta lungo il percorso quotidiano degli studenti, vicino a un negozio di mangimi per animali e a pochi metri dall'ingresso della scuola. Tra i due adolescenti sarebbe scoppiata una discussione per motivi ancora da chiarire, degenerata rapidamente quando l'aggressore avrebbe estratto il martelletto. Dopo aver colpito il compagno alla testa, l'aggressore si sarebbe disfatto dell'arma scappando a piedi per le vie limitrofe. La scena si è consumata davanti a diversi passanti e compagni di scuola che stavano raggiungendo i plessi vicini. Una studentessa ha raccontato di aver visto il ragazzo coperto di sangue e di aver cercato di tamponare le ferite con dei fazzoletti mentre gli altri presenti chiamavano i soccorsi. I sanitari del 118 hanno stabilizzato il sedicenne sul posto e lo hanno trasferito d'urgenza al pronto soccorso. Il giovane ha riportato profondi traumi cranici e le sue condizioni restano serie, ma non sarebbe in pericolo di vita. Le forze dell'ordine sono intervenute sul posto per effettuare i rilievi scientifici e raccogliere le testimonianze. Gli investigatori stanno ora analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire il movente e verificare se l'aggressore avesse portato l'arma da casa, configurando la premeditazione.

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:51

Operazione “Halloween sicuro”

Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Teramo oltre 27.000 prodotti irregolari

Nell’ambito delle operazioni di contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, predisposto con l’avvicinarsi della “festa di Halloween”, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Teramo ha sequestrato oltre 27.000 prodotti irregolari. I finanzieri della Compagnia di Giulianova hanno individuato un’attività economica al dettaglio a Mosciano Sant’Angelo, gestita da un soggetto extracomunitario, che commercializzava articoli attinenti “Halloween” in violazione delle disposizioni previste dal “Codice del Consumo”. Più nel dettaglio gli articoli commercializzati, tra cui maschere, trucchi per i bambini, gadgets e prodotti di cancelleria, erano sprovvisti delle informazioni minime identificative del prodotto, quali nome del fabbricante, Paese di produzione, indicazione dell’importatore, che, a norma di legge, devono essere obbligatoriamente presenti in modo visibile e leggibile sulle confezioni e riportate in lingua italiana. L’indicazione di queste informazioni, obbligatorie ai fini della regolare commercializzazione sul territorio nazionale, garantisce al consumatore finale sia la conoscenza necessaria sulla natura del prodotto da acquistare, sia la sicurezza per la propria salute al momento del suo utilizzo. I 27.238 prodotti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo prima della successiva confisca e distruzione, mentre il venditore ispezionato è stato segnalato alla Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia per la contestazione della sanzione amministrativa prevista che varia da un minimo di 516 a un massimo di 25.823 euro. L’attività della Guardia di Finanza nel settore della contraffazione e della sicurezza prodotti ha lo scopo di tutelare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi agli standard qualitativi imposti dalla normativa europea e nazionale, affinché gli operatori economici onesti possano operare in condizioni di leale concorrenza e mirando altresì a garantire la salute del consumatore finale.

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:44

Nel capoluogo torna il "Trekking Urbano" in collaborazione con il CAI

Appuntamento a sabato 31 ottobre per un'iniziativa che fonde cultura e sport. Centrale, per questa edizione, la figura di San Francesco.

Il trekking urbano torna a L'Aquila sabato 31 ottobre, con un appuntamento che si preannuncia come imperdibile per famiglie, ragazzi e anche turisti presenti in città. L'iniziativa nazionale arriva alla 23esima edizione e si propone come un momento di unione tra lo sport e la cultura aquilana oltre che come un evento che fa della sinergia tra diversi enti la ricetta giusta per replicare e superare i successi passati.

«Aderiamo alla giornata nazionale del Trekking Urbano - spiega l'assessore al turismo Ersilia Lancia - e lo facciamo raccogliendo l'invito del Comune amico di Siena. Voglio ringraziare anche la collega Vanna Giunti per questo. Questa edizione importante ha un claim che - va avanti - quest'anno si concentra su San Francesco "Sulle tracce dell'essenziale", per noi molto importante anche per un aspetto turistico e non soltanto. Ci avvaliamo ancora una volta della collaborazione del Cai e sono aperte le iscrizioni. Sappiamo che il 31 ottobre sarà una bellissima giornata di trekking urbano a L'Aquila, per gli aquilani ma anche - conclude - per quanti in quella giornata si troveranno a visitare la nostra bellissima città».

La figura di Francesco sarà centrale per l'iniziativa così come l'amore per la montagna che contraddistingue l'operato del Club Alpino Italiano. Nel percorso, che prevede anche una sezione dedicata all'inclusione sociale, saranno messi in luce tanto i principali siti culturali della città quanto la catena montuosa del Gran Sasso, parte del patrimonio ambientale della città e dell'Abruzzo più in generale.

«Siamo davvero contenti - commenta il presidente del Cai L'Aquila Ugo Marinucci - di tornare a collaborare con il Comune dell'Aquila in questo trekking urbano che è un po' nelle nostre corde. È dal 2023 che abbiamo rilanciato questo percorso con totem sparsi in tutta L'Aquila». «É un percorso in città che - spiega il referente Corrado Marsili - comunque guarda le montagne. Un percorso semplice, aperto a tutti e c'è, nella sezione pomeridiana delle 14:30, la presenza anche di persone diversamente abili quindi anche quest'altro settore riusciamo a coprirlo. È un percorso - chiude - che si rivolge anche alle famiglie».

vento, però, ha già fatto il pieno di iscrizioni. Per chiunque volesse partecipare, infatti, basterà aprire la pagina web del Cai L'Aquila e prenotare un posto. La chiusura delle iscrizioni è fissata per giovedì 29 ottobre.

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:13

UIL: un nuovo futuro per le aree interne abruzzesi

Al teatro San Filippo una mattinata all'insegna di dati e proposte innovative. Presente anche il segretario nazionale Bombardieri.

Ci sono nuovi dati al centro dell'evento che, ieri mattina, è andato in scena nel Teatro San Filippo dell'Aquila. Dati sviluppati dal centro studi Eures in collaborazione con la sigla sindacale Uil, che ha potuto trattare il tema della aree interne abruzzesi con una prospettiva quasi scientifica per delineare le principali istanze della popolazione che vi risiede.

In Abruzzo, si sa, il tema riguarda un'ampia fetta del territorio, anche se il rapporto tra la superficie delle aree interne regionali e la popolazione che ospitano, proprio per la carenza di servizi e di collegamenti con i principali centri urbani, è davvero sbilanciato.

«In questa regione - spiega il segretario di Uil Abruzzo Michele Lombardo - 202 comuni su 305 sono aree interne, 450.000 sono gli abitanti delle aree interne, più di un terzo del milione e 270 mila abitanti in tutto l'Abruzzo. C'è una condizione nella quale bisogna tornare a dare un senso per resistere in queste in queste zone, ma soprattutto per dare alle nuove generazioni quell'opportunità di lavoro, quell'opportunità di potersi costruire una famiglia, quello l'opportunità di poter avere una casa - chiude - in queste in queste aree».

Particolarmente attesa la presenza del segretario nazionale della sigla, Pierpaolo Bombardieri, che ha fatto il punto sugli interlocutori da coinvolgere, anche a livello nazionale, per dare seguito all'impegno, per ora essenzialmente formale, preso dalla politica per sostenere le aree più marginali in Abruzzo.

«Vorremmo fare delle proposte, - commenta ai nostri microfoni - vorremmo fare in modo che, grazie anche alla Regione, le persone che abitano in queste parti del territorio non si sentono persone di serie B. Le diseguaglianze colpiscono sempre i più deboli e quindi in modo particolare giovani, anziani, donne e chi vive di disagio sociale in modo più forte. È un modo - continua - per chiamare la politica all'assunzione di responsabilità che secondo noi sono importanti. Si tratta di un meccanismo che riguarda il territorio delle aree interne, in generale in tutta Italia abbiamo delle aree che rischiano di essere completamente disabitate. Proviamo invece a ricordare che ci sono aree del territorio, ma le stesse periferie delle città, che hanno bisogno di interventi altrimenti - conclude - non possiamo lamentarci se i nostri ragazzi si lamentano che mancano cose importanti».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:12

Quasi cento GAL riuniti per il "Forum Leader" 2026

A L'Aquila la due giorni che fa della sinergia la propria forza. Al centro anche i finanziamenti che arriveranno dall'Unione Europea.

Quasi cento tra i Gruppi di Azione Locale italiani hanno risposto all'invito per l'edizione 2026 del "Forum Leader", un'appuntamento di portata nazionale che trova la sua casa a L'Aquila, per una due giorni di concertazione e programmazione di iniziative comuni.

Al centro le aree interne, quelle marginali geograficamente e spesso distanti dai servizi essenziali. Quelle zone che, come nell'appennino abruzzese, necessitano di particolari politiche che ne sostengano lo sviluppo e che si pongano come argine alle criticità maggiormente sentite.

«Noi diciamo sempre - apre Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso-Velino - che quando un giovane, oppure una famiglia giovane decide di aprire un negozio, una bottega, un artigiano, un'iniziativa di tipo commerciale di natura ovviamente economica economica, non lo fa perché ha bisogno di sopravvivere ma perché fa una scelta importante e decide di scegliere in quel borgo in quella parte di montagna in quel paese e quindi garantisce un presidio umano».

Al centro la programmazione dei fondi europei per il quadriennio che va dal 2028 al 2032, usando il passato e i risultati conseguiti come bussola per orientare l'azione congiunta dei Gal nazionali.

«Un incontro che - continua Federico - ci vede impegnati nell'analizzare quelle che sono state le programmazioni appena chiuse ma soprattutto quelle che saranno le programmazioni future. In particolar modo tra il 2028 e il 2034, dove vorremmo e proporremo sicuramente delle iniziative ai rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura. Praticamente daremo a loro i risultati ma soprattutto - conclude - la prospettiva futura».

Fondamentale, inoltre, il contatto tra realtà molto distanti ma che, spesso e volentieri, condividono gran parte delle criticità. Ne abbiamo parlato con la presidente del Gal della Valle d'Aosta, una regione in massima percentuale montuosa e che combatte con il dramma dei collegamenti tra i centri abitati più marginali.

«Questi momenti di confronto - ci racconta Marta Anello - sono fondamentali anche perché ci sono delle affinità. Ad esempio anche noi dalla Valle d'Aosta abbiamo un territorio montano, siamo un po' mal collegati con con il resto dell'Italia e abbiamo delle aziende piccole. Quello che mi è piaciuto molto è che c'è una risonanza anche con la città dell'Aquila e con i Gal e che entrambe sono delle realtà resilienti che cercano nonostante le difficoltà di portare avanti delle progettualità e di creare nuove opportunità - conclude - per la popolazione che ci abita».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:11

"Oltre la città intelligente": costruire una nuova resilienza territoriale

Il momento di confronto ha raccolto numerosi esperti da vari ambiti per collegare i tanti dati che nascono sul territorio in un ampio sistema di tutela.

La resilienza dei territori non si improvvisa, si costruisce con un fondamentale percorso che attraversa la lettura dell'ambiente e il monitoraggio delle principali criticità che ci presenta. Per farlo Spee ha organizzato un momento di confronto in collaborazione con alcune delle realtà di ricerca più attive sul territorio. Il titolo è "Oltre la Città intelligente" e l'obiettivo è quello di mettere a sistema le informazioni che arrivano dagli studiosi per costruire processi di tutela territoriale.

«Tutte queste tecnologie - spiega il presidente di Smee Luciano Ardingo - emettono dati e questi dati sono tanti, se rimangono non condivisi e non utili per le persone diventa caos digitale. Ecco perché occorre andare oltre e quindi l'intelligenza tecnologica deve necessariamente - conclude - diventare un intelligenza collettiva».

Fondamentale, per un processo tanto ambizioso, il coinvolgimento delle realtà più adatte. Perché se la raccolta dei dati non è abbastanza per conoscere e, di conseguenza, decidere, è altrettanto vero che riunire i dati in sistemi efficienti consente una gestione che, se non elimina l'incertezza, aiuta a gestirla.

«Ci sono - commenta Eugenio Coccia, presidente della commissione Grandi Rischi - delle condizioni in cui c'è consapevolezza, c'è conoscenza, c'è sviluppo tecnologico ossia ci sono proprio gli ingredienti per poter, da questa territorio, far partire un progetto importante a livello nazionale. L'importante è metterli a sistema perché siamo siamo messi bene come conoscenza e come produzione di dati però - chiude - questi dati vanno messi vanno messi insieme».

Coinvolto anche il tema prettamente politico, con l'intervento dedicato alla direttiva comunitaria che si propone come modello per la creazione di un sistema di conoscenza territoriale molto efficiente.

«Ci riferiamo - commenta il Col. Franco Federici, consigliere militare del presidente del Consiglio dei ministri - alla protezione fisica delle infrastrutture critiche da qualunque tipo di minaccia, antropica o non antropica. La direttiva UE è stata recepita nell'ordinamento nazionale con un specifico decreto legislativo e - spiega - siamo in una fase direi piuttosto avanzata del processo. È stata approvata dal presidente del Consiglio la strategia nazionale per la resilienza delle infrastrutture critiche, è stata diramata una valutazione del rischio e siamo adesso in una fase, insieme all'autorità settoriale competente, volta all'individuazione - chiude - degli operatori critici».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 14:09

Trattamento sanitario obbligatorio: tra libertà personale e diritto di difesa

Il tema al centro di un convegno promosso dal Comitato delle Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati

Il Comitato delle Pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara affronta il delicato tema del trattamento sanitario obbligatorio (TSO), in un convegno che mira a sottolineare le garanzie costituzionali a tutela della libertà personale e del diritto di difesa, nonché la condizione delle persone affette da patologie psichiatriche in ambito penitenziario. «La Corte Costituzionale è intervenuta proprio perché si è resa conto che purtroppo il meccanismo originario della legge del ‘78 non prevedeva, in maniera chiara ed espressa, la tutela dei pazienti- afferma il Presidente del Comitato delle Lari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati Marco Pellegrini-. Adesso è stato previsto, da parte della Corte Costituzionale, con una sentenza che potremmo definire “additiva”una serie di obblighi, ovverosia sentire personalmente la persona rispetto a cui si chiede il TSO, l’obbligo della difesa tecnica (quindi la convocazione di un difensore anche d’ufficio) e la necessità di motivazione dei provvedimenti in maniera più puntuale rispetto al passato». Il convegno diventa così momento di approfondimento e confronto tra avvocatura, magistratura, professionisti sanitari e mondo del volontariato su un tema di particolare delicatezza, in cui si intrecciano diritti fondamentali, responsabilità delle istituzioni, tutela della salute e dignità della persona.  «Noi riteniamo che sia necessario considerare la questione da un punto di vista sia umano che giuridico- continua Pellegrini-. D’altronde gli avvocati devono avere anche un minimo di empatia, essere capaci di contemperare la tutela del proprio cliente con le necessità dell’ordinamento e di salvaguardare il benessere delle persone, soprattutto se si tratta di persone malate», sostiene il Presidente.  Le recenti evoluzioni della disciplina del Tso, come sottolineato da Pellegrini, diventano così un segno di civiltà importante,  che mira a rafforzare e ampliare le tutele riconosciute alle persone destinatarie del provvedimento. «Come diceva Terenzio, il commediografo- conclude Pellegrini- “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” ( Nulla di ciò che è umano mi è estraneo)».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 13:59

Contro carovita e guerre: Usb Abruzzo e Molise si prepara alla mobilitazione

Lo sciopero nelle piazze di Pescara, Campobasso e Termoli, atteso l'incontro con il prefetto

«Usb Abruzzo Molise ha convocato tre piazze: a Pescara in Piazza Italia, davanti alla prefettura, poi ci sarà un’altra piazza Campobasso e uno a Termoli; saranno piazze molto partecipate soprattutto da giovani generazioni, quindi da studenti che reclamano un futuro migliore e non accettano quello che stanno rovinando i governi europei, compreso quello italiano». È questo il duro affronto del Responsabile Unione Sindacale di Base (Usb) Abruzzo e Molise, Romeo Pasquarelli, che a poche ore dallo sciopero, in programma domani, 30 ottobre davanti la sede della Prefettura a Pescara e promosso da tutte le categorie pubbliche e private contro il caro vita, ha esposto le motivazioni della protesta. «Venerdì incontreremo il prefetto- fa sapere Pasquarelli-, abbiamo già ricevuto conferma che ci riceverà in prefettura a Pescara. In quell’occasione gli consegneremo un documento che porta le nostre istanze e le nostre richieste». Salari più alti, il ripristino della scala mobile, il blocco dei prezzi di beni essenziali, la riduzione dell’Iva su beni di necessità e lo stop alla speculazione, sono i punti fondamentali, che portano l’Unione Sindacale di Base a manifestare nelle piazze, non solo regionali, ma italiane. A questi si aggiungono la volontà di dire no al riarmo ed all’economia di guerra oltre alla necessità di garantire la difesa di lavoro e industria. Domani sarà anche una giornata di mobilitazione nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi, come sottolineato dalla sigla sindacale, che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi. «È il momento di abbassare i prezzi- continuano-, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra». «È una giornata di di rabbia repressa- conclude Pasquarelli-. Sarà una giornata di protesta all’interno di quelle che sono le regole a dispetto di tutta la campagna mediatica che è stata fatta negli ultimi giorni e basato sugli scontri di Milano mentre tutta l’Italia era ferma».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 13:55

L'Osservatorio regionale della Legalità premia a Pescara le Forze dell'Ordine

Riconoscimenti agli agenti coinvolti nell'operazione "Game Over", sequestrati beni per 1mln di euro

«Si vuole dare valore a chi dedica la propria vita al servizio dello Stato e al servizio della collettività, ma soprattutto si vuole mandare un messaggio chiaro alle nuove generazioni: in un periodo storico dove c’è la fascinazione della violenza, noi vogliamo accendere i riflettori su esempi positivi, esempi virtuosi». Lo afferma Francesco Prospero, presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità, che da sempre partecipa attivamente alla valorizzazione dei risultati della sicurezza sul territorio. A tal proposito si è svolto ieri a Pescara, nel Palazzo della Regione, un incontro istituzionale volto a celebrare i successi investigativi legati all’operazione "Game Over", che condotta in sinergia dalla Questura di Pescara e dalla Guardia di Finanza, ha permesso di sventare un clan criminale a base familiare operante nel capoluogo adriatico. «Questa operazione ci ha particolarmente colpito per diversi aspetti e il primo è proprio il titolo che vuol dire “gioco finito”, si riferisce perfettamente a chi pensa di poter vivere nell’arroganza, nella sopraffazione e nella violenza», aggiunge Prospero. Erano colpevoli sei persone residenti a Pescara (cinque di origine serba e una rom), risultate ufficialmente nullatenenti per oltre dieci anni nonostante uno stile di vita altamente agiato. «Un altro aspetto è la confisca dei beni alla criminalità organizzata; in questa operazione si parla di circa 1 milione di euro di beni. Il tutto si pone poi in stretto collegamento ad una legge che proviene da una proposta proprio dell’Osservatorio e della quale ero io il primo firmatario: si tratta della legge 82 del 2025, attraverso la quale abbiamo istituito un fondo per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata- continua il presidente-. Per le forze dell’ordine è sempre una vittoria, è una soddisfazione, ma lo è a metà. Invece è fondamentale restituire quei beni, che un tempo erano strumenti di male, alla collettività e trasformarli in strumenti di bene, con questa norma è possibile». Nel corso della cerimonia, è stato premiato anche un poliziotto che pur trovandosi fuori servizio è intervenuto per soccorrere un uomo colto da un malore in uno stabilimento balneare di Montesilvano.  «Le Forze dell’ordine non sono tali solo quando indossano la divisa, ma chi sceglie questa vita e chi sceglie di essere al servizio della collettività, dello Stato, chi sceglie di rischiare la propria vita, lo fa quotidianamente, 24 ore su 24- conclude Prospero-, questa ne è la dimostrazione».

L'Aquila 28 Ottobre 2026 ore 13:51

A Torricella Sicura tre operai salgono sull'impalcatura e minacciano di buttarsi giù

Al centro della vicenda una fattura non saldata di circa 9 mila euro. La situazione è rientrata nel pomeriggio dopo momenti di grande preoccupazione

Una fattura non saldata di circa 9mila euro è stata la causa scatenante che ha spinto tre lavoratori di nazionalità egiziana a salire su un’impalcatura, a Torricella Sicura, minacciando di lanciarsi nel vuoto se non avessero ottenuto quanto dovuto. La complessa trattativa andata avanti dalla serata di ieri all'interno di un cantiere edile in località Piano Grande. Il negoziatore dei carabinieri e anche il sindaco di Torricella, Daniele Palumbi, hanno messo in contatto telefonico un rappresentante a terra degli operai con un emissario della impresa di Modugno, in provincia di Bari, che ha preso in subappalto la ristrutturazione dell'edificio finanziato con il Superbonus 110%. Le proposte formulate, però, non sono state inizialmente accettate dai lavoratori che ritenevano non affidabile l'impegno di versare l'importo con un anticipo di un quarto  dell’importo vantato e il resto entro i primi 10 giorni di novembre. I tre operai fanno parte di un gruppo di una decina di lavoratori di una piccola impresa di Milano che sarebbe in ulteriore subappalto rispetto alla affidataria iniziale. Anche gli altri nella serata di ieri hanno manifestato l'intenzione di protestare allo stesso modo, ma poi hanno desistito lasciando il cantiere per far rientro nel Nord Italia. I tre hanno invece deciso di attuare la protesta in una maniera più eclatante, salendo questa mattina presto sull'impalcatura. Hanno anche rifiutato un incontro in municipio proposto dal primo cittadino in un primo momento alle 17 e poi anticipato alle 15, facendo intendere, nella loro lingua, dall'alto dell'impalcatura, che non intendono scendere, se non addirittura tentare gesti estremi, se non incasseranno quanto loro dovuto. Un negoziatore del Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo ha condotto nel pomeriggio i colloqui nel tentativo di convincere i tre uomini a desistere. Il militare li ha invitati ripetutamente a scendere per avviare un confronto con le parti coinvolte e le autorità. Ad ostacolare le comunicazioni c'è anche la barriera linguistica: i cittadini stranieri non parlano italiano, motivo per cui è stato chiesto l'intervento sul posto di un mediatore culturale. La vicenda sarebbe legata a un meccanismo di doppio subappalto. La prima impresa, con sede a Torricella Sicura, avrebbe affidato i lavori a una seconda azienda di Bari. Quest’ultima avrebbe a sua volta subappaltato l'intervento a una terza ditta di Milano, per la quale lavorano i tre egiziani. Nel corso della notte, altri operai della stessa azienda milanese hanno lasciato il cantiere per fare rientro nel capoluogo lombardo. Sul luogo dell'emergenza, oltre ai Carabinieri, sono stati costantemente presenti i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118 e il sindaco di Torricella Sicura, Daniele Palumbi. Il primo cittadino si è attivato in prima persona per contattare la ditta capofila della catena di appalti, così da verificare l'esistenza di margini per il pagamento immediato della fattura contestata. Solo alle 15.15 uno dei lavoratori ha deciso di scendere dall’impalcatura di 10 metri per portare avanti una trattativa che, a quanto sembra, è andata a buon fine. Dopo interminabili ore, anche gli altri due lavoratori hanno deciso di scendere dall’impalcatura mettendo la parola fine ad una giornata intensa ricca di preoccupazione per tutta la comunità torricellese. A quanto sembra, per evitare ulteriori problematiche, l’imprenditore committente, per quanto avesse già corrisposti le somme dovute all’azienda in subappalto, avrebbe nuovamente corrisposto le somme richieste, pagando di fatto due volte.

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 19:24

Consumo di suolo, Ispra: in Abruzzo nel 2025 ci sono 219 ettari in meno

Il Forum H2O: «Serve un cambio di rotta»

In Abruzzo nel corso del 2025 sono andati persi a causa della cementificazione e altre attività antropiche ben 219 ettari di suolo, una superficie pari a 300 campi di calcio regolamentari. A dirlo il rapporto annuale ISPRA sul consumo di suolo. Al vertice della classifica dei comuni abruzzesi per consumo di suolo c'è Sulmona e Chieti, entrambi con ben 16 ettari consumati in un solo anno. «Nel primo caso - fa sapere il forum H2O - appare evidente il contributo negativo dato dal cantiere della Centrale Snam, che ha un impatto territoriale rilevante. Pure comuni più piccoli spiccano nella classifica, come Mosciano S. Angelo che si pone al terzo posto nel 2025 con ben 8 ettari consumati. Il suolo è una risorsa finita, non rinnovabile, in quanto si forma su lassi di tempo di centinaia di anni. Una volta cementificato o altrimenti distrutto si perdono tutte le funzioni, dallo stoccaggio di carbonio a tutte le altre funzioni vitali, come il ciclo delle varie sostanze. L'impatto sul ciclo idrico è poi devastante, in quanto si perde permeabilità con conseguenze gravissime sul rischio frane e inondazioni». «Da anni - ha detto Augusto De Sanctis del Forum H2O - stiamo cercando di porre all'attenzione della comunità il tema del consumo di suolo perché è centrale nella corretta gestione dell'ambiente. La stragrande parte dei comuni e anche la regione Abruzzo fanno orecchie da mercante approvando progetti edilizi e infrastrutturali pesanti.  Siamo ai giochi di prestigio pur di non ammettere l'evidenza. Come chiedono i ricercatori dell'Ispra da anni - ha concluso De Sanctis - serve urgentemente un cambio di rotta reale, azzerando le previsioni di Piani regolatori tutti improntati allo sviluppo edilizio indefinito».

 

L'Aquila 27 Ottobre 2026 ore 17:46